Arnold Ehret Italia

Discussioni su Arnold Ehret e l'Ehretismo. Possono partecipare tutti gli utenti iscritti che hanno letto il libro sulla "Dieta Senza Muco".
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Moderatori: luciano, Moderators

By Pedro
#58243
A volte mi chiedo come abbia fatto Ehret, da buon bevitore e mangiatore di cibi sbagliati, a fare un cambio del genere.

Sono giunto alla conclusione che l'ingrediente principale è la forza di volontà.

Ho fatto varie prove e se dovessi seguire gli istinti del corpo, dovrei mangiare continuamente cibi sbagliati.

Perciò nella fase di transizione non va bene seguire i "consigli del corpo", ma bisogna dare un netto cambiamento alimentare ed ogni tanto dare un contentino di cibi sbagliati.

Per me la soluzione per venirne fuori è FORZA DI VOLONTA', altrimenti fra 20 anni si è ancora al punto di prima.

E' strano però che Ehret non parli in modo specifico di questo importante punto-ostacolo
By Yngwie79
#58244
secondo me con la forza di volontà non si va da nessuna parte.
Ehret nel libro fa leva sul cambio di credenze.
Mi spiego meglio la forza di volontà serve per fare un qualcosa che ci porta fatica e che non riusciamo a fare se non impegnandoci.
Il cambio di credenze attraverso il libro di Ehret avviene venendo a conoscenza che certi cibi sono dannossissimi quindi la rilettura del libro porta man mano ad abbandonare un certo stile alimentare e applicarne un altro in maniera graduale ma soprattutto tranquilla, ogni tanto ci saranno delle crisi ma quelle non vanno superate dicendo "devo farcela" e soffrendo per superare il problema ma facendo il possibile per limitare i danni.

Un esempio : mi ricordo un'intervista di un cantante Blues ex obeso e mangiatore di cibi di McDonalds. Diceva che quando mangiava quei cibi si chiedeva come facesse molta gente a non mangiarli perché erano troppo buoni. Qualche anno dopo e con svariati chili di meno si chiedeva come facesse la gente a mangiare simili porcherie. Non era solo la forza di volontà che lo aveva aiutato ma il fatto che vedeva le cose in maniera diversa. Ehret nel libro da' per scontato che quando si conosce la verità o la strada giusta il resto venga pian piano da solo.


:)
By Pedro
#58245
Yngwie79 ha scritto: Ehret nel libro da' per scontato che quando si conosce la verità o la strada giusta il resto venga pian piano da solo.


Il punto è proprio questo...quei libri li conosco quasi a memoria, sto addirittura mettendo a punto un dettagliato indice analitico (che poi devolverò ai lettori), ma non mi sembra di averli malcompresi quei libri.
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By luciano
#58247
[quote="Pedro"Per me la soluzione per venirne fuori è FORZA DI VOLONTA', altrimenti fra 20 anni si è ancora al punto di prima.[/quote]

Ehret era un uomo che aveva una grande forza di volontà, forse non pensava che l'umanità odierna ne ha sempre meno.

La forza di volontà, usarla non fa mai male se gli obbiettivi sono di valore. :D
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By bactabeven
#58255
Se non ricordo male il Prof. Ehret ha dovuto fare i conti con la sua salute e contemporaneamente la negligenza della medicina che cercava di curarlo. Questo è stato il terreno fertile e fertilizzato che ha chiuso in un angolo la sua persona e lo ha schiacciato fno a farlo morire. Da li in poi è morto il vecchio Ehret ed è nato il Prof. Ehret che ha risanato lui e molte altre persone che ne avevano bisogno. Su questo profilo non penso che si trattasse di sola forza di volontà, ma di certo di una intuizione solida come una roccia e di una lungimiranza da capogiro, che gli metteva un entusiasmo che sicuramente molti di noi in alcune occasioni abbiamo avvertito in rari momenti fecondi e creativi della nostra vita. Dopo tutto questo avrà affinato anche la sua volontà per permettergli di non scoraggiarsi dopo i primi momenti. (che verbi che mi vengono stasera...)

Ma è nato prima l'uovo o la gallina :D

Ciao a tutti
By bonnie
#58256
mi permetto di dire la mia...
ho capito perfettamente il punto di vista di pedro,sembra la mia storia guarda!

pero' forse si e' fatta un po' di confusione tra forza di volonta' che mi pare di intendere come "disciplina " e "sforzo" come sacrificio.

Per me esempio illuminante e' stato il libro di Allen Carr sullo smettere di fumare,ma confesso che me lo sono letta ben 6 volte,seguivo le istruzioni!!
mi chiedo se devo fare la stessa cosa con Ehret,in effetti il condizionamento che abbiamo sul cibo e' pazzesco e bisogna fare il contro-lavaggio del cervello!!! :D
By Pedro
#58258
bonnie ha scritto:mi permetto di dire la mia...
ho capito perfettamente il punto di vista di pedro,sembra la mia storia guarda!

pero' forse si e' fatta un po' di confusione tra forza di volonta' che mi pare di intendere come "disciplina " e "sforzo" come sacrificio.

Per me esempio illuminante e' stato il libro di Allen Carr sullo smettere di fumare,ma confesso che me lo sono letta ben 6 volte,seguivo le istruzioni!!
mi chiedo se devo fare la stessa cosa con Ehret,in effetti il condizionamento che abbiamo sul cibo e' pazzesco e bisogna fare il contro-lavaggio del cervello!!! :D


...mentre invece per me smettere di fumare è stato facile, il mio corpo lo rifiutava ma io continuavo a fumare, fina a quando dopo 1 anno e lentamente ho detto basta.

Mentre col cibo è tutto diverso, è una lotta quotidiana
By bonnie
#58260
eccomi!

forse non mi sono espressa bene!
anche per me col fumo e' stato facilissimo(17 anni da fumatrice,un pacchetto al giorno,pensarci ora mi vengono i brividi!!) e come te col cibo e' veramente una lotta ogni giorno!

quello che intendevo e' che a forza di rileggere il libro mi sono fatta sto contro-lavaggio del cervello e la mia decisione di smettere e' arrivata senza sforzo perche' ho realizzato qualcosa..conto di fare lo stesso col libro di Ehret,certo,col cibo e' piu' difficile perche' e' una cosa diversa dal fumo ma magari sono questi pensieri che ci impediscono di renderla facile!(mi permetto di usare il plurale!)


ciao :wink:
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By Selli
#58261
"Volli volli fortemente volli." :D
Credo che questo della forza di volontà sia un tema delicato. Credo che se ce ne vuole troppa ed è una lotta ogni giorno, forse si stanno forzando troppo le cose, forse vogliamo essere quello che non siamo, forse non ci stiamo accettando per come siamo realmente con vizi e tentazioni, che se ci sono un motivo ci sarà pure.

Non posso dare consigli perchè ognuno ha il suo percorso, ognuno ha il proprio "Dio" a cui lui solo può rispondere. Credo però, almeno questo è stato il mio caso, quando forzavo troppo le cose, stavo meglio per certi versi, ma avevo sempre una tensione interna, vivevo reprimendomi. Ero una repressa che si sentiva una santa della dieta! :lol: E questo per quanto mi riguarda era un'incapacità di accettare che ora il mio essere è a un livello di consapevolezza tale da aver ancora "bisogno" di questi cibi. (Ovvio che non sto parlando di carenze vitaminiche visto che c'è gente che vive di sola aria! :) )
Io sono vegetariana da una vita, ma ogni tanto il pesce lo mangiavo, mi piaceva molto e non mi faceva impressione, così se mi invitavano lo mangiavo anch'io. Dopo l'esperienza di crudismo il mio corpo ha rifiutato definitivamente il pesce e non ho mai dovuto resistere per astenermi. E' un anno che non ne tocco più. Sono salita di un gradino, in modo naturale, senza sforzo alcuno e definitivamente. Ora è arrivato il momento dei latticini e delle uova, senza neanche rendermene conto me ne sto allontanando.
Io credo che dobbiamo accettare noi stessi, senza pensare di diventare dei supereroi della dieta nè dello spirito reprimendo la nostra vera natura, il nostro reale stato di consapevolezza attuale. Non è rifiutando se' stessi e reprimendosi che si ottengono buoni risultati. Credo invece che rispettarsi, godersi la vita, accettare i propri limiti momentanei siano atteggiamenti non violenti e in sintonia col pensiero di Ehret. :D
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By luciano
#58263
Non so cosa si intenda per buona volontà.

Io intendo la determinazione a raggiungere un obbiettivo rimuovendo gli ostacoli sul percorso in direzione della meta.

A volte si possono incontrare salite faticose, chi pretende che non si debba soffrire mai, ma proprio mai, deve accontentarsi di arrivare solo fino a dove glielo permette l'energia che è disposto a mettere.

Oppure si può andare avanti "ascoltando il proprio corpo" (che fra l'altro se lo ascoltaste fino in fondo chiederebbe di rimanere a letto fino a mezzogiorno). Il corpo fino a quando non è disintossicato a sufficienza chiederà con insistenza proprio i cibi a causa dei quali avete deciso di cambiare alimentazione.

Sono scelte, si può decidere di partecipare alle marce non competitive dove arrivano tutti oppure andare sull'Everest dove ci vanno solo quelli a cui piace l'avventura.

Si può comunque fare un'avventura, con salite, discese, ostacoli e mete da raggiungere anche del proprio percorso alimentare, non c'è bisogno di arrivare in cima all'Everest.

Arnold Ehret ha scritto:Le testimonianze dei molti che sono guariti non convinceranno molte persone. Potrei fornire un vagone pieno di tali testimonianze, tuttavia la maggior parte dei pazienti rimarranno prigionieri delle loro abitudini radicate. Alcuni mangeranno la frutta per una settimana e si sentiranno deboli e miserabili, e ritorneranno alle loro precedenti abitudini alimentari e condanneranno i miei insegnamenti basandosi sulla loro esperienza di una settimana.

Ma ci saranno alcuni che capiranno il vero significato dei miei insegnamenti nella sua essenza e faranno appello all'energia e alla disciplina necessaria (enfasi aggiunta) per vivere alla maniera di Ehret. Queste persone non rimarranno deluse. Godranno dei risultati della mia promessa. Passeranno attraverso la trasformazione da persona ammalata verso una genuina, vitale, eternamente "PERSONA IN BUONA SALUTE".
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By giove
#58264
Non dimentichiamoci che le nostre abitudini alimentari le abbiamo ereditate da generazioni e generazioni, e per questo credo sia difficile riprendere la retta via.
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By Selli
#58266
luciano ha scritto:
A volte si possono incontrare salite faticose, chi pretende che non si debba soffrire mai, ma proprio mai, deve accontentarsi di arrivare solo fino a dove glielo permette l'energia che è disposto a mettere.


E' vero Luciano, sono d'accordo con te, si tratta anche di aver chiaro cosa si vuole, quanto lo si desidera e quanto si è disposti a investire in energia.
E' pur vero che a volte soffrire, rinunciare, è anche una gioia perchè si sente dentro di sè una forte motivazione ad andare avanti, crescere, evolvere. Quando però è sempre e solo tormento, non so, ma mi sembra un po' una forzatura.
Con questo non voglio certo dire che Pedro stia sbagliando. Lui sta facendo la sua personale, unica e preziosa esperienza e tanto di cappello!

Oppure si può andare avanti "ascoltando il proprio corpo"

Su questo punto ci inganniamo sempre un po' tutti. E' molto labile il confine tra la scusa per abusare di alimenti sbagliati e la reale necessità di un contentino ogni tanto per rallentare, coccolarci o incoraggiarci a continuare.

Sono scelte come dici tu. Io ho il mio obiettivo ben chiaro, ma non ho fretta, mi basta un piccolo miglioramento ogni anno, mi dò anche 20 anni di tempo, l'importante è non retrocedere! :D Un caro saluto a tutti voi!
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By dodo
#58296
Pedro ha scritto:A volte mi chiedo come abbia fatto Ehret, da buon bevitore e mangiatore di cibi sbagliati, a fare un cambio del genere.

Sono giunto alla conclusione che l'ingrediente principale è la forza di volontà.

Ho fatto varie prove e se dovessi seguire gli istinti del corpo, dovrei mangiare continuamente cibi sbagliati.

Perciò nella fase di transizione non va bene seguire i "consigli del corpo", ma bisogna dare un netto cambiamento alimentare ed ogni tanto dare un contentino di cibi sbagliati.

Per me la soluzione per venirne fuori è FORZA DI VOLONTA', altrimenti fra 20 anni si è ancora al punto di prima.

E' strano però che Ehret non parli in modo specifico di questo importante punto-ostacolo


Ciao Pedro, forse ti sfugge un particolare, il prof. Ehret aveva una croce sulla schiena che determinava la sua morte, sfido chiunque dopo una notizia del genere a non fare niente, la forza per fare qualcosa ti viene eccome, quindi non solo ha fatto qualcosa per se ma quando ha scoperto cosa doveva fare, ha fatto molto anche per gli altri, grande elogio di altruismo, grande Ehret, ciao.....
By Pedro
#58299
Su questo sito ho trovato una frase interessante di Tanya http://fruitanya.blogspot.com/

Sostanzialmente è molto allineato a ciò che dice Ehret


Ricordate, essere fruttariani non significa mangiare frutta; significa tornare ad Essere Uno con Dio (Natura). E' un percorso lungo, che presto o tardi ci mettera' di fronte a delle scelte nette, ma che vale sicuramente la pena di essere vissuto perche' altrimenti non c'è vita (quella Vera) ma solamente una triste e grigia parodia di essa.
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