Arnold Ehret Italia

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Moderatore: luciano

#17841
DA DOVE sono venuto? Perché sono qui? Qual è realmente lo scopo della vita? Queste erano le domande che sicuramente anche Ehret si poneva,lo possiamo dedurre dai suoi numerosi riferimenti a Dio che leggiamo nei suoi libri.

A queste domande ho riflettuto spesso profondamente. E in qualche modo mi erano rimaste in mente delle parole che mi incoraggiavano nella ricerca: “Continuate a cercare e troverete”.

Poi accadde un giorno qualcosa che cambiò la mia veduta. La disperazione cedette il posto alla speranza. Perché? I particolari della mia ricerca dello scopo della vita vi aiuteranno a capire.

Un giorno ho ricevuto una rivista. L'ho presa perche' sono stata colpita dalla sincerità della persona che me l'ha offerta, cominciai a leggerla e lentamente un sentimento meraviglioso si impossessò di me; cominciai a provare sollievo. Perché? Perché cominciavo per la prima volta a credere che c’era una speranza.

La rivista parlava del regno di Dio. Mostrava che sotto il dominio del Regno non ci sarebbe stata la sofferenza umana. Ma ciò che mi fece vera impressione era l’affermazione che tutti potevano ottenere le benedizioni del regno di Dio, indipendentemente dal male commesso in passato.

Che pensiero meraviglioso fu questo per me! Significava, come lo compresi, che l’amorevole Creatore non avrebbe imputato contro di me nessun errore precedente. Non potete immaginare che sollievo provai! Decisi di andare più a fondo.

Appresi che avere un vero scopo nella vita significa avere una ragione per vivere, un obiettivo preciso, qualcosa su cui concentrare i propri sforzi. Gli uomini possono realmente avere uno scopo del genere nella vita? Certamente! Il fatto che siamo dotati dell’intelligenza, della coscienza e della ragione indica che il Creatore aveva un proposito ben preciso quando ci ha fatti. Logicamente, quindi, possiamo trovare e perseguire il vero scopo della nostra vita solo vivendo in armonia con il proposito del Creatore.

La semplice esistenza, perciò, non è vita nel senso pieno. “La persona vive”, dice lo psicoterapista Sidney Jourard, “finché sente che la sua vita ha significato e valore, e finché ha qualche cosa per cui vivere”. Ma quale significato o senso attribuisce questo mondo alla vita, quando la stragrande maggioranza dei suoi insegnanti crede che la vita sia non un dono di Dio, ma un incidente della natura? È chiaro che le loro teorie non mostrano rispetto per la vita. Idee come la teoria dell’evoluzione degradano la vita umana insegnando che l’uomo è un animale, il prodotto dell’evoluzione. Degradano l’uomo negandogli la dignità che gli spetta come creazione di Dio. Questi concetti hanno indotto molti a considerare la vita come qualche cosa di poco valore. I delitti, la violenza, le guerre e l’immoralità che dilagano nel mondo sono un riflesso della mancanza di rispetto degli uomini per la santità della vita.

Ma per avere un significato, la vita deve avere uno scopo. Uno studente sviato dalle numerose filosofie sulla vita ammise questo bisogno. “Il guaio per me”, disse, “è che non ho una ragione per vivere. . . . un uomo ha bisogno di una ragione, e io non l’ho”. La sua triste situazione è comune.

Qual è, dunque il vero scopo della vita? Molti hanno sostenuto che lo scopo principale della vita sia quello di trovare la felicità. Ma che cos’è la felicità? Dove e come si trova? Alcuni confondono la felicità con il semplice piacere fisico e cercano di trovarla soddisfacendo i sensi. Altri cercano di trovare lo scopo della vita nella devozione a qualche forma di arte, o in una causa, o anche nell’amore di un’altra creatura umana. Ma nessuna di queste attività ha soddisfatto per lungo tempo l’uomo.

Il grande inganno d’oggi è che l’uomo possa vivere solo di pane, che una filosofia puramente materialistica soddisfi tutti i bisogni della vita. “Datemi solo una casa, la macchina, un apparecchio televisivo e un lavoro per pagare i miei conti, e sarò felice”, è la cieca, speranzosa illusione. Ma un fatto significativo, di rado accettato dai poveri, è che i ricchi provano poco piacere nelle loro ricchezze. Perché? Perché, pur avendo denaro ammettono che la felicità e la soddisfazione sono in qualche modo sfuggite loro. Anche se hanno pane in abbondanza, cercano ancora lo scopo della vita.

Anche noi come Ehret, non vogliamo vivere solo per noi stessi, ricercando solo una sanita' fisica fine a se stessa, ma avere dei principi su cui basare la nostra VITA, questo fara' la differenza tra felicita' e infelicita' e allora, come aneliamo con tanto impegno al benessere fisico, potremo dire „ Questo sforzo di vivere cercando il benessere fisico associato al benessere spirituale ha valso davvero lo SCOPO per cui siamo stati CREATI“
Infatti il piu' GRANDE MAESTRO mai esistito sulla terra disse in una occasione che „ NON SI VIVE DI SOLO PANE....“. :-)

A presto :lol:

Rita [/b]
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By Atavicus
#17861
Tutto sacrosanto. Mi sento solo di aggiungere una cosa però: per un uomo "corrotto" dal punto di vista fisico, il corpo diventa una pesante zavorra che spesso impedisce di raggiungere l'illuminazione spirituale. E' certamente vero anche il contrario, naturalmente: un uomo propenso al materialismo e lontano dalla spritualità si troverà più facilmente con un corpo corrotto.
Insomma: crescere vuol dire far andare di pari passo il proprio benessere fisico, quello emotivo e quello spirituale e la crescita di ognuno di questi favorirà gli altri.
Non provo orrore al pensare alla teoria dell'evoluzione ed ad immaginarmi come "animale". Accetto la mia "animalità" e la rispetto, comprendendo l'importanza che la dimora del mio spirito sia pura.
By centerfit
#17932
Salve Atavicus,

rispetto il tuo pensiero - " Non provo orrore al pensare alla teoria dell'evoluzione ed ad immaginarmi come "animale". Accetto la mia "animalità" e la rispetto, comprendendo l'importanza che la dimora del mio spirito sia pura. "

Solo una lieve differenza degli animali, l’uomo fu creato con la capacità di agire secondo il proprio libero arbitrio, non essendo guidato principalmente dall’istinto.

Inoltre negli ultimi anni gli scienziati hanno studiato a fondo il patrimonio genetico dell’uomo. Confrontando le caratteristiche genetiche di persone di varie parti del mondo, hanno trovato chiare prove del fatto che tutti gli esseri umani provengono da un antenato comune, da cui è derivato il DNA di tutte le persone che siano mai esistite, noi compresi.

Nel 1988 la rivista Newsweek pubblicò queste scoperte in un articolo intitolato “Alla ricerca di Adamo ed Eva”. Quegli studi si basavano su un tipo di DNA mitocondriale, materiale genetico che è trasmesso solamente dalla madre.

Nel 1995 i risultati di ricerche condotte sul DNA maschile additarono la stessa conclusione: “c’è stato un antico ‘Adamo’ il cui materiale genetico relativo al cromosoma [Y] è comune a ogni uomo attualmente in vita”, per citare le parole della rivista Time.

Che siano accurate in ogni particolare o no, queste scoperte illustrano come il racconto storico che troviamo in Genesi è assolutamente degno di fede, dato che il suo Autore era presente all’epoca dei fatti.

Comunque, mi rendo conto che oggi, essere una persona spirituale, richiede addestramento e sforzo perche'? Ti chiederai? :roll:

Perche' e' un processo che devi volere e questo avviene essendo ‘rinnovati nella forza che fa operare la propria mente’.

Nel quotidiano corso della vita, per le persone prive di spiritualità è “naturale” abbandonarsi a pensieri carnali. La “forza” che fa operare la loro mente le spinge in una direzione conforme a questo mondo. Cioe' l'appagare i propri desideri ( mangiare, bere, dormire, lavorare ecc.....) senza porsi domande come ad esempio: Chi sono? Da dove vengo? Dove vado dopo la mia morte?

La persona carnale vive per cio' che vede, la persona spirituale ha una veduta che va oltre l'ovvio e comprende le cose nascoste.

Anche Ehret era una persona spirituale e comprendendo cio' che era ovvio ( vedi medicina ufficiale) ebbe il coraggio di confrontarsi con nuovi orizzonti corrispondendo in questo modo alla VERA RICERCA basata sull'ESSERE UMANO NELLA SUA INTEREZZA, (quindi materiale, morale e spirituale).

Ti saluto caro Atavicus, apprezzo molto il tuo intervento, cosi' spontaneo. :P :P

A presto :lol:

Rita
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By luciano
#17943
Ciao Centerfit, concordo sul fatto della ricerca spirituale e lo scopo della vita.

Riprendendo un pezzo del mio articolo, questo è il mio punto di vista:

Gli scopi nella vita vengono formulati dall'essere spirituale che poi cerca di attuarli in questo mondo relazionandosi con gli altri per mezzo del suo corpo fisico. Tutto quanto viene manifestato nell'universo fisico viene creato nel mondo spirituale.

Per quanto riguarda Dio (qual'è la definizione di Dio?) come creatore, io non son stato creato da nessun Dio e molti altri ne sono consapevoli, sono semplicemente venuto in esistenza da uno stato potenziale, per mia decisione. Molto tempo fa.

Questa esistenza, come molte altre già fatte, in questo tempo in un corpo umano, per l'anagrafe Luciano, è un'involuzione da cui ora sto lavorando per ritornare ad essere di nuovo libero dalle costrizioni dell'universo materiale.

Io sono distinto dal corpo, come tutti, che uso per comunicare con altri esseri anch'essi connessi con un corpo, e come si sia formato il corpo umano poco importa, i corpi sono una cosa e l'essere spirituale è un'altra, distinti come il conducente e l'auto, anche se a volte nel caso degli esseri umani molti si convincono di essere un corpo.

Detto questo, significa che non essendoci nessun Dio che premia o che punisce come suggeriscono molte religioni come quella cattolica e altri derivati del cristianesimo, ma ognuno di noi è un Dio, (caduto molto in basso a dire il vero) e raccoglie il frutto delle proprie azioni, "buone" o "cattive" che siano.

Lo scopo della vita più proficuo è quello di crescere spiritualmente e riprendere il proprio potere spirituale e far emergere tutte le caratteristiche divine che ognuno ha già.

Altri si pongono scopi che li terranno qui sulla terra per molto tempo, vita dopo vita. Ma in entrambi i casi , che si perseguano scopi spirituali o materiali, tutto sta all'essere che li formula, e lui solo è causa dei propri effetti.

Questo è il libero arbitrio, se l'uomo, inteso come spirito + corpo, fosse stato creato da qualcun altro, non sarebbe libero arbitrio.

L'essere spirituale è eterno, non ha mai avuto inizio e non avrà mai fine, come potrebbe essere creato?
By Cosmonauta
#17947
Ciao Centerfit,
ciao Luciano,

grazie per quello che avete scritto.

Non mi sono mai trovato a mio agio con questa visione del Creatore, per qualche motivo sento che è solo un'intrpretazione.
Come sono tanti i nomi dati a questo Creatore, così sono tanti i modi di vederlo.

Come mi ha letteralmente folgorato la lettura del libro di Ehret, sentendo che era tutto vero, così mi ha folgorato l'idea che noi siamo i creatori di noi stessi.
Certo, si fa un po' fatica a riconoscerci in quanto divinità, non ce la stiamo passando proprio bene...
La verità è sparsa ovunque intorno a noi e ogni tanto captiamo qualcosa e sentiamo che è come una traccia che riconosciamo ad un livello profondo anche se spesso non sappiamo perchè.

Adesso però mi chiedo perchè ho voluto farmi questo... :roll:

:D :D :D
By Cosmonauta
#17948
Ah, dimenticavo,

anche per me questo corpo è importante, sono affezionato a tutte queste cellluline che si danno un gran daffare per pemettermi di assaporare l'esistenza su questo pianeta.

Si, siamo anche animali, ma è solo una parte di noi, siamo sempre noi a decidere quanto esserlo.

Di nuovo :D :D :D
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By luciano
#17959
Incollo un messaggio privato inviato a un utente che mi ha fatto più o meno le stesse domande, magari può essere motivo di riflessione.
Oggetto: Re: Origine umana

E' molto semplice e ne abbiamo l'evidenza.

Ogni specie animale si è evoluta e quelle che vediamo oggi sono il risultato dell'evoluzione allo stato attuale.

Sebbene tutte siamo partite da organismi mono cellulari, ogni specie ha seguito il suo percorso evolutivo.

Molte specie sono simili e si presume che siano derivate dall'una o dall'altra, ma ognuna è partita dall'organismo monocellulare e ha scelto il proprio percorso. Se l'uomo fosse il risultato dell'evoluzione della scimmia, le scimmie non esisterebbero, perchè si sarebbero evolute in uomo.

Riguardo all'uomo che è sempre esistito mi riferivo agli esseri spirituali che usano il corpo umano, che sono ben distinti dal corpo in quanto preesistenti all'uomo.

Abbiamo avuto esistenze senza corpi, prima di ridurci nella condizione attuale in cui crediamo di essere un corpo, autolimitandoci.

Siamo molto di più di un corpo materiale, ma possiamo credere di esserlo e agire come tale.

La morte del corpo non pone fine alla nostra esistenza.

L'evoluzione è il mezzo con cui esseri imprigionati su un pianeta inizialmente senza vita organica ha tentato di creare organismi che potessero interagire con l'energia che forma la trappola che li tiene su questo pianeta al fine di liberarsi e finora quelli che hanno portato avanti la linea evolutiva dell'uomo sono gli unici che sono riusciti a sviluppare un organismo in grado di fare tale interazione comprendendo quelle che sono chiamate le leggi della natura.

Il fatto che ora si stia perdendo per strada perché coinvolto in altri scopi diversi dall'ottenere la libertà, fino a dimenticare lo scopo originale è un altro discorso.

Lo scopo della vita è quello di liberarsi dalle catene che lo costringono a vivere su un pianeta e per esteso nell'universo materiale.

Il discorso richiederebbe un libro per essere sviluppato, e sarebbe molto contestato perché uno dei meccanismi della trappola è quello di scatenare nell'individuo intrappolato avversione per ogni cosa che potrebbe liberarlo.

E' molto ben congegnata.

Un piccolo spunto lo puoi trovare qui:
http://www.medicinenon.it/modules.php?n ... cle&sid=10

Riguardo al karma, la verità è parziale, nel senso che vede solo il lato effettistico della faccenda e ancora limita gli individui perché considerano che è il karma che determina la vita e non c'è altro che scontarlo, ma questo si scontra contro il fatto che siamo creatori del nostro destino.

Noi sappiamo sempre tutto, solo che a volte lo ignoriamo perché vogliamo ottenere qualcosa.

Chi rimane truffato è perché tutta la sua attenzione cade su quello che sembra un affare a poco prezzo e mette da parte che un prezzo così per quanto proposto non ha senso. Il famoso "pacco" ha successo per questa ragione, la persona ha chiuso nello sgabuzzino il proprio giudizio per seguire un'illusione. Poi si da pure del p...a o dice che il mondo è pieno di imbroglioni.

Ma come dico ci vuole un libro, e quello che scrivo è mia esperienza e non saprei dove indirizzarti. Ma se cerchi troverai la tua strada.
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By parider
#17967
Molte specie sono simili e si presume che siano derivate dall'una o dall'altra, ma ognuna è partita dall'organismo monocellulare e ha scelto il proprio percorso. Se l'uomo fosse il risultato dell'evoluzione della scimmia, le scimmie non esisterebbero, perchè si sarebbero evolute in uomo.


La discussione è molto interessante, volevo solo fare una precisazione.
La teoria dell'evoluzione "ideata" da Darwin non dice che l'uomo discende dalla scimmia, ma che l'uomo e le scimmie discendono da antenati comuni.
E questo è perfettamente d'accordo con quanto da te esposto.
Infatti ogni specie ha avuto la sua "linea" evolutiva che l'ha portata nella "forma" nella quale attualmente si trova.
Come hai scritto se l'uomo discendesse dalla scimmia le scimmie non potrebbero esistere!
Le scimmie e noi abbiamo semplicemente lo stesso "antenato" il quale ha preso diverse linee evolutive, in modo che alcune di esse portassero alle scimmie ed ai primati (gorilla, orango, scimpanzè) ed un'altra portasse all'uomo.
Quindi effettivamente è come se le varie specie ad un certo punto abbiamo "scelto" il proprio percorso "evolutivo" differenziandosi e portandole nella loro "forma" attuale.
Quindi la teoria dell'evoluzione è in realtà in perfetto accordo con questa "visione" dell'esistenza
By centerfit
#17970
E' interessante la discussione, esprimo solo i miei pensieri e non pretendo di avere la verita'. Mi soffermo sulla nostra natura, sullo scopo della vita e sulle comuni domande che gli esseri umani spesso si fanno.

Infatti il desiderio di vivere è fondamentale, spontaneo. In effetti vogliamo più che semplicemente esistere. Gli uomini bramano un modo di vivere significativo, con uno scopo. Vivere non significa semplicemente respirare, ma agire, lavorare e divertirsi, servirsi dei nostri organi e di tutti i nostri sensi e di tutte le nostre facoltà. Viviamo, dunque, quando siamo fedeli a noi stessi, secondo le nostre convinzioni. Viviamo quando ci interessiamo della vita degli altri, quando siamo impegnati e interessati. Viviamo quando edifichiamo, speriamo, progettiamo e ci rallegriamo. La vita è resa meritoria dalle cose che facciamo, dalle esperienze che abbiamo.

La semplice esistenza, perciò, non è vita nel senso pieno. “La persona vive”, dice lo psicoterapista Sidney Jourard, “finché sente che la sua vita ha significato e valore, e finché ha qualche cosa per cui vivere”. Ma quale significato o senso attribuisce questo mondo alla vita, quando la stragrande maggioranza dei suoi insegnanti crede che la vita sia non un dono di Dio, ma un incidente della natura? È chiaro che le loro teorie non mostrano rispetto per la vita. Idee come la teoria dell’evoluzione degradano la vita umana insegnando che l’uomo è un animale, il prodotto dell’evoluzione. Degradano l’uomo negandogli la dignità che gli spetta come creazione di Dio.

Questi concetti hanno indotto molti a considerare la vita come qualche cosa di poco valore. I delitti, la violenza, le guerre e l’immoralità che dilagano nel mondo sono un riflesso della mancanza di rispetto degli uomini per la santità della vita.
Il gran numero di teorie poco lusinghiere sull’origine dell’uomo è spesso un blasfemo biasimo contro l’Onnipotente Creatore.

Per avere un significato, la vita deve avere uno scopo. Uno studente sviato dalle numerose filosofie sulla vita ammise questo bisogno. “Il guaio per me”, disse, “è che non ho una ragione per vivere. . . . un uomo ha bisogno di una ragione, e io non l’ho”. La sua triste situazione è comune.

Qual è, dunque il vero scopo della vita? Molti hanno sostenuto che lo scopo principale della vita sia quello di trovare la felicità. Ma che cos’è la felicità? Dove e come si trova?

Alcuni confondono la felicità con il semplice piacere fisico e cercano di trovarla soddisfacendo i sensi. Altri cercano di trovare lo scopo della vita nella devozione a qualche forma di arte, o in una causa, o anche nell’amore di un’altra creatura umana. Ma nessuna di queste attività ha soddisfatto per lungo tempo l’uomo.

A mio avviso, il grande inganno d’oggi è che l’uomo possa vivere solo di pane, che una filosofia puramente materialistica soddisfi tutti i bisogni della vita. “Datemi solo una casa, la macchina, un apparecchio televisivo e un lavoro per pagare i miei conti, e sarò felice”, è la cieca, speranzosa illusione.

Ma un fatto significativo, di rado accettato dai poveri, è che i ricchi provano poco piacere nelle loro ricchezze. Perché? Perché, pur avendo denaro ammettono che la felicità e la soddisfazione sono in qualche modo sfuggite loro. Infatti benche' abbiano pane in abbondanza, cercano ancora lo scopo della vita.

Avere un vero scopo nella vita significa avere una ragione per vivere, un obiettivo preciso, qualcosa su cui concentrare i propri sforzi.

Gli uomini possono realmente avere uno scopo del genere nella vita? Certamente! Il fatto che siamo dotati dell’intelligenza, della coscienza e della ragione indica che il Creatore aveva un proposito ben preciso quando ci ha fatti.

Logicamente, quindi, possiamo trovare e perseguire il vero scopo della nostra vita solo vivendo in armonia con il proposito del Creatore.
Dato che, a differenza degli animali, abbiamo il libero arbitrio possiamo scegliere o meno di perseguire tale scopo.

A presto :lol:

Rita
By Cosmonauta
#17971
C'è una frase che mi è sempre rimasta impressa, dovrebbe essere di Platone, e diceva " L'anima è prigioniera del corpo".

Mi è sembrata subito un'affermazione terribile, non capivo come si potesse pensare un cosa simile.
La vita è bella, attraverso i nostri sensi sperimentiamo tante sensazioni incredibili, dalle più semplici a quelle che ci danno sia tanta gioia che tanto dolore, ma nell'insieme, la vita ha qualcosa di magico che ogni giorno è bello e comuque da vivere, scoprire.
Certo quando si sta male non è che sia il massimo e tutto ci appare come il risultato di un sortilegio malvagio.

Che senso aveva dire che l'anima è imprigionata in corpo?
Il corpo non era un dono come la vita?
La pensavo così, e lo penso ancora anche se sento una insoddifazione di base.
Alla fine di tutta questa meraviglia cosa me ne faccio?
Cioè, la ragione non me la sono ancora potuta spiegare, e nessuna spiegazione mi soddisfa.
La domanda nel profondo ce la poniamo tutti, poi siamo bravi a stordirci in modi vari per non rifletterci su o per dimenticarcene bellamente ebbri della nostra prigione di carne.

Eppure tutto ciò che questa esistenza così strutturata può dare non basta, la domanda è sempre lì e sempre più si frappone tra noi le gioie effimere che questo mondo può dare.
Certo sono gioie effimere alle quali ancora tengo, ma è come quello che succede con la transizione, il vecchio cibo se riassaggiato ha perso molta parte del suo sapore.
Questo perchè si apprezzano di più il sapore le proprietà di un cibo più sano e nutritivo.

Così accade a lungo andare nel corso della vita, si provano tante sensazioni ma con il tempo queste cominciano a perdere un po' il loro signficato, il loro "sapore" autentico.
Questo perchè non ci soddisfano più.
Si ripetono all'infinito senza uno scopo.
Uno dovrebbe allora accontentarsi di piccole gioie quotidiane, è vero ed è anche probabilmente saggio, ma perchè uno poi dovrebbe accontentarsi?
Da qualche parte ho letto che l'inferno è la separazione.
Credo che l'inferno sia proprio questo,non ci sono fuoco e fiamme, ma questa separazione, scissione dalla nostra vera natura ed è questo che ci rende insoddisfatti e ci fa soffrire nel profondo.
E' una disperazione con la quale abbiamo imparato a convivere e soprattutto che dimentichiamo volentieri.

Quando siamo in un cinema, nella sala buia a guardare un film, possiamo notare lungo le pareti ai lati, la serie di piccole luci con la scritta " uscita di emergenza".
Immaginando che sul grande schermo sia proiettata questa realtà che ci ipnotizza e a cui vogliamo credere, sarà proprio da una di quelle uscite che riguadagneremo la nostra autentica libertà?

Noi, spettatori e proprietari del cinema?
Lo scopo di tutto ciò è fare in modo che poi ci si ponga proprio queste domande?

Quindi io ho creato anche l'insalata che ho mangiato poco fa?
Intendo le foglie verdi e tutti gli altri ingredienti?
Pensa te, beh, alora sono stato bravo a crearla così, era proprio buona!

:D :D :D
Ultima modifica di Cosmonauta il 5 ottobre 2008, 1:21, modificato 1 volta in totale.
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By sheva
#17973
come sia nato l'uomo non so spiegarlo e qualsiasi versione si legga o senta rimane un :?:
quello che so è che in ogni istante c'è un qualcosa o qualcuno (che potete chiamare come meglio credete a seconda della vostra fede) che ti scruta, che insegna come la vita dovrebbe essere, che ti fa aprire gli occhi e ti da un destino adatto a te.
stiamo cadendo nella banalità e le persone sono così poco soddisfatte perchè abbiamo messo in cima a tutto: denaro ed apparenza.
"La morte del corpo non pone fine alla nostra esistenza" (cito) in questo ho sempre creduto.......
By Cosmonauta
#17977
sheva ha scritto:quello che so è che in ogni istante c'è un qualcosa o qualcuno (che potete chiamare come meglio credete a seconda della vostra fede) che ti scruta, che insegna come la vita dovrebbe essere, che ti fa aprire gli occhi e ti da un destino adatto a te.



Secondo me il destino ce lo scegliamo e diamo da soli, anzi ce lo siamo già scelto e dato.
Prima di nascere ancora, facendo in modo di non ricordare.
Non so dire perchè ma è la spiegazione che sento più vera.
Penso anch'io che qualcosa o qualcuno che ci aiuta esiste, e piccole strane incredibili coincidenze che mi sono accadute sembrano avvalorare questa tesi.

:D :D :D
By centerfit
#17980
QUASI tutte le religioni insegnano che l’uomo ha un’anima immortale. Un’enciclopedia cattolica (New Catholic Encyclopedia) sostiene che l’anima è “creata da Dio e infusa nel corpo al concepimento”. Essa afferma anche che la dottrina dell’immortalità dell’anima “è uno dei cardini” delle chiese della cristianità.

Analogamente, un’altra enciclopedia afferma che “secondo il pensiero musulmano l’anima viene all’esistenza contemporaneamente al corpo; ne consegue che essa ha una vita propria, in quanto la sua unione col corpo è una condizione temporanea”. — The New Encyclopædia Britannica.

Queste religioni credono che al momento della morte l’anima lasci il corpo e continui a vivere eternamente, e che il suo destino sia la beatitudine celeste, una permanenza temporanea nel purgatorio oppure il tormento eterno in un inferno di fuoco. La morte è considerata la soglia che conduce alla vita eterna nel reame spirituale.

Nel libro We Believe in Immortality (Crediamo nell’immortalità) uno scrittore afferma: “Per me la Morte è una grande, gloriosa avventura. Per me la Morte è una promozione divina”.

Indù, buddisti e altri credono nella trasmigrazione delle anime. Secondo loro, alla morte l’anima si reincarna, rinascendo in un altro individuo o in un diverso essere vivente. L’anima di chi è stato buono rinascerebbe in una persona di condizione sociale superiore. Chi è stato cattivo, invece, rinascerebbe come persona di condizione sociale inferiore, o addirittura come animale o insetto.

E se gli uomini, invece, non avessero un’anima immortale? Che dire se la morte non fosse “una promozione divina”, la soglia che conduce tutti coloro che muoiono direttamente alla vita eterna spirituale o alla reincarnazione? In tal caso credere nell’immortalità dell’anima sarebbe fuorviante. In un libro che raccoglie gli insegnamenti della Chiesa Cattolica (Official Catholic Teachings) leggiamo che la chiesa insiste sulla credenza dell’immortalità dell’anima perché il non crederci “renderebbe privi di significato e incomprensibili le sue preghiere, i suoi riti funebri e le opere di fede compiute per i morti”.

Perciò sono in gioco il nostro modo di vivere, di adorare e il nostro futuro eterno.

Molti studiosi sono d’accordo nel riconoscere che la Bibbia non parla di un’anima immortale. Un’enciclopedia ebraica (The Concise Jewish Encyclopedia) afferma: “La Bibbia non formula una dottrina dell’immortalità dell’anima né essa emerge chiaramente nei primi testi rabbinici”.

Un’altra (The Jewish Encyclopedia) dichiara: “La credenza che l’anima continui a esistere dopo la dissoluzione del corpo è argomento di speculazione filosofica o teologica più che di fede soltanto, e di conseguenza non è espressamente insegnata in alcun punto della Sacra Scrittura”.

Un’altra opera di consultazione (The Interpreter’s Dictionary of the Bible) osserva: “[La nèfesh] non continua a esistere indipendentemente dal corpo, ma muore con esso. . . .

Nelle Scritture Ebraiche o Vecchio Testamento, la parola tradotta “anima” è nèfesh, che compare più di 750 volte. Il suo equivalente nelle Scritture Greche è psychè, che ricorre più di 100 volte.

Tra i termini con cui altre versioni della Bibbia traducono nèfesh vi sono: anima, appetito, bestia, corpo, (corpo) morto, cosa, creatura, cuore, desiderio, mente, persona, respiro, se stesso, uomo, vita. Psychè, invece, è tradotta con: anima, cuore, mente, vita.

In maniera chiara, l’uso che la Bibbia fa di nèfesh e di psychè mostra che l’anima è la persona o, nel caso degli animali, la creatura. ("Non diciamo infatti " Non c'e' un'anima viva..." ) Non è una qualche parte immortale dell’individuo. E' la persona stessa, nella sua interezza.

Platone sosteneva: “L’anima . . . è immortale e imperitura: e veramente le anime nostre abiteranno nell’Ade”. — Dal “Fedone”, pubblicato in Platone: Opere complete, vol. 1, Biblioteca Universale Laterza, 1987, trad. di M. Valgimigli, p. 171.

Quando fu che questa filosofia pagana si infiltrò nel cristianesimo? Un’opera di consultazione (The New Encyclopædia Britannica) risponde: “Dalla metà del II secolo d.C., i cristiani che avevano una certa dimestichezza con la filosofia greca cominciarono a sentire il bisogno di esprimere la loro fede nei suoi termini, sia per propria soddisfazione intellettuale che per convertire i pagani istruiti. La filosofia che trovavano più adatta era il platonismo”. Perciò, come dice questa enciclopedia, “i primi filosofi cristiani adottarono il concetto greco dell’immortalità dell’anima”.

Alla luce di cio' la frase, „ L'anima è prigioniera del corpo", assume tutt'altro significato non credi?

A presto :lol:

Rita
By Cosmonauta
#18026
Sai Rita, penso che la bibbia sia uno dei libri più interpretati e reinterpretati che esistano, (e mi pare che ci abbiano messo anche parecchio le mani) c'è chi dice che sia la parola di Dio, chi invece che l'abbia scritta l'uomo ispirandosi a criteri di saggezza e chi invece sia solo il frutto di leggende mischiate a norme e a conoscenze che si perdono nella notte dei Tempi.
Non so.
Mi viene in mente che i Veda sono molto più antichi, e che parlano di altre cose, Dio là ha altri nomi, quanti ne ha su questa terra!
Ognuno dice che quello che venera è il vero Dio, ognuno ha il proprio.
Alla fine ne esiste uno, o forse non esiste affatto, nel senso che siamo tutti noi.
O noi siamo lui, lei, qualsiaisi cosa sia.
Io penso che sia un Dio gioioso, lo sento così, poi è anche triste, malinconico, magari ha anche nostalgia, sicuramente è pieno di Amore. di questa forza.
Una forza, un'energia che tutte le parole contenute nei libri sacri non riusciranno mai e rendere con efficacia secondo me.
E le varie chiese grandi o piccole non hanno certo aiutato il genere umano finora, anzi mi sembra che di Amore ce ne sia stato ben poco.
Anche se scritto e celebrato in ogni pagina, per carità.

Io non sono d'accordo con Platone ( pensa un pò) per me l'anima non è prigioniera del corpo, ma viaggia con lui, comunica attraverso di lui, a volte si trova in disaccordo altre volte c'è un'armonia incredibile.

Quando ho iniziato a pensare alla reincarnazione, ho sentito che era affine al mio essere, ho sentito che era vero, che era così.
Magari ad altri l'idea spaventa, e preferiscono le resurrezione dopo l'apocalisse.
Può essere.
Forse perchè semplicemente a me piace pensare che sia così.
E penso anche che il pensiero possa creare davvero, quindi può anche essere che mi stia creando il luogo dove andrò.
Oppure no, mi toccherà sedermi lì al buio per l'eternità ad aspettare che succeda qualcosa.
Ma tanto prima o poi qualcosa succederà, tanto il tempo avrà cessato di esistere...
E poi vuoi vedere che non incontro proprio nessuno? :lol:

Eppure io non credo che l'Universo, il Cosmo ( :D ) siano posti così tristi dove Divinità severe siano lì pronte ad incenerirci per i nostri peccati.
Mi sta venendo davvero il sospetto che in questo casino ci siamo messi da soli!

Ma comunque io non so niente, ho scritto solo alcune cose che mi passavano per la testa... 8)

:D :D :D
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By luciano
#18040
centerfit ha scritto:Ma quale significato o senso attribuisce questo mondo alla vita, quando la stragrande maggioranza dei suoi insegnanti crede che la vita sia non un dono di Dio, ma un incidente della natura? È chiaro che le loro teorie non mostrano rispetto per la vita. Idee come la teoria dell’evoluzione degradano la vita umana insegnando che l’uomo è un animale, il prodotto dell’evoluzione. Degradano l’uomo negandogli la dignità che gli spetta come creazione di Dio.
Io non dico che la vita sia un incidente. Semplicemente dico che ognuno è creatore di se stesso, parlo di creazione non di incidente.

centerfit ha scritto:Degradano l’uomo negandogli la dignità che gli spetta come creazione di Dio.
Direi che sia più degradante far credere a qualcuno che sia stato creato da qualcun altro!

centerfit ha scritto:Il gran numero di teorie poco lusinghiere sull’origine dell’uomo è spesso un blasfemo biasimo contro l’Onnipotente Creatore
Questo presume che si sia obbligati a credere a tale dottrina e che non possa essere messa in discussione e considerata vera a priori e su basi dogmatiche. Purtroppo non essendo risultato di esperienza diretta e di cui si abbia quindi consapevolezza non può essere considerata verità.

Quindi sono d'accordo che siamo esseri spirituali.
Non sono d'accordo che siamo stati creati da qualcun altro.

Se siamo eterni, abbiamo la stessa età di "Dio" come potremmo essere "venuti dopo" ovvero creati da lui, se già esistevamo? :D

Credo che la storia del creatore, paradiso inferno sia stata usata ed è usato tuttora come strumento di controllo delle popolazioni.

La storia dei poveri e dei ricchi è strumentale. Ho conosciuto anche persone ricche di valore spirituale e poveri criminali. Non si giustifichi che il povero è costretto a rubare perché ha fame, o altre cose del genere.

Il fatto che poi alcuni ricchi siano esempio di quanto peggio si possa immaginare, non occorre fare l'errore di generalizzare.

I testi sacri sono stati scritti da uomini, trascritti, tradotti e modificati secondo l'uso di cui si voleva fare. Vedi Concilio di Nicea, dove per esempio fu tolto ogni riferimento riguardante la reincarnazione.

I Veda parlano anche dell'automanifestazione dell'essere, al contrario della Bibbia. In quali di questi testi vi è la verità?

Ecc. Ecc.

In ogni caso, io sono del parere che ognuno deve vivere secondo le proprie convinzioni, che creda in Cristo, Dio, Jeova, Allah, Shiva, ecc.

Sono affari che non mi riguardano. Quello che desidero invece è che ognuno che partecipa a questo forum possa ottenere il massimo beneficio dal sistema di Ehret.

Si può parlare di spiritualità, ma non legato o colorato da alcuna religione o confessione, e non si deve dare alcun giudizio o riferimento o accusa di essere un peccatore o un blasfemo se non si accetta di essere stati creati da un presunto dio, fra l'altro non dimostrato e solo per fede dogmatica. :wink:
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