Arnold Ehret Italia

Qui puoi scrivere le storie di successo solo inerenti alla cura dei denti e della bonifica dentale come viene intesa dagli utenti di questo forum.

Moderatori: luciano, O.P.T

#63214
In questo post si parla di evitare di devitalizzare i denti da latte, ma questo discorso vale solo per i denti da latte.
Infatti i denti dell'adulto per riprendersi da un'esposizione del nervo non hanno tutte queste cellule staminali giovani, che si trovano nel dente della persona giovane e sono una fonte vitale possente che aiuta il dente a riprendersi.

DEVITALIZZAZIONE o INCAPPUCCIAMENTO?
Puo' l'incappucciamento veramente salvare il dente compromesso dalla imminenta cura di devitalizzazione?

Se permettete pongo la questione al dentista di Santarcangelo di Romagna, Roberto Cupioli:
Cupioli ha scritto:Se rimuovendo la carie, ci si trova "vicini" al nervo, in chiara assenza di sintomi di flogosi pulpare (tipo dolore notturno)
allora il dentista deve prendere due strade: una è quella che è stata fatta su un mio dente l' altra settimana circa, e si chiama INCAPPUCCIAMENTO INDIRETTO.
Ossia volutamente non si arriva a togliere l'ultimo straterello di dentina cariata, così da non ESPORRE la polpa; si medica con idrossido di calcio e si fa una medicazione temporanea ad esempio con IRM (ossido di zinco-eugenolo, Caulk, Intermediate Restorative Material) .

La speranza di chi prova questa metodica è che l'idrossido di calcio, per le sue caratteristiche, attivi una reazione pulpare di difesa, con produzione di dentina di riparazione (terziaria)
così che un nuovo strato di dente separi lo straterello carioso rimasto e la polpa;
Si aspettano dei mesi, ci sono ripetuti controlli.
Alla riapertura si rimuove con delicatezza l'ulteriore residuo carioso, ma senza avere l'esposizione pulpare! il nervo è stato stimolato a riprendersi. Perciò si ottura definitivamente.
SE il tutto dovesse andare bene si è salvata la polpa; se va male, va fatto un trattamento endodontico ( o estrazione).


Mi preme spiegare da subito che il dentista certamente potrebbe provare a salvare un dente anche di un adulto (salvarlo dalla devitalizzazione), MA SOLO se ci sono delle particolarissime premesse positive e se il paziente sa che il successo per il dente dell'adulto è meno probabile. Quindi c'è la spada di Damocle dei dolori se il nervo del dente incappucciato muore.

Passiamo ora a parlare di "Incappucciamento DIRETTO". Per l'adulto la percentuale di successo dipende da vari fattori, ma spesso non supera il 65%.
Il punto interrogativo forte (e quindi la possibilità d'insuccesso) è:
"Riuscirà il nervo a non soccombere ad un inizio di carie solo con le sue forze?"
Altre situazioni in cui il nervo è stato esposto per motivi diversi dalla carie sono una minoranza.

Un dentista "normale", anche davanti alle situazioni più semplici, preferisce decisamente devitalizzare un dente con l'esposizione pulpare piuttosto che fare qualsiasi genere di tentativo di salvataggio.
E questo si sposa meravigliosamente con il paziente "normale" che, ignaro dei problemi dei denti devitali, generalmente non vuole sentire male e non vuole avere "situazioni in bilico" in bocca, che magari si risvegliano al momento meno opportuno... quando uno è in vacanza all'estero.

Cupioli ha scritto:L' INCAPPUCCIAMENTO DIRETTO è invece una tecnica dove si usa una fresa sterile, si opera sulla polpa togliendo una piccola parte infiammata
e quindi si opera sempre nello stesso modo: la ferita si tampona con idrossido di calcio. La domanda è: "È la polpa reattiva abbastanza da riprendersi?"
La polpa dei bambini è certo più vitale e reattiva di quello di un adulto.


Per i bambini uno deve valutare il successo solo a tre anni di distanza, il tempo di uso residuo dei denti da latte affetti.

La questione non e' solo di scegliere tra DEVITALIZZAZIONE e INCAPPUCCIAMEnTO.
La questione viene posta da qualche dentista in molti casi anche tra "DEVITALIZZAZIONE o ESTRAZIONE dei denti da latte?".

Infatti questi denti da latte, prima di fare posto a quelli definitivi, saranno oggetto di una fisiologica erosione delle radici che ci fa preferire di non usare LA DEVITALIZZAZIONE (mancando una chiusura apicale).

Ce ne parla proprio un dentista.

il blogger MommyDentist ha scritto:Vi racconto la mia ultima avventura della settimana scorsa. Mi chiamano perché inizi il mio turno un'ora prima per via di un'emergenza. "Si tratta di un compagno di scuola di mia figlia", mi dice la dentista che dirige il centro dove sono stipendiato. "Ha dei dolori terribili, hanno chiesto di me, ma io non ho tempo. Puoi darci un'occhiata tu e vedere cosa si può fare?"
Il paziente, 6 anni di età, avverte dolore dalla parte superiore destra. Non si vedono fistole o parule. Il dente incriminato risulta molle alla percussione ed è leggerissimamente mobile. La diagnosi con una mini-radiografia è facile e immediata: ascesso acuto periapicale.

Comunico alla madre la mia intenzione di fare una piccola operazione di pulizia per far passare il dolore con l'obiettivo poi di estrarre il dente in un altro appuntamento di lì a pochi giorni quando l'infezione si sarà riassorbita. Il primo molare definitivo comunque comparirà nel giro di una decina di mesi. La letteratura del settore ci dice che non si verificano fenomeni rilevanti di spostamento dei denti contigui verso lo spazio rimasto vuoto, quindi non c'è nemmeno bisogno di un mantenitore di spazio in questo caso.
Sto già passando ai preliminari quando arriva la mia boss che s'informa sulla situazione e mi dice: "Beh è meglio provare a salvarlo il dente, no? Uno almeno dovrebbe provare." (le devitalizzazioni dei denti da latte non hanno la stessa percentuale di tenuta di quelli definitivi.)

La madre risponde: "Fate si che che i dolori smettano e magari che non dovrà tornare qui di nuovo!"
La mia boss: "Beh si, le cure canalari dei denti da latte hanno una discreta prognosi, forse non dovrete tornare in futuro per questo dente!" (cioè almeno la metà non creano infezioni intrattabili per cui questi denti trattati debbano essere estratti).

La madre: "Ma se invece lo estraiamo come dice lui... mi sembra di aver sentito che ci saranno problemi con lo spostamento laterale di altri denti, non è vero? L'altro mio figlio ha un mantenitore di spazio."
Io: "No, in questo caso non ce ne sarebbe il bisogno, perché il canino e il secondo molare da latte sono lì, e il primo molare definitivo comparirà nel giro di qualche mese mesi senza che comunque possano esserci spostamenti."

(nota del traduttore:) Bisogna ricordarsi che entro i 7 anni di età già compaiono 12 denti definitivi, ovvero i 4 incisivi frontali sopra, i 4 frontali sotto e i 4 primi molari. Devono ancora cadere i 4 canini da latte e i 4 secondi molari da latte. Il dente in questione era un primo molare, quindi sarebbe comparso nel giro di pochi mesi. (fine nota del traduttore.)

Ma la boss mi chiama in disparte e mi dice: "Bene, prosegui e fai una pulpetomia (*asportazione della polpa non dalle radici ma dalla camera polpare, quindi solo nella parte superiore del dente, in america usano addirittura il formocresolo, qui in Italia pasta iodica o idrossido di calcio)."

Io: Maledico il momento in cui la mia boss è entrata nella stanza, con l'idea di parlare a vanvera solo per fare la sua bella presenza, senza capire veramente la situazione. Ora la mamma preme perché io mantenga il dente.. e ovviamente vogliono lasciare le radici infette accontentandosi di una improbabilissma pulpetomia camerale.
La boss (ignorando le mie parole): "Ok, inizia con la rimozione della polpa solo nella corona e poi nel prossimo appuntamento chiuderai con formocresolo e ossido di zinco."

Io: "Io credo proprio che il dente debba essere estratto perché è necrotico e non reggerà a nessun trattamento. Dunque oggi tampono quello che posso e do' gli antibiotici, così tra pochi giorni il dente potrà essere estratto." La boss: "Si, ma ha fortissimi dolori e io ho detto alla madre che gli avremmo dato una soluzione definitiva oggi, e ora lei ha deciso che vuole salvare il dente."

Mandarla a quel paese oppure dirle che le lascio il paziente e in bocca al lupo? Sono un po' indeciso: lei ha fatto l'infermierina buona e sapiente che ha contraddetto la mia diagnosi e ora devo pure essere io a seguire le direttive sbagliate!? Torno dal mio piccolo paziente. Faccio l'anestesia, apro la camera polpare, ne esce ora una impressionante puzza di marcio. Solo una delle radici non risulta coinvolta, la svuoto dalla polpa come le altre... tutto questo su un bimbo che ne ha abbastanza e non cooperativo. Tutto questo, sapendo anche che è tutto inutile.
Cerco di aprire di più per togliere anche altre diramazioni della polpa, ma mi devo arrestare perché il bimbo non ne vuole proprio più sapere.
Irrigo con soluzione salina, lascio del cotone dentro con la raccomandazione alla madre di cambiarlo varie volte al giorno, le do' anche la prescrizione dell'antibiotico, tre volte al giorno per una settimana.
La sera ho chiamato la madre che mi ha detto che il pargolo dormiva finalmente, dopo un paio di giorni in cui gli era riuscito poco. Senza la boss a far da poliziotto nelle mie cose, dico alla madre che la soluzione migliore è che alla prossima seduta estraiamo il dente. Infatti proprio ieri lo abbiamo tolto!

Rieccomi! È chiaro che questo tipo di divulgazione si deve intendere solo come un primo mattone messo là così altri potranno costruirci sopra qualcosa di sensato se anche loro e i loro dentisti ci mettono altri mattoni.


Rosanna ha scritto:Alla fine quel dentino è stato tolto, e tutto si è risolto per il meglio.
E pensa te, che nemmeno poteva essere devitalizzato. Pensa che le radici avevano gia' cominciato a ritirarsi, erano aperte!!

Una settimana prima ci scrivevamo:
Rosanna ha scritto:Ennesimo scontro col dentista di mia figlia (8 anni)
Un dente, mal otturato precedentemente, totalmente infiammato e con pus. Il dentista toglie la vecchia otturazione. Dice che la sola cosa da fare è devitalizzare. Io dico di no. Dico di toglierlo, e lei no!

Allora le chiedo di chiudere il dente aperto con pasta provvisoria, così da prendere tempo e riflettere. Lei dice che non va bene.
In conclusione lascia il dente aperto con appena dell'ovatta e mi dice di disinfettare con acqua ossigenata piu volte al giorno.
Mi chiede intanto di pensarci, perchè devitalizzare è la sola cosa giusta da fare.
Mi fa firmare un foglio dove mi assumo la responsabilità della mancata devitalizzazione.

Togliere il dente da latte invece di devitalizzarlo non e' niente di anormale.
Ho controllato questo con vari dentisti. Ho chiesto a Barile, Miclavez, Ronchi.
Toglierlo non e' uno scandalo. Meglio toglierlo ora che dopo ancora un mese di infezione.
Capisco il disagio della discussione. Ma stando da fuori riesco a vedere che lo dovevi andare a far togliere gia' nel pomeriggio da qualche altro dentista.
Lorenzo
Ultima modifica di acerra99 il 22 dicembre 2013, 10:11, modificato 6 volte in totale.
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By glc69
#63242
Grazie Lorenzo per l'aiuto che ci dai nello studio e nella comprensione.
A presto
Gianluca
#63243
Vale la pena aggiungere qualche caso clinico della letteratura, per capire perché un tentativo terapeutico alternativo può essere auspicabile. Questi casi però si riferiscono a cure canalari classiche (non quelle con idrossido di calcio):


Balcheva M., Abadjiev M. (2009) "Alopecia areata causata da un focus dentale". Journal of IMAB, II, pp.72-74

Balcheva M. et al., 2009 ha scritto:Un bambino di 4 anni e mezzo. Cinque mesi prima aveva avuto un brutto incidente che gli aveva lasciato un piccolo gonfiore sull'incisivo frontale sinistro, Non erano presenti dolori nella zona, ma la madre aveva notrato tre mesi dopo l'urto del dente un'area di alopecia sulla sua testa. Il dermatologo, dopo avergli diagnosticato alopecia areata suggerì che fosse di origine dentale [NdT.: il 20 % dei casi di alopecia sono di origine dentale secondo Anaes (1997), Assouly (2002), Cohen (1984). La maggior parte insorgono con la spunta dei denti del giudizio impattati.]
È così che la madre si era recata presso di noi. La devitalizzazione del dente che era stata fatta 5 mesi prima era fallita. Fu riscontrata una fistula. La mini-radiografia mostrò assorbimento periapicale. Il dente fu estratto e un mantenitore di spazio applicato. Due mesi dopo l'estrazione l'area di alopecia era quasi completamente scomparsa. Sette mesi dopo lo stato della crescita dei capelli si era normalizzata del tutto.

Poi, tratto da : (23) Koubi D., Communication faite au Congrès International d’odontologie, Athènes 1976.

Dr. Davo Koubi ha scritto:— Philippe, 5 anni. Ospedalizzato, diagnosi: disidratazione. Da oltre due anni è continuamente malato. Ha crisi di aria, il cortisone da' un miglioramento fugace. Comunque il cortisone viene sospeso. Due denti devitalizzati vengono estratti con il risultato di un arresto immediato di tutti i sintomi. Può ritornare a scuola.

— bimbo dislessico, 6 anni di età. I dottori hanno provato di tutto e ormai si parla dell'unica opzione rimasta: consegnarlo ad un'istituzione psichiatrica per un lungo periodo di tempo. Non frequenta la scuola da tre mesi. Ha angine, otiti, gravi problemi intestinali. Periodi di grande prostrazione si alternano a crisi frequenti di convulsioni. È restio a dialogare. Ha spessissimo incubi nel sonno. Delle carie profonde hanno preso piede ed ora alcuni denti da latte sono compromessi da infezioni apicali. L’estrazione di questi e la cura di alcune carie lo riequilibrano. Torna in classe.

tratto da "O la bocca o la vita" di Davo Koubi, Grancher Ed. 1991
Dr. Davo Koubi ha scritto:— Yves, 5 anni. Un'insufficienza respiratoria di natura infettiva contribuisce forse ad una ricaduta del suo vecchio problema di enterocolite. Il piccolo è completamente prostrato, è diventato un sognatore, inattivo in classe. Infezione delle tonsille, tonsilletomia, fegato ingrossato, milza ingrossata. È amante dello zucchero. Di conseguenza cinque denti da latte gli sono già stati devitalizzati. Ha anche altre carie che devono essere trattate con otturazioni dentali. Si cerca di curarlo con antibiotici e un regime vegetariano ma senza ottenere risultati. Per le allergie viene sottoposto a trenta test di desensibilizzazione. Con l'estrazione dei denti devitalizzati tutti i sintomi spariscono. Non ha bisogno di farmaci ora. C'è una risorgenza della crescita fisica e diventa un bambino attivo e vivace.

— Christophe, 13 anni. A partire dagli undici anni di età un ragazzo non cresceva più né prendeva peso. A tredici anni gli viene diagnosticata un'insufficienza di sviluppo testicolare. Dolori ricorrenti alle vertebre cervicali si aggiungevano ad una astenia già abbastanza pronunciata. Le estrazioni di due molari devitalizzati lo liberano da tutti i sintomi. I denti del giudizio che compariranno di lì a qualche anno potranno prendere il posto dei due molari estratti.
La stessa cosa avviene con la sorella, Laurence. Aveva due denti devitalizzati da circa tre anni. A 15 anni la ragazza soffriva di amenorrea (assenza di mestruo). Accusa una infiammazione del condotto uditivo, ha episodi di angine, nausea, angoscia e insonnia.

Troppo spesso il rallentamento della crescita» è attribuito a qualche fattore del campo alimentare. Ma con la bonifica dei focus dentari ci si rende conto che i sintomi spariscono anche solo con questo e che l'alimentazione di prima non provoca più disturbi e sintomi gastrointestinali.

Si parla di effetto squilibrante dei focus e delle infezione dentali croniche sulle ghiandole ormonali.
Questo vale anche per l'adulto. Scompaiono con la bonifica dei focus della bocca sintomi legati alla funzione endocrina: deficit ovarici, testicolari, tiroidei, cerebrali e anche epatici.

Infine, proprio ieri, leggendo le risposte dei dentisti online mi sono segnato questa qui:

"Alle risposte dei Colleghi aggiungo soltanto l'importanza che una corretta salute dei denti ha verso il resto dell'organismo. Sono note, anche ai pediatri, le correlazioni tra foci dentali e patologie anche gravi a carico del cuore, del fegato o dei reni (endocarditi batteriche, glomerulonefriti). Ora questo non vuol dire che ogni bambino con i denti infetti avrà una di queste malattie, ma io non attraverserei mai una strada trafficata senza guardare, confidando nel fatto che gli automobilisti frenino in tempo. Cordialmente.

Dott. G. Scandale
Roseto degli abruzzi (TE)
Ultima modifica di acerra99 il 9 ottobre 2013, 15:07, modificato 1 volta in totale.
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By acerra99
#73359
Dell'incappucciamento DIRETTO ha parlato Cvek nel 1999. La polpa dei denti di bambini, dice Cvek, ha straordinarie capacità di riprendersi che i dentisti finora hanno sottovalutato e hanno evitato di usare! Quindi Cvek invita ad un cambiamento di PARADIGMA: meno cure radicali nei denti da latte! E anche i denti definitivi appena usciti mantengono nei primi anni una grande capacità di ripresa.
Cvek ha formulato questa sua tecnica studiando 60 incisivi permanenti, con ferite da trauma, in adolescenti.
Dopo due anni i denti da latte avevano resistito con l'incappucciamento.


Bisogna fare un distinguo tra un dente di un adulto che dopo tre anni dalla sua eruzione non ha più attività di cellule staminali e il nervo del dente deciduo di un bambino, in cui esiste un'intensa attività di cellule staminali nel nervo, nella polpa.

Le osservazioni di Schnitzer che seguono mettono il dentista nelle condizioni di capire la vitalita' del nervo. Con un po' di pazienza...

Johann Georg Schnitzer ha scritto: Nell'ambito delle competenze odontoiatriche, c'è un oggetto dimenticato che è l'abilità di individuare i denti curati per carie profonde che avranno la capacità di rimanere vivi e quindi non devono essere devitalizzati.
Il dentista spesso dice: La polpa è infiammata e io chi sono per arrischiare a tenere il dente vivo sperando che il nervo si riprenda dall'infiammazione?
L'oggetto dimenticato di cui andiamo a parlare oggi è quella metodica che permette di valutare se il resto del nervo, all'interno, è sano, forte e quindi continuerà la sua funzione vitale, nonostante la cura della carie profonda.
Si tratta di una procedura di preparazione del dente e di una serie di step di verifica delle condizioni del nervo che ci possono dire che il nervo internamente è forte e addirittura ci fa capire quali denti rimarranno vivi a lungo e quali invece sembrano inficiati in modo definitivo.
Dopo aver pulito una carie ci troviamo ad un bivio: la polpa è compromessa in maniera definitiva o no? Che certezze possiamo avere da una parte o dall'altra? Che tipo di considerazioni si possono fare?
Certo, se uno trova la polpa radicolare già mangiata la diagnosi è chiara: il nervo è già morto... è necessaria la devitalizzazione.

Ma ci sono anche molti denti trattati per carie profonde in cui il danno o l'esposizione della polpa sono recuperabili, non è detto che il dente non possa conservare la sua vitalità.
Ci serve una fresa con turbina ad alta velocità, possibilmente nuova così da avere il massimo della sua capacità tagliente.
Laddove il nervo è stato intaccato, procediamo a fare una piccola perforazione perpendicolare alla superficie polpare. Dev'essere la più piccola superficie di taglio possibile. Vogliamo valutare alcune risposte del nervo che di danno un'idea esatta della sua vitalità.

Se in questo piccolo taglio effettuato da noi nel nervo si vedono capillari sanguigni tagliati dai quali fuoriesce un sottile filo di sangue, ci sono discrete prospettive che questo dente possa riprendersi da solo e quindi rimanere vitale da solo.

Come fare per avere la visibilità per capire se ci sono capillari sanguigni vitali? Innanzitutto abbiamo descritto il taglio perpendicolare che è necessario e il tipo di fresa, poi ovviamente serve un microscopio o altro ingrandimento.
Questo intacco di prova che stiamo andando ad applicare non deve superare se uno ci riesce, un millimetro quadrato. Microscopi e una mano sicura e calma saranno di grande aiuto.

A questo punto pochi istanti ci separano dall'acquisire la certezza assoluta che il nervo è saldo e quel dente può essere salvato!
Ciò viene ottenuto ripulendo in modo paziente e lieve (la polpa non deve essere ferita da un getto d'acqua forte!) il sangue fuoriuscente e attendendo, finchè l'emorragia si ferma da sola. Indi si prosciuga il dente e si asciuga con un getto d'aria molto lieve anche la superficie della polpa incisa.
Bisogna aspettare alcuni istanti e osservare se vengono o meno in superficie dei fluidi. Questo è il punto decisivo in cui si capisce se il dente da garanzie sufficienti per essere lasciato vivo.
Se la ferita si secca senza che affiorino liquidi in superficie, allora la polpa è sana e il dente può essere chiuso con la tecnica dell'incappucciamento. Se invece lentamente in superficie si vede colare un fluido, allora questo ci dice che la polpa è già compromessa e non si riprenderà dall'infiammazione.

Nel caso in cui abbiamo avuto garanzie che il dente può essere lasciato vivo, non appena il sanguinamento si ferma del tutto possiamo lasciare sulla superficie polpare un sottile spessore di mistura di calcio e caseinato (NdT, è piu' delicata dell'idrossido di calcio, comunemente usato in Italia).
Dopo pochi minuti, lo si sciacqua via facendo grande attenzione, e se per caso ci sono ancora accenni dei capillari a liberare ancora sangue delicatamente ancora risciacquiamo la superficie e aspettiamo che secchi stimolata da un flusso d'aria.
Ora possiamo usare un materiale adatto per l'incappucciamento del dente. Quindi un materiale fluido prone a indurirsi a contatto con un po' di umidità.
Si dovrebbe evitare qualsiasi pressione sulla polpa quando lo si applica perché altrimenti la polpa potrebbe di nuovo iniziare a sanguinare.

L'incappucciamento di un dente in cui parte della polpa è scoperta viene iniziato non appena il sanguinamento si ferma del tutto.
A quel punto viene lasciato sulla superficie polpare una sottile spessore di mistura di calcio e caseinato Ora possiamo usare questo o un altro materiale adatto per l'incappucciamento del dente. Dev'essere un materiale fluido prone a indurirsi a contatto con un po' di umidità.
Nell'applicarlo, si dovrebbe evitare qualsiasi pressione sulla polpa perché altrimenti la polpa potrebbe di nuovo iniziare a sanguinare.

Eventuali sanguinamenti superficiali originati dalla polpa una volta installato il cappuccio, porterebbero ad un aumento di pressione interna che causerebbe poi uno strangolamento della fornitura di sangue.
È lo stesso che avviene con i sanguinamenti cerebrali, anche il nervo dentale o polpa hanno limitato grado di libertà rispetto alla propria auto-espansione.

Perciò, per la buona riuscita degli incappucciamenti in questi denti è necessario, anzi fondamentale, che ci assicuriamo il sanguinamento del punto di taglio che abbiamo visto prima, e qualunque altro presente su polpa vitale ma scoperta, cessi e che non inizi nessun nuovo sanguinamento.

Se rispettiamo queste condizioni, allora il successo a lungo termine dell'incappucciamento della polpa scoperta assicurato.

Questa procedura ha una tale efficacia che dopo la scomparsa dell'anestesia questi denti non danno assolutamente dolori la maggior parte dei casi nemmeno una volta sola.
Il materiale comunemente usato per la protezione della polpa è l'idrossido di calcio, che addirittura è usato per stimolare una dentinogenesi terziaria.

L'idrossido di calcio però è fortemente alcalino, può cauterizzare la polpa e le può causare danni irreparabili, tanto da poter costituire un motivo di morte del nervo dentale.
Il calcio caseinato invece e solo leggermente alcalino e quindi è più delicato sulla polpa. (N.d.T., quindi è più compatibile con pulpotomie vitali).
Il caseinato di calcio veniva commercializzato come Reogan, ma a causa della debolissima domanda nessuno più lo produce o lo commercializza.

Molti dentisti biologici oggi usano come materiale allora la Proxipulpine, un materiale abbastanza compatibile con la polpa che non contiene cortisone o antibiotici.
Indurisce come richiesto e non causa danno sul sito polpare ferito.
I casi in cui è indicata la sua applicazione: carie profonde, inizio di infiamazione della polpa.
Naturalmente niente può contro polpa che sta per morire o infiammazioni pulpari molto avanzate.

Abbiamo aperto per il genitore e il dentista una finestra sulla possibilità di valutare procedure alternative per denti da latte il cui nervo è stato esposto.
#77750
Ciao, è il mio primo post sul forum (oltre alla breve presentazione), non ho aperto un nuovo topic perchè penso di poter porre in questa sede la domanda che mi preme:
mio figlio di quasi otto anni ha una carie di un dente da latte (precisamente del premolare affianco al canino inferiore sinistro), noi abitiamo a Genova ma non avrei problemi a spostarmi (parliamo del mio bambino...) la domanda secca sarebbe
dove mi consigliate di portarlo, in modo che riceva le cure adeguate?
In un altro post ho letto che un utente, in relazione però ad argomenti riguardanti i foci infettivi, suggeriva prima una visita dal Dr. Riccardo Stefani
inserendo il suo nome sul Google ho trovato l'indirizzo di uno studio chiropratico a Mondovì.
Mi suggerite di andare prima da lui e farmi consigliare poi il da farsi?
Nel caso devo andarci con una radiografia OPT al bimbo?
Grazie in anticipo.
Fede

P.S. aggiungo che dopo aver pensato a mio figlio, approfitterei per una bonifica alla mia situazione dentale personale (due otturazioni fatte circa 22 anni fa e un molare devitalizzato) magari dalla stessa persona che spero mi segnalerete.
Ciao a tutti da Valerio

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