Arnold Ehret Italia

Qui si possono discutere e richiedere riferimenti del libro riguardo alla risoluzione di condizioni non ottimali di salute

Moderatore: luciano

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By Aleth
#53745
... noooo le giostrature dicotomiche noooo!! :wink:

sono contenta, non so come dirvelo se non con un grande abbraccio. Vorrei rispondere ad uno ad uno per ogni cosa che mi avete scritto (e le rileggerò tante e tante volte) ma non ho parole solo contentezza e spero di trasmettervi la gioia che mi avete dato, non (solo) per i contenuti, ma per il tempo e lo sforzo che avete fatto nel cercare di "consolarmi" o indicarmi un modo per venirne a capo.

Torniamo ai centrifugati, dai!! :roll:
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By Aleth
#53746
:D
Ultima modifica di Aleth il 10 giugno 2011, 9:24, modificato 1 volta in totale.
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By robyvac
#53759
Aleth ha scritto:... noooo le giostrature dicotomiche noooo!! :wink:

sono contenta, non so come dirvelo se non con un grande abbraccio. Vorrei rispondere ad uno ad uno per ogni cosa che mi avete scritto (e le rileggerò tante e tante volte) ma non ho parole solo contentezza e spero di trasmettervi la gioia che mi avete dato, non (solo) per i contenuti, ma per il tempo e lo sforzo che avete fatto nel cercare di "consolarmi" o indicarmi un modo per venirne a capo.

Torniamo ai centrifugati, dai!! :roll:

Beh, mi pare che questa volta tu abbia fatto una richiesta sincera, e tutti noi ti siamo venuti incontro. Il prio passo l'hai mosso tu però, vedi che non è difficile? :D
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By adda
#53764
Aleth ha scritto:mizzica, swami... <3

ti ringrazio per quello che mi hai scritto. Si è possibile che io abbia una difficoltà nel chiedere, che ho "stampellato" e celato in qualche maniera, ma che non mi viene ne spontanea ne naturale. Infatti ho dovuto soffrire molto prima di riuscire a mettere giù questo post.

io ci sto pensando, sul chiedere. Si è possibile, ma non è per mancanza di umiltà, forse proprio non lo so fare, non mi viene. Possiamo fare degli esempi semplici semplici, proprio elementari. Ce la fai a spiegarmi?

Tipo: Si parla con una mia amica di ciliege, che in un paesino ci sono, allora io le dico: un pomeriggio potremmo andare a prenderle assieme direttamente dalla signora che le produce. E lei mi dice: si!! dai, andiamo. FINE. Se io mi armo di telefono e sollecitazioni allora FORSE si andrà, altrimenti la sua è la telefonata che non arriva mai più. Qui la mia anima comincia a sentirsi dilaniata.
Aiutatemi a capire...


Aleth cara
vorrei proporti una lettura molto interessante, che mi ha aiutato in un periodo simile al tuo.
il libro si chiama :

"I quattro accordi"

scritto da Don Miguel Ruiz

edizioni il punto d'incontro

Anch'io ho attraversato fasi difficili, con me stessa e con gli altri.

ma ho capito la differenza tra il cuore e la mente, e quando ho focalizzato ciò ,tutto si è diventato più semplice e accettabile.

Ognuno ha un proprio posto nel mondo,ed a volte non bisogna aspettare che siano gli altri a fartici accomodare, anzi a volte( nel mio caso è stato così..)siamo noi che pensiamo di non dover usare i nostri spazi, i nostri ruoli

prova ad ascoltare la musica che ti mette di buon umore, prova a ripetere le cose che mettono i tuoi pensieri su un piano positivo.

Se te ti armi di telefono, anziché la tua amica, perché ti "si dilania l'anima?"
che importanza ha se sei te a cercare per prima?
anzi è così che nasce una relazione sociale, proponendoti.

un caro saluto ed un abbraccio pieno di energia e di affetto.
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By Aleth
#53766
Grazie adda per avermi suggerito il libro:-)
e grazie Roby :wink: è vero


Vorrei anche specificare (e purtroppo il linguaggio non aiuta, quando si tratta di esprimere una esperienza): nei miei anni di vita io mi sono sempre proposta, ho chiesto e ho organizzato senza pormi mai il problema del doverlo fare io. E' che nella vita c'e' un momento in cui ti fermi e dici: ma perchè sempre e solo io? non dovrebbero mai accadere queste "verifiche" involontarie, E' li che mi sono fermata e ho detto: lascia che gli altri ti cerchino... Qualcuno mi ha scritto che mi sono messa in un pasticcio: vero! e qualcun altro mi ha detto (non rileggo, sto andando a memoria) fermati non devi fare nulla. Infatti... io non voglio fare nulla, e per una "iperattiva" come me il non fare nulla è terribile. Di strategie ne potrei mettere in atto qualcuna, ma non lo voglio. Piuttosto sola, ma quel che viene qualunque cosa sia... che sia autentica.
Ultima modifica di Aleth il 10 giugno 2011, 9:26, modificato 1 volta in totale.
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By adda
#53769
Ciao Aleth
Io capisco la tua pena .
Credo che sia un'elaborazione della mente, il passato è stato ed il futuro sarà.
Se dai luogo a riflessioni di tutto ciò che hai sempre fatto ti stai perdendo l'essenza del presente.
Concentrandoti solo su ieri non vivi oggi:
la vita è nel momento che scorre, ora, adesso.
Lì c'è il tuo cuore, nell'emozione del momento.
Pensare a come è stato, supporre come sarà ti fà stare male.
Secondo me questo è il meccanismoche dà potere solo ai pensieri e deèpaupera la realtà.
La realtà è che mentre ci pensi in quell'attimo sta passando una farlfalla e te sei impegnata a pensare e non godi appieno della sua bellezza, o una lucciola...

Didtaccarsi dalle cose appena state, vederle come un film anziché rimuginarci sopra aiuta.

ogni volta che ti butti in queste riflessioni prova a pensare:si ma tutto ciò è già successo..ma che sto facendo ora? in questo momento? in che cosa mi voglio concentrare?

prova a distaccarti..
Non so se mi sono spiegata bene, se riesco a farti cogliere dove per me è importante mettere le proprie energie.
un caro saluto ed un abbraccione
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By luciano
#53776
Aleth ha scritto:... che sia autentica.
Tutto è autentico. Spesso riteniamo che ciò che è autentico non debba essere elaborato, o peggio macchinato, ma se vogliamo operare va fatta qualche sorta di ragionamento o pianificazione, e fare le azioni necessarie, fosse una telefonata, altrimenti nulla avviene.

Non c'è nulla di sbagliato in questo se non quando è presente il dolo e il fine di ingannare, ma per le cose a favore della vita è perfettamente legittimo.

Potresti stare lì tutta la vita ad aspettare che qualcuno ti chiami, e domandarti "Perché sempre io?" e silenziosamente rimproverare "gli altri" per ingratitudine.

E' una scelta di vita che molti fanno, una volta li chiamavano misantropi.

Personalmente non mi faccio problemi, se desidero uscire con qualcuno chiamo, e se uno non può o non vuole chiamo un altro e così via, e non mi faccio ***** mentali se "gli altri" non mi chiamano.

E se non ho voglia di chiamare qualcuno non lo chiamo e se mi chiama gli dico che ho altro da fare.

Abbiamo obblighi solo verso noi stessi e quindi è assurdo prendersela con altre persone o risentirsi perchè non si ricordano o non vogliono ricordarsi di noi. :D
Ultima modifica di luciano il 5 giugno 2011, 10:58, modificato 1 volta in totale.
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By luciano
#53777
Aleth ha scritto:... noooo le giostrature dicotomiche noooo!! :wink:
Non sono "giostrature".

Le dicotomie non sono altro che coppie di opposti.
L'universo duale è fatto di coppie di opposti. Con un solo elemento del paio non potrebbe esistere.

Quindi se sei nooooo........nooooo!! riguardo alle dicotomie, comprendo gli stati d'animo e la condizione esistenziale da te espressi nei tuoi post in questo thread.

Non stai accettando metà universo! :D
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By luciano
#53778
Aleth ha scritto:Possiamo fare degli esempi semplici semplici, proprio elementari. Ce la fai a spiegarmi?

Tipo: Si parla con una mia amica di ciliege, che in un paesino ci sono, allora io le dico: un pomeriggio potremmo andare a prenderle assieme direttamente dalla signora che le produce. E lei mi dice: si!! dai, andiamo. FINE. Se io mi armo di telefono e sollecitazioni allora FORSE si andrà, altrimenti la sua è la telefonata che non arriva mai più. Qui la mia anima comincia a sentirsi dilaniata.
Aiutatemi a capire...

Le cose possono essere due:
  1. O la tua amica non ha iniziativa e se ne starebbe a casa sul divano se nessuno la pungola, senza estrapolare qui le ragioni della sua eventuale apatia.
  2. Oppure mostri degli aspetti di te per cui una persona non accetta i tuoi inviti o non si sogna di invitarti se non continui a "rompere" fino all'esasperazione.
Se sono molte le persone che non arrivano senza sollecitazioni propenderei per la due :wink:

In questo caso dobbiamo osservare noi stessi e decidere se persistere su come vogliamo essere e mostrarci o cambiare.

Oppure uno potrebbe dire io sono così e non cambio, in questo caso si deve considerare che ogni modo di essere genera il suo modo di fare e il suo modo di avere.
Ultima modifica di luciano il 5 giugno 2011, 22:59, modificato 1 volta in totale.
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By Aleth
#53793
sulla dicotomia era quasi una battuta, molti anni fa c'era una persona che usava molto questo termine e ho avuto a che farci, tutta una storia dietro poi risolta e abbandonata, allora quando l'ho letto mi è venuto automatico il "noooo" . Cmq la dicotomia si, mi sta strettina da sempre e questa cosa non la posso cambiare ma solo metterci toppe e puntelli per lasciarla aperta: fa parte della mia natura imprescindibile
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Sono un po sui generis ma per fortuna non rompiballe, se organizzo una uscita poi si fa, o a volte no e non è un dramma. Propendo, per come mi diceva qualcuno, che magari e spesso mi scambiano per superimpegnata e comunque le persone sanno che se voglio fare una cosa mi muovo quindi se non mi faccio sentire è perchè magari non mi va (è successo proprio oggi, ero stata invitata ad una eventuale scampagnata, ero rimasta sul vago perchè forse non eravamo disponibili poi alla fine loro stavano andando e io ho telefonato e ci siamo uniti, ma lei ha detto al marito: daltronde lei se vuole venire telefona. Forse è solo che i rapporti si sono sistemati cosi e quindi forse quello che accade è l'unica configurazione possibile con il materiale umano che c'e' :-)

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autentico, per me è ciò che mi fa scaturire un sorriso una gioia, ma se quel che faccio mi affligge anche quasi impercettibilmente) allora non lo posso chiamare autentico. Per capirci (accidenti alle parole) per me è autentico tutto quello che faccio laddove l'anima ride e la ragione si sfrega le mani, visto che zeland ha scritto questa felicissima frase che rende cosi bene l'idea (almeno, a me la rende)
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By luciano
#53797
Purtroppo per capirsi è necessario usare le stesse definizioni, per esempio quelle nei dizionari della lingua che si usa.
Altrimenti se per te autentico significa una cosa, per me un'altra e per pinco un'altra ancora, non è possibile fare un discorso che abbia capo e coda.

in ogni caso direi di passare ai succhi e al sistema di guarigione di Ehret, sono sicuro che sia la soluzione per moltissime cose, magari anche di quello di cui stiamo discutendo. :D
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By Aleth
#53800
Io e il linguaggio stiamo attraversando una presa di distanza. Trovarsi sul senso delle parole è una operazione molto complicata soprattutto tra persone che non hanno una quotidianità condivisa.

:arrow: meglio passare ai succhi, si. :arrow:
Ultima modifica di Aleth il 10 giugno 2011, 9:28, modificato 1 volta in totale.
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By luciano
#53802
Per questo hanno fatto i dizionari.
Una mela è sempre una mela, poi uno potrebbe disquisire che intendeva la renetta piuttosto che la golden, ma lì c'è poco spazio per sfuggire, anche se uno ha la natura di anguilla.

Io metto sempre le persone di fronte al significato delle parole quando vedo che c'è difficoltà a comprendersi.

Se parliamo di casa e non ci capiamo, vuol dire che uno pensa a casa come abitazione, come quelle che vedi le foto nelle vetrine delle agenzie immobiliari, e l'altro pensa alla casa nel contesto dell'astrologia. Allora mi accerto di quale significato di una parola e in quale contesto uno sta parlando.

E' semplice, si tratta solo di mettersi d'accordo su cosa si sta parlando. :D

Andiamo avanti con il sistema di guarigione.
Ciao a tutti da Valerio

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