Arnold Ehret Italia

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Moderatori: luciano, Moderators

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By wilma
#1214
buongiorno a tutti,
sto leggendo il libro di Ehret ed avrei desiderio di qualche chiarificazione.
Ho letto che l'autore concede il caffè come bevanda.....allora si può bere ? Ho sempre letto che il caffè è nocivo. L'autore parla di gelatina di frutta ma cosa si intende precisamente ? Dove trovo le gelatine di frutta ?
Ultima cosa, iniziando ad alimentarmi con verdura e frutta ho notato che ho sempre freddo e, lavorando in un ambiente gelato, soffro molto. Avete qualche consiglio da darmi ? Ho anche notato che il pomeriggio verso le 16 il mio corpo richiede carboidrati ed è molto difficile resistere alla tentazione di consumare un bel panino o un dolcetto. Grazie a tutti.
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By luciano
#1220
Benvenuta Wilma con il tuo primo post sul forum! :D
Si è vero il caffè è nocivo, ma occorre comprendere bene in quale contesto Ehret dice di lasciare che lo si prenda.
Durante la dieta di transizione, per una persona assuefatta al caffè sarà più facile rinunciare al cibo al mattino se gli si lascia almeno il "suo" caffè. E' inteso che la dieta di transizione finirà e con essa il consumo di caffè.
Wilma ha scritto:Ultima cosa, iniziando ad alimentarmi con verdura e frutta ho notato che ho sempre freddo e, lavorando in un ambiente gelato, soffro molto.

All'inizio è così, perchè cessa la stimolazione dei cibi che creano muco e la circolazione del sangue non si è ancora attivata come dovrebbe, non essendo il sangue ancora purificato.
Nel frattempo se è possibile fare esercizio fisico, coprirsi di più, far riscaldare l'ambiente gelato, se non imposto da fasi di lavorazione.
Wilma ha scritto:L'autore parla di gelatina di frutta ma cosa si intende precisamente ? Dove trovo le gelatine di frutta ?

Dove trovarle non lo so, forse i punti vendita NaturaSì o altri del biologico le hanno. Chiedi.
Cosa sono è descritto in un articoletto che non mi ricordo da dove viene, lo incollo qui sotto:
La preparazione della gelatina di frutta


Confetture, marmellate, gelatine... tre modi per un unico risultato: conservare la frutta per le stagioni in cui non è disponibile il prodotto fresco. Delle tre la gelatina è il prodotto più raffinato; bello nell'aspetto, scintillante nel sapore. Prima di spiegare come fare, alcuni appunti.

La gelatina si può fare con qualsiasi frutto; il concetto base è quello di ricavarne il succo e cuocerlo con una adeguata quantità di zucchero. C'è però un problema: non tutta la frutta contiene pectina (che è il gelificante naturale...) o, se la contiene, le percentuali sono diverse.

Questo elenco aiuta a capire.

- mele, more, ribes rosso, uva spina, limoni, arance, prugne acerbe, è frutta ricca di pectina e notevolmente acida;
- prugne mature e ciliege dolci sono ricche di pectina, ma poco acide;
- fragole, uva, albicocche, amarene, è frutta povera di pectina, anche se discretamente acida;
- lamponi, pesche, fichi, pere e, in genere, tutta la frutta matura è povera di pectina e non acida.

L’integratore di pectina è la mela acerba (bucce e torsoli in primo luogo); il correttore di acidità è il limone (tutto).
Io uso questo sistema: faccio cuocere a fuoco basso e con poca acqua, per 30-40 minuti, in una pentola separata, quel che mi serve (mele e/o limoni); faccio raffreddare e passo al colino a maglia fitta. Ottengo una purea molto molle che è un concentrato della sostanza che mi serve; lo aggiungo al succo di frutta e allo zucchero prima della cottura finale.

E per ottenere il succo-base?
La frutta, ben lavata e tagliata a pezzi con tutta la sua buccia, va messa in pentola e coperta a filo con acqua. Va cotta fin quando la sua consistenza diventa molto morbida (le fragole cuoceranno meno, pere e pesche sensibilmente di più; dipende comunque dal grado di maturazione). Ancora calda versatela in una tela bianca e pulitissima (che userete solo per questo, avendo poi cura di lavarla senza detersivi) che avrete poggiato su una ampia scodella. Raccogliete i quattro lembi, legateli e sospendete la massa cotta sopra la scodella. Dovrà restare lì a percolare per 24 ore. Non toccate il sacco, non strizzatelo, non accellerate insomma la percolatura; da questa fase dipende la luminosità della vostra gelatina!

Ora pesate il succo ottenuto e, in relazione alla frutta impiegata, al vostro gusto e alle necessità di conservazione nel tempo, pesate da 400 a 700 gr di zucchero per chilo di succo.

La frutta matura richiede meno zucchero; quella acerba o fortemente acida ne richiede di più. Siamo quasi alla fine; due utensili vi aiuteranno ad ottenere il risultato migliore: la pentola di rame e il termometro. La prima è utile perché condurrà la cottura al punto di gelificazione (108° C) in minor tempo, salvaguardando al meglio gli aromi della frutta; Il secondo è indispensabile, ne capite il perché…

Non deve essere un termometro da zucchero, basta che sia tarato fino a 120° C. e che la scala graduata si legga bene.
Unite in pentola il succo, lo zucchero e la purea che contiene pectina e/o acidi. Mescolate a freddo per amalgamare e andate sul fuoco forte fino a quando non raggiungerà il punto di gelificazione (circa 12-15 minuti dopo il bollore). Togliete la pentola dal fuoco, fermate la cottura immergendone il fondo in acqua fredda e poi, con cura, invasate. Suggerisco di invasare in contenitori piccoli (120 ml). Fate raffreddare i vasetti per bene, coperti da un tovagliolo pulito. Poi tappate e conservate in un posto fresco e asciutto.

Luciano :D
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By Bruschino
#1991
Luciano, ma non dovrebbe esser evitato lo zucchero soprattutto per uno come me che è affetto da diabete?
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By luciano
#2009
Bruschino ha scritto:Luciano, ma non dovrebbe esser evitato lo zucchero soprattutto per uno come me che è affetto da diabete?

E' ovvio, lo zucchero dovrebbe essere evitato da chiunque, ma nella dieta di transizione vengono fatte alcune "concessioni".
Ogni suggerimento deve essere vagliato e considerato a seconda delle particolari condizioni di chi legge.
In particolare lo zucchero raffinato è un veleno per un diabetico e quindi se io fossi in tale condizione non ci penserei due volte ad escluderlo.
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By Bruschino
#2015
Molto bene. Grazie.

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