Arnold Ehret Italia

Specifico sulla transizione, per chiedere suggerimenti, chiarire punti del libro a riguardo, descrivere sintomi comparsi all'inizio o durante e tutto quanto può essere utile per fare la transizione senza sforzi considerevoli

Moderatore: luciano

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By _Eli_
#74909
Premetto che sono una gran consumatrice di agrumi e che ultimamente sto considerando l’idea di eliminarli dalla mia dieta.

Leggendo alcuni articoli del blog di ******** ho scoperto che alcuni fruttariani ritengono che gli agrumi non siano un frutto adatto alla dieta naturale dell’uomo, che prediligerebbe frutti dolci.

Questi sono gli articoli a cui mi riferisco:
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Poi però ho letto un articolo di Luciano che diceva:

“ Leggo in giro per il web, che alcuni rimangono perplessi da quanto viene a loro insegnato in corsi di scuole di naturopatia che frequentano.
Infatti vengono dette diverse cose inesatte, spesso frutto di supposizioni e ragionamenti, fatti sì anche da medici specialisti o esperti, ma in settori di cui non sono competenti, per non dire ignoranti.
Per esempio, alcune scuole sconsigliano il consumo di frutta detta acida perché depaupererebbe il corpo dei minerali. Il ragionamento è che essendo “acida” avrebbe un potere solvente e quindi drenerebbe i minerali del corpo impoverendolo.
Il ragionamento è completamente privo di senso. Gli agrumi contengono anche calcio per esempio, oltre a vitamine del gruppo C (Anche se la scienza del mainstream riconosce solo una sola vitamina C) e la loro capacità solvente agisce sì sui minerali, ma li rende biodisponibili, ovvero permette al corpo di utilizzarli al meglio, altro che depauperare il corpo!
Inoltre il calcio fornito dagli agrumi neutralizza acidi deboli come l'acido citrico che essi contengono. In pratica si potrebbe dire che contengono tutto quanto che li rende assolutamente compatibili per l'alimentazione umana.” … continua

Questo è l’articolo:
Scuole di Naturopatia -- Contraddizioni

Non mi ero posta troppo il problema di queste opinioni contrastanti riguardo l’argomento anche se però mi chiedevo come mai alcune persone affermassero di star male dopo l’assunzione di agrumi mentre altri pur consumandone molti non avessero alcun tipo di disturbo.

Poi ho letto casualmente su un libro che parlava di tutt’altro (era un libro sul lavaggio epatico: Andreas Moritz, Guarire il fegato con il lavaggio epatico) che:

dal punto di vista ayurvedico, negli organismi del tipo “Pitta” la bile è secreta in grandi quantità, ma la sua secrezione risulta squilibrata, eccessiva o irregolare quando il tipo Pitta consuma in grandi quantità o con regolarità uno qualsiasi di questi cibi: uova, carne di maiale, cibi grassi, cipolle (********* parla in modo negativo anche di queste e sottolinea i benefici che ha ottenuto eliminandole dalle sue insalatone), pollame, latte pastorizzato (prodotti caseari in genere), gelato, caffè, cioccolato, AGRUMI, cereali, fagioli e noci (in generale frutta a guscio duro ad eccezione delle mandorle).
Se assunti questi alimenti le componenti della bile subiscono uno scompenso che le predispone all’indurimento. Ciò non significa che i tipi Pitta siano per natura inclini a patologie della cistifellea, quanto piuttosto che questi individui non sono adatti alla digestione di questi cibi, che non favoriscono la crescita e il sostentamento del loro organismo. Inoltre viene aggiunto che il tipo di organismo Pitta dispone di solo limitate quantità di enzimi per decomporre determinati cibi.

Questo potrebbe spiegare perché tante opinioni contrastanti da persona a persona.

Ma, come dice Ehret, la cosa migliore è sperimentare su se stessi.

Perciò voglio provare un breve periodo senza agrumi e vedere se alcuni piccoli disturbi (che comunque sono migliorati nel corso della transizione) spariscano definitivamente.
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By luciano
#74914
Okey ,_eli_, ho tolto i riferimenti, fanno capo a un utente bannato che non faceva altro che inserire link al suo blog, e non ho intenzione di fare alcuna pubblicità.

Qui seguiamo Ehret, cosa dicono i fruttariani o Moritz, che fra l'altro riporta concetti dell'ayurveda, non ci interessa.

Ehret non dice nulla a riguardo e molti utenti, me compreso si fanno scorpacciate di agrumi. E l'argomento dell'acidità degli agrumi è già stato trattato fin troppo.

In giro ci sono anche quelli che dicono che bisogna mangiare solo mele, e altri addirittura solo una qualità di mela, non ricordo più quale.

Perciò c'è una miriade di teorie, alcune sembrano partorite dalla mente di singoli individui che non si sa cosa abbiano fumato, e non è mia intenzione concedere il forum per discutere sulla validità di queste teorie.

Quindi se uno non vuole mangiare gli agrumi non li mangi, ma se mangiarli o meno non sono oggetto del sistema di Ehret, proseguiamo! :D

Ci sono quelli che dicono che non bisogna mangiare le melanzane, le zucchine, i peperoni, i pomodori, le patate e non so cos'altro perché sono delle solanacee e quindi velenose.

Qualcuno dice che gli scienziati hanno scoperto che i mirtilli contengono la tossina xyz, ecc. ecc.

Se si danno ascolto a tutte le balle che girano per il web, non potremmo nemmeno respirare, perché anche quella è tossica.

Perciò chi vuole seguire il sistema di Ehret è benvenuto, chi vuole discutere sulle varie teorie di "non mangiare questo o quello" lo faccia sui forum o blog di quelli che le promuovono. :wink:
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By _Eli_
#74915
Ho capito.
Non sapevo fosse un'utente bannata.

E' vero, Ehret non dice nulla riguardo gli agrumi, però dice sempre di sperimentare e ascoltare il proprio corpo :)
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By luciano
#74916
_Eli_ ha scritto:Non mi ero posta troppo il problema di queste opinioni contrastanti riguardo l’argomento anche se però mi chiedevo come mai alcune persone affermassero di star male dopo l’assunzione di agrumi mentre altri pur consumandone molti non avessero alcun tipo di disturbo.
Bisogna imparare a pensare.
Molte persone si basano su quanto viene detto senza riflettere.
Per esempio:
Ho mangiato delle arance e sono stato male.
Conclusione: Non bisogna mangiare le arance, altrimenti si sta male. Oppure: "Non posso mangiare le arance, mi fanno star male"
Così ragiona il 90% delle persone.
Per fare un ragionamento sensato, occorre considerare tutti gli elementi sulla scena, altrimenti se si ragionasse come nell'esempio, vedendo una persona vicino a un cadavere con un coltello piantato nel petto dovremmo dedurre che è sicuramente l'assassino.
Una parte dei fattori che vanno considerati sono:
Come e cosa mangia di solito, qual'è lo stato d'animo della persona, quanto è intossicato il suo corpo, come combina gli alimenti, qual'è lo stile di vita di quella persona, e tutti gli altri elementi necessari a fare una corretta valutazione del perché è stato male.

Conosciamo il potere disintossicante della frutta, e in particolare degli agrumi. Se uno è abbastanza intossicato, potrebbe stare male per eccessiva disintossicazione.
Oppure potrebbe essere abbastanza disintossicato ma mangia agrumi in quantità eccessiva.

I fattori possono essere diversi, a questo aggiungiamo l'unicità del singolo individuo e le varianti aumentano.

Quindi non importa quante "prove scientifiche" possano addurre a sostegno delle loro teorie, quando sono in forma di generalizzazione non sono di alcun aiuto.
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By luciano
#74917
_Eli_ ha scritto:E' vero, Ehret non dice nulla riguardo gli agrumi, però dice sempre di sperimentare e ascoltare il proprio corpo :)
Certo, sempre, l'unica verità è quella che uno ha sperimentato su sé stesso.

Ma sperimentare è diverso da discutere. Si può fare senza discutere. Leggendo quello che hai riportato, oltre al fiume di parole negli articoli che avrai senz'altro letto, ti è venuto il dubbio sugli agrumi.

Bastava questo:
Ho letto articoli che dicono che è meglio non mangiare gli agrumi. Voglio provare un breve periodo senza agrumi e vedere se alcuni piccoli disturbi (che comunque sono migliorati nel corso della transizione) spariscano definitivamente.

Punto. :D
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By margherita
#74918
Ewwiwa, non devo risultare troppo intossicata, perché ne faccio grande uso e mi fanno stare bene.
Poi come sempre, Ognuno reagisce a modo suo.
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By Fiorenzo
#74959
Io ne sto mangiando, o meglio, bevendo in quantità enormi come non mai e sto benissimo.
Faccio particolare attenzione a sciacquare (non spazzolare) i denti con acqua dopo ogni spremuta, proprio per evitare che la loro iniziale acidità intacchi i denti.

Per quanto riguarda la domanda di Narayani...
Narayani ha scritto:Avete mai assaggiato il pomelo? Incrocio tra pompelmo e mela ?

Ottimo frutto, non lo conoscevo e l'ho mangiato per la prima volta in Thailandia. È un frutto stranissimo... dopo averlo sbucciato (che fatica!) ci sono gli spicchi come per un pompelmo gigante ma sono completamente asciutti. Ti aspetteresti quindi che sia asciutto anche in bocca ma non è così. È abbastanza succoso e molto saporito, tipo un pompelmo dolce.
Non ho però mai avuto il coraggio di acquistarlo qui da Lidl, tra l'altro provenienti dalla Cina.
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By francizeta
#77676
Ciao a tutti!
Sono Francesca, nuova nel forum, sto leggendo le opere di Ehret per approfondire il discorso della dieta senza muco e seguire i suoi consigli per una transizione efficace...
Devo dire che oltre ad informarmi seguo molto l'istinto e su di me funziona, infatti molte cose che leggo le ho già sperimentate seguendo l'intuito, e nelle letture (anche di A.E.) trovano conferma.
Per riallacciarmi al discorso "questo sì questo no", "mi fa bene mi fa male" e simili, sono d'accordo che può non dipendere dall'alimento in sé, ma dal momento, dallo stato (psico)fisico ecc. È molto importante imparare ad ascoltarsi e ad interpretare correttamente i propri sintomi, che sono personalissimi!
In seconda battuta, ed è quello che ho potuto sperimentare personalmente (lo si constata soprattutto con quanto più il corpo è disintossicato e quindi più sensibile anche alle energie sottili) questo sentimento di "mi fa bene mi fa male" dipende anche dall'energia legata all'alimento stesso, la sua origine, preparazione ecc.
Mi spiego meglio con un esempio pratico: se esco a cena e mi limito a mangiare un brodo vegetale o delle verdure o della frutta fresca, che a casa non mi danno assolutamente problemi, il giorno dopo sto male tutto il giorno e sono di cattivo umore. Non per il tipo di cibo assunto in sé, che mangio normalmente senza problemi, ma: 1) sotto il profilo "fisico" ad es. perché non era biologico e forse "intossicato"; oppure 2) dal profilo "energetico" è stato prodotto in maniera non confacente, cucinato da un cuoco stressato e di cattivo umore, dunque senza amore (conosco un ristorante in cui cucinano con passione e amorevolmente, e questo lo si percepisce nettamente anche nell'energia del cibo servito).
È esperienza personale, infatti da quando ho fatto un grosso "salto di qualità" alimentare per me uscire a pranzo o cena è diventato un autentico problema, non tanto per il menù che può essere adattato alle proprie esigenze, ma per tutto quello che è connesso al cibo che mi servono - dalla produzione/origine al modo in cui viene preparato e servito..... :cry: Non ho ancora trovato una soluzione... se non quella di o non mangiare (il che socialmente non viene accettato, soprattutto al ristorante e in compagnia*! A meno di campare una scusa del tipo "ho l'influenza intestinale" Ha già funzionato :lol: ), o spiluccare qualcosa assumendo il rischio di star male e di essere di pessimo umore per tutto il giorno seguente...
*Un conto è leggerlo, ma sto constatando nella pratica di come l'aspetto sociale sia una delle maggiori difficoltà da superare quando si fa una scelta sia etica, sia "salutista" del proprio stile di vita! Ma non demordo, soprattutto per la soddisfazione che tutta la famiglia (marito e figlie adcolescenti) inizia ad apprezzare molti aspetti di questo nuovo stile alimentare, anche se non posso pretendere da loro che mi seguano in tutto e per tutto (la scelta deve essere dettata da una convinzione personale :wink: )
Saluto tutti con affetto e grazie per i vostri interessanti contributi!!!
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By luciano
#77678
Mia madre comprava il pane da un panettiere che era alla fine del paese, anche se ce ne erano tre più vicino.
E quando mandava me dovevo andare anch'io da quello.

Ho provato a fregarla per fermarmi a giocare con gli amici e comprando poi il pane da quello più vicino, ma per quanto i sacchetti fossero uguali e il tipo di pane uguale e praticamente indistinguibili, appena prendeva il pane in mano mi diceva dove l'avevo comprato.
E si arrabbiava.

Le ho chiesto come aveva fatto a capirlo, se mi aveva visto o spiato o altro e mi ha risposto:
"Un uomo lascia l'impronta di sé nelle cose che fa, ancora di più in quelle che tocca e manipola, e quello dove sei andato tu è sempre arrabbiato, senza dire altre cose che non ci riguardano".

E con il tempo ho sperimentato che è assolutamente vero. :D
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By luciano
#77698
Già, peccato che spesso ci rendiamo conto delle cose di valore che hanno detto o fatto quando non ci sono più.

Non sono una persona che rimpiange il passato, ma mi sarebbe piaciuto ringraziarla di più di quanto abbia fatto. :D

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