Arnold Ehret Italia

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Moderatore: luciano

#17111
Carissimi, come sempre vi invito a leggere e a divulgare il documento che vi invio. Un forte saluto a tutti voi da flm



L’ECCEZIONE CHE NON FA LA REGOLA




Franco Libero Manco

Associazione Vegetariana Animalista

via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 - 3339633050

www.vegetariani-roma.it - www.universalismo.it






Quando una persona, in apparenza in buona salute, viene colpita
da una grave malattia o addirittura da morte, coloro che sono convinti che
la nostra salute, la nostre malattie e la nostra stessa morte non dipende
dal nostro stile di vita si sentono incoraggiati a continuare a vivere in
modo non conforme alle leggi biologiche, a consumare cibi spazzatura, a non
fare attività fisica, ad essere pessimisti nei confronti della vita… Il
concetto che da questi viene ribadito in queste circostanze è “Non centra
nulla cosa si mangia: c’è chi muore giovane in piena salute, magari facendo
dello sport e chi invece mangiando quello che vuole e magari fumando un
pacchetto di sigarette al giorno e campa fino a 90 anni”. E’ vero, ma è l’eccezione
non la regola. Sicuramente una tal persona, di fibra indiscutibilmente
forte, invece di campare 90 anni sarebbe vissuto fino a 110 se avesse
adottato uno stile di vita più conforme alle regole naturali. Uno su mille
che può avere la fortuna di vivere così a lungo mentre il restante 999 ha le
stesse probabilità di subire malattie e morte prematura come avviene per la
stragrande maggioranza della popolazione che non tiene conto del suo stile
di vita. Le probabilità di conservare la salute e di vivere a lungo sono le
stesse di una vincita al lotto: è come pretendere di far funzionare un
apparecchiatura senza tener conto delle regole riportate sul libretto delle
istruzioni.

C’è anche chi è convinto, fatalmente, che la data della nostra
morte è già stabilita e che non è possibile mutare il corso degli eventi: un
modo per tentare di sottrarsi alla responsabilità di essere artefici del
male che ci auto procuriamo. Io credo che ognuno costruisca il proprio
destino, che siamo noi stessi a determinare la nostra buona salute (a parte
fattori genetici che però incidono solo per l’1%) e che la data della nostra
morte la stabilisce la sommatoria delle nostre azioni contrarie alle leggi
naturali: poche trasgressioni poche malattie e pochi anni in meno di vita,
molte trasgressioni molte malattie e molti anni in meno di vita.

Se un animale destinato a nascere nella foresta, a vivere libero
tra spazi illimitati, a respirare aria pura e a cibarsi del cibo a lui
adatto per specie, viene invece fatto nascere in una metropoli, a vivere in
spazi angusti, a respirare aria inquinata e a mangiare cibo non adatto alla
sua specie, non occorre essere dei geni per capire che la sua vita sarà
inevitabilmente più breve e flagellata da malattie. Ma se quell’animale
nonostante le aggressioni al suo organismo riesce a vivere a lungo non è la
norma: è l’eccezione. E tu forse non sei l’eccezione ma la norma. Se uno usa
mangiare carne, pesce, formaggi e uova e riesce a vivere a lungo è l’eccezione
non la regola. Se uno che non sa nuotare si butta in acqua e riesce a
salvarsi non è la norma è l’eccezione. Se uno è indifferente all’uccisione
di un animale, alla sua violenza, alla sua tortura ma è capace di essere
sensibile e compassionevole verso gli esseri umani è l’eccezione non la
regola. Se uno si rifiuta di capire che gli animali sono suoi stretti
compagni di viaggio e parenti familiari ma però dimostra intelligenza nelle
scienze matematiche, chimiche, filosofiche, spirituali, è l’eccezione non la
regola. La regola è che gli esseri umani, per loro natura fruttivori,
crudisti, vegetariani
, sono stati programmati dalla natura per vivere in
ambienti naturali, a cibarsi in modo conforme alle loro esigenze
chimico-fisiologiche, a muoversi continuamente, a respirare aria pulita, a
bere acqua pura, a non subire stress psicofisico, a curare lo sviluppo
mentale, la componente emotiva e spirituale allo stesso modo del corpo; se
tutto questo non avviene è come progettare a benzina il motore di un’automobile
e poi pretendere che funzioni bene anche a gasolio.

La chimera, l’illusione, l’utopia accarezzata dall’uomo è quella
di poter vivere nel vizio, avvelenandosi con carnami, con prodotti di
sintesi, di drogarsi, fumare, consumare alcolici, zuccheri e prodotti
raffinati, di doparsi… insomma, vivere contro natura ma pretendere di vivere
a lungo e possibilmente in salute. I kamikaze della forchetta, i
dissacratori del buon vivere, quelli che si arrampicano sugli specchi per
giustificare le proprie convinzioni e difendere ad ogni costo la propria
bistecca, fanno sempre riferimento non alla drammatica realtà della massa
debole, malaticcia e destinata all’obitorio, ma allo sporadico eccezionale
singolo individuo che nonostante le sue scelleratezze alimentari riesce a
vivere senza grosse malattie fino a tarda età: che è come correre contromano
sull’autostrada e restare indenni.

Si pensa che la malattia, i tumori, cancri, gli infarti siano
incidenti che colpiscono gli altri. In genere coloro che sono poco avvezzi
alle regole del giusto vivere pensano: “Una fettina al giorno, un pezzo di
pollo, un pesce, una fetta di prosciutto, di insaccato o di mortadella;
oppure 10 sigarette al giorno, tre caffè, una coca cola, due pasticcini, che
vuoi che sia non può nuocermi ed in fatti mi sento bene, in forma”.
Raramente gli effetti sono immediati, più spesso sono a lunga scadenza, ma
puntuali ed inesorabili: prima o poi la natura ci presenta il conto da
pagare (e spesso esige anche gli interessi) e se questo succede per il corpo
succede anche per la coscienza e per la mente dal momento che le tre
componenti sono tra loro inseparabili. Quindi, conviene essere vegetariani,
per forza o per amore.

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By Cosmonauta
#17129
PER FORZA O PER AMORE! :D

Grazie corvino!

Eccezionali Saluti Cosmici! :D :o :D
Avatar utente
By betula
#17196
Bello questo articolo.
Manco raggiunge sempre l'obiettivo :wink:
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