Arnold Ehret Italia

Discussioni su Arnold Ehret e l'Ehretismo. Possono partecipare tutti gli utenti iscritti che hanno letto il libro sulla "Dieta Senza Muco".
Non c'è posto per commenti su ideologie politiche, disinformazione, ecc, che possono trovare posto su altri siti pertinenti. Questo è il forum della dieta di Ehret.

Moderatori: luciano, Moderators

By Cosmonauta
#21823
A meno che non sia l'ennesimo tentativo disperato per dimostrare che la carne e il pesce fanno bene fino ai 40 anni e poi con qualche pilloletta vai fino a cento... se ci arrivi naturalmente. :lol:
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By parider
#21827
Ma sti eschimesi sono longevi ed in salute o no??
No perchè è importante saperlo, la dieta non sarà tutto d'accordo,basso inquinamento e una mente libera da frenesia e civilizzazione hanno la loro parte, ma sono grandissimi mangiatori di carne/pesce...forse non sanno manco cos'è la frutta(per assurdo)...e se campano tanto ed in salute è uno smacco!


Ciao Tropico, non penso sarebbe uno smacco sapere che gli eshimesi vivono più in salute dell'uomo "civilizzato".
L'uomo civilizzato mangia cose infinitamente più dannose della carne e del pesce degli eschimesi.
Non penso però che la loro vita sia così lunga perchè ad ogni modo vivono in un ambiente esageratamente innaturale per l'essere umano.

Se non conosci questo libro e non hai difficoltà a leggere in inglese puoi cercare qua:
http://journeytoforever.org/farm_librar ... cetoc.html

Il libro è "Nutrition and Physical Degeneration" di Weston Price, un dentista che girò il mondo facendo visita a varie popolazioni "primitive" dove gli scambi con l'uomo "civilizzato" erano quasi inesistenti e presso le quali non era ancora conosciuto il cibo industriale dell'uomo moderno.
Price si accorse che le malattie dell'uomo "civilizzato" erano pressochè inesistenti in quelle popolazioni e che i loro denti erano di gran lunga più sani e non conoscevano quasi la carie ed altri problemi.
Io ho letto solo poche pagine per mancanza di tempo e voglia ma c'è anche un capitolo sugli eschimesi, non so se si dice quanto sia la loro vita media ma comunque leggendolo tutto si dovrebbe avere una panoramica sulla salute dei vari popoli "primitivi" visitati da Price (da quelli più "carnivori" a quelli più "vegetariani") in relazione all'uomo civilizzato.

Il libro non è stato tradotto in italiano.
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By danielsaam
#27096
Concordo con tutti gli interventi di chi dice che la dieta è importante ma non è l'unica cosa da tenere conto. Ci sono molti ultracentenari in paesi come l'Abkhazia in Georgia l'Hunza in Kashmir e comunità nel Tibet; negli Stati Uniti invece solo l'1% della popolazione muore di vecchiaia! Incide molto anche lo stile di vita e queste persone che vivono a lungo sono sempre state molto attive, sia socialmente che fisicamente.
Ci si può nutrire di sola frutta ma se ogni giorno l'attività più faticosa che si fa è cliccare il tasto del mouse col dito ... probabilmente a 100 anni non ci si arriva! Comunque dal punto di vista fisiologico il nostro corpo è in grado di vivere fra i cento e i centocinquant'anni, ma quello che conta molto è anche come noi ci immaginiamo da vecchi. La cosa migliore è provare a visualizzarci a 120 anni ancora pieni di brio e salute! La realtà la facciamo noi! :wink:
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By Calogero
#27099
No, scusate, ma avete visto l'uomo più vecchio del mondo che è morto il 19 giugno di quest'anno? http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/7133/morto-l-uomo-piu-vecchio-del-mondo.html

E quello più vecchio attuale? http://osteriavolante.myblog.it/tag/henry%20allingham
Di quest'uomo ho letto in un altro articolo che è su una sedia a rotelle da alcuni anni.

Sono i due esatti opposti. Probabilmente avranno ragione entrambi :lol:

Quasi quasi seguo i consigli di quello attuale, così magari muoio dopo un mese :lol:

Ah, intanto sono arrivato a 100 post; non sono 100 anni, ma è già qualcosa :D
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By fan75
#27399
l'approccio olistico credo risponde un po a tutte le domande:

corpo - mente - anima

Con la dieta curiamo il primo, ma non dobbiamo dimenticare le altre due parti che compongono l'"essere" uomo, o finiremo nel cadere nelle stesse contraddizioni della medicina moderna!
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By albertogas
#27434
Ciao, io penso che non avremo la possibilita' di vivere a lungo finche' non ci saremo disintossicati per piu' generazioni. Il fatto e' che troppe generazioni hanno mangiato quello che non dovevano mangiare e noi ne siamo il risultato. Per cui ben vengano gli 80 anni vissuti senza malattie e dolori, pero' non illudiamoci.

Alberto
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By erre
#27467
albertogas ha scritto:Ciao, io penso che non avremo la possibilita' di vivere a lungo finche' non ci saremo disintossicati per piu' generazioni. Il fatto e' che troppe generazioni hanno mangiato quello che non dovevano mangiare e noi ne siamo il risultato. Per cui ben vengano gli 80 anni vissuti senza malattie e dolori, pero' non illudiamoci.

Alberto


Io non mi scoraggio perchè Ehret ce l'ha fatta in una vita. Per riuscirci occorre perseverare e praticarla come lui ha fatto.

Ehret ha iniziato a 31 anni ed è riuscito in una decina d' anni a disintossicarsi profondamente. certo ha avuto temerarità e coraggio invidiabile per conseguire questo risultato. Ma egli aveva fretta e tutte le ragioni per arrivare al suo traguardo.

Noi invece che viviamo in una società più opulenta di quella di allora ci è più difficile arrivare a prove così estreme per ottenere la purezza da tossine. Lo possiamo fare uguale ma con meno intensità di quella dimostrata da Ehret. Ci vuole più tempo.
roberto
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By luciano
#27511
erre ha scritto:Io non mi scoraggio perché Ehret ce l'ha fatta in una vita. Per riuscirci occorre perseverare e praticarla come lui ha fatto.

Ehret ha iniziato a 31 anni ed è riuscito in una decina d' anni a disintossicarsi profondamente. certo ha avuto temerarità e coraggio invidiabile per conseguire questo risultato. Ma egli aveva fretta e tutte le ragioni per arrivare al suo traguardo.

Noi invece che viviamo in una società più opulenta di quella di allora ci è più difficile arrivare a prove così estreme per ottenere la purezza da tossine. Lo possiamo fare uguale ma con meno intensità di quella dimostrata da Ehret. Ci vuole più tempo.
roberto
Hai centrato la situazione. E miliardi di distrazioni e disinformazione in più.
By Marmo
#27645
ho trovato un articolo dove sono riportati vari esempi di persone vissute anche 150 anni, da leggere! incredibile come alcune persone hanno migliorato la logevità dopo aver corretto l'alimentazione dopo i 50 anni! se l'avessero fattoprima chi lo sa!

Il fascino delle popolazioni primitive e il caso dei Pima

I popoli della tradizione antica sono affascinanti da studiare, soprattutto nelle loro attitudini alimentari.

C'è una linea comune a tutti i popoli primitivi che dovrebbe farci riflettere, ed è che essi attribuivano a frutta, verdura e cereali (integrali e poco trasformati) una sorta di religioso riconoscimento come fattori di salute e longevità.

I Pima del Nord-America, derivano da genti asiatiche che, 30 mila anni prima di Cristoforo Colombo e prima dei roghi dell'Inquisizione comminati agli anti-tolemaici, scoprirono che la Terra era tonda e non piana e, attraverso lo stretto di Bering, scesero fino all'Arizona e si stabilirono su quelle terre, mentre parte della loro etnia si accomodò sulle prospicienti zone montuose della Sierra Madre, appartenenti al Messico.

Per millenni, tutti i Pima vissero bene con le loro tradizionali diete vegetariane-fruttariane, favorite da ingegnose opere di canalizzazione ed irrigazione artigianale che avevano trasformato le pianure desertiche dell'Arizona in zone fertili e produttive.

Un cambiamento drastico e micidiale degli stili di vita per i Pima dell'Arizona

Tutto cambiò nel 1900, quando i bianchi cambiarono il corso dei fiumi, ritrasformando l'Arizona in squallido e brullo deserto, per cui i Pima di quell'area furono costretti a modificare improvvisamente la loro antica dieta, a rivolgersi ai supermercati e adottare una dieta a base di grassi (40%) e proteine animali.

Già negli anni 50 i Pima soffrivano intensivamente di obesità e di diabete.

E sappiamo come il diabete sia un albero cattivo, dal quale dipartono ramificazioni virulente e perverse tipo fallimento renale, cecità, obesità, claudicazione, cancrena, perdita uso arti, cancro.

Ebbene, nell'anno 2008, i Pima, come gruppo, vantano il record non americano ma mondiale di tutte le peggiori malattie diabete-derivate.

Vivono malissimo e muoiono giovani.

L'esempio probante dei Pima della Sierra Madre messicana, chiamata Pimeira


Per fortuna invece che, la popolazione Pima di stanza in Messico, a pochi chilometri di distanza e oltre il confine, fu in grado di mantenere le vecchie e originarie sane abitudini tribali, le tradizioni vegetariane a base di frutta e verdure crude, di tortillas di mais, di zucche, patate, minestre vegetali e riso integrale.

In pratica, per dirla in termini zonisti, i Pima della Sierra Madre marciano a carboidrati, principalmente crudi (63%), proteine vegetali (13%), grassi vegetali (23%), alcol (1%).

Quello che sorprende è il confronto coi Pima dell'Arizona.

I Pima locali sono infatti magri, sani, muscolosi e pesano in media non 2 o 5 chili, ma 28 kg meno degli altri.

Questa è la controprova scientifica e non casuale di un fenomeno nutritivo di massa.

Esistono anche i casi illuminanti di tipo individuale.

Salute è forma muscolare ma soprattutto freschezza mentale e spirituale.

Se invece ti vuoi riferire a delle persone singole, basta guardarci in giro, sempre con atteggiamento scientifico ed accurato, attento e disincantato.

Il più bell'esempio vivente di gioventù a 85 anni è quello del prof Umberto Veronesi, come lo era qualche anno fa quello di Bertrand Russell, entrambi vegetariani convinti e battaglieri.

Per me salute è forma fisica e muscolare, ma anche freschezza mentale, voglia di misurarsi, voglia di imparare e di insegnare, voglia di fare qualcosa di buono per sé e per gli altri.

Prendiamo pure l'esempio interessante del veneziano Luigi Cornaro al quale, dopo una vita di feste e di bagordi, i medici diagnosticarono 2 mesi di vita.

Egli cambiò radicalmente il proprio stile e adottò un sistema sobrio e vegetariano.

Alla fine fu presente al funerale dei suoi medici, a quello dei loro figli e a quello dei loro nipoti.

Passati i 100 anni scrisse poi La vita sobria, un testo conosciutissimo soprattutto in America, paese di grandi ricchi che ambiscono più di noi a restare in forma fino all'ultimo.

Il famoso caso del capitano Goddard E. Diamond.

Una forma di sclerosi generalizzata lo aveva quasi immobilizzato all'età di 80.

Potrei citarti tanti altri casi interessanti di gente vissuta 150, 200 e 300 anni in tempi a noi vicini, ma in molti obietterebbero che non ci credono o che i dati anagrafici in certi paesi non esistono nemmeno.

Andiamo allora alla storia del capitano Goddard E. Diamond della civilissima San Francisco, riportata nel testo Live Better di Hilton Hotema, del 1963, ma citata pure da tanti altri libri americani sulla gerontologia.

Diamond nacque nel 1796 e riuscì ad assistere alla elezione di 29 presidenti americani, incluso Washington.

All'età di 79 anni soffriva comunque di indurimento tessuti e rigidezza giunti, nonostante fosse stato latte-ovo-vegetariano negli ultimi 30 anni.

Gambe, braccia e schiena rigide al punto di non poter sollevarsi da una sedia senza l'aiuto di una assistente.

Aveva difficoltà a tenere in mano un coltello o una forchetta per mangiare.

Soffriva di una forma generalizzata di sclerosi.

I medici non riuscivano in alcun modo a risolvere i suoi problemi.

Malandato a 80 anni seppe dare una svolta drastica alla sua vita, giungendo ai 128 nonostante la palla al piede dei vecchi errori


Egli decise allora di adottare un rigido e drastico metodo di vivere, a rigorosa base di sola frutta, più sole e movimento.

E le cose cambiarono radicalmente.

Quando aveva 100 anni, fu visto fare ginnastica in un club di atleti, dove eseguiva esercizi che uomini molto più giovani di lui non riuscivano a svolgere.

A 108 anni correva in bicicletta e faceva giornalmente una camminata di 30 km.

Partecipava a funzioni sociali in modo attivo e disinvolto.

A 110 anni non disdegnò di ballare con una sedicenne.

Morì nel 1924. Aveva 128 anni.

Le farine impoverite e la cottura sistematica dei cereali nel mirino della critica

Gli studi dimostrarono che il suo cambiamento positivo avvenne quando si liberò del pane e dei prodotti da forno.

Purtroppo, i cereali cotti tendono a ossificare e indurire le giunture a causa del loro alto contenuto minerale (inorganico ed inassimilabile) per cui producono decrepitezza precoce.

Diversi ricercatori medici del passato arrivarono alle medesime conclusioni, non solo Hilton Hotema.

Citiamo ad esempio l'americano dr Densmore, l'inglese dr Rowbotham.

Il dr C.C. Hibbs scrisse che I grani sono responsabili di tutte le carie dentali. Togliete i cereali cotti alla gioventù e verificherete che la carie , il tartaro e la piorrea scompariranno dalla bocca dei ragazzi.

Il caso celebre del giardiniere reale vegano Thomas Parr.

A 150 anni se la spassava in tutti i sensi.

Riportiamo pure il caso di Thomas Parr, famoso giardiniere di Enrico VIII e di Giacomo I Stuart, che il re inglese chiamò a corte affinché gli insegnasse i segreti della sua longevità.

Niente di strano questo interesse della corte inglese per un contadino allegro e ridanciano, che mangiava soltanto verdure, frutta e patate, e che si portava a letto donne 120 anni più giovani di lui.

Solo che la vita fianco dei re gli fu fatale. Mangiò infatti troppo e crepò per le ripetute indigestioni.

Alcuni dicono addirittura che il re lo avvelenò per capire come era davvero fatto dentro.

Fatto sta che morì a 154 anni, e a fargli l'autopsia fu chiamato il dr William Harvey, il medico scopritore della circolazione del sangue.

Nelle sue note, il dr Harvey scrisse che Parr aveva ogni cosa perfetta al proprio posto, ogni organo privo di segni degenerativi e nessuna patologia da segnalare.

Senza quella forzata vacanza a corte, avrebbe potuto probabilmente passare i 200.

L'arma straordinaria del riposo fisiologico, ovvero del digiuno terapeutico

Il digiuno, il riposo fisiologico fatto in modo intelligente, è uno dei metodi per purificarsi e rinascere col corpo e con la mente, sostiene il dr Hotema, in linea del resto con la Scuola Igienistica Americana e con tutto il salutismo mondiale, inclusi lo svizzero dr Max Bircher-Benner e il germanico dr Arnold Ehret.

A patto però di non ricadere negli stessi errori di prima al momento della rottura del digiuno stesso.

E' la cultura corretta, il rispetto delle precise regole del corpo umano che può portare a dei risultati, non certo i dubbi dei mediocri o le approssimazioni dei pasticcioni.

La maggior parte delle persone ha paura del digiuno.

La medicina si dice contraria e così spinge la gente ad astenersi da questa pratica fondamentale.

I medici sono stati ammaestrati a dire che persino 6-7 giorni di digiuno fanno male alla salute.

Trattasi chiaramente di atteggiamento folle e diseducativo, col quale si fa uno sgambetto e un dispetto alla salute dei popoli.

Ovviamente, chi digiuna non usa e non può usare alcun farmaco.

Questa è la vera ragione del boicottaggio medico al digiuno.

L'elenco dei digiuni famosi è lunghissimo

Eppure nella storia, ci sono state migliaia e migliaia di digiuni da 30 a 100 giorni, con splendidi risultati, e senza che nessuno sia mai morto.

Il dr S.H. Tanner, medico di Minneapolis, digiunò per 40 giorni nel 1880 per dimostrare a un suo collega medico la giustezza del digiunismo. Beveva 2-3 litri d'acqua ogni 24 ore. Alla fine perse 17 kg.

Lo analizzarono compitamente. Nessun effetto patologico. Polso e temperatura rimasero stabili e regolari durante tutto il tempo del digiuno.

Jackson Whitlow, religioso, digiunò nel 1937 per 35 giorni, perdendo molti chili ma senza effetti collaterali.

La signora Mae Zimmermann nel 1938 digiunò 68 giorni e guarì dall'artrite, perdendo 20 chili.

Mary Mitchell, anni 27, di Santa Ana in California, terminò il digiuno a 64 giorni, pesando 72 chili

(ne aveva 100 all'inizio).

Nel giugno 1926, Georger H. Johnson camminò da Chicago a Bald Knob in Pennsylvania senza cibo, coprendo 800 km in 20 giorni, e arrivando a destino in buone condizioni.

L'elenco è lunghissimo. Il solo Herbert Shelton condusse nella sua vita oltre 10 mila digiuni.

Senza una preparazione scientifica, senza una convinzione etico-salutistica, il digiuno diventa un vano giocherellare col proprio corpo

Resta il fatto che il digiuno, senza una convinzione etico-salutistica, senza una preparazione mentale e culturale corretta, scientifica, diventa un giocherellare col proprio corpo.

Digiunare per perdere del peso e per riprenderlo mangiando scorrettamente non ha infatti molto senso.

La salute, in piena liberà da condizionamenti esterni, è un fattore naturale.

La salute, in una società come la nostra, è un fattore culturale, qualcosa che richiede studio, abnegazione, spirito critico e indipendente.

I dieci peccati capitali che demoliscono e ammazzano la gente, accorciandole lo span vitale

Le 10 cose precise che demoliscono ed ammazzano la gente.

Purtroppo, quello che demolisce ed ammazza la gente sono 10 cose molto precise e circostanziate, dove ognuna delle cause elencate assume più o meno impatto a seconda delle persone coinvolte.

Qualcuno mangia discretamente, ma è preda dei suoi mostri mentali, qualcuno ha buon carattere ma mangia male, e così via.

- A) Proteine animali (carni, pesce, latticini e uova)

- B) Cibi cotti

- C) Sale da cucina, zucchero-aspartame-saccarina e dolcificanti industriali

- D) Farmaci, vitamine sintetiche, integratori minerali e pro-biotici

- E) Caffè, the, alcolici e bevande gassate

- F) Aria inquinata e fumo

- G) Acqua inquinata e acque pesanti cariche di minerali inorganici

- H) Rumore, velocità, e stili di vita ossessivi

- I ) Stati d'animo negativi (nervosismo, tensione, paura, gelosia, invidia, frustrazioni, odio, cattiveria, vendetta, crudeltà, violenza, disinteresse, apatia)

- L) Carenza di sole, di sonno, di movimento, di respiro profondo e ritmato, di rispetto religioso per il creato e per la vita, di amore intenso per la natura e il prossimo

Il metodo segreto per stare bene dentro e fuori, ed anche per vivere il più a lungo possibile

Arrivarci troppo difficile? No. Non è utopia. Non serve nemmeno essere santi.

Quello è lo schema.

Più gli andiamo vicino e più ringiovaniamo. Più ce ne allontaniamo e più invecchiamo.

Adattamenti? Quanti ne vogliamo, ma sempre a condizione di non stravolgere lo schema.

Il metodo migliore per ringiovanire?

Staccare la spina, un bel digiuno ad acqua distillata (anche da soli se non si ha paura degli effetti, fastidiosi ma preziosi, delle conseguenti crisi eliminatorie) e, alla fine del digiuno (per Ehret vanno bene i digiuni di 3-5 giorni ad acqua e limone, mentre per gli americani vanno bene digiuni anche più lunghi e sempre ad acqua distillata), riprendere i pasti progressivamente ma sempre e solo entro lo schema vegano-crudista, respirando sempre aria buona (non viziata, non inquinata, non riscaldata, non condizionata), facendo ginnastica ed esponendosi il più possibile al sole.

Perché schema vegano-crudista? Perché è il solo che rispetta alla perfezione le esigenze umane.

Le malattie? Non esistono. E' una autentica invenzione opportunistica.

Quello che esiste sono i malati, preda dei propri errori e delle proprie infinite deficienze culturali, etiche, salutistiche.


http://www.luigiboschi.it/?q=node/20140
By rita
#27649
Marmo
interessante cio' che hai postato.
ciao!
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By LAj
#27658
Marmo ha scritto:ho trovato un articolo dove sono riportati vari esempi di persone vissute anche 150 anni, da leggere! incredibile come alcune persone hanno migliorato la logevità dopo aver corretto l'alimentazione dopo i 50 anni! se l'avessero fattoprima chi lo sa!


http://www.luigiboschi.it/?q=node/20140


bellisssimo.
Grazie.
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By danielsaam
#27916
Marmo ha scritto:Le malattie? Non esistono. E' una autentica invenzione opportunistica.

Quello che esiste sono i malati, preda dei propri errori e delle proprie infinite deficienze culturali, etiche, salutistiche.

http://www.luigiboschi.it/?q=node/20140


Veramente un bell'articolo, grazie! :D

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