Arnold Ehret Italia

Qui si possono proporre ricette della Dieta Senza Muco e di Transizione

Moderatore: luciano

Avatar utente
By stellina3
#74241
stellina3 ha scritto: Devo però trovare queste barbabietole crude, perchè si trovano solo già cotte qui!


Mi è tornata in mente la chiacchierata che facevamo qui e...le bietole rosse crude le ho trovate ormai!!! Ad un mercatino biologico (che fanno purtroppo due volte al mese!) e ad un Naturasì! E vai di succhi e insalatine! Anzi io la parte solida del succo anche uso nell'insalata 8)
Avatar utente
By margherita
#74250
Ciao Stellina, leggevo proprio ieri "il succo di barbabietola" nel libro di Norman Walker, sui succhi freschi, non so se lo hai, ma dice, e l'ho provato di persona che essendo così altamente depurativo può dare reazioni ed allora è consigliato agli inizi mischiarlo con succo di carota in percentuali minori quello di barbabietola.
Avatar utente
By stellina3
#74282
Sì, ce l'ho Margherita, grazie mille di avermi fatto notare questo aspetto. In effetti lo mischio sempre con carota o mela, raramente lo bevo da solo e comunque non in grandissime quantità o tutti tutti i giorni.
Avatar utente
By valina
#74507
luciano ha scritto:Ecco, chi segue questa guida ottiene frutta bio senza vermi.
In inglese, se qualche volenteroso volesse tradurre, "si facesse avanti" :D
http://agritech.tnau.ac.in/org_farm/orgfarm_fruits.html


Ciao ragazzi!
Ho tradotto il testo suggerito da Luciano…dove lo incollo qua sotto poi Luciano vedi tu dove piazzarlo ;)?
Volevo solo premettere il mio punto di vista. Riassumerei con una proporzione matematica: l’agricoltura tradizionale sta alla medicina allopatica come l’agricoltura biologica sta all’omeopatia.
In entrambe i campi secondo me si va a coprire un sintomo (malattia) senza occuparsi del benessere fisico del vivente (uomo o pianta).
La mia idea è che bisogna operare per il benessere della pianta a livello olistico: aria pulita scegliendo luogo adatto, utilizzo di orgonite per depurare aria e acqua, garantire un ambiente naturamente ricco di specie differenti e non estensivo. Dal momento che la produzione non è uguale tutti gli anni e che ci sono “annate” in cui un tipo di frutto non fruttifica adeguatamente occorre prevedere di sopperire a questa situazione impiantando più specie ed adeguando i consumi a ciò che la Natura offre con maggiore abbondanza.
L’utilizzo di feromoni per esempio, non mi sembra una pratica ammissibile, anche se l’agricoltura biologica la prevede.
Nel testo ho inserito alcune note di traduzione (n.d.t.).


La produzione di frutta biologica sostanzialmente esclude l’utilizzo di molti additivi utilizzati nell’agricoltura moderna, in particolare pesticidi e fertilizzanti di origine sintetica.
Per quanto possibile i sistemi di agricoltura biologica si basano sulla rotazione delle colture, sull’utilizzo degli scarti delle colture, dei concimi animali, dei legumi, dei concimi verdi, dei rifiuti organici extra-agricoli; si basano sulla coltivazione di tipo meccanico; utilizzano polveri di roccia minerale e praticano il controllo biologico dei parassiti. Queste azioni mantengono la produttività del suolo e la giusta consistenza, forniscono nutrienti alle piante ed aiutano il controllo della proliferazione degli insetti, delle erbacce e dei parassiti.
Pratiche culturali
La scelta del sito
In agricoltura biologica si valutano con particolare attenzione tutti i fattori inerenti l’idoneità del sito di piantagione (drenaggio idrico, condizioni di arieggiamento, di insolazione ecc). In agricoltura convenzionale invece si può ripiegare su fertilizzanti chimici e pesticidi per compensare le carenze dovute alla scelta non ottimale del sito di impianto. Gli agricoltori biologici non possono permettersi di sottovalutare i fattori legati alla locazione del sito di impianto. La presenza di alcune alghe e specie foraggere sono anche di particolare interesse per l'agricoltore biologico. Alcune specie infatti sono molto difficili da controllare senza l’utilizzo di mezzi non chimici.
In particolare la coltivazione di alberi da frutta presenta interessanti vantaggi per un’agricoltura sostenibile. I frutteti infatti sono perenni, il suolo non richiede particolari lavorazioni a parte l’impianto consentendo di limitare al minimo l’erosione del terreno delle lavorazioni intensive. Poiché il potenziale di erosione è basso colline ed altri siti non adatti alla lavorazione del terreno possono essere utilizzati per la piantagione di frutteti perenni.
Selezione delle colture
I vincoli ambientali (clima, presenza di determinati parassiti e malattie, terreni adatti, ecc) possono influenzare notevolmente l'idoneità di un determinato appezzamento o addirittura una bioregione (zona più vasta) per la produzione biologica di una data tipologia di frutto. In generale, alcuni frutti perenni sono più facili da coltivare biologicamente di altri. I piccoli frutti (bacche), per esempio, sembrano più facili da coltivare rispetto agli alberi da frutta in quasi tutte le località. Infine, il successo della coltivazione biologica può dipendere in modo importante dal fatto che la produzione sia si tipo famigliare oppure estensivo (sono d’accordo!!)
Preparazione del sito
L'attenzione per i dettagli della preparazione del sito garantisce un percorso verso la riduzione dei problemi legati alle specie infestanti ed alle malattie assicurando un impianto vitale attraverso il miglioramento del suolo.
In generale, le colture da frutto non richiedono terreni molto fertili per la buona produzione. In realtà, i suoli altamente fertili, ricchi di azoto, possono promuovere la troppa crescita vegetativa a scapito della fruttificazione. Un terreno nutrizionalmente equilibrato, con adeguato pH e quantità abbondanti di materia organica sono i fondamenti di un piano di gestione della fertilità organica per la frutta. Una adeguata preparazione del suolo prima della piantagione è ottenuta per mezzo di una combinazione di pacciamatura / sovescio e l'uso di materiali di apporto, che possono includere concimi, compost, polveri di roccia e scarti organici.
Di particolare importanza in questa fase è l'applicazione della quantità necessaria di calce o di zolfo. La quantità necessaria dipende dalla tipologia di coltura e dai risultati delle analisi del terreno. La regolazione del pH con la calce (per aumentarlo) o con lo zolfo (per abbassarlo) è molto più facile prima della messa a dimora delle piante. La maggior parte delle piante da frutto danno il miglior risultato con pH intorno a 6,5, anche se tollerano un pH compreso fra 5,5 e 7,2. I mirtilli sono un'eccezione. Essi richiedono idealmente pH 4,8-5,2; un test di acidità del terreno dovrebbe sempre essere usato per guidare le applicazioni di concimi e altre polveri di roccia per evitare squilibri nutrizionali.
Pacciamature e concimi verdi contribuiscono non solo alla fertilità del suolo, ma costituiscono un sistema attivo in fase di pre-impianto per la soppressione delle infestanti attraverso un’azione “soffocante”.
La tecnica di base inizia con l'aratura in zolle sopprimendo la vegetazione esistente, piantare una coltura di sovescio per sopprimere la crescita di erbacce, dissodare sotto la coltura di copertura e messa a dimora delle piante.
A volte sono piantate a rotazione più colture di sovescio prima di procedere all’impianto.
La tipologia e le tempistiche del sovescio variano a seconda della posizione, di fattori quali precipitazioni stagionali, tipo di suolo, potenziale erosione del suolo, attrezzature disponibili e il costo delle sementi.
Ad esempio la “crotalaria” (n.d.t. pianta della famiglia delle Fabaceae presente nelle regioni tropicali) probabilmente sarà meno adatta della “sesbania” (n.d.t. altro tipo di Fabaceae originaria del centro america) a seconda della latitudine poiché si adatta poco ai suoli bassi e umidi.
Altre colture da sovescio per la stagione calda che potrebbero essere considerate sono alcune varietà di mais aggressivi e varietà di soia da foraggio.
Colture come frutti di bosco (fragole) sono spesso coltivati in letti rialzati per favorire il drenaggio e ridurre i problemi di malattia marciume radicale.
"Solarizzazione" del terreno
Un'altra tecnica per la preparazione del sito è la "solarizzazione". Il processo prevede il posizionamento di plastica in polietilene trasparente sul suolo umido durante i caldi mesi estivi per aumentare le temperature del terreno a livelli letali per molti parassiti.
La solarizzazione sopprime le erbacce ed elimina molti potenziali malattie del terreno e problemi di nematodi.
La solarizzazione del terreno è costosa e non è spesso utilizzata per la preparazione dei terreni da frutteto, salvo per le fragole.
Gestione e pacciamatura del terreno del frutteto
Il terreno o le zone tra i filari dei frutteti può essere gestita in diversi modi, disponendo singole coltivazioni ovvero differenti combinazioni di colture di copertura o pacciamature biologiche.
In termini di controllo dei fenomeni di erosione comunque, il sistema migliore è quello che risulta di completa o quasi completa copertura del terreno.
Se si è deciso di piantare una coltura di copertura tra i filari, dovrebbe essere costituita di specie adatte alla zona (n.d.t in termini di adattamento al tipo di terreno) e alla gestione degli spazi del frutteto (n.d.t. in termini di ingombro legato ai periodi di coltura dei frutti e alle attività agricole).
Ove possibile, sono sempre consigliate erbe adatte alla stagione fredda poichè non vegetano nella stagione estiva, minimizzando in questo modo la competizione con le piante da frutta per l'approvvigionamento idrico. Queste erbe possono altresì essere utilizzate quale pacciamatura. Molti legumi della stagione calda sono profondamente radicati e pertanto competono con gli alberi per la captazione di acqua, non dovrebbero essere fatti crescere sotto la chioma degli alberi.
Tuttavia legumi e pacciamatura a base leguminosa apportano significative quantità di azoto agli alberi da frutta ed alle viti. Inoltre pur essendo in competizione con gli alberi da frutta per l'acqua, i legumi (e l'erba) aumentano la permeabilità del suolo all'acqua. Aumentando il contenuto di materia organica nel suolo si aumenta altresì la capacità di ritenzione idrica del suolo.
Lo stesso trifoglio ricompare a inizio estate morendo durante la stagione calda, lasciando uno strato di copertura relativamente spesso, soffocante per le erbacce. Questo sistema si è rivelato efficace per mele e pesche e per svariate altre tipologie di alberi da frutta. Tale copertura non è adatta ai climi i cui inverni hanno temperature al di sotto di 0°C.
Molti studi hanno analizzato la correlazione tra gestione del terreno e diffusione dei parassiti dimostrando che nei casi di mele e pesche l'utilizzo di mix di erbe per la copertura ha garantito il proliferare di organismi benefici per i frutti, generando la riduzione dei parassiti del frutteto.
Senape, grano saraceno, sorgo nano e altre piante della famiglia delle ombrellifere e composite favoriscono molti insetti benefici senza attrarre i parassiti.
Dopo che il frutteto è stato installato, la pacciamatura con materiale organico quale paglia, foglie e segatura aiuta in modo significativo la soppressione delle erbacce. Se l'applicazione è sufficientemente spessa, eventualmente implementata con fogli di giornale o cartoni come strato finale, la soppressione delle erbacce può essere completa. La tipologia di pacciamatura varia a seconda della coltura. Nelle fragole, ad esempio, la pacciamatura dovrebbe ricoprire completamente i passaggi tra le file oppure può essere messa a fianco al letto di posa per inibire l'invasione delle infestanti rampicanti. Nei vigneti e frutteti, la pacciamatura può essere disposta sotto ogni singola pianta oppure lungo tutto il filare, idealmente estendendola anche alle ali gocciolanti (di irrigazione).
In generale la pacciamatura dovrebbe essere tenuta lontano dal tronco per evitare danni procurati da piccoli roditori, in particolare in inverno. Tenendo la pacciamatura a 20-30 cm dal tronco si riducono altresì le possibilità di marciume ed altri problemi in punti delicati come gli innesti.
Nelle more ad esempio viene sparso pacciame costituito da segatura lungo la fila con ulteriori cumuli di segatura attorno ai tronchi sino ad un'altezza di 20 cm o superiore.
In aggiunta al controllo delle infestanti la pacciamatura con materiale organico migliora lo stato di aggregazione del suolo e la sua disponibilità d'acqua.
Scelta delle varietà
E' importante avviare l'impianto con le migliori varietà in termini di adattamento e richiesta di mercato, dal momento che le piante sono perenni e rappresentano un notevole investimento di tempo e denaro.
Le migliori informazioni sulle qualità locali sono disponibili presso enti quali i Coltivatori Diretti o presso i vivai. E' altresì importante avere garanzie sull'origine delle piante accertandosi che i prodotti siano certificati e sia garantita l'assenza di malattie e parassiti.
La resistenza dovuta alla forza genetica dovuta ai tratti ereditari della specie garantiscono migliore resistenza a malattie e parassiti. Scegliendo varietà locali si ha altresì maggiore garanzia sul vivaio di provenienza e sul produttore della pianta.
Tuttavia la maggior resistenza ad una specifica malattia o parassita non garantisce la copertura per tutti i possibili problemi ed occorre pertanto ricercare continuamente la protezione delle piante.
Fertilizzanti organici.
Gli alberi da frutta, essendo costituiti per lo più da acqua, non prelevano dal suolo grandi quantità di nutrienti rispetto ad altri tipi di colture. Tuttavia è possibile fornire alle piante una buona quantità del fertilizzante necessario attraverso la gestione della copertura del suolo e la pacciamatura attraverso l'applicazione di argille e polveri di roccia nella fase prima della messa a dimora. Tuttavia una ulteriore fertilizzazione è consigliata per la migliore crescita e produzione.
Di seguito alcune informazioni utili per pianificare una fertilizzazione supplementare per le piante pluriennali:
• Gli agricoltori biologici generalmente impiegano materiali fertilizzanti relativamente insolubili, sottoprodotti quali quali compost, concimi, piante, derivati come la farina di semi di cotone o sottoprodotti di origine animale come piume o derivati dal sangue. Per assicurare adeguata e tempestivo decomposizione per un efficace rilascio di nutrienti di questi materiali lentamente decomponibili, si consiglia l'applicazione in primavera. L'applicazione precoce riduce inoltre la tendenza alla crescita eccessiva nel periodo tardivo della stagione con conseguenti rischi di danni invernali. (n.d.t. non sono sicura di questa interpretazione).
• Lo spargimento superficiale del fertilizzante organico senza lavorarlo adeguatamente per incorporarlo al terreno rappresenta talvolta uno spreco dell'azoto contenuto nel fertilizzante stesso, in particolare se si tratta di concime. Tuttavia la lavorazione profonda del terreno può danneggiare le radici delle piante da frutta ed aumentare i fenomeni di erosione.
• Per bypassare alcuni dei problemi connessi ai materiali organici lentamente decomponibili, alcuni agricoltori di frutta biologici scelgono concimi organici solubili come emulsione di pesce, polvere solubile di pesce o derivati solubili di sangue; in alcuni casi l'applicazione di questi prodotti avviene sotto forma di spray fogliare. Dato che questi trattamenti sono relativamente costosi, il contadino prudente si basa raramente su di essi in modo esclusivo.
• Most organic fertilization programs focus on supplementing nitrogen as the key element since it is needed in the greatest amount for the crop. One way to determine a proper application rate for an organic fertilizer is to obtain a conventional chemical recommendation for the planting and calculate the approximate amount of an organic fertilizer required to meet it. For instance, if the recommendation for a berry crop is 160 kg of actual nitrogen per acre, a farmer choosing to use cottonseed meal (approximately 7% N) would need to apply about 2000 kg of that material to each acre. Such calculations are simplistic however and may lead to spending more on fertilizer inputs than in necessary. One reason is because biologically healthy soils fix and release greater amounts of nitrogen naturally than those which are not.
• La maggior parte dei programmi di fertilizzazione organica si concentrano sull'integrazione di azoto come elemento chiave per aumentare le quantità prodotte. Un modo per determinare il quantitativo di fertilizzante da applicare è quello di ottenere un'indicazione del corrispondente concime chimico e calcolare il corrispettivo biologico. Per esempio, se l'indicazione per un raccoolto di bacche è 160 kg di azoto per ettaro, se si decide di utilizzare la farina di semi di cotone (contenuto di azoto pari al 7%) sarebbero necessari 2.000 kg di materiale per ettaro. Tali calcoli sono tuttavia semplicistici e potrebbero portare ad un sovraddosaggio di materiale. Infatti i terreni biologicamente sani fissano e rilasciano una maggiore quantità di azoto naturalmente rispetto ad i terreni trattati chimicamente.
• Occorre altresì considerare che , quando si effettuano i calcoli sui fertilizzanti di azoto necessari, deve essere tenuto in conto il contributo dei legumi e delle colture di copertura o di pacciamatura quando utilizzati. Una coltura di copertura quale il trifoglio, opportunamente concimato e inoculato, è in grado di apportare 200-1000 kg di azoto per ettaro all'anno in un sistema di pacciamatura viva.
• Sistemi di fertilizzazione basati unicamente sui tassi di azoto possono causare problemi quando i fertilizzanti stessi non sono equilibrati. L'uso ripetuto di pollina per esempio, che è molto alta in fosfato, può portare a problemi di inquinamento e ad una carenza di zinco nella coltura. Questi problemi possono essere evitati testando il terreno allo stato naturale e selezionando tipologia fertilizzanti e quantità adatti.
• Il mezzo più affidabile per determinare se la fertilizzazione è adeguata è quello di combinare le osservazioni sul campo e la sperimentazione di laboratorio su terreno e tessuti. Scarsa resa, insolita colorazione delle foglie, e la scarsa crescita delle piante sono tutti indizi di un possibile squilibrio nutrizionale o di qualche carenza. Per esempio, meno di 10 pollici (25,4 cm) di allungamento annuale dei rami di alberi da frutto indica una probabile carenza di azoto. Una corteccia raggrinzita su alcune varietà di mele può indicare una eccessiva disponibilità di manganese nel suolo.
• L'analisi fogliare misura il contenuto di nutrienti delle foglie e può dare indicazione di una carenza o di un eccesso con largo anticipo. È un metodo più utile dell'analisi del terreno perché misura di ciò che la pianta sta effettivamente assumendo, mentre l'analisi del terreno rileva solo ciò che è nel terreno, che può o meno essere disponibili per la pianta. Analisi fogliari annuali in genere forniscono una importante guida per la regolazione concimazione azotata supplementare.
Gestione biologica delle piante infestanti
La ricerca indica che senza adeguato sistema di controllo delle infestanti nei frutteti, i raccolti ed il vigore della piantagione sarà notevolmente ridotto. In agricoltura biologica il controllo delle infestanti è uno degli obiettivi del sistema di gestione delle infestanti per le colture da frutto perenni. Un buon piano di gestione delle infestanti biologiche dovrebbe presentare basso rischio di erosione, deve prevedere una "piattaforma" per il movimento delle macchine agricole, non dovrebbe incidere negativamente sulla gestione delle specie nocive e sulla fertilità del suolo, riducendo altresì al minimo la concorrenza provocata dalle infestanti per l'approvvigionamento di acqua e di sostanze nutritive. Questa filosofia è stata già dimostrata nei precedenti paragrafi riguardanti tre strumenti efficaci di controllo delle infestanti: colture di copertura, pacciamatura e solarizzazione del terreno.
Insetti biologici e lotta ai parassiti
Un'importante distinzione tra la gestione dei parassiti nelle colture da frutto perenni e in colture annuali è che nel primo caso non è possibile la rotazione delle colture (eccezion fatta per fragole e, in misura minore, rovi dove sono possibili eccezioni). La crescita a lungo termine nella frutticoltura permette la possibile formazione di parassiti nel tempo. Viceversa è anche possibile, per tali ambienti agricoli di tipo stabile, mantenere in vita popolazioni di organismi benefici.
Salute e vigore delle piante
Mantenendo la pianta in salute e con buon vigore si possono gestire più efficacemente gli attacchi dei parassiti. Per le piante da frutto vale in particolare per i parassiti indiretti (quei parassiti che si nutrono di foglie , steli , ecc ) rispetto ai parassiti diretti ( parassiti che si nutrono di frutta). Per esempio, un susino apparentemente sano può avviare un buon raccolto di frutta ma perderlo tutto al momento della maturazione del frutto. D'altra parte lo stesso albero potrebbe subire significativi defogliazione da bruchi all'inizio della stagione ma, se ha buon vigore, può compensare e riprendersi rapidamente continuando arrivando a produrre il raccolto per quell'anno. Ci sono alcuni casi in cui la salute delle piante in generale e la libertà dallo stress conferiscono una forma di "resistenza" - non tecnicamente resistenza genetica- a determinati parassiti . Due esempi sono gli alberi di mele in buona vigoria che attraverso la linfa riescono a scacciare i parassiti trivellatori del melo ed altresì le piante che, grazie al vigore, non soffrono di stress idrico essendo così meno appetibili per le cavallette.
Controllo biologico
Con il termine “controllo biologico” si intende l'uso di organismi viventi per controllare la popolazione di un organismo nocivo. Alcuni esempi di artropodi utili che sono stati utilizzati per controllare i parassiti in frutticoltura sono: gli acari predatori Phytoseiulus persimilis e Metaseiulus occidentalis; i coleotteri (signora degli uccelli) e lacewings verdi che si nutrono di afidi e vespe e la Trichogramma, che attaccano le uova di diversi parassiti tra cui la tignola.
Molti insetti utili possono essere acquistati presso negozi specializzati ed essere liberati nelle piantagioni. Un sistema più economico consiste nella gestione delle colture di copertura e della vegetazione adiacente ai frutteti inserendo piccoli rifugi per insetti per attirare e sostenere le popolazioni autoctone di organismi utili. Come regola generale gli artropodi benefici non sono una misura di controllo de i parassiti della frutta sufficiente per gli agricoltori a larga scala che hanno una bassa soglia ammissibile di danno alla frutta fresca. Di solito in questi casi sono necessarie misure di controllo supplementari.
Pesticidi biologici e “biorazionali”

I pesticidi autorizzati per la produzione biologica certificata di solito sono derivati da fonti naturali, sono facilmente degradabili e hanno un impatto minimo sull'ambiente. Tra questi vi sono gli estratti botanici di piante, regolatori di crescita degli insetti, trattamenti feromoni sintetici che causano confusione sessuale agli organismi, saponi , oli , minerali come la polvere di zolfo e pesticidi biologici .
Il termine "pesticida biorazionale" è usato per descrivere i pesticidi biologicamente accettabili o sintetici che hanno un impatto minimo sugli insetti utili e sull'ambiente.
Pesticidi Biorational sono considerati quelli che forniscono il minor impatto tossico letale al parassita.
Pesticidi biologici ( bio-pesticidi ) sono biologicamente accettabili ed inoltre biorazionali . I biopesticidi differiscono dal controllo biologico in parte perché essi sono sostanze formulate da applicare alla pianta come i pesticidi standard ed anche perché gli organismi coinvolti non si riproducono in modo significativo nel terreno. I biopesticidi sono altamente specifici e non danneggiano gli esseri umani o gli insetti benefici . Diversi biopesticidi possono essere usati nella gestione dei parassiti della frutta . Per essere efficaci devono essere utilizzati in un dato momento nel ciclo di sviluppo del parassita.
Il batterio Bacillus thuringiensis ( Bt) è un esempio di insetticida biologico comunemente usato . Il Bt non è efficace contro i parassiti lepidopterous che si sviluppano all'interno di steli, corone, tronchi o frutta , ecc (ad esempio , Pesco Borer, carpocapsa , uva piralide radice , ecc.). Altri insetticidi microbici come il Bacillus popilliae è efficace per le larve dello scarabeo giapponese, un virus della carpocapsa e per i nematodi su cui è efficace sia sulle larve che sui vermi.
Insetticidi specifici sono formulati dall'estrazione di composti tossici dalle piante che hanno proprietà antiparassitari . Essi hanno origine completamente naturale, hanno efficacia ridotta nel tempo e non rilasciano residui nocivi . Tuttavia un utilizzo indiscriminato può danneggiare, oltre che i parassiti, anche gli organismi benefici e non sempre la scelta ricade sui prodotti biorazionali.
Gli agricoltori biologici, che hanno il divieto di utilizzo di pesticidi di sintesi , spesso utilizzano estratti botanici . Alcuni insetticidi di uso comune di origine vegetale sono piretro, rotenone, ryania e neem.
Saponi appositamente formulati ad alto contenuto di acidi grassi sono efficaci contro diversi insetti a corpo molle tra cui afidi, aleurodidi , cicaline e acari . Il sapone insetticida penetra nel corpo dell'insetto e ne sconvolge la normale funzione delle cellule e delle loro membrane.
L'applicazione di un sottile strato di olio cosiddetto “dormiente” su piante legnose come gli alberi da frutta, viti e cespugli sopprime i parassiti quali rulli foglia, afidi, acari e bilance attraverso l’azione soffocante verso gli adulti che svernano e le uova. Gli oli dormienti dovrebbero essere applicati prima della germogliazione e non dovrebbero mai essere mescolati allo zolfo, perché può comportare danni al fogliame. I cosiddetti oli estivi invece hanno una viscosità molto bassa e possono essere utilizzati durante la stagione di crescita per controllare gli afidi e acari senza danni dell'impianto purchè si rispettino le avvertenze indicate sul prodotto. I feromoni degli insetti sono invece sostanze chimiche prodotte dagli insetti per trasmettere messaggi quali la disponibilità del compagno e la ricettività sessuale. Essi sono di solito specifiche di una determinata specie di insetti.
Gli scienziati sono in grado di sintetizzare molti di questi feromoni e sono ampiamente utilizzati per monitorare il manifestarsi di parassiti delle colture. Questa informazione è comunemente utilizzata per determinare il periodo di applicazione dei pesticidi. L’utilizzo dei feromoni permette altresì di generare una riduzione nella riproduzione sessuale in alcuni parassiti con conseguente diminuzione degli stessi. In particolare questa tecnica è utilizzata per i parassiti: falena orientale, carpocapsa, piralide del pesco e falena dell'uva.
Gestione delle malattie
Patologie sistemiche e controlli culturali
Ci sono tuttavia alcuni tipi di malattie delle piante da frutta che sono comuni in quasi tutte le zone temperate. Per esempio a causa della consistenza relativamente morbida e ad alto contenuto di zuccheri della maggior parte dei frutti maturi o quasi maturi i frutti sono comunemente soggetti a marcescenza.
L' agricoltore biologico può aiutare a ridurre al minimo le possibilità di putrefazione della frutta attraverso il miglioramento della circolazione dell'aria e la penetrazione della luce solare nelle fronde. La luce del sole e la circolazione di aria limitano le infezioni fungine e batteriche aiutando a migliorare la secchezza delle foglie e della superficie della frutta.
In colture arboree questa ottimizzazione di luce e aria si traduce nella corretta potatura. Anche nei rovi e nei frutti di bosco la riduzione della densità della pianta aiuta. Nelle uve si aiuta la pianta con le potature e, quando i frutti sono comparsi, si eliminano le foglie troppo ombreggianti.
Per tutte le colture da frutto vale la regola di scegliere il luogo idoneo all’impianto osservando anche la circolazione dell’aria.
Un altro problema comune a molte colture da frutto è la presenza di marciume radicale e l'intolleranza dei suoli mal drenati. La maggior parte dei portinnesti pera e mela sono relativamente tolleranti della pesantezza dei suoli mal drenati, ma anche queste colture soccomberanno in caso di condizioni di persistenza nella saturazione idrica del suolo. La specie Prunus (che comprende pesche, susine, ciliegie , ecc) non tollera i terreni scarsamente drenati e le radici sono soggette con facilità al marciume.
Altri aiuti culturali per minimizzare le malattie e mantenere le piante in buona salute e vigore possono includere azioni come la rimozione della zona malata attraverso potature, l’abbattimento delle piante malate, la rimozione dei parassiti indesiderati e l’inoculo di sostanze per scacciare gli organismi indesiderati.
Funghicidi e battericidi biologici
I principali fungicidi e battericidi utilizzati dagli agricoltori biologici sono i composti di rame e zolfo, tuttavia presentano degli inconvenienti. Questi materiali possono causare danni alle piante se applicati in modo non corretto. Lo zolfo è anche letale per alcuni insetti utili e può predisporre il terreno ad ulteriori problemi di parassiti. L'uso a lungo termine di fungicidi a base di rame può anche innalzarne il livello nel terreno sino alla tossicità. Inoltre questi fungicidi sono in genere meno potenti rispetto agli equivalenti sintetici e devono essere utilizzati nell’ambito di un programma di protezione che richiede frequenti applicazioni. La ricerca su biofungicidi è in corso e sta dando risultati incoraggianti. Ci sono attualmente disponibili diverse formulazioni del fungo Trichoderma harzianium sul mercato per il controllo della muffa grigia (Botrytis). Sono attualmente disponibili biofungicidi ora per il controllo dell'oidio nelle uve e come protettore contro gli agenti patogeni nelle lesioni degli alberi (n.d.t. quest'ultima parte sulle lesioni non l'ho capita bene...)

Spero che la traduzione renda l'idea....non sono specializzata in materia....per ora :wink:

Congratulazioni per la perdita di peso e per la t[…]

Panoramica Matteo

Bene, ho tolto il 26(devitalizzato) e il 28 una se[…]

Diario di Narayani

Poi basta perché ogni volta che entravo in piscin[…]

Gli ultimi del contadino

Mai provato a essiccarli al sole? Non ho mai pr[…]

Libri di Arnold Ehret