Arnold Ehret Italia

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Moderatore: luciano

By efeso
#37839
Un giorno qualsiasi

Non andare a conclusioni affrettate e meccaniche, dissi con calma.
Ma lui stranamente, non rispose come sempre, affermando che non era così, che lui viveva libero e padrone delle sue scelte, che era ben cosciente di quello che diceva e faceva.
Questa volta, era immobile e in silenzio, lo sguardo nel vuoto e pensieroso.
Anch’io rimasi in silenzio, ma incuriosito, interrogai col mio sguardo il suo.
Gli attimi successivi, li volsi al presente, usando la tecnica di guardarmi attentamente la mano, girandola e chiudendola con impegnata concentrazione, che mi portò immediatamente a percepire me stesso, lasciando fluire liberamente il pensiero, senza influenze e strani sensi di colpa, o concetti meccanici, insiti nel nostro vivere.
In un baleno, percepii i suoi stati d’animo, orgoglio, rabbia, voglia di attaccarmi, ma anche paura.
Subito dopo, mi alzai dalla sedia, e mi avvicinai alla finestra, dando le spalle a lui, ancora assorto nelle sue riflessioni.
La giornata fuori era fredda e piovosa, ma ciò, non aveva influenza su di me, avendo imparato a dare ascolto, al tempo interiore.
Quello esterno, era solo spunto di osservazione.
Invece, nella concezione comune e radicata, il tempo meteorologico, viene legato a stati d’animo, facendo ormai involontariamente scattare un sentimento, ritenuto interiore, e quindi considerato, a volte, anche un disturbo psicofisico.
E’ strano, disse improvvisamente, facendomi voltare, come questa volta, sia stato assalito da dubbi e incertezze inaspettate, ho sentito scattare in me tante cose, la prima, è stata la non impulsività di risposta, e ciò, ha fatto sì che desse tempo ad altri sentimenti di emergere, dandomi modo di osservarli.
Mi sono accorto, di quanto, non abbia ascolto dell’altro, di quanto il mio ego voglia predominare, volendosi prendere tutto lo spazio possibile, e così facendo, non ascolto nessuno, e non di meno, me stesso.
Se stesso?, intervenii.
Questo concetto, è deformato, continuai, il concetto di se stesso predominante, è asservito all’apparenza, al possesso, cioè, chi possiede o appare”bello”, è.
Si alzò anch’egli, ciò che mi ha sconcertato, disse, è, quanto sia bastato un attimo di non comportamento abituale ad aprirmi a nuove percezioni.
Squillò il telefonino, interrompendo la nostra conversazione, sono loro, dissi, facendo un cenno d’intesa.
Ci avviammo verso la porta e uscimmo.
By neo84
#37848
Bellissimo!!
Mi è piaciuto molto leggerti.
By MagusPerde
#37924
efeso ha scritto:Un giorno qualsiasi
Se stesso?, intervenii.
Questo concetto, è deformato, continuai, il concetto di se stesso predominante, è asservito all’apparenza, al possesso, cioè, chi possiede o appare”bello”, è.
Si alzò anch’egli, ciò che mi ha sconcertato, disse, è, quanto sia bastato un attimo di non comportamento abituale ad aprirmi a nuove percezioni.
Squillò il telefonino, interrompendo la nostra conversazione, sono loro, dissi, facendo un cenno d’intesa.
Ci avviammo verso la porta e uscimmo.


Quante volte,nel corso degli anni,ho parlato parlo e parlero' con uno di questi "me stesso",quante volte ci siamo affrontati guardandoci le mani ed insieme ci siamo chiesti se era vero quello che vedevamo.Non voglio certo insegnare niente a nessuno,ma nella vita ho capito subito che anche se non si vuole riconoscere il dualismo,con questo bisogna poi fare i conti.Sara' forse l'educazione che riceviamo,saranno le esperienze di vita che forgiano,ma sulla pelle si stampano fin da bambini dei marchi che SEMBRANO indelebili:alcuni di questi recano la dicitura essere o avere.Ebbene in questa nostra societa' occidentale,predomina e si alimenta cio' che appare,cio' che apporta solo vantaggi materiali,cio' che consente di sfruttare cio' che ci circonda.Tutto cio' che ci circonda.Indistintamente.Bisogna allora cominciare a fermarsi,cercare questo interlocutore interno e chiedersi cosa veramente e' l'uomo.Le risposte sono solo personali,ma bisogna avere il coraggio di spogliarsi di ogni ideologia e considerare solo ed esclusivamente l'essere umano.Quando si vive in armonia con l'altro,quando non si invade l'altrui liberta',quando non si impone il proprio "io",ecco solo allora si puo' dire di ESSERE.A volte,anzi spesso e volentieri bisogna uscire dall'ipotetico locale con uno di questi me stesso,poiche' possono servire per affrontare l'altro che aggredisce,ma bisogna sempre essere in grado di non aggredire inizialmente,di non usare quest'arma offensiva ....saper distinguere la situazione......Non e' facile,con i messaggi che i media ci trasmettono,con la competitivita' fatta regola,con l'ignoranza(intesa come non conoscenza)dilgante.Volutamente dilagante.
Spero di non averti annoiato e complimenti per il tuo racconto.
By efeso
#37934
Nessuna noia, complimenti a te per l'autoosservarsi (non è cosa da poco).
Il fulcro del racconto (oltre a vari spunti), è proprio quello di quanto fuori dai meccanismi ogni cosa diventi semplice, luminosa.

Ho letto con interesse la tua esperienza per la pu[…]

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