Arnold Ehret Italia

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Moderatore: luciano

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By sibillina
#28232
Oggi a pranzo ho mangiato 5 fichi e dopo un'ora 100 grammi di noci di macadamia.

ho trovato questo articolo che ne parla un gran bene, ma sarà vero?


Noci di macadamia e longevità (03/07/2009 11.30.13)

Il segreto per vivere a lungo e in salute? Potrebbe essere contenuto nelle noci macadamia, frutto originario dell'Australia. Scoperte oltre 500 anni fa dagli aborigeni, le noci macadamia contengono infatti un’alta percentuale di acido palmitoleico, protagonista di alcune delle più recenti e interessanti scoperte sulla longevità.
L’acido palmitoleico e la sua correlazione con la longevità sono stati oggetto dell’intervento del genetista Annibale Puca, che presso l'Istituto Scientifico MultiMedica studia i meccanismi molecolari dell'invecchiamento, all'interno del Convegno “La Medicina del Benessere: attualità e prospettive” svoltosi a Palazzo Greppi a Milano.
La longevità, intesa come la capacità di raggiungere età molto avanzate in buona salute, è un tratto in parte geneticamente determinato (1,2) ma anche influenzato da fenomeni ambientali. La dieta ricopre un ruolo fondamentale, e il recente cambiamento nelle abitudini alimentari è uno dei motivi per cui le popolazioni industrializzate hanno enormemente incrementato l’aspettativa di vita negli ultimi 160 anni (3). “Non bisogna dimenticare – spiega Puca - che il profilo lipidico riflette, oltre al patrimonio genetico ereditato dai progenitori, anche i cibi che consumiamo tutti i giorni, in grado di modificare la struttura delle cellule”.
Ma che cosa differenzia la popolazione generale dall'esiguo numero di individui destinati a vivere molto a lungo? "Innanzitutto il profilo lipidico della membrana eritrocitaria, che nei centenari è caratterizzato da alti livelli di acido palmitoleico, bassi livelli di acido arachidonico e linoleico (acidi grassi polinsaturi proinfiammatori) e paradossalmente alti livelli di acidi grassi trans, prodotti dall'organismo in risposta ai radicali liberi, indicando che per essere longevi e’ necessario uno stress moderato", spiega Puca, che per i suoi studi dispone di una banca dati enorme, la più completa a livello mondiale, composta da oltre 2000 campioni di DNA di centenari di tutto il mondo.
“L’acido palmitoleico - continua Puca - è un acido grasso monoinsaturo dal quale dipenderebbe la sensibilità all'insulina di fegato e muscoli. Recenti studi su modelli animali hanno evidenziato la capacità dell’acido palmitoleico di influenzare la sensibilità del recettore dell’insulina e la longevità attraverso la modulazione del gene FOXO3A (4,5,6,), di cui è stata recentemente evidenziata l'importanza (7)”.
Per quanto riguarda l'uomo, proprio un recente studio coordinato da Puca e pubblicato su Rejuvenation Research ha dimostrato come i figli di longevi mostrano un livello molto alto di palmitoleico a livello della membrana cellulare (8). La quantità di palmitoleico è controllata a livello cellulare da un enzima, ELOVL6, codificato da un gene che risiede nel cromosoma 4q25 dove in precedenza era stata identificata una regione genomica che influenza la longevità nell’uomo (9).
L'acido palmitoleico è scarsamente presente nella dieta mediterranea: è contenuto nell’olio di oliva, ma con una percentuale abbastanza bassa, compresa tra lo 0,3% ed il 3,5%.
Gli esperti consigliano quindi di aumentarne i livelli nella dieta introducendo il consumo di noci di macadamia, che contengono un’alta percentuale di palmitoleico, fino ad un massimo del 28%.
“Ma anche l’assunzione di altre categorie di acidi grassi è importante – avverte Puca -, poiché le quantità sono finemente regolate per essere in costante equilibrio tra di loro (10,11). L’analisi personalizzata degli acidi grassi di membrana attraverso il profilo lipidico (Fat Profile) ci permetterà di modulare la dieta in maniera da ripristinarne i valori ottimali, sia nelle persone in buona salute che in soggetti con malattia, nel tentativo di ridurne la sintomatologia. Nel caso della fibrillazione atriale, ad esempio, riscontriamo un livello molto basso di palmitoleico e molto alto di acidi grassi polinsaturi. E sarà interessante vedere l’impatto della dieta con macadamia sul decorso di questa malattia”.




http://italiasalute.leonardo.it/benesse ... p?id=10097
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By mauropud
#28656
Io di questi studi finanziati dal business consumistico di solito ci faccio carta igienica, pero' trovo le noci macadama davvero buone! :D

Ciao Andrea e complimenti per la tua guarigione. H[…]

Ciao a tutti da Valerio

Ciao e Grazie per il Benvenuto nel forum. Acquiste[…]

Infatti ho detto che si rischia, non che tutti lo […]

AVOGADO TOSSICO?

Quello sempre, anche se bisogna poi vedere se sia […]

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