Arnold Ehret Italia

Quando non sai dove mettere il tuo messaggio mettilo qui. Se devi fare delle battute, falle qui. Non sono permesse battute sulla dieta o sugli utenti.

Moderatore: luciano

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By luciano
#10187
E' necessario considerare che viviamo in una società conformata in cui la maggior parte delle persone è soggetta alla disinformazione fin dalla nascita.
Molti si fanno ammazzare (vedi la chemio"terapia") convinti di fare la cosa giusta.
Ovviamente cercano di opporsi a cambiamenti dei famigliari quando questi escono dalla convenzione proposta dalle autorità e dagli esperti, dalla scienza, dal medico di famiglia, ecc.
Credono di fare la cosa giusta e dire a loro "tu sei responsabile per le mie condizioni" li fa sentire in torto quando invece pensavano di fare la cosa giusta per te.
Per questa ragione occorre evitare antagonismo, minimizzando, spiegando con gentilezza.
Rimproverare altri del proprio stato è ammissione di non essere causa delle proprie condizioni.
La verità è che ognuno è responsabile delle proprie condizioni, buone o cattive che siano, per quanto spesso sia difficile afferrarne il fondamento.
Tu sei nato in quella famiglia, piuttosto che in un'altra, determinando la condizione in cui ti trovi. :D
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By g89a
#10201
Grazie veramente a tutti. Sono meno confuso di prima, sul quale dovrà essere il mio modello diplomatico, ma non nascondo il fatto di essere ancora un pochino incerto su quale di questi sarà efficace. Prenderò dunque spunto da ognuno dei vostri consigli (anche da quelli di zia perchè anche se è da escludere la fuga, non lo è il fatto di mantenere ben saldi i concetti per cui mi batto). Avendo letto ieri pure il secondo capolavoro del prof. Ehret la mia strada da percorrere si va facendo più chiara e più solida, facendomi nel contempo intuire, che non devo perdere altro tempo se aspiro a riprendermi ciò che la natura ci ha donato, anche se inizialmente dovesse andare a discapito del mio rapporto familiare (sempre entro i limiti). Un sincero Grazie a Tutti e A Risentirci :D
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By luciano
#10220
ziacarmela ha scritto:mi auguro che il nostro ragazzo sia abbastanza intelligente da non soccombere in primo luogo alle sue idee sbagliate, e poi ale idee sbagliate degli altri...

io ti ho avvisato: cercare di spiegae e di far capire quello che stai facendo ai tuoi genitori, che purtroppo sono quello che sono, sarà solo fatica sprecata, energia buttata al vento, laddove tale energia a potresti mettere, se sei davvero interessato, nel coltivarti un ambito diverso di indipendenza dove potrai fare tutti gli esperimenti che vuoi.

questa sarebbe la cosa giusta da fare, ma io dubito fortemente che in generale ci sia una buona probabilità di trovare persone in grado di fare questa scelta, è necessario un volo un battito d'ali che pochi si possono permettere.

rifletti su quello che la vecchia zia ti sta dicendo!

la zietta...


In questo forum non abbiamo la tendenza a dire che le idee di uno siano sbagliate. Ci limitiamo a dire le nostre, magari apportando esperienze di noi stessi.
Inoltre non diamo per scontato che una persona non riesca ad illuminare i suoi genitori e parenti.
Non so se questa è stata la tua esperienza, ma in ogni caso non è detto che tutte le cose finiscano allo stesso modo. :wink:
By jb
#10228
Salve Luciano,

sembra che ci sia qualcosa che io non riesco a capire circa i Tuoi commenti relativi alle mie affermazioni sulla penosa situazione familiare di Gaspare. Tu scrivi criticamente nei miei confronti che.....:

Rimproverare altri del proprio stato e' ammissione di non essere causa delle proprie condizioni.


Suggerisci, Luciano, che un bambino ammetta "di essere causa" della propria obesita?. Un bambino!!!??? O forse suggerisci che questo bambino - diventato penosamente consapevole della sua obesita' sulla soglia dei suoi 17 anni - rimproveri SE STESSO di essere stato ubbidiente - sin dalla fanciullezza - alle credenze e pratiche dietetiche di sua madre?

Davvero Tu suggerisci questo? Sembra proprio di si, perche' quando la Tua attenzione si rivolge ai genitori di questo adolescente, Tu osservi che:

[/quote]Credono di fare la cosa giusta, e dire a loro "tu sei responsabile delle mie condizioni" li fa sentire in torto quando invece pensavano di fare la cosa giusta per te.[/quote]

.........e quindi questi genitori, secondo Te, sono innoccenti ed intoccabili perche' credono e pensano "di fare la cosa giusta". Non solo, ma come se questo non bastasse, Tu suggerisci che Gaspare dovesse astenersi dall'accusarli di essere responsabili della sua obesita', perche' quest'accusa "li fa sentire in torto", la qual cosa - Dio ce ne liberi! - potrebbe smorzare la loro pressione sul figlio acche' questi ritornasse presto alla sua originaria patologia.

Francamente non seguo la Tua logica, Luciano. Siggerisci forse di incoraggiare Gaspare a rimettere su' i persi 30 kili e riacquisire la sua originaria "salutistica" stazza di 102 kilogrammi? E cosi' satebbero tutti felici e contenti? E la pace ritornerebbe a regnare nella sua famiglia? O cosa mai Tu suggerisci che io non riesco a capire?

Il mio suggerimento che Gaspare prendesse l'iniziativa di figurativamente portare i suoi genitori sul banco degli imputati - dove oggettivamente e legalmente infatti appartengono - mirava a drammaticamente "scuotere" i suoi genitori dal sonno profondo in cui vivono, ed aprire cosi' un dialogo. Un dialogo che presentemente e', e continuera' ad essere impossibile finche' il loro sonno rimarra' indisturbato.

Questa era la mia visione, e la riconfermo.

Tanti cari saluti. E complimenti per esser riuscito a farmi pure incazzare!

jb Mirabile-caruso.

"Vegetarianismo Foliare": il solo sentiero da Onnivorismo a Fruttarianismo Puro.
Ultima modifica di jb il 9 gennaio 2008, 10:49, modificato 1 volta in totale.
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By Curry
#10230
cercare di spiegae e di far capire quello che stai facendo ai tuoi genitori, che purtroppo sono quello che sono, sarà solo fatica sprecata,


Mi viene il dubbio, ziacarmela, che tu conosca i genitori di Gaspare...
O forse quello che stai dicendo è quello che è accaduto a te?


Per jb: io l'intervento di luciano l'ho interpretato così: non diamo la copla agli altri di ciò che è stato, in fondo anche noi abbiamo agito. Dare la colpa agli altri è rischioso, perchè ti porta a giustificarti e ad agire meno. Ovvero: un bambino non ha colpa di essere obeso, ovvio, ma se da grande se ne rende conto deve anche ricordarsi che era lui a chiedere la terza merendina di fila. Questo non per incolpare se stesso bambino, ma per rendersi conto oggi dei passi da non commettere più.

Non volevo parlare io per luciano, è solo che mi è piaciuto l'intervento (sempre che io abbia capito bene, ovviamente...)
By luna
#10237
g89a ha scritto:e che avrei voluto nei giorni seguenti seguire una dieta di sola frutta, verdura e qualche piccola cosa


IO inzierei con una dieta di transizione MOLTO graduale che abituerà sia i tuoi che il tuo corpo al nuovo stile.
Del resto anche Ehret sconsiglia di partire con cose drastiche, oltretutto potresti in questo modo evitare di avere crisi di eliminazione violente che metterebbero in allrme i tuoi e a disagio te: sei giovane, sano, comincia poco alla volta!
Magari di fronte a graduali miglioramenti anche tua madre potrebbe convertirsi...
auguri!
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By g89a
#10238
Spero che la mia richiesta di consigli non abbia inasprito i vostri rapporti. Credo che tutti abbiate cercato di dare un determinato consiglio ritendendolo il più opportuno, nonostante è ben poca la vostra informazione sui veri rapporti della mia famiglia. Inoltre credo che sia sbagliato dare la colpa a qualcuno del mio sovrappeso (perchè ovviamente generato da ignoranza e cattiva informazione) tantomeno riversarla su di me, perchè si sarò stato io a chiedere la terza o la quarta merendina ma perchè quelle merendine erano in casa mia non l'ha mai valutato nessuno.
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By luciano
#10260
jb ha scritto:Salve Luciano,
sembra che ci sia qualcosa che io non riesco a capire circa i Tuoi commenti relativi alle mie affermazioni sulla penosa situazione familiare di Gaspare. Tu scrivi criticamente nei miei confronti che.....:

Veramente il mio commento esprime quello che penso, indipendentemente da qualsiasi cosa in contrario abbia scritto tu o qualcun altro, se poi la ritieni una critica nei tuoi confronti non è mia intenzione, non sono interessato a questo genere di cose.

Suggerisci, Luciano, che un bambino ammetta "di essere causa" della propria obesita?. Un bambino!!!??? O forse suggerisci che questo bambin"o - diventato penosamente consapevole della sua obesita' sulla soglia dei suoi 17 anni - rimproveri SE STESSO di essere stato ubbidiente - sin dalla fanciullezza - alle credenze e pratiche dietetiche di sua madre?

Le mie asserzioni provengono da quanto conosco. Essendo gli esseri eterni e avendo avuto altre vite, il fatto che siano nati in una famiglia disinformata che li rimpinza all'inverosimile è dovuto al risultato delle loro azioni fatte in precedenza. Che poi siano consapevoli o meno è un altro discorso, nulla toglie che siano responsabili della loro condizione attuale.

Davvero Tu suggerisci questo? Sembra proprio di si, perché' quando la Tua attenzione si rivolge ai genitori di questo adolescente, Tu osservi che:
Credono di fare la cosa giusta, e dire a loro "tu sei responsabile delle mie condizioni" li fa sentire in torto quando invece pensavano di fare la cosa giusta per te.
.........e quindi questi genitori, secondo Te, sono innocenti ed intoccabili perché' credono e pensano "di fare la cosa giusta". Non solo, ma come se questo non bastasse, Tu suggerisci che Gaspare dovesse astenersi dall'accusarli di essere responsabili della sua obesità, perché' quest'accusa "li fa sentire in torto", la qual cosa - Dio ce ne liberi! - potrebbe smorzare la loro pressione sul figlio acche' questi ritornasse presto alla sua originaria patologia.

Non si tratta di innocenza o intoccabilità, loro fanno quello che la loro mente disinformata dice che è giusto pur essendo sbagliato e riceveranno il risultato delle loro azioni. Nulla toglie che Gaspare è nato lì e le conseguenze di queste ricadono sotto la sua responsabilità, ma questo a molti che pensano che quanto ci arriva in questa vita sia effetto solo di azioni fatte in questa vita non è comprensibile.

Francamente non seguo la Tua logica, Luciano. Siggerisci forse di incoraggiare Gaspare a rimettere su' i persi 30 kili e riacquisire la sua originaria "salutistica" stazza di 102 kilogrammi? E cosi' satebbero tutti felici e contenti? E la pace ritornerebbe a regnare nella sua famiglia? O cosa mai Tu suggerisci che io non riesco a capire?

Ovviamente no, ma accusarli non è la soluzione, invece di svegliarsi dal sonno potrebbero accanirsi ancora di più pensando al figlio ingrato che non segue i loro consigli. Il dialogo potrebbe essere la soluzione, l'allontanarsi dalla famiglia lo considero estrema come soluzione che comunque non escludo, ma dopo che tutto è stato tentato.


Tanti cari saluti. E complimenti per esser riuscito a farmi pure incazzare!

Ho una mia personale visione riguardo a questo tuo ultimo appunto:
In passato, quando prima di arrivare a comprendere di essere la causa di tutto quanto mi succede, e quindi di capire che le situazioni in cui mi trovo sono create dalle mie azioni, atteggiamenti e pensieri, dicevo spesso "mi fai incazzare".
In seguito ho riscontrato che quando qualcuno si comportava in un modo che in precedenza "mi faceva incazzare", osservando la scena dall'esterno vedevo semplicemente una persona che si esprimeva in un certo modo e che io lasciavo che tale atteggiamento mi turbasse, ma potevo anche non lasciare che succedesse.
Perchè quindi esserne effetto? Da allora non lascio più che accada e nessuno mi fa più incazzare, e nel caso che fallissi, il mio pensiero sarebbe "mi sono fatto incazzare", non attribuendo la causa a nessun altro.
Ultima modifica di luciano il 10 gennaio 2008, 12:50, modificato 1 volta in totale.
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By aran
#10264
luciano ha scritto:Ho una mia personale visione riguardo a questo tuo ultimo appunto:
In passato, quando prima di arrivare a comprendere di essere la causa di tutto quanto mi succede, e quindi di capire che le situazioni in cui mi trovo sono create dalle mie azioni, atteggiamenti e pensieri, dicevo spesso "mi fai incazzare".
In seguito ho riscontrato che quando qualcuno si comportava in un modo che in precedenza "mi faceva incazzare", osservando la scena dall'esterno vedevo semplicemente una persona che si esprimeva in un certo modo e che io lasciavo che tale atteggiamento mi turbasse, ma potevo anche non lasciare che succedesse.
Perchè quindi esserne effetto? Da allora non lascio più che accada e nessuno mi fa più incazzare, e nel caso che fallissi, il mio pensiero sarebbe "mi sono fatto incazzare", non attribuendo la causa a nessun altro.


Infatti, finché continuiamo a pensare che gli "autori" della nostra sofferenza siano gli altri, non cambierà mai niente in noi. Essi sono solo i complici, lo specchio della nostra vita, nel quale riflettiamo noi stessi così come siamo. Tutto ciò che ci succede lo determiniamo con le nostre azioni, sia di questa vita che delle altre. Dare la colpa agli altri per le nostre sofferenze non porta da nessuna parte anzi, non fa che toglierci energia vitale senza che le cose cambino a nostro favore.
By jb
#10266
Salve Gaspare,

solo un brevissimo commento sulla Tua recente affermazione:

Inoltre credo che sia sbagliato dare la colpa a qualcuno del mio sovrappeso (perche' ovviamente generato da ignoranza e cattiva informazione).


"Ignoranza" e "cattiva informazione" si traducono, di fatto, in deficienza critica: noi attraversiamo, infatti, l'intero arco della nostra vita - dalla formazione scolastica al nostro concludersi terrestre - unicamente impegnati nella "memorizzazione" di una immensa valanga nozionistica che puntualmente e fedelmente "ripetiamo", senza mai processarla con la nostra facolta' critica.

Il Tuo "credere sbagliato dare la colpa a qualcuno" "ripete" la nozione del "non giudicare", popolarissima nella nostra corrotta Civilta' Occidentale in quanto comodissima a difesa dell'esercizio delle nostre personali perversioni.

Comodissima davvero. Ma ad un prezzo altissimo: l'atrofizzazione del nostro senso critico. E' nell'esercizio del giudicare e condannare gli altri che noi teniamo alerte la nostra facolta' critica e ci prepariamo a giudicare e condannare noi stessi. Ad essere migliori. Ad essere svegli. Ad essere vivi nella vita.

A risentirci presto.

jb Mirabile-caruso.

"Vegetarianismo Foliare": il solo sentiero da Onnivorismo a Fruttarianismo Puro.
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By g89a
#10267
jb ha scritto:Salve Gaspare,

solo un brevissimo commento sulla Tua recente affermazione:

Inoltre credo che sia sbagliato dare la colpa a qualcuno del mio sovrappeso (perche' ovviamente generato da ignoranza e cattiva informazione).


"Ignoranza" e "cattiva informazione" si traducono, di fatto, in deficienza critica: noi attraversiamo, infatti, l'intero arco della nostra vita - dalla formazione scolastica al nostro concludersi terrestre - unicamente impegnati nella "memorizzazione" di una immensa valanga nozionistica che puntualmente e fedelmente "ripetiamo", senza mai processarla con la nostra facolta' critica.

Il Tuo "credere sbagliato dare la colpa a qualcuno" "ripete" la nozione del "non giudicare", popolarissima nella nostra corrotta Civilta' Occidentale in quanto comodissima a difesa dell'esercizio delle nostre personali perversioni.

Comodissima davvero. Ma ad un prezzo altissimo: l'atrofizzazione del nostro senso critico. E' nell'esercizio del giudicare e condannare gli altri che noi teniamo alerte la nostra facolta' critica e ci prepariamo a giudicare e condannare noi stessi. Ad essere migliori. Ad essere svegli. Ad essere vivi nella vita.

A risentirci presto.

jb Mirabile-caruso.

"Vegetarianismo Foliare": il solo sentiero da Onnivorismo a Fruttarianismo Puro.


Si, hai ragione, ma proprio su quello ho cercato di essere obbiettivo, cioè perchè dare tutta la colpa a una sola persona anzichè dividerla secondo i fatti stabilendo comunque un "maggiore" colpevole.
Riguardo il rigirare questo concetto nella mia vita di tutti i giorni hai ragione perchè molto spesso io preferisco dare un parere che faccia comodo a tutti e non quel che realmente penso e credo dipenda anche dal mio carattere. Cmq grazie di aver espresso il tuo parere e A PRESTO :D
By mascalzong
#10277
l'argomento è molto interessante, siamo alle soglie di un trattato di filosofia, che esula dal sistema di guarigione proposto da Ehret.. l'oggetto di questo sito..
cito comunque jb Mirabile-Caruso:
E' nell'esercizio del giudicare e condannare gli altri che noi teniamo alerte la nostra facolta' critica e ci prepariamo a giudicare e condannare noi stessi. Ad essere migliori. Ad essere svegli. Ad essere vivi nella vita.

questa parte del tuo discorso ha del medioevale, sa di santa inquisizione.. sì, nel giudicare e criticare gli altri, mi esercito per poi operare su me stesso e a questo punto magari.. flagellarmi.. nell'esercizio della preghiera ;)
per essere cosa? MIGLIORE.. ma migliore di che? o cosa? sono già migliore è che l'ho dimenticato, come te, chiunque altro qui è già migliore, fin dalle origini della creazione..
essere sveglio e vivere la vita, bellissimo.. ma, chiunque viva il presente con consapevolezza lo è, può quindi sempre apprendere di più e divulgare di più, ma mai imporre.. forse pensi che imponendo o criticando il prossimo per un'informazione mancata, questo prenda per buona la tua? e se non capisce che fai, gli spari??
moriremo e rinasceremo, in questo ciclo evolutivo millenario le cose cambieranno, nella nostra apparizione terrestre, non abbiamo così tanto tempo per risolvere in un'unica esistenza carnale tutti i "problemi" del mondo, io posso cambiare il mio atteggiamento e con questo essere un esempio, ma non posso cambiare il mondo con la forza, attraverso la critica, che quindi diviene un'inutile esercizio,
buona vita a te e a tutti
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By luciano
#10278
jb ha scritto:Comodissima davvero. Ma ad un prezzo altissimo: l'atrofizzazione del nostro senso critico. E' nell'esercizio del giudicare e condannare gli altri che noi teniamo alerte la nostra facolta' critica e ci prepariamo a giudicare e condannare noi stessi. Ad essere migliori. Ad essere svegli. Ad essere vivi nella vita.


Nel corso di questa vita ho giudicato e criticato tanto e ho visto tante altre persone fare la stessa cosa, ma non non visto sinceramente nessun miglioramento né in me né in altri quando tale attitudine è stata mantenuta.

Né ho visto le persone giudicate o criticate migliorare a seguito di tali giudizi o critiche.

I miglioramenti in me sono arrivati quando ho visto le motivazioni che giacevano dietro all'impulso di giudicare e criticare, ho smesso di farlo e ho trovato in me le stesse cose o simili che erano motivi di critica in altri.
Questo fa parte del mio cammino verso il miglioramento, fermo restando che ci sono altre strade e ognuno segue quella che più gli è confacente.
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