Arnold Ehret Italia

La pulizia dell'intestino è uno dei punti cardine per raggiungere la salute perfetta. Quindi chi ritiene di conoscere una pratica valida a questo scopo può presentarla qui. Resta inteso che quanto non menzionato da Ehret nei suoi libri non va considerato come parte della dieta senza muco e l'amministratore e i moderatori non sono responsabili per la riuscita o meno dell'intento delle pratiche qui proposte.

Moderatore: luciano

#82873
La Laghu Shanka prakshalana va praticata a digiuno.
4 lt di acqua è una quantità minima solitamente suggerita, il sale deve avere una concentrazione del 6% = circa ad 1 cucchiaio per litro d'acqua. Se hai una bilancia è preferibile.
La pratica originaria prevede della àsana, ovvero delle posture yogiche e alcuni movimenti associati. Personalmente ho smesso di farle e passeggio semplicemente per casa tra una tazza e l'altra. Generalmente attendo 10 minuti per la tazza successiva.
L'acqua non deve essere bollente ma calda in modo da poterla bere tranquillamente.
Conviene farla quando si ha la certezza di non essere interrotti cioè, quando è possibile dedicare una intera mattina a sé stessi senza fretta.
Buon lavaggio!
S.
#82875
Ho imparato questa tecnica anni fa da una insegnante yoga. Lei usava infatti il vomito finale (dopo la laghu S. P.).
Dovevamo bere 1 litro d'acqua (con concentrazione salina maggiore) tutta d'un fiato, dopo aver praticato la pulizia (si iniziava alle 8 del mattino e si finiva circa a mezzogiorno). Dopodiché si infilavano le classiche 2 dita in gola.
La prima volta ho avuto difficoltà a vomitare per le remore psicologiche che sopravvengono, ma lei mi disse che dovevo assolutamente vomitare altrimenti quell'acqua maggiormente salata mi avrebbe provocato dei problemi.
Mi sono fatto forza ed il resto è venuto da sé. Molto più semplice di quello che pensavo.
Non pratico più il vomito da un po' ormai e non ricordo la concentraione salina per il vomito, ma faccio una ricerca nei miei appunti.
#82882
...dimenticavo: in rete si trovano alcune procedure con qualche aggiunta fantasiosa oppure qualcuno suggerisce con forza che bisogna assolutamente mangiare almeno mezz'ora dopo e che, sempre assolutamente, bisogna mandare giu del riso bianco stracotto con molto burro e dhal (lenticchia) rosso. E' molto utile per vanificare tutti gli sforzi/lavori su di sé.
E' consigliabile non bere per un po' al termine della pratica, almeno una mezz'ora. Si sentirà appena un po' di sete ma sopportabilissima già la prima volta. Le successive saranno delle passeggiate.
Si può digiunare (l'ho fatto molte volte) come mangiare qualcosa di leggero. Talvolta non ho voglia di digiunare ed allora metto a lessare circa un etto di lenticchia rossa decorticata che condisco con un po' di evo senza sale.

La pratica di questa alimentazione associata alla S.Prakshalana, è stata tramandata con riso e ghi (burro chiarificato) ma un tempo, il contesto era radicalmente diverso. Forse il riso era tutt'altra cosa da oggi e magari era utile al corpo.
Ricordo di aver letto nel Ramayana, (datato tra i 7000 ed i 10000 anni fa), che veniva usato spesso il riso per fare un dolce che tutt'oggi si usa in India. Allora non brillavano il riso come non deformavano le cose utili della vita. Ancora oggi quel dolce viene fatto ma... col riso bianco brillato! Non a caso oggi, una elevata percentuale di indiani, ha il diabete ed altri problemi connessi.
Hanno imboccato la nostra strada...
#83572
Ciao a tutti,
nella mia vita sono sempre stata tendenzialmente vegetariana. Ho letto i primi tre libri di Arnold Ehret. Domani vado a ritirare "La tua via verso la rigenerazione". Oggi sono al mio 11° giorno di dieta di transizione senza muco con clisteri ogni due giorni :D Proprio oggi ho eseguito per la prima volta la pratica Shank Prakshalana, dopo aver letto questi post. Un mio amico, praticante yoga, mi ha girato un link in cui viene spiegato tutto bene. Provo ad allegarlo. Ho fatto gli esercizi yoga perché aiutano ad aprire il piloro e a far procedere l'acqua lungo il tenue ed il crasso. Questo fino al 4-5° bicchiere. Poi non sono più serviti gli esercizi. Ho anche eseguito Vamana Dhauti (lavaggio dello stomaco mediante rigetto) alla fine della pratica, così da richiudere il piloro. In passato ho praticato anche l'idrocolonterapia, che è più invadente e si limita al colon. Questa pratica yoga è un lavaggio completo del tratto digerente, dalla bocca all'ano, molto dolce, visto che io sono un soggetto molto sensibile. Ora che l'ho provato, lo ripeterò periodicamente o quando lo sento necessario. Lo consiglio molto :D Tra l'altro, come scritto nel pdf, i soggetti dal palato più delicato possono farlo con un decotto di porro. Io ho usato solo acqua. L'acqua ha iniziato ad uscire limpida quando sono arrivata a circa 2 lt. Credo di aver bevuto in tutto 15-17 bicchieri. Per chi desidera un metodo semplice e tranquillo lo consiglio.
Ciao :D
Francesca
https://drive.google.com/file/d/0B2YlzV ... h2YVk/view
#83573
PS....scusate, ho letto ora il messaggio di Sama sul riso...appunto. Dopo giorni di sola verdura e frutta e ogni tanto una fettina tostata di pane di segale, oggi ho mangiato un pò di riso scotto con burro, indicato come fine pratica per aiutare la flora intestinale. Spero di non aver vanificato tutto. Cara Sama puoi darmi un'alternativa al riso alla fine di tale pratica? O qualcuno sa qualcosa al riguardo? Così la prossima volta sarà ancora meglio.
#83575
Ciao Francescay,

per esperienza personale seguo la pratica del lavaggio intestinale con sale rosa himalayano, come da istruzioni all'inizio del thread. Il riso, come dice Ehret, è una formidabile colla per l'intestino. Non mi sembra un mangiare leggero. Di solito utilizzo questa pratica per iniziare un digiuno e la pratico durante il digiuno stesso per ripulirmi dalle tossine e schifezze varie che si accumulano durante l'astinenza da cibo.

Lo stile di vita basato sul sistema di guarigione della dieta senza muco è una linea di tendenza. Durante il percorso ci sta qualche sgarro od errore, ciò non vanifica nulla, basta proseguire per la strada tracciata. :wink:
#83576
Concordo con Markuseye.
Non c'è l'obbligo di mangiare qualcosa per migliorare, o sopperire a qualche mancanza che la pratica del lavaggio potrebbe aver introdotto.
Probabilmente, nel tempo antico in cui nacque la Shank Prakshalana, il corpo aveva un metabolismo diverso e quindi processava diversamente gli alimenti.
Come gli alimenti stessi probabilmente avevano caratteristiche diverse, magari avevano altre sostanze intrinseche che potevano inibire un certo assorbimento ecc. ecc.
Oggi sappiamo che il riso, integrale o no è meglio evitarlo. Uno sgarro qualche volta non altera il percorso. L'importante è capire bene cosa si vuole ottenere e imboccare quella strada. Quando hai scelto cosa vuoi, il resto viene pian piano da sé, secondo i ritmi e l'ampiezza che possiamo assorbire in quel dato momento.
L'importante è la scelta. Qualche errore o sgarro, ci spinge ad un confronto e a riflettere sul nostro operato. Un altro aiuto dell'universo.

Un caro saluto,
Sama

P.S. entro qualche giorno posterò la conclusione sulla mia bonifica dentale che ho lasciato in sospeso.
#83577
...ops! dimenticavo di rispondere ad una domanda precisa di Francesca.
In genere, al termine del lavaggio continuo il digiuno senza alcun problema.
Qualche volta mi è capitato che non avevo voglia di digiunare ed ho cotto un po' di lenticchia rossa decorticata biologica che è molto leggera. L'ho condita con semplice olio d'oliva buono (nel mio caso "casareccio", cioè prodotto da un amico) senza aggiungere sale.
Poi la sera, se sentivo la necessità di mangiare, andavo sempre sul leggero, intendo con vegetali che non richiedono una lunga elaborazione per scioglierli.
Ad esempio la carote è molto leggera, il cavolo bianco richiede un poì più di tempo per elaborarlo.
E' sempre comuque importante la sperimentazione personale. Ciò che è impegnativo per la mia digestione, non è detto che lo sia per la tua.
Ognuno di noi ha una sua tessitura energetica.
La vita, tra le altre cose, è fatta per essere sperimentata ed è molto utile parlarne, confrontarsi.

Buona sperimentazione
#83593
Grazie di cuore per le risposte. Dopo il lavaggio ho mangiato poco riso, perché ero trattenuta dal mangiarlo e ne ho sentito la pesantezza. Grazie per i consigli. Procedo passo dopo passo, come quando si cammina in montagna, non per arrivare primi, ma vivendo ogni istante i panorami , il profumo della vegetazione, l'aria, ecc.
Grazie a tutti. Ciao :)
#84244
tecnica provata questa estate con sale ed acqua, per caso potrebbe essere d'aiuto nello sgrassare le pareti dell'intestino l'aggiunta di vari limoni (il succo ovviamente) come avviene per i clisteri?
per i grammi di sale...alcuni dicono 6/8, altri 15/16... boh... io penso di aver usato 15g per litro e oltre ad aver avuto difficoltà a bere dopo un paio di litri a fine seduta ho avuto molta sete per tutto il pomeriggio/sera, la prossima proverò 8g, voi quanto ne usate?
#84246
Sconsiglio vivamente di usare succo di limone in questa pratica.
La concentrazione ottimale del sale è il 6% che è la concentrazione marina (da altre ricerche su web, non ho fatto una misurazione personale). Corrisponde a circa un cucchiaio di sale bianco himalayano ( in Italia quel sale è differente da quello che compro qui in India ed ha un peso specifico diverso ma inizia con 6% in ogni caso).
La concentrazione del 6% (vuol dire 6 grammi per 1Kg di acqua ed 1 kilo di acqua è quasi 1 Litro) è ottimale per evitare altri risultati non utili che vanificherebbero il lavoro. Tali risultati si avrebbero con una concentrazione minore o maggiore (effetto osmosi). Bisogna evitare che l'acqua venga assorbita dall'intestino o venga espulsa dai reni. Sono effetti che si ottengono con le diverse concentrazioni di sale.
Consiglio di usare solo acqua e sale.
Personalmente utilizzo questa pratica almeno una volta al mese e, unita ad una dieta utile (si questo sito ce ne sono in abbondanza), enteroclismi e bonifica dentale, posso assicurare che la vita cambia significativamente in meglio.
Tempo fa ho provato la combinazione di acqua e acido ascorbico come suggerito da Ricky ma buona parte dell'acqua viene espulsa dai reni.
Non ripeterò quella pratica.

Un sorriso
#84264
Grazie a te Luciano per questa utilissima "piazza" in cui ci si incontra, in cui passano tante persone a caccia della verità!
Rileggendo i post sopra, mi sono dimenticato di rispondere ad una tua richiesta per la pratica del vomito; Vamana Dauti.
Al termine del lavaggio, si beve un litro d'acqua tiepida tutta d'un fiato e poi si infilano le classiche 2 dita in gola. tutto qua!

Sembrerà incredibile ma ho riacquistato la memoria che "avevo perso" negli utlimi anni. al punto da ricordare con difficoltà il mio passato, tutto quello che avevo imparato dalla vita (una sensazione molto fastidiosa, non sai più chi diamine sei).
Da un anno e mezzo ho radicalmente cambiato dieta con l'aggiunta di altre cose: bonifica dentale, enteroclismi di sale, limone e caffé, ogni mese ho ripreso a praticare la Shankprakshalana, ho la casa piena di trasmutatori che ho imparato a fare (orgoniti) e li ho integrati come rimedio nell'Astrologia Vedica.
Un grande grazie a te!
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