Arnold Ehret Italia

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Moderatori: luciano, Moderators

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By glc69
#32462
Cari amici,
continuo il mio diario con un'altro aspetto importante del mio percorso di transizione: lo sport.

Ho già avuto modo di postare le mie esperienze relative al ritorno all'attività agonistica in atletica leggera dopo oltre vent'anni e delle grandi emozioni, suggestioni e sensazioni che ne sono derivate.
All’inizio vi ho raccontato del primo impatto, del naso chiuso, del senso di “tappo” che avevo (ed ahimè ancora ho) al livello del diaframma (leggi ciò che scrissi allora: 10 Km dopo venticinque anni )

Poi sono passato all’entusiasmo per una giornata di successo non tanto per la prestazione in sé, notevole per la mia sfida personale ma comunque mediocre in termini agonistici, quanto per l’importanza che ha avuto secondo me la preparazione alimentare nella settimana precedente (vedi 10 Km alla grande: grazie alla frutta )
Sulla scia dell’entusiasmo ho fatto la mezza maratona di Roma ( …ho fatto la mezza maratona…! ) ma solo adesso sono pervaso dal desiderio di dare continuità all’allenamento, di perfezionarlo tecnicamente e di pormi obiettivi più ambiziosi.

Ho seguito il consiglio che mi diede Luca in uno dei post precedenti ed ho fatto anche alcune campestri (peraltro migliorando di continuo le mie performance), ed iniziato la preparazione anche con allenamenti specifici per migliorare la capacità aerobica e soprattutto mi sono unito ad un gruppo di runners della mia Società Sportiva (simpaticissimi e bravi) per cui aggiungo anche l’aspetto sociale (importantissimo) all’impegno che ho deciso di assumermi.
Durante le campestri avverto una gran fatica alle gambe, risento molto delle salite soprattutto quelle lunghe, ma al tempo stesso dopo le salite oppure all’arrivo recupero con facilità e ritorno alla normalità in breve. A ciò si aggiunga che non risento in alcun modo di dolori muscolari in seguito ad allenamenti, anche impegnativi, o gare.

Inoltre un aspetto curioso è la non necessità di bere durante l’allenamento: ad esempio l’altro ieri ho bevuto solo acqua tiepida e limone con miele la mattina e poi ho fatto in allenamento 15 km, sono tornato a casa, ho fatto la doccia e giocato con mia figlia per mezz’ora prima di sentire la necessità di bere….incredibile. Alla fine delle gare, invece, porto sempre con me arance e mandarini e mi disseto prima con quelli e poi con l’acqua.

Apro una pietosa parentesi per raccontarvi cosa distribuiscono spesso ai ristori di fine gara: merendina, a volte ciambellone, a Colleferro persino pizza, e da bere the ed acqua….”raramente la frutta”….no comment!

Spero proprio di riuscire nel mio intento e nell’obiettivo che mi sono prefissato e di cui vi parlerò nei prossimi tempi perché sto verificando un incremento nella fiducia nelle mie potenzialità ed una forte motivazione nel “rimpossessarmi” del mio corpo. Ed anche la mente segue questo percorso di ritorno a se.
Sto lavorando molto anche sulle mie compulsioni mentali, sul percepire i meccanismi ed i percorsi che segue la mente per portarti “dove vuole lei” (dolore, sofferenza, gelosia, ansia, rabbia, tristezza….ognuno di noi ha le sue "preferite"…) e questa attenzione ovviamente può essere posta molto bene durante la corsa avendo il pensiero un’attività notevole (determinante nelle gare lunghe).

Un saluto
Gianluca
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By glc69
#33183
Ciao amici,
durante queste festività natalizie mi sono preso una pausa "a computer spento" (o quasi) limitando al massimo l'uso del pc per lasciar riposare l'organismo anche da quel punto di vista, anche se qualche giretto sul forum l'ho fatto comunque...

Durante le feste ho controllato abbastanza bene la situazione pasti (anzi benissimo direi, sia per le quantità che per la qualità) anche grazie al fatto che finalmente tutti i miei amici e familiari si sono abituati al mio regime alimentare; mi sono concesso due giorni di sgarri soprattutto sui dolci che sono, in questo momento, l'unica compulsione con la quale fare i conti, ma confido molto nella tecnica ormai collaudata degli "sgarri controllati" e della "terapia a scalare" (uso di proposito e con una certa ironia questi termini, non prendetemi per matto! :-) ) che mi hanno fatto superare le altre "dipendenze" (tabacco, vino, caffè, sale...)

Non tutto il male viene per nuocere perchè, proprio a causa di uno di questi momenti di sgarro (e complice una botta di freddo presa durante gli allenamenti), ho avvertito immediatamente il rapporto di causa-effetto tra i "cibi" nocivi e lo stato di salute; ho avuto quattro giorni di mal di testa (che lo ripeto, è il mio termometro regolatore dello stato di salute) abbastanza blando ma costante ed insistente. Quindi anche in questo caso lo sgarro ha avuto la funzione di rendere sempre più palese il meccanismo compulsivo, che è una tappa fondamentale per poter quindi decidere di smettere del tutto con una sostanza da cui siamo dipendenti, e soprattutto accresce man mano il fastidio ed il disgusto verso quella sostanza.

Ieri sera, poi, dopo un certo periodo di tempo in cui non l'ho fatto, ho provveduto a fare una pulizia intestinale decisamente benefica.

Un saluto
Gianluca

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