Arnold Ehret Italia

Specifico sulla transizione, per chiedere suggerimenti, chiarire punti del libro a riguardo, descrivere sintomi comparsi all'inizio o durante e tutto quanto può essere utile per fare la transizione senza sforzi considerevoli

Moderatore: luciano

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By romi
#70490
La transizione procede ma apparentemente lentissima per quelle che erano le mie iniziali aspettative. Praticamente come se fossi su un`altalena passo tre giorni a mangiare frutta e verdura e quattro a mangiare quel che capita.
Sto male dopo gli sgarri, ci metto una buona giornata di sana alimentazione per capire dove mi trovo: come se mi svegliassi sul bagnasciuga dopo un naufragio.
Poi seguono un paio di giorni di frutta, verdura e poco cibo mucoso nei quali aumenta lucidità e consapevolezza per portarmi verso un pacifico stato di tranquillità. E poi, inspiegabilmente, ripiombo nell'oblio in un battibaleno: è sufficiente un aperitivo e un maki sushi oppure una porzione di pasta col pesto ed avviene una sorta di progressivo e subdolo crollo di consapevolezza, ottenebramento della ragione e incupimento che continua per qualche giorno di pari passo col mangiare senza attenzione.
Poi mi ritrovo sul solito bagnasciuga di cui sopra e ricomincio con frutta e verdura.
Questo schema si ripete in modo piuttosto regolare da circa tre mesi. C` è qualcosa del mio carattere che fa una grandissima resistenza al cambiamento. Da quando ho cominciato a leggere gli scritti di Ehret peró ho capito il potenziale curativo di una dieta senza muco. Per cui non mi dó pace e dopo i naufragi della coscienza ricomincio imperterrita. Vorrei soltanto che gli sgarri fossero piú lievi, invece mi producono molto sconvolgimento interiore. Forse ho provato a tratti una tale lucidità che adesso vivere come prima mi sembra insopportabile. Non so come fare per attenuare le cadute.
Qualche suggerimento?
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By Liss
#71946
Cara romi,

quanto ti capisco, per me è lo stesso: alimentazione senza o povera di muco per al massimo 2 settimane, poi ricaduta mucosa, quindi digiuno per ripartire da zero.

Per quanto mi riguarda alla base di questo comportamento c'è un'eccessiva rigidità/severità con me stessa, che si manifesta non solo sul piano alimentare (transizione troppo drastica), ma anche nel desiderio di essere sempre efficiente con eccessivo senso del dovere e troppo poca spensieratezza (stanchezza = inefficienza = di scarso valore e quindi alimentazione sbagliata per seppellire il fallimento o come trasgressione per riequilibrare l'eccessiva rigidità o ancora come modo per raggiungere il mio massimo personale di malessere per poter poi girare pagina e ripartire).

Contribuiscono inoltre le emozioni non elaborate o non espresse, in particolare rabbia, frustrazione, tristezza; tutte le volte in cui metto da parte i miei reali desideri per far piacere agli altri, per evitare conflitti/confrontii, tutte le volte che mi rendo disponibile per qualcosa che in realtà mi disturba o mi pesa, tutte le volte che mi attende un pasto con altre persone (in particolare se invitata) e non mi sento del tutto serena nello scegliere/comunicare quello che vorrei mangiare (più o meno consapevolmente mi sento in qualche modo giudicata), tutte le volte che invece di affrontare l'emozione (che prima o poi comunque emerge) scelgo la via più facile e veloce, ovvero sedazione e appagamento (illusorio) immediati.

... spero di averti dato degli spunti... un abbraccio! :D
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By Phabia
#71991
romi ha scritto:La transizione procede ma apparentemente lentissima per quelle che erano le mie iniziali aspettative. Praticamente come se fossi su un`altalena passo tre giorni a mangiare frutta e verdura e quattro a mangiare quel che capita.
Sto male dopo gli sgarri, ci metto una buona giornata di sana alimentazione per capire dove mi trovo: come se mi svegliassi sul bagnasciuga dopo un naufragio.
Poi seguono un paio di giorni di frutta, verdura e poco cibo mucoso nei quali aumenta lucidità e consapevolezza per portarmi verso un pacifico stato di tranquillità. E poi, inspiegabilmente, ripiombo nell'oblio in un battibaleno: è sufficiente un aperitivo e un maki sushi oppure una porzione di pasta col pesto ed avviene una sorta di progressivo e subdolo crollo di consapevolezza, ottenebramento della ragione e incupimento che continua per qualche giorno di pari passo col mangiare senza attenzione.
Poi mi ritrovo sul solito bagnasciuga di cui sopra e ricomincio con frutta e verdura.
Questo schema si ripete in modo piuttosto regolare da circa tre mesi. C` è qualcosa del mio carattere che fa una grandissima resistenza al cambiamento. Da quando ho cominciato a leggere gli scritti di Ehret peró ho capito il potenziale curativo di una dieta senza muco. Per cui non mi dó pace e dopo i naufragi della coscienza ricomincio imperterrita. Vorrei soltanto che gli sgarri fossero piú lievi, invece mi producono molto sconvolgimento interiore. Forse ho provato a tratti una tale lucidità che adesso vivere come prima mi sembra insopportabile. Non so come fare per attenuare le cadute.
Qualche suggerimento?


Cara Romi,

potrei dirti che sono davvero molto dispiaciuta per te e che ti capisco perfettamente, ci sto passando anch'io ecc, ecc... A te cosa serve la mia commiserazione? Essa risolverà il tuo problema?

Il punto è che questa fase che stiamo attraversando tutti è molto difficile perchè qui entriamo nel campo della tossico-dipendenza. Certe persone mi hanno detto che "tossico-dipendenza" in questo contesto è un parolone esagerato fuori luogo. Se non ci piace definirci tossico-dipendenti, allora, mi spieghiate perchè facciamo fatica a resistere davanti ad una pietanza che non ci porta alcun nutrimento e ci fa sfigurare ed ammalare?

Il problema, cmq, non è la tossico-dipendenza in se. Il vero problema è che mancano strutture adeguate del tipo "Narconon" per la disintossicazione da questi cibi e perciò noi siamo in balia delle nostre tossine e ci dobbiamo arrangiare da soli. Nessuno ha interesse ad aiutarci, perchè la nostra economia si basa sul cibo innaturale e quindi queste strutture, se ci fossero, verrebbero messe "fuori legge". Trovo anche davvero disgustose quelle associazioni di "mutuo aiuto" per i "disturbi alimentari" perchè invece di affrontare il vero problema, fanno sentire le persone degli asociali malati di mente.

Personalmente, ci sono state delle persone che, dopo aver detto loro che sono dipendete dal cioccolato e dal caffè, mi hanno riso addosso. Nella mente delle persone in genere la parola droga è associata pressochè sempre a "tabacco, cocaina, cannabis, eroina....." ecc.... Quindi le persone ci tentano continuamente, magari anche in buona fede, perchè, poichè i cibi innaturali sono cibi legali e sono sempre stati mangiati da tutti, non credono che facciano male.

Perchè ti dico tutto questo? Perchè, sulla base di questo contesto in cui siamo devi capire che devi TU prendere l'iniziativa di dire "Ora VOGLIO smettere" e devi andare avanti per la tua strada senza farti condizionare da niente e da nessuno. Tu hai preso una saggia decisione, tu vuoi avere una vita migliore, ma le tossine (e i convenevoli sociali) ti stanno facendo impazzire.

Quello che devi fare è prendere queste tossine "per le palle" e liberartene il più presto possibile. Tu sai già che nessuno può aiutarti meglio di te stessa e perciò la soluzione alla tua dipendenza sei TU.

Fase 1:
Prendere consapevolezza. Bisogna rendersi conto che non ci si sta accingendo a rinunciare assolutamente a niente, ma ci stiamo per liberare di un problema, di un peso. Ci sono tanti problemi nella vita, perchè dobbiamo anche per forza essere sfigurati e malati?

Fase 2:
Innanzitutto, lo smantellamento delle tossine deve avvenire in gradualità. Per esempio, oggi siamo venerdi 9 agosto: tu oggi decidi di mangiare per l'ultima volta il cioccolato. Perciò da domani in poi decidi di non mangiare e bere più nulla che contenga cioccolato, [b]mai più per nessun motivo [/b] e per il resto della tua vita. Dopo qualche mese scegli un'altro tipo di cibo mucoso, per esempio il latte e segui lo stesso principio e così via....
Sembrerebbe un modo drastico, troppo rigido, ma secondo il mio modestissimo parere (ed esperienza) è la strada migliore per liberarsi dalla tossina il più presto possibile. Al'inizio c'è un brutto periodo, di crisi d'astinenza, ma passato quel periodo tutto finisce!
Come quando ci si toglie una garza: se la si toglie piano si sente un male tremendo, è una tortura, l'agonia è lunga e dolorosa; se la si toglie con decisione, con un solo colpo deciso, ci si prepara, si stringe i denti e ancora prima di avvertire il dolore dello strappo, la garza non c'è più.

Noi sappiamo che le tossine ci infastidiscono quando sono in eliminazione. Perciò, agevoliamo questa eliminazione.

Fase 3:
- clisteri quotidiani, meglio 2 al giorno
- bere acqua 2 litri al giorno, per favorire la diuresi
- tutte le altre procedure di disintossicazione (sole, sport ecc...)

Fase 4:
Circolo vizioso buono.
- Meno tossine + cortisolo + tiroxina
- + cortisolo + tiroxina + fiducia in se stessi - fatica ad affrontare i problemi - rabbia - angoscia - tensioni in famiglia - litigi
- - problemi - preoccupazioni
- - preoccupazioni + serenità
- + serenità + allegria + simpatia + vita sociale
- + vita sociale + conoscenze
- + conoscenze + miglioramenti lavorativi
- + miglioramenti lavorativi - preoccupazioni
- + miglioramenti lavorativi + tempo per la famiglia + hobby
- + tempo per la famiglia + hobby + felicità

Scusami se sono stata un po' brusca, è stato per puntualizzare il concetto.
Certamente altre persone potrebbero giustamente contestarmi, ognuno ha un proprio metodo, ma se qualcuno mi chiedesse un consiglio in merito risponderei in questo modo.
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