Arnold Ehret Italia

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By corvino72
#1829
Ciao a tutti,
sono il marito di Priscilla, la quale si è già presentata qui: presentazione di Priscilla.
Quel post fu inserito il 28 ottobre e (come si evince leggendolo) ancora non avevamo neanche acquistato il libro.
Abitiamo a Milano.
Attualmente abbiamo entrambi letto il libro ed inoltre abbiamo avuto il privilegio di conoscere personalmente Luciano a Milano.
A differenza di Priscilla, non mi posso vantare di un curriculum ventennale di alimentazione vegetariana. Lo diventai nel 2003 arrivandoci gradualmente, senza fare il passo più lungo della gamba e soprattutto con la mia piena consapevolezza e coscienza. Insomma, non commisi l'errore di cambiare sull'onda dell'esempio di Priscilla poiché mi rendevo perfettamente conto che, con tale presupposto, non avrei fatto tanta strada. Le mie principali fonti di ispirazione sono stati i libri Veda, che mi sono stati fatti conoscere da Priscilla. L'autorevolezza con la quale ho constatato le argomentazioni contro la cosiddetta "normalità" che conforma le masse verso l'ignoranza e la lobotomizzazione delle menti, ha letteralmente sgretolato tutti i miei pregiudizi, come fossero stati degli immensi grattacieli di burro, spalancandomi le porte della "libertà" dagli attaccamenti, condizionamenti e "falsi bisogni" creati dalla società.
Con questa "formattazione mentale" è diventato per me un gesto naturale e privo di qualsiasi sacrificio la mia scelta definitiva di non desiderare mai più "mangiare cadaveri".
La principale difficoltà con l'individuo medio della civiltà moderna è che si rifiuta di pensare. Preferisce il "pensiero di massa". Se "tutti" fanno qualcosa, deve essere giusto! La realtà dei fatti dimostra il contrario.
Parole sante tratte da pagina 11 del libro di Ehret (nell'introduzione di Fred S. Hirsch).
Successivamente alla mia scelta del 2003, ho naturalmente vissuto anche io situazioni comuni a tutti coloro che si discostano dalla normalità ma non mi sono lasciato troppo intimidire: "Ti ammalerai o morirai se non mangi la carne, sei già magro per costituzione, vuoi diventare uno scheletro? Ti sei bevuto il cervello perché ti sei fatto condizionare da Priscilla? La carne, il pesce e le uova fanno proprio bene a tutti: secondo te i nutrizionisti sono tutti dei ciarlatani?" e via di questo passo. Questo ovviamente, per onestà, solo da parte delle persone più intransigenti e avvolte da inimmaginabili pregiudizi. Altrimenti non è sempre stata così "tragica" e devo dire che, dopo aver ignorato ripetutamente certi attacchi sferrati con tanta veemenza, alla lunga ho ottenuto più rispetto che non provando inutilmente a perdere tempo ad accanirmi in sterili discussioni, provando inutili e distruttivi sentimenti di frustrazione e rabbia (sentimenti che sono SEMPRE riprovevoli, illogici e senz'altro non causati dagli altri, qualsiasi cosa dicano o facciano: se li si prova, bisogna fare un'analisi introspettiva che è del tutto estranea ad eventi e persone esterne!). D'altronde, se determinate persone avessero insistito ad aggredire e ridicolizzare, credendo con ciò di ottenere qualcosa da me... beh, avrei concluso che sarebbe stato meglio allontanarle!! Ho dovuto fare questo ragionamento persino con mia madre: dopo un paio di anni ha capito da sola che non era il caso di perdere il rapporto con un figlio per questi motivi e la cosa si è aggiustata per conto suo :lol:.
Dopo un po' di esperienza, sto imparando a distinguere quando è il caso di rispondere con calma, tolleranza e senza ostilità (soprattutto senza dimenticarmi che io stesso ho avuto un passato da onnivoro!) e senza reagire all'aggressività con altrettanta aggressività: questo è l'unico modo di evitare un muro contro muro. L’atteggiamento antagonista produce barriere che impediscono il dialogo. Rinunciare all’atteggiamento antagonista non vuol dire diventare remissivi. Consente invece di prendere anche in considerazione i punti di vista dell'altro interlocutore, e questo va di pari passo con la predisposizione al dialogo. Altrimenti, anche l’interlocutore che abbia torto marcio e conclamato, si rifiuterà di parlare con disponibilità!
Certe volte ho risparmiato le mie energie perché bisogna anche riconoscere, con onestà, che certe persone non ne vogliono sapere di mettersi in discussione per paura di sentirsi in colpa ascoltando le opinioni di un vegetariano e in quel caso è meglio lasciar stare. Una mia parente, una volta, mi rispose seccamente "ma insomma, c'è scritto nella Bibbia che gli animali sono stati creati apposta da Dio per essere mangiati dall'uomo"... e davanti a tanta supponenza che difende a spada tratta il proprio diritto a rimanere nell'ignoranza, aggrappandosi addirittura alla religione (che è stata a sua volta manipolata dalla Chiesa per essere socialmente accettabile ... ma questo è un discorso che va troppo fuori dal tema) ho issato bandiera bianca. Ho già avuto in merito delle bellissime risposte di Luciano, qui: [url=http://www.arnoldehret.it/Forums-file-viewtopic-t-16.html] Codice comportamentale dell’ehretista.
[/url]
Beh, a questo punto concludo dicendo che io e Priscilla stiamo cercando di consumare il più in fretta possibile tutte quelle scorte che abbiamo in casa, non adatte, in modo da poter quanto prima iniziare la dieta di transizione. Quando facevamo la spesa "normale" per i cibi vegetariani, spesso ci sorprendevamo a notare come mancasse sempre qualcosa in casa: adesso che vorremmo non avere più nulla (ci dispiace però buttare via il cibo!) stiamo vivendo la situazione opposta CHE LE SCORTE NON SEMBRANO FINIRE MAI!!
E adesso vengono le mie ammissioni, perché bisogna spassionatamente essere sinceri con sé stessi e con gli altri, come noto che accade ovunque in questo forum: parafrasando la presentazione di Merlo, anche io riconosco che sono un po' troppo attaccato a determinate "ghiottonerie" come il pane, la pasta e la maionese senza uova (vedere qui) ma confido anch'io sul fatto che, continuando a rileggere il libro e frequentando spesso questo forum, tra una ricaduta e l'altra, possa col tempo superare questi ostacoli dovuti all'abitudine ed alla gola, facendomi coraggio di pari passo con la diminuzione progressiva delle dipendenze alimentari, procedendo con la disintossicazione del mio corpo.
So che non sarà facile ma penso che, oltre al supporto del forum e anche dalla forza derivante dal farlo in due con Priscilla, potrò gradualmente superare le difficoltà. D'altronde, il processo di graduale distacco dall'alimentazione onnivora ha funzionato più o meno con gli stessi presupposti, con la differenza che prima di conoscere Ehret, mi ero assolutamente convinto che, escludendo cadaveri dalla mia alimentazione, avrei dato solo benefici al mio corpo, anche se si trattava di mangiare molta pasta e pane, oltre alle verdure, la frutta e legumi.
Questa mia convinzione è stata sgretolata come accadde con i miei vecchi pregiudizi, leggendo il libro di Ehret.
Ora mi restano gli ostacoli della mia vulnerabilità verso l'abitudine a certi sapori, che ho ritenuto in questi anni assolutamente innocui per la salute.
Vedo che il successo è possibile dalle testimonianze degli altri e quindi ritengo un delitto il venire a conoscenza di qualcosa, ritenerla giusta e poi non tentare con impegno di applicarla. La posta in gioco è la mia salute, ho il dovere di provarci.
Priscilla è più avvantaggiata di me perché, oltre ad essere vegetariana da 20 anni, non prova nessun senso di desiderio verso i carboidrati (beata lei :lol: ) ma con gradualità, senza mai fare il passo più lungo della gamba (come esperienza insegna) proverò anch'io a tentare la strada della disintossicazione del mio organismo.
Il fatto di dimagrire molto (sono alto 1,82 e peso 68 kg) mi darà qualche disagio psicologico innegabile, associato ai problemi derivanti dai veleni che entreranno in circolo nel mio sangue... terrò a mente le parole di Ehret a pagina 115:
Dubbi e sfiducia sorgeranno nella tua mente. Allora rileggi più volte questa lezione, come pure tutte le altre sul digiuno e in particolare la lezione 5.
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By Merlo
#1830
Ciao Raffaele e benvenuto!
Se puo' aiutarti ti comunico che la mia dipendenza da corboidrati, solo dopo poche settimane di transizione, è notevolmente diminuita: riesco (abbastanza) tranquillamente a pasteggiare ad insalata mentre a fianco mangiano pane o pasta!
In compenso ho notato che ho delle crisi di astinenza fortissime nei confronti dei dolciumi: ieri al lavoro hanno portato dei confetti... ho pensato 'almeno uno posso concedermelo' ma poi ho perso il controllo e me ne sono mangiati una decina (e non ho mai amato i confetti)! :P
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By corvino72
#1833
Merlo ha scritto:...
In compenso ho notato che ho delle crisi di astinenza fortissime nei confronti dei dolciumi: ieri al lavoro hanno portato dei confetti... ho pensato 'almeno uno posso concedermelo' ma poi ho perso il controllo e me ne sono mangiati una decina (e non ho mai amato i confetti)! :P


mmmmmh caro Merlo, neanche a me piacciono i confetti, ma il cioccolato invece sì e teoricamente sarei un candidato ad avere la tua stessa debolezza. Proprio due giorni fa mi è accaduto un episodio singolare, che colgo l'occasione per raccontare, ma non lo scrivo qui.
Leggi cosa ho scritto in proposito nella discussione "Alimenti da poter usare nella dieta di TRANSIZIONE" dove faccio riferimento proprio ad un tuo post a proposito del cioccolato.

Ciao!
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