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Ammonio, acido lattico e test del pugno - Arnold Ehret Italia

Arnold Ehret Italia

Per quanto la dieta di per sè, disintossicando il corpo ed eliminando il muco, alla fine risolve alla radice, lungo la strada può essere utile l'utilizzo di decotti o tisane indirizzati all'espulsione di specifiche tossine e veleni, come i metalli pesanti, tanto per fare un'esempio.

Moderatore: luciano

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By arca
#1152
Rispondo circa l’argomento che mi è stato richiesto da Luca, quello dell’ammonio.


TEST DEL PUGNO
Il test del pugno, conosciuto anche come FIST TEST, consiste nel valutare se al mattino, prima di aprire gli occhi, si ha la capacità di serrare il pugno come la sera prima. A seconda della forza impiegata sembra vi sia una relazione con i livelli di ammonio nell’organismo. Quindi più ammonio sarebbe presente, meno forza è disponibile per serrare il pugno.
Purtroppo oggi rientra nel campo del “normale” il fatto che al risveglio, quando riprendiamo coscienza del nostro corpo, non possiamo con il pugno esercitare una forza elevata come la sera prima. Dopo vedremo questa cosa non è affatto normale e cercheremo come riparare alla di mancanza di forza.


AMMONIO
L'ammonio o ammoniaca è una sostanza cito-tossica (tossica per le cellule) formata da un atomo di azoto legato a tre atomi di idrogeno e viene prodotto dall'organismo e per quanto possa risultare tossica, svolge un ruolo prezioso nel mantenimento dell'equilibrio acido-base nell'organismo. Questa frase dovrebbe chiarire molte cose sul suo ruolo: per digerire le proteine animali il pH dello stomaco deve arrivare fino a 2 per attivare un enzima digestivo detto PEPSINA con relativo successivo scarico nel circuito corporeo degli acidi; se le riserve di minerali alcalini sono esaurite, il corpo si depaupera di sostanze per tamponare gli acidi (sostanze tampone). Alla fine i reni produrranno quantità di ammonio (NH3+) per tamponare gli acidi forti della digestione e dopo interviene la malattia cronica.
L’ammonio serve per eliminare tutti gli eccessi di acidi non carbonici derivanti principalmente dal metabolismo di un certo tipo di amminoacidi (fonte: http://www.renalgate.it/tesi_laurea/tes ... ammonio%22).

CAUSE DEI LIVELLI DI AMMONIO ALTI

Il fegato non riesce a convertire l’ammoniaca in urea
Per mantenere l'equilibrio acido-base normale, il nostro organismo possiede tre meccanismi: le sostanze tampone, la respirazione e l'attività dei reni.
I tamponi sono sostanze presenti nel sangue che tendono a neutralizzare le scorie acide o alcaline.
La respirazione rapida aumenta la velocità di eliminazione dell'anidride carbonica dal sangue, rendendolo così meno acido; viceversa, una respirazione lenta lo fa diventare più acido.
I reni aiutano a mantenere un livello di acidità costante nel sangue regolando la quantità di residui acidi o alcalini nelle urine.
Alterazioni dell'equilibrio acido-base danno luogo ad acidosi o alcalosi.
In un malato HCV positivo (epatite virale C) cronico o già cirrotico e quindi con un danno epatico serio, la capacità del fegato di trasformare l'ammoniaca in urea si riduce, pertanto l'elevato livello di ammonio nel sangue pare essere la causa della riduzione di coscienza che si manifesta nell'insufficienza epatica.
Affinché si possa supporre che la quantità elevata di ammonio possa produrre gravi danni, la sua concentrazione dovrebbe raggiungere e superare i 400mg/100ml, a questo punto potrebbe determinarsi uno stato di "bypass funzionale" per cui l'ammoniaca sfuggirebbe all'azione filtrante del fegato e attraverso il circolo sanguigno potrebbe raggiungere il SNC (Sistema Nervoso Centrale).
Tutto ciò accade solo nei pazienti epatopatici gravi per i quali la funzionalità epatica risulta già essere gravemente compromessa.
In condizioni fisiologiche normali, l'ammoniaca, la cui concentrazione nel sangue è inferiore a 100 mg/100 ml, viene convertita nei composti atossici di acido glutammico e glutammina.
Sotto tali forme l’ammoniaca giunge al fegato ed al rene, dove, previa trasformazione dell'acido glutammico in carbamil-fosfato, entra nel ciclo dell'urea, per poi essere espulsa con le urine. Fonte: testo "le epatiti virali" della UTET.
A tal proposito specie nelle persone alcolizzate con gravi danni al fegato anche irreversibili come la cirrosi epatica, che hanno alto il valore di ammonio nel sangue, vengono praticati clisteri evacuanti con un farmaco specifico, ripetuti nella giornata, per abbassarne i valori attraverso le feci in abbondanti scariche.

Infezioni batteriche
Anche le infezioni batteriche possono causare calcolosi perché, provocando la scissione dell'urea, fanno aumentare la concentrazione urinaria di ammonio […]. http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=d ... /reni1.jsp Infezioni batteriche

Residuo della flora batterica
L’ammonio viene prodotto anche dalla flora batterica ed entra in circolo per mezzo dell’assorbimento intestinale.
In condizioni fisiologiche ottimali viene trasformato dal fegato in urea ed eliminato dal rene sotto forma di ione ammonio per mantenere un normale equilibrio acido-base.
********************************

Quindi, come si vede, c’è una differenza tra l’ammonio prodotto a seguito di una alimentazione “pesante” e l’ammonio prodotto o dalla flora batterica o comunque da eventi fisiologici del corpo.
Poiché il nostro caso è il secondo (anche perché sul primo basta semplicemente mangiare in modo adeguato), a questo punto vuol dire che la soluzione sta nel fatto di riequilibrare le funzioni e gli organi deputati ai processi di annullamento dell’ammonio: il fegato e la flora batterica. Dopo vedremo queste indicazioni.

ULTERIORI COMMENTI
Se vi è una infezione in corso che provoca un aumento di ammonio va curata l’infezione e non si deve agire per eliminare l’ammonio. Consiglio quindi, in caso di dubbio, un’analisi dell’urina con antibiogramma per la valutazione dei focolai di infezioni in corso. Non è raro che a seguito di una banale analisi di controllo batterica si riscontrino impensabili infezioni in atto.

Al di là delle cause legate alle infezioni, la produzione di ammonio è un meccanismo di difesa, per cui si deve intervenire sulla causa, sull’acidità, per mezzo di sostanze alcalinizzanti (dal bicarbonato di sodio ai composti basificanti) di cui ho parlato nel mio primo post SINERGIE ALLA DIETA da assumere oralmente. Attenzione: un eccesso alcalino, così come un eccesso acido, può provocare calcolosi. Tenere costantemente sotto controllo i livelli di pH urinario.

SOLUZIONI
Questa parte è tanto vasta che una enciclopedia non la conterrebbe, quindi portiamo al necessario le argomentazioni. E vediamo le azioni da compiere, come prima citato, sul fegato e sulla flora batterica.
La mancanza di forza e tutti gli altri acciacchi che un corpo può accusare sono sempre e solo la diretta conseguenza degli atteggiamenti mentali dell’Essere spirituale. È il pensiero che modella la materia per mezzo di un piano intermedio che possiamo, per facilità di conversazione, definire energia.
Quando si parla di pensiero si parla di atteggiamento: amare tutto, amare tutti; essere allineati con la vita, liberarsi delle cose noiose e di tutti quegli oggetti che ci sommergono gli spazi di casa, ufficio, auto, garage ecc. di un 80% (valore stimato da una ricerca inglese).
In genere l’80% delle cose che ci circondano non ci servono e sono solo ricordi che ci attanagliano al passato; bonificare l’area dalle cose NON ESSENZIALI libera spazio e ci fa stare meglio: ci riporta al presente, l’unico momento in cui un Essere (sostantivo) può essere (verbo). Dico ciò poiché è assurdo intervenire con un rimedio per il mal di testa quando la persona continua a darsi martellate sulla testa.
Quindi dobbiamo ricordare che l’atteggiamento è tutto.

Prima di passare alle azioni biologiche da usarsi, diviene fondamentale un dato che sarà utile per spiegare il resto: alcune parti dell’intestino fanno parte del sistema nervoso (quello autonomo o neuro-vegetativo, per essere precisi); a questo punto appare chiaro che possiamo avere un CORPO SANO solo in una MENTE SANA anche se le prime azioni sono relative all’interveto sul corpo (mens sana in corpore sano). Se non sistemiamo l’atteggiamento verso di noi e l’esterno di noi, il nostro intestino non può lavorare correttamente. Con questo concetto ABBIAMO TIRATO UN PONTE TRA ATTEGGIAMENTO E DIGESTIONE.

Un altro dato fondamentale che raramente ho trovato è il seguente: in genere, dopo aver intrapreso una corretta alimentazione, sono necessari due anni per riparare e disinfiammare COMPLETAMENTE l’intestino.
Questo significa che prima di due anni la flora batterica non lavora correttamente e può produrre gas tossici, tra cui ammonio. Ecco il collegamento tra atteggiamento e digestione.
Il prof. Ehret era una persona di un elevato livello spirituale; egli amava la vita e perseguì il suo scopo (era lo scopo della sua anima) di scoprire il meccanismo della perfetta salute; non si raggiunge una perfetta salute se non cambiamo i nostri atteggiamenti e non si persegue il nostro essere. Non si può amare Dio ed odiare il proprio vicino.

Sto pensando, a questo punto, ad un post molto speciale sull’intestino (non lo prometto, voglio vedere se vi sarà interesse per questa cosa), ma nel frattempo mostro delle citazioni scientifiche.


CITAZIONE 1: La microflora intestinale svolge funzioni necessarie al mantenimento della salute dell'organismo; l'alterazione di qualsiasi funzione può determinare condizioni patologiche di varia entità.
Un microrganismo per poter colonizzare una superficie epiteliale deve possedere due proprietà importanti: capacità di aderenza e di sopravvivenza (fonte: Savage D.C., et al.: Introdution to mechanism of association of indigenous microbes. Am J.Clin. Nutr.; 32:113-18, 1979).


CITAZIONE 2: La peristalsi intestinale permettendo la propulsione del contenuto intestinale limita la crescita batterica e consente, quindi, una efficace barriera all'eccessiva crescita delle specie batteriche, mentre la stasi intestinale può modificare qualitativamente e quantitativamente la microflora intestinale.


CITAZIONE 3: I prodotti batterici attraversano la barriera della mucosa intestinale, attivano le cellule effettrici della lamina propria e provocano un aumento dell'infiammazione. Questi fenomeni porterebbero ad una risposta infiammatoria favorita dai prodotti batterici esposti che provengono dal lume intestinale (fonte: Sartor RB., et al.: The role of normal enteric bacteria and bacterial products in chronic intestinal inflammation. Academic Publishers, Dordrecht, :519-528, 1996).

Se i batteri della flora intestinale convivono in un determinato equilibrio contribuiscono allo stato di salute dell'organismo; si dovrebbe coltivare la flora batterica per evitare produzioni di ammonio anche da parte della flora batterica e, conseguentemente, regolando al flora batterica, consentire una digestione non fermentata e quindi senza produzione di ammonio da parte dei reni per ristabilire un corretto equilibrio acido-basico. Non dimenticando di non bloccare la peristalsi dell’intestino.
Per quanto riguarda il fegato, in condizioni fisiologiche regolari, l'ammonio è trasformato nel fegato ed eliminato attraverso il rene. Una scarsa attività del fegato può provocare innalzamento dei livelli di ammonio nel sangue. Per il fegato ho già parlato di procedure per purificarlo nel paragrafo PULIZIA DEL SANGUE del primo post SINERGIE ALLA DIETA.

Circa i batteri intestinali, abbiamo detto che se convivono in un determinato equilibrio contribuiscono allo stato di salute dell'organismo; allora subito siamo portati a pensare che farò una cura di fermenti lattici. Ebbene, sfatiamo questo quasi-del-tutto-falso-mito: immaginate di avere un gruppo di cani ed all’improvviso ne mettete dentro uno nuovo; cosa accade? Che il gruppo lo assalirà. Ma anche a casa vostra se vi entra qualcuno all’improvviso lo metterete alla porta. Nel mondo vegetale alcune piante non possono essere trapiantate vicino ad altre. Nell’intestino avviene più o meno la stessa cosa: nuovi batteri immessi per mezzo dell’alimentazione raramente attecchiscono al terreno e vengono eliminati.

È molto più probabile che un solo battere autoctono (del posto) possa moltiplicarsi in un miliardo, piuttosto che di un miliardo di batteri immessi possa attecchirne uno.

Non è detto che i batteri immessi non funzionino affatto: così distruggeremmo secoli di alimentazione fermentata umana; infatti da millenni quasi tutta l’umanità si nutre quotidianamente di sostanze fermentate (yogurt, siero di latte, latticello, frutta fermentata ecc.).
Ciò che voglio dire è che se non abbiamo una costante alimentazione fermentata come avviene in molte popolazioni al mondo, è praticamente inutile pensare che in un mese di cura possa avvenire una ripopolazione di flora intestinale per mezzo di assunzione di fermenti lattici; comunque al supermercato si trovano prodotti a basso prezzo altrettanto buoni come quelli delle costose erboristerie e farmacie.

Allora è meglio cercare di far duplicare quell’unico battere in un miliardo di suoi simili.

Bene, ora propongo una ricetta del cavolo; ma niente di offensivo, anzi, poiché proprio con il cavolo si può ripristinare la flora batterica.

È un metodo che metto a disposizione per chiarire le idee e per fornire anche questo dato: spesso le industrie di prodotti alternativi (nello specifico parlo della produzione di fermenti lattici) sono molto più subdole e feroci di quelle tradizionali, poiché giocano sulla paura e sull’ignoranza della gente. Ciò che non si sa è che molte aziende di medicina tradizionale hanno la loro azienda di prodotti alternativi.
Voglio precisare che il metodo che sto per comunicare, per me che sono una persona molto pratica, risulta noioso, ma per chi lo vuole usare, eccolo qui.

Questa formula agisce sul terreno dei batteri presenti e mira ad ottenere il massimo vantaggio nella ripopolazione della flora batterica intestinale: preparare uno speciale fermentato mescolando 400 cc di acqua pura o distillata con 700 gr di cavolo fresco (cappuccio o verza) spezzettato in un frullatore. Versare in un vaso e lasciare ben coperto a temperatura ambiente per tre giorni; poi passare al setaccio. Così dura 24 ore; prepararlo ogni giorno. Bisogna stare attenti a berlo sempre freschissimo; se ha un gusto ed un odore putrido buttarlo via. Quando è “potabile” ha un gusto tra acqua carbonata e siero da produzione di yogurt. Bere tre volte al giorno 120 ml (120 cc) possibilmente ai pasti per un periodo da 1 a 3 mesi.

Questa è la ricetta, ma come ho fatto trasparire prefersico essere felice riparando le mie aree di vita e divertendomi: il corpo segue da sé.

Tutto ciò che ho scritto è allo scopo di non perdere energia; per ACQUISIRE una enorme energia, il prossimo post sarà strabiliante; il titolo sarà ESERCIZI PER DECUPLICARE L’ENERGIA FISICA.

Saluti a tutti.

Arca :D
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By arca
#1318
Ciao Luca,
risponderò al tuo post nell'arco di poche ore.

Essendo un argomento utile ai fini della salute e del funzionamento del corpo, lo inserirò nella sezione MALATTIE E DISTURBI. Tieni d'occhio quella sezione.

SSSSSSSaluti.

Arca
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By Bruschino
#1987
:D
Ultima modifica di Bruschino il 2 gennaio 2007, 14:01, modificato 1 volta in totale.
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By Bruschino
#1988
Un'altra domanda. Il cavolo va frullato oppure no?Per vaso cosa intendi, uno di terracotta? Alla fine, quando il tutto è pronto, si può utilizzare un semplice colino per filtrare il tutto?
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By arca
#1994
Bruschino ha scritto:Un'altra domanda. Il cavolo va frullato oppure no?Per vaso cosa intendi, uno di terracotta? Alla fine, quando il tutto è pronto, si può utilizzare un semplice colino per filtrare il tutto?


Il cavolo va spezzettato in un frullatore, ma non reso pastetta o liquido: una girata veloce oppure lo tagli sottile a lama di coltello. Il vaso puoi usare quello che vuoi tu, ma trasparente è meglio poiché i batteri si alimentano anche di luce (quindi le reazioni sono più efficienti) e il vaso non va sigillato poiché deve areare. Quando tutto è pronto devi usare un colino per filtrare. :wink:

Arca

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