Arnold Ehret Italia

Quando non sai dove mettere il tuo messaggio mettilo qui. Se devi fare delle battute, falle qui. Non sono permesse battute sulla dieta o sugli utenti.

Moderatore: luciano

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By tistructor
#31876
Un abbraccio a tutti :D,

Ho riflettuto parecchio su cosa riportare nel primo intervento sul forum dopo il ritorno dal Nepal.
Ma questa mattina svegliandomi verso le 6 le riflessioni sono finite e mi è stato chiaro quale esperienza descrivere.

Vorrei cominciare il racconto delle mie esperienze in Nepal con quello che considero una rivelazione. Al pari della scoperta alcuni mesi fa della dieta naturale del prof. Ehret.

Parto da un pò lontano. Circa 2 anni fa, la data precisa non la ricordo. Il mio spirito o più semplicemente qualcosa di profondo dentro me ha dato un segnale forte ma incompreso a livello coscente fino a qualche giorno fa almeno.

Questo segnale che tuttora è presente consisteva in una forte attrazione per il colore arancio. Il primo passo per assecondare questa voglia di colore è consistito nel comperare un giubbetto tecnico per alpinismo tutto arancione, come l'ho visto me ne sono innamorato. l'ho indosso praticamente sempre in tutte le stagioni. Mi da la sensazione di indossare un' armatura. Ho dovuto fare uno sforzo di volontà per non portarlo in Nepal causa di peso bagagli al limite e uso non ideale in tutte le situazioni soprattutto di freddo intenso. Comunque ne ho portato un altro di colore rosso che aveva tutti i requisiti necessari.
Non prendetemi per pazzo ma vorrei puntualizzare la forza di questa attrazione inconscia per una cosa "futile" come un colore.
In Nepal ho scoperto il significato di questa attrazione quasi maniacale.
Il penultimo giorno a Kathmanduho ho visitato il luogo sacro di Pashupatinath. Luogo sacro agli indù.
Con me c'era una guida del posto che spiegava il significato e funzioni dei templi delle varie divinita, le funzioni di altri templi legate ai riti funebri e o alla parte del tempio riservata solo ai fedeli indù. In poche parole ha spiegato in modo semplice e conciso tutte le diverse parti del luogo sacro.
Ad un certo punto ho chiesto il significato dei colori che si ritrovano in tutto il luogo sacro, nei vestiti e nel punto colorato posto in mezzo alla fronte dei fedeli e nel corpo tutto dipinto dei Sadu. Era una domanda che si trovava li nella mia mente da parecchi mesi perchè avevo già associato il colore arancio con le religioni orientali ma non avevo ancora approfondito la cosa. Il colore che si vede è in realtà l'insieme di tre colori: giallo, arancio e rosso. Quando la guida ha cominciato a spiegarne il significato l'emozione in me è stata grandissima.
I colori si rifanno al colore della fiamma del fuoco di legna, simbolo di purificazione e fortuna.
A questo punto il pensiero conscio e inconscio si sono fusi insieme allo stesso modo avvenuto con la scoperta della dieta naturale. Un significato semplice ma potente.
Due anni fa il mio spirito ha dato un segnale preciso e forte, che ha portato me ha intraprendere una via di completa purificazione trovando durante il cammino il metodo per raggiungerla.
Tutto il libro di Ehret è una celebrazione della purificazione sia fisica che mentale.
Nello scrivere questo l'emozione è stata di nuovo fortissima,
metà del tempo trascorso a scrivere l'ho fatto piangendo.
Spero di avere espresso in modo semplice e preciso questa mia esperienza e rivelazione. Ho sempre avuto difficoltà nell'esprimere i miei pensieri per mezzo sia della parola scritta che orale.

La visita di un tempio come Pashupatinath lascia il segno anche per altri motivi. E' un complesso sacro completo a parere mio.
E' composto: da una zona riservata solo ai fedeli di religione Indù; un edificio che accoglie le persone in procinto di morire; la parte sul fiume dove viene celebrato il rito funebre della cremazione e dispersione delle ceneri nell'acqua per un ritorno degli elementi del corpo alla natura; una zona di commemorazione dei defunti sulla riva del fiume opposta a quella della cremazione; le zone dove sono edificati i vari templi alle divinità indù; zone di meditazione dove si possono incontrare i Sadu; zona del tempio dove risiedono persone soprattutto anziane che non possiedono più nulla(neppure una famiglia) o malate, che vengono assistite anche dalle suore dell'ordine Missionarie della Carità, ordine fondato da Madre teresa di Calcutta; zone dove si possono trovare delle persone che giocano. La religione indù non separa la vita dalla morte ma la identifica in una sola cosa. La morte è parte della vita e la vita è parte della morte.

Nei prossimi post descriverò al meglio delle mie possibilità sia la dieta che le usanze del popolo nepalese.

Di nuovo un caloroso abbraccio a tutti :D
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By danielsaam
#31877
Bellissima testimonianza Fabio.

Mi fai venire voglia di partire per quelle terre meravigliose.

Non vedo l'ora nei prossimi giorni di leggere il seguito. :D
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By krishnacry
#31913
ormai sono passati 15 anni dal mio viaggio in quella terra meravigliosa e la tua esperienza mi riporta in quei luoghi,che vivono,insieme all'india,nel mio cuore.Per me tante cose sono iniziate da quelle esperienze e aspetto di leggere le tue avventure!!!
ciao cry
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By braveheart
#31914
Grande Fabio :D e ben tornato !

E' proprio vero che nella vita non arriva mai niente per caso .
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By tistructor
#32034
Vi ringrazio per i vostri commenti e vi porgo i miei saluti, :D

Prima di continuare con l'esperienza in Nepal vorrei dire a Luciano che la sua newsletter o topic non ricordo il titolo che verteva sulla eliminazione di qualsiasi emozione o pensiero negativo mi sta condizionando in positivo. In alcuni casi devo forzare la mia volontà poichè per ora l'operazione di rimozione non è automatica nel senso che il pensiero negativo nasce e poi viene eliminato. Il mio obbiettivo è quello di non avere pensieri negativi, non devono neppure nascere. Questo provoca in me una senso aumentato di serenità :D.

Farò una cronaca del viaggio in Nepal a puntate, soffermandomi su quello che ritengo siano state le esperienze più interessanti. Queste esperienze saranno sia di alimentazione, cultura, popolazione, natura e rapporti con i miei compagni sia italiani che nepalesi che hanno condiviso con me questo viaggio.

Arrivato a Kathmandu il 2 novembre verso le 12 ora locale, dopo un viaggio di circa 13h di aereo suddivise in 8h da milano a Doha in qatar e poi 5 fino a Kathmandu. Sbrigate le formalità burocratiche in aereoporto, si è presentata a me la prima emozione forte: l'aereoporto era praticamente deserto ma fuori dall'entrata c'era una ressa tremenda. Composta da guide e portatori nepalesi che aspettavano i propri clienti e taxisti e persone desiderosi di guadagnare qualche soldo con i trasporti di persone e dei bagagli (questo l'ho capito solo alcuni momenti dopo). Ho provato una emozione quasi di paura e smarrimento 8O.

Comunque le guide avevano organizzato il trasporto all'albergo. Quì è cominciata l'avventura del viaggio in taxi.
Sono rimasto meravigliato per tutto il tempo che siamo rimasti in macchina. Per strada c'era di tutto e c'erano tutti. Auto, moto, biciclette, risciò, gente a piedi e con carrettini con ogni genere di prodotto, motocarri, mucche e altro. Ai lati della strada stesso spettacolo con in più esempi di miseria vera quella che ti fa cercare qualche cosa da mangiare tra le immondizie. Intanto passava sullo sfondo il livello di decadenza della strada e della città in generale. Esistono pochissime case nuove o ristrutturate a Kathmandu stessa cosa dicesi per le strade, piene di buchi enormi e a tratti sterrate.

La gente al volante ha la pessima abitudine di usare il clacson in continuazione. Alla prima impressione ho giudicato i nepalesi come dei pazzi. Ma più il viaggio continuava più mi rendevo conto che la prima impressione era completamente sbagliata. Nessuna delle facce che vedevo faceva trasparire rabbia, nervosismo o altre emozioni negative. Erano sereni, sorridenti e calmi. Con il clacson semplicemente segnalavano la loro presenza o l'azione che stavano effettuando. Pensavo sbagliando che una volta sceso dall'auto avrei respirato un'aria pessima. L'aria a Kathmandu soprattutto al mattino e alla sera quando il traffico è minimo è intrisa di incensi, spezie e profumi orientali. Una goduria per l'olfatto e lo spirito.

La popolazione cittadina è composta nella sua quasi totalità da induisti, riconoscibili dal punto colorato al centro della fronte. E' gente di corporatura minuta con carnagione scura e capelli nerissimi, gli occhi anch'essi scuri e neri ma con qualche eccezione di persone con occhi marroni molto chiari.
Per quello che ho visto la loro dieta è pressochè vegetariana a base di riso e verdure. Nei menu dei ristoranti si fa distinzione netta tra cibi veg. e non veg. Questo si verifica anche per strada con i carretti che vendono cibi vegetariani: cereali tostati quali popcorn, mais tostato e altri tipi che non conosco dei quali un seme giallo troppo duro per i miei denti :(; pannocchie di mais fresco cotto alla brace; frutta come banane, mandarini, ananas, mele, papaia, melapera, cocco, melograno, anguria(poca); momo(ravioloni) alle verdure fritti e altro tipo di frittelle con verdura. E un solo tipo di carretto con cibo non vegetariano principalmente carne cotta sulla brace preparata come salsiccette, spiedini.
Al ristorante a kathmandu non esiste il problema di mangiare vegetariano. Si può fare benissimo una dieta di transizione o una dieta senza muco. Si può benissimo ordinare della frutta seguita poi da piatti vegetariani con o senza muco.
Le cosa che non ho ingerito a kathmandu sono state: l'acqua del rubinetto(ho lavato solo i denti) sente di tubo da far paura, carne di qualsiasi genere, latticini(non esistono), tutti i prodotti da forno sia il locale ciapati che la panetteria tedesca, qualsiasi altra cosa confezionata.
Mi sono nutrito principalmente di frutta: frutti acidi al mattino come mandarini, pompelmo; mele e melepere prima del pranzo; banane e papaia prima di cena, consumati con e senza buccia; un consumo minimo di fichi secchi e datteri portati dalla svizzera apposta come benzina per il trekking impegnativo.

Al ristorante ho quasi sempre iniziato con una generosa insalata verde, molte volte quando conoscevo già il ristorante e la preparazione ti tale piatto ne ordinavo direttamente 2 :D, l'aggettivo verde è liberamente interpretato dai nepalesi, può arrivare una insalata mista oppure una mista ma senza insalata. Prendevo la verde poichè era quella con minore condimento e senza cibo animale come uova e tonno. Quando mi ricordavo di portarlo condivo l'insalata con olio extra vergine di oliva pugliese, veramente ottimo che mi fornisce un mio conoscente portato apposta dall'Italia.
Come secondo mangiavo o momo vegetali cotti al vapore o dal bad o riso con le verdure o riso al cherri bollito o fritto o una minestra vegetale o d'aglio. I momo sono dei ravioloni ripieni di verdure, normalmente verza e carota serviti nel piatto con una buonissima salsa piccante; il Dal bad è il piatto tipico nepalese, i portatori lo mangiano sia a pranzo che a cena e consiste di un piatto di riso cotto con la pentola a pressione servito con una ciotola tipo zuppa di lenticchie delicata, per nulla densa e un'altra ciotola di patate sempre presenti e fagiolini che possono cambiare con altre verdure al cherri e per finire un piccolo assaggio di piccole listelle di carota in agrodolce. Dimenticavo, alcune volte come antipasto ho ordinato popcorn o patate fritte o patate al chilli.
Ogni tanto come merenda mi mangiavo cereali tostati o pannocchie di mais alla brace.
Quì la mia dieta di transizione si è fatta meno rigida. I secondi e l'antipasto come esposti sono stati il cibo che mi ha accompagnato per tutto il viaggio.
La cucina nepalese fa largo uso di spezie ma poco sale e questo mi ha reso felice poichè è da 6 mesi che l'ho praticamente eliminato. Per quello che ho visto la maggioranza dei nepalesi in generale sta su una buona dieta di transizione.

Vorrei fare ora una considerazione in generale sul comporatamento dei nepalesi sia di città che di campagna(sia di montagna che di pianura).
Credo che la loro spiritualità e alimentazione da me osservata contribuisca in positivo sul loro comportamento sociale, non ho assistito a nessun episodio di violenza o battibecchi, non esiste la prostituzione o malavita in generale. Io non ho visto nulla ti tutto ciò. La gente è cordiale, serena e riservata, lavora per vivere e non il contrario. Farò una citazione tratta dal libro del Prof quando descriverò le popolazioni nepalesi che stanno in campagna ad una altitudine compresa fra i 1000 e i 3000m.

Ora vorrei concludere questa parte di racconto e descrizione che verte soprattutto per quello che riguarda la città con la visita ai luoghi sacri di kathmandu.

L'esperienza di maggior carica emotiva l'ho già esposta in precedenza, ma ne ho vissuta un'altra importante il secondo giorno di soggiorno a kathmandu presso un tempio buddista. Era tutta la giornata che eravamo in giro a piedi andando da un tempio all'altro attraverso la città. Era tutto un meravigliarsi sia per le opere dell'uomo in onore a dio sia per quelle in onore a se stesso. Il senso di meraviglia va inteso sia per cose positive che negative. Farò un esempio di meraviglia negativa per spiegare meglio: in alcuni tratti la città sembrava semi distrutta, strade sterrate piene di buchi con macerie e immondizie ai lati e palazzi fatiscenti. Nell'ultimo tempio buddista che abbiamo visitato, ad un certo punto mentre stavo facendo delle foto un monaco buddista che non avevo visto che stava seduto al centro della stanza mi ha chiamato ed invitato a inginocchiarmi davanti a lui e con una piccola cerimonia mi ha benedetto donandomi uno spago rosso da mettere al collo. E' stata una esperienza inaspettata che mi ha lasciato per alcuni istanti disorientato. La nostra guida nepalese mi ha spiegato che la benedizione è un augurio di salute e fortuna.

Perora mi fermo quì con il racconto comincio ad essere stanco. Mi sembra già di aver fatto un miracolo di scrittura.
Sarei felice se qualch'uno di voi avesse delle domande da pormi cosi da risvegliare il ricordo su qualche cosa di particolare riguardo a kathmandu che possa interessare.


Ciao
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By tistructor
#32037
luciano ha scritto:Bello, leggendo il tuo racconto mi sembrava di essere in Nepal! :D

A Kathmandu in pratica ogni casa è un tempio.


Vero a questo non avevo pensato.
Ho visto percorrendo a piedi la città numerosi tempietti induisti adorni con offerte, frutta e riso, candele accese e una spruzzata dei tre colori di fortuna e purificazione.
Si possono trovare anche come rotonde nelle strade.
Credo siano molto antichi e i nepalesi fanno poco per renderli moderni o restaurati. Anche parecchie case vecchie emanano questo fascino sacro con i loro portali in legno antico tutto lavorato.
Ho notato anche che i nepalesi non danno molta importanza alla sporcizia che bene o male avvolge tutta la città luoghi sacri compresi.
Solo le case e i marciapiedi prominenti alle strade vengono lavati e puliti tutte le mattine.
Dimenticavo la prima impressione avuta da kathmandu è stata di un enorme mercato all'aperto.
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By danielsaam
#32045
tistructor ha scritto:Nell'ultimo tempio buddista che abbiamo visitato, ad un certo punto mentre stavo facendo delle foto un monaco buddista che non avevo visto che stava seduto al centro della stanza mi ha chiamato ed invitato a inginocchiarmi davanti a lui e con una piccola cerimonia mi ha benedetto donandomi uno spago rosso da mettere al collo. E' stata una esperienza inaspettata che mi ha lasciato per alcuni istanti disorientato. La nostra guida nepalese mi ha spiegato che la benedizione è un augurio di salute e fortuna.

Mi hai fatto venire la pelle d'oca con questa testimonianza.

Hai notato se i nepalesi in generale fanno uso di alcolici o se fumano?
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By tistructor
#32103
danielsaam ha scritto:Mi hai fatto venire la pelle d'oca con questa testimonianza.
Hai notato se i nepalesi in generale fanno uso di alcolici o se fumano?


Anche a me è venuta. Per tutto il viaggio e pure ora lo spago rosso lo tolgo pochissimo. E dire che non ho mai avuto nessuna scaramanzia o superstizione.
Nel frattempo che ero in Nepal è successa una cosa grave alla zia di mio figlio. Ha subito una operazione complicata per una malattia grave. Sono rammaricato di non avere avuto la possibilità di discutere con lei i principi della dieta senza muco. Appena verrà dimessa rimedierò al mio errore. Mi ero ripromesso nei mesi scorsi di andarla a trovare ma questo non si è verificato. Ho pensato di donare a lei lo spago rosso e il libro del prof. Ehret.

Per il quello che mi chiedi, verrà trattato a breve . :D


Ciao
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By tistructor
#32260
Il trekking.

Abbiamo percorso circa 350km in 16 giorni partendo da una quota di 400m e facendo due passi sopra i 5000m precisamente il primo da 5100m e il secondo a 5416m.
Avevamo l'obbiettivo di fare un picco, il Chulu west a quota 6419m ma le cattive condizioni meteo ci hanno consigliato di non tentare questa impresa che poteva rivelarsi molto pericolosa. :cry:

Il trekking era composto da due distinti percorsi: il Manaslu circuit e around Anapurna.

Il Manaslu circuit rimarra nel mio cuore per molto tempo. E' una zona selvaggia pochissimo abitata percorsa da un sentiero che si percorre solo a piedi. Consiste di una valle che per molti chilometri rimane molto stretta fra le montagne, percorsa dal fiume Buri Gandaki. La valle si allarga solo ad alcune decine di chilometri dal passo Larke pass. Le camminate sono state molto impegnative con durata giornagliera di 8 fino a 12h. In una sola parola ECCESSIVO. Prima della partenza mi era stato detto che al massimo avremmo fatto 3h al mattino e 3h al pomeriggio.
Siamo partiti da un ambiente naturale tropicale passando poi ad uno più temperato sopra i 1500m dove i banani sono scomparsi, ad uno montano sopra i 3000m, ed infine in alta montagna sopra i 4000m dove il paesaggio diventa lunare o innevato.

Non ho accusato nessun problema fisico a causa della marcia quasi forzata o dell'altitudine. Sono riuscito a mantenere anche una dieta povera di muco.
L'unico alimento mucogeno è stato il riso bollito e un ciapati con omelet che ho mangiato per colazione uno dei primi giorni del trekking.
Ho sentito questa mistura nello stomaco per 3h 8O. Da quella volta la mia colazione è consistita da: spremuta di mandarini o limoni quando erano disponibili o di un thè allo zenzero, una volta ho preso una zuppa d'aglio. Questo preceduto qualche decina di minuti prima da dattari o fichi secchi portati apposta per fornire il carburante per la giornata.
Ho sbagliato due volte l'alimentazione al mattino, una quella appena descritta e l'altra è avvenuta nel giorno che bisognava affrontare il larke pass dove ho bevuto un thè seguito poi da 200gr di fichi secchi. Mi sono reso conto che per uno sforzo intenso i fichi secchi non vanno bene poichè oltre che apportare zuccheri(energia) scatenano il processo di disintossicazione che ti rende il cammino difficile. I dattari questo non lo provocano.
Ho dovuto impegnarmi molto per arrivare in cima al passo. L'energia mancava e dovevo alla fine di ogni tratto ripido fermarmi e respirare a pieni polmoni per una decina di secondi. Non ho accusato problemi fisici per questa mancanza di energia ma solo un leggero affaticamento e calo di lucidità nella discesa dell'altro lato del passo.
Ora ho ben stampato nella mia mente cosa devo mangiare per colazione in base alla difficoltà dell'escursione: "difficile" agrumi e dattari, "medio e facile" agrumi e dattari o fichi secchi. Poi in seguito in base al mio livello raggiunto di disintossicazione dovrò rivedere questa dieta mattutina per il trekking.
Ho applicato questi principi nell'affrontare il secondo passo e non ho avuto difficoltà ad arrivare in cima :D.
Certo che la mancanza di ossigeno si fa sentire a quelle altezze. Si è costretti a respirare a pieni polmoni finchè ci sta aria e a regolare precisamente il passo stando attenti a non superare il proprio limite.
Ad esempio mi è capitato di superare altri escursionisti e di conseguenza acelerare il passo per una decina di metri, questo sforzo richiedeva poi alcuni minuti di intensa respirazione per recuperare. La sera prima di affrontare il passo appena descritto ho dormito a 4500m e durante il sonno mi sono svegliato parecchie volte avendo la necessita di prendere due o tre bei respironi.

Sono soddisfatto della mia resa fisica durante tutta l'escursione e credo che la dieta di transizione ferrea che ho tenuto per i precedenti 5 mesi abbia aiutato parecchio sia dal lato energia sia dal lato salute.
Come consigliato dagli amici del forum e da tutto me stesso non ho dovuto ricorrere a nessuna medicina o vaccino. A parte la città ho bevuto l'acqua dell'himalaya dalle fontane e dai ruscelli. I miei compagni di sera la facevano bollire e ai miei occhi era un sacrilegio. Acqua cristallina e buonissima. Ho mangiato frutta sia con la buccia che senza, verdure sia crude che cotte e non ho riscontrato nessun problema fisico. In una occasione quando mi sono preparato della verza con olio e peperoncino mi ha persino imboccato direttamente con le sue manine una piccola bambina del posto che si è divertita moltissimo.
Un consiglio a chi vorrebbe intraprendere un trekking in Nepal, quando state per finire la frutta o verdura compratela nel primo paese che incontrate poichè più si sale di altitudine più questa costa ed è difficile reperirla. Lo sò che pesa a portarla nello zaino ma quando la si mangia la soddisfazione è grande.

Vorrei scrivere solo un'ultima cosa a riguardo delle montagne dell'Himalaya. Sono immense e bianchissime con i loro ghiaccia perenni.
Occorrono parecchi giorni di cammino per portarsi nelle vicinanze di un ottomila. Io, abituato alle nostre alpi che in giornata si riesce tranquillamente a fare un picco queste sono quasi innavicinabili. Le si ha davanti durante il cammino e queste rimangono costantemente sullo sfondo.
Il nomignolo di Piccolo tibet alle nostre alpi calza alla perfezione.
Ritornerò sicuramente in quelle terre.
Al mattino appena partiti io mi portavo qualche centinaio di metri davanti a tutti, così da entrare in sintonia con la natura e provare l'emozione forte di entrare da solo tra queste montagne selvagge. Un'emozione che mi ha provocato molte volte le lacrime agli occhi.

Ciao

PS:la prossima volta nella continuazione del post descriverò la popolazione nepalese da me incontrata.
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By luciano
#32263
Grazie! Mi fai fare trekking anche a me! :D

Mi ricordo che per fare un po' il superman mi sono messo a correre per gli ultimi 100 metri in cima a una montagna e quando mi sono fermato per poco non rimango soffocato, mi mancava l'aria.
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By danielsaam
#32269
tistructor ha scritto:Acqua cristallina e buonissima.

L'acqua più buona che ho bevuto fin'ora nella mia vita è stata proprio in fontanelle e ruscelletti in alta montagna. :D

tistructor ha scritto:In una occasione quando mi sono preparato della verza con olio e peperoncino mi ha persino imboccato direttamente con le sue manine una piccola bambina del posto che si è divertita moltissimo.

Che caaraa! :) E che esperienze Fabio ... mi sembra di leggere un libro a puntate, altro che serie televisive! :D
Ultima modifica di danielsaam il 6 dicembre 2009, 21:48, modificato 1 volta in totale.
By ikxikx
#32271
Grazie Fabio per condividere le tue esperienze!!

Un racconto entusiasmante......veramente mi commuove.....

Si sente l'amore sincero che provi per la natura...
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By tistructor
#32284
ikxikx ha scritto:Grazie Fabio per condividere le tue esperienze!!

Un racconto entusiasmante......veramente mi commuove.....

Si sente l'amore sincero che provi per la natura...


grazie
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