Arnold Ehret Italia

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By Bruschino
#1850
Salve a tutti, sono Bruschino!

Tutto questo è davvero magicamente incredibile per uno come me che attualmente sta affrontando un arduo cambiamento nelle sue abitudini alimentari e di vita. Tutto ciò che voi esponete con semplicità ma tanta gioia, gioia che trapela dalle vostre favolose parole, è incredibile ma, semplice come la soluzione che sta davanti al nostro naso.. e che soluzione ragazzi!!

Per uno come me che per anni ha consumato carne, latte e derivati, cereali si, anche frutta e tanta verdura, che solleva pesi pesanti, che ha fatto dello sviluppo muscolare un culto, che dico, una dottrina religiosa, abituato quindi ad assumere centinaia di grammi di proteine animali e svariati integratori in polvere ecc....ecc.... ebbene, esanimare questo mare mosso, credetemi, non è affatto semplice!

Vorrei perciò parlarvi un po’ della mia esperienza, un’esperienza forse come tante o forse particolare come poche, non saprei…

Un bel giorno, alla tenera età di 17 anni, quasi 18, assorbito totalmente dalla smania di incrementare il volume dei miei muscoli, ingurgitando cibo in quantità industriale, causai inconsapevolmente una vera e propria catastrofe al mio organismo: il diabete. Così, poiché per natura sono stato un ragazzo combattivo e molto curioso, cominciai la battaglia disperata e la ricerca di una soluzione al mio problema, visto anche che con i dottori e con la medicina moderna chissà perché, forse per pura e semplice questione di pelle o istinto primordiale, proprio non ci andavo d'accordo.
Da bambino infatti, quando mi vedevo minacciato dalla presenza di quei signoroni vestiti in camice bianco, dall’aspetto serio ed austero, dovevano tenermi in tre per restare fermo, mentre mia mamma mi esortava con una tale pena, a fare il bravo.

Dunque, la condizione di esser diabetico vita natural durante e l'idea d'inveire sulla mia pelle con un ago per più volte al dì, proprio non mi andava giù.
Per puro caso mio padre una mattina andò a trovare un suo caro amico e collega di lavoro a cui parlò con tristezza del mio disturbo. L'uomo non perse tempo e diede a mio padre alcuni testi di alimentazione naturale e digiuno, suggerendogli di farmeli leggere con molta attenzione poiché proprio in quei testi avrei trovato la soluzione al mio problema. Infondo ero divenuto diabetico da pochi mesi.
Essendo personalmente molto interessato alla lettura di testi simili, che soprattutto riguardavano le materie medico scientifiche, non indugiai a leggere avidamente quei libri che per me parvero subito come un qualcosa di magico e finalmente la soluzione al mio disturbo.
La ricetta semplice e decisa era quella di eliminare qualsiasi cibo che non si confaceva assolutamente con il nostro organismo.
Così cominciai a consumere tutto quanto apparteneva al regno vegetale, anche se consumavo qualche legume come i ceci lessi passati, ed ovviamente la frutta secca per i suoi oli essenziali. Mia madre, come ogni mamma che darebbe la vita pur di ottenere la guarigione del proprio figlio ammalato, ogni girono con sacrificio faceva la spola tra la nostra casa ed il fruttivendolo per comprare qualsiasi tipo di vegetale e frutta di cui si potesse disporre.
A causa del mio sport pesante e spossante, però non diedi modo al mio organismo di adattarsi al nuovo e repentino stile di alimentazione e così, abituato a carne,uova, riso, pasta, pane e latticini in quantità, dopo poche settimane ritornai al vecchio sistema.

Davvero strana la vita, dico io. Tutto si è presentato proprio come un incontro amoroso avvenuto tanto tempo fa ma che, per un’inspiegabile destino, svanisce per poi ripresentarsi magicamente un giorno avanti nel tempo.

Oggi, a distanza di quasi 18 anni, mi sono ritrovato a passare un periodo di totale tribolazione con la mia malattia e la mia psiche, senza mai riuscire a domare la glicemia in maniera perfetta. Convivere con un disturbo simile non è affatto semplice e pur mantenendo uno stile di vita regolare, effettuando più volte il dì i tanto necessari controlli glicemici ed effettuando piccole somministrazioni di insulina per mantenere il più possibile stabile la glicemia nell'arco della giornata, la glicemia si comporta quasi sempre come un bimbo capriccioso vanificando i tuoi estremi sforzi.

Ultimamente nella mia alimentazione ho cominciato ad escludere principalmente i cereali, ma in modo lento e controllato, supplendo a questo pseudo - alimento con la frutta, perché credo che i cambiamenti drastici portino a risultati spesso catastrofici. Ovvia la totale esclusione di zucchero, che tuttavia consumavo già in modica quantità.
In seguito ho eliminato i formaggi ed i latticini, mentre il consumo del pesce azzurro, salmone in modo particolare, andava a scapito della carne. Tuttavia, via, via dovevo eliminare tutti quei cibi che principalmente alteravano la mia glicemia: miele e banane in modo particolare e le arachidi che alterano la glicemia in modo lento e costante. I primi due continuo ad assumerli in caso di ipoglicemia, il miele anche il mattino per la gola, mentre le arachidi di tanto in tanto perché ne vado ghiotto.

Al momento devo dire che, abituatomi al consumo di vegetali in cospicue quantità, mi sono adattato a questo nuovo ed inconsueto “sistema alimentare” senza traumi ma, ripeto, tutto è sorto in modo quasi subdolo e lento. Ad esempio, la mancanza delle mie solite uova a colazione non mi pesa affatto, come non mi pesa nemmeno l'assenza della carne, mentre ora i miei occhi, appena notano i vistosi e svariati colori di frutta e verdura, aguzzano la vista.
Credo che, al di là di tutto, sia necessario porre rimedio ad eventuali meccanismi di inadattabilità, più che altro da parte del nostro cervello più che del nostro organismo, consumando un alimento naturale di cui siamo particolarmente ghiotti, che ci appaghi a livello psicologico e che possa smorzare il senso della fame aiutandoci a sostenere meglio il cambiamento. Nel mio caso la frutta secca ha rappresentato questo alimento.
Allo stesso modo credo che, sostituire un alimento che ci piace in modo particolare e a cui dobbiamo assolutamente rinunciare, ad esempio il caffè, con uno simile, ad esempio l’orzo, possa farci pesare il distacco in modo meno traumatizzante rispetto a quell'alimento.

La prossima mossa, davvero ardua, per me sarà quella di recidere l'ultimo filo di questo cordone ombelicale: eliminare il consumo di pasce. Penso sia piuttosto più una questione psicologica, o più semplicemente un distacco da un qualcosa a cui siamo stati abituati erroneamente e da sempre accompagnato dalla paura del dopo e dell'ignoto. L'abitudine e la consuetudine spesso risultano esser l'anticamenra del vizio.

Il fatto di non escludere totalmente le proteine animali dalla mia alimentazione, denota infatti marcatamente il mio attaccamento a questo tipo di alimento. Oggi a pranzo ho consumato del pesce per non dare pena a mia madre, in quanto di pene gliene ho inflitte già abbastanza nel corso di questi anni a causa del diabete e del mio carattere particolarmente nervoso; perciò, per sentirmi in discolpa, come una sorta di purificazione da quel gesto abituale che per me però ha sempre rappresentato la regola, più che un semplice soddisfacimento del palato, ho macinato molta insalata rossa, accompagnandola con piccole deliziose quantità d'olio d'oliva.
Dopo pranzo, mentre ero intento a scrivere questa mia personale testimonianza, mia madre mi ha chiesto con il solito tono pacato e morbido: " gradisci il caffè?" - e noi siamo buoni consumatori di caffè all'italiana, le ho risposto in tono deciso:" no".

Sto pensando, come accennato prima, di consumare al posto del caffè una bevanda a base d'orzo, orzo mischiato all'acqua calda ed addolcito con un dolcificante naturale che si chiama Stevia. Mi domando, o meglio , Vi domando, è ammesso l'orzo nella dieta Ehret.. e la stevia?

Oggi la mia glicemia stranamente si sta tenendo molto bassa come non mai ed ho avuto già due crisi ipoglicemiche. Sarà la volta buona che... me lo auguro.

Per adesso mi fermo qua e spero di aggiornarvi di ulteriori sviluppi in merito a quanto.
Ah, dimenticavo la cosa forse più importante, ho ordinato il libro del grande dott. Ehret, perdonatemi se non l'ho fatto prima, Vi prometto che lo leggerò con molta attenzione e voracità.

Buona merenda.
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