Arnold Ehret Italia

Qui puoi scrivere le storie di successo solo inerenti alla cura dei denti e della bonifica dentale come viene intesa dagli utenti di questo forum.

Moderatori: luciano, O.P.T

#75582
di Karl Heinz Graf, estratto da "Denti e osteiti come campi di disturbo"

    Esempio 1 :

    Una paziente s'infortuna alla caviglia durante l'allenamento. La distorsione e la grave sintomatologia dolorosa che l'accompagna non accennano a guarire nonostante i tentativi di numerosi specialisti di ortopedia e fisioterapia. A sei mesi dall'incidente è costretta a portare un corpetto rigido ortopedico immobilizzante della caviglia.
    La giovane è molto motivata a ritornare alla normalità e allo sport, per cui non si tira indietro quando le viene spiegato che due denti devitalizzati frontali, appesantendo il sistema di regolazione, stanno ostacolando la sua guarigione.
    Per cui accetta di farli rimuovere. Nel giro di poche settimane ottiene infatti la completa guarigione della distorsione e non ha più problemi con la caviglia.
    Gia' da qualche anno cioe' i denti devitalizzati stavano dando all'organismo un significativo sovraccarico che nel tempo aveva portato le capacità di regolazione al limite dello stallo, laddove la guarigione della caviglia non era possibile.
    Solo con l'eliminazione del sovraccarico principale si riuscì a far rimettere in piedi le normali capacità di regolazione.



    Esempio 2 :

    Un paziente aveva due denti devitalizzati (dente 13 e dente 43, i canini) da ben 15 anni. Però non aveva né disturbi locali ai denti, né disturbi a distanza nel corpo. Una caduta dalla bicicletta porta una sindrome dolorosa alla spalla destra che gli limita di parecchio il movimento della stessa. Per mesi si cercano spiegazioni o soluzione a questi dolori che non se ne vanno, ma senza successo. Né l'agopuntura, né i farmaci, né i trattamenti osteopatici apportano alcun sollievo. Il paziente si decide a estrarre i denti devitalizzati che alla ortopanoramica appaiono senza problemi o fenomeni apicali. La spalla guarisce completamente una settimana dopo l´´estrazione dei due denti.
    Interpretazione dell'esempio 2 : questi due denti devitalizzati avevano causato per anni un'infiammazione cronica, che però era rimasta senza manifestazione clinica. Cioè era stata assorbita dal sistema di regolazione e dalle sue capacità.
    Col tempo però si scivola sul quadrante della regolazione dove il corpo non ha più la capacità di compensare se intervengono anche piccoli elementi stressori. Ed eccolo che arriva, un piccolissimo sovraccarico aggiuntivo, una banale caduta da bicicletta, che l´organismo, a causa del sovraccario primario precedente, non riesce più a compensare e quindi a mantenere in forma asintomatica.
    Cioè per la comparsa della sintomatologia è necessaria la caporetto del sistema di regolazione. L'ultmi evento temporale apporta il sintomo, ma evidentemente c'erano sovraccarichi be più consistenti già prima, che il sistema per lunghi periodi era riuscito a compensare.
    Ecco la strana storia di una banale botta alla spalla che non riesce a guarire. A portare al miglioramento delle capacita di regolazione anche in questo caso è stata l'estrazione della causa di irritazione cronica, ovvero i due denti devitalizzati e curettaggio del materiale osteolitico che si era formato sotto di essi. Solo così si riuscì a venire a capo di quella difficoltà.


    Esempio 3 :

    Una 39enne soffriva da parecchi anni di recidive di emicrania che si verificavano in corrispondenza di situazioni di stress. Si tentò di guarire questa sua suscettibilità andando a bonificare le otturazioni dentali di amalgama che aveva in bocca, perché il mercurio notoriamente può scatenare problematiche del genere. Ma la rimozione dell'amalgama apportò solo piccolissimi cambiamenti. La valutazione dei campi di disturbo secondo la kinesiologia evidenziò la presenza di una osteite cronica della mandibola a sinistra nell'area dell'ottavo. Dopo la sua bonifica chirurgica, ci fu un notevole miglioramento della paziente: a parte il ritorno di rarissimi mal di testa, le emicranie scomparvero per non tornare mai più.
    Interpretazione dell'esempio 3: L'organismo aveva potuto compensare per anni l'intossicazione cronica a bassee dosi di mercurio e la osteite cronica dell'estrazione dell'ottavo. Situazioni di stress o conflitti passeggeri, preoccupazioni tra persone etc. portavano al sovraccarico o immobilizzazione dei meccanismi di compensazione, e quindi ad un'intensificazione delle emicranie. Il carico derivante dalle situazioni di stress era tale che nemmeno l'allontamento delle amalgame era bastato a riportare all anormalità la capacità di regolazione dell'organismo. Solo con la bonifica dell'osteite dell'area 38 si ottenne l'alleggerimento decisivo del sistema immunitario e quindi un miglioramento netto della sintomatologia.


    Esempio 4 :

    In seguito alla separazione coniugale dopo 19 anni di matrimonio, un uomo iniziò ad accusare un'alterazione del ritmo cardiaco che era resistente a terapie. Solo dopo l'estrazione di un dente del giudizio incluso dell'arcata inferiore la sintomatologia scomparve.
    Interpretazione dell'esempio 4: Il sovraccarico che il dente del giudizio incluso portava sul meridiano cuore- intestino-circolazione sanguigna era rimasto a lungo nell'ambito delle possibilità di compensazione e quindi asintomatico. La comparsa del problema del ritmo cardiaco al momento dello stress della separazione coniugale segnalava il raggiungimento di una somma totale di elementi stressori non più regolabile.
    Il bilancio migliorò in modo decisivo (e quindi il disturbo cardiaco sparì) con la rimozione del dente del giudizio incluso. Lo stress della separazione coniugale poteva ora essere tollerato senza manifestazioni cliniche o patologie.


    Conclusioni:

    La presenza o l´assenza di malattia ci dicono come si sta svolgendo il confronto tra la capacità di compensazione dell'organismo e la somma di fattori di disturbo. Prendere in considerazione i campi di distorsione presenti nel cavo orale con il loro carico di infiammazione e assorbimento delle risorse biologiche di difesa (denti devitalizzati, denti del giudizio, necrosi ossee..) diventa spesso un approccio indispensabile per arrivare alle guarigioni naturali, perché la clinica ci dice che da essi si originano l'infiammazione cronica mascellare o le infezioni croniche che finiscono per diventare uno dei sovraccarichi più considerevoli sul nostro sistema biologico.

    Le malattie altro non sarebbero che lo sprofondare del sistema di regolazione rispetto alle "sindromi da sovraccarico cronico da campi di disturbo".
    Un elemento di disturbo che si distingue tra tutti gli altri sono i denti devitalizzati.

Ho comprato il libro di F. Huneke con l'intenzione di saccheggiarlo di tutti i numerosi casi presentati dal famoso dottore relativamente ai disturbi cronici che risalivano a focus dentali. Ho trovato questa citazione nel libro "El fenomeno en secundos" (Huneke 1961).
[font=Lucida Console]Erkenntnis ist das Erfassen des Allgemeinen im Besonderen[/font]”, Plato (p.327 in : "Das Sekunden-Phänomenon in der Neuraltherapie", ed. 1963).

In pratica partendo dai casi particolari c'e' la possibilita', mediante una giusta analisi, di cogliere una verita' che vige con una legge generale per tutti.
Per parafrasare Platone, sui canarini nelle miniere grava una minaccia che prima o poi, questione di tempo e di livelli fluttuanti di difesa, avra' i suoi effetti anche nella vita delle persone che hanno una suscettibilita' minore.

[font=Lucida Console]La legge vale per tutti, solo che per la maggioranza e' piu' o meno (fortemente) diluita nel tempo.[/font]
Ultima modifica di acerra99 il 21 gennaio 2014, 11:58, modificato 1 volta in totale.
#75625
gira voce che io, Sandrod, Ricky66, Luciano, Ciupinix, Lunasio, Stefan, Mokarta, etc. etc., tutti gli utenti del forum e quelli che sono passati sotto le forche caudine fra pochi mesi saremo invitati a preparare un sito internet, pensato a supporto di questo Forum. Un sito dove la lettura delle informazioni-base puo' diventare un po' piu' semplice per chi cerca di capire la necessita' di eventuali valutazioni di focus dentali.
Allora piano piano tiro fuori dai vari cassetti e mobili i vari scritti.
Chi vuole scrivere o segnalare MATERIALE lo puo' fare in questo TOPIC. Anche chi vuole cambiare, migliorare o ampliare questo articolo.


Malattie “resistenti a terapie” incontrano la bonifica dentale.

    È risaputo che i denti malati possono scatenare dei disturbi in aree lontane del corpo e possono causare resistenza alle terapie (ne parlava già Ippocrate). Si presenta dunque il concetto di malattie “resistenti a terapie”. “Campo di disturbo” è un nome dato ai carichi cronici infiammatori che interferiscono con la matrice elettrica del sistema nervoso autonomo, impedendogli di garantire la necessaria regolazione biologica in varie circostanze.
    Anche se noi non ne sappiamo praticamente niente, almeno non la possiamo seguire a livello conscio, c'è una forza che a livello fisico porta avanti un continuo rinnovamento dei tessuti, in modo che tutto rimanga perfettamente sano. Quindi i campi di disturbo, qualunque sia la definizione che può piacere, agiscono sulla capacità di regolazione, la vix medicatrix, o comunque su quegli organi a distanza che generalmente sono in relazione sullo stesso meridiano di agopuntura. Così facendo, i campi di disturbi preparano il corpo per ulteriori patologie, difetti e suscettibilità (vedi Huneke, Pischinger, Dosch, Mastalier, Issels, Voll e tanti altri allievi e autori indipendenti).

    Un primo esempio lo recuperiamo dal libro “Il nemico era nella vostra bocca!” (Lechner 2006), a pagina 27:
    Dopo aver estratto un dente devitalizzato dall'arcata superiore sinistra, l'emicrania della paziente M.T. si è subito ridotta del 70%, per poi diminuire ulteriormente e non comparire mai più negli anni successivi, mentre prima dell’estrazione la paziente aveva due episodi di fortissimi attacchi regolarmente ogni mese, ognuno dei quali la costringeva ad una degenza anche fino ad una settimana. Da una parte dunque c'era il dente devitalizzato che agisce come campo di disturbo, dall'altra c'era l'effetto a distanza, che si manifestava come emicrania inguaribile.

    Si può pensare per analogia ad un segnale radio di una stazione disturbatrice: cioè al programma della stazione radio che c'interessa si sovrappone un programma estraneo, che danneggia l'ascolto del primo. Più forte è la sovrapposizione, più abbiamo problemi a realizzare il nostro intento originario, cioè ascoltare il programma desiderato. Il programma desiderato è la normale regolazione biologica di cui l’organismo è capace. Questo programma desiderato viene compromesso dalla presenza di un campo di disturbo.
    Il terapeuta che crede fermamente che questo programma desiderato esista, che sia lì fuori da qualche parte, come prima cosa si pone la domanda di che cosa disturbi “la normale auto-regolazione biologica” cui lui aspira.
    Di lì il passo non è molto lungo fino al discorso di cosa succeda quando si opera una bonifica delle necrosi ossee, dei denti morti o inclusi, fonte d'infiammazione cronica.
    La "Medicina Funzionale", che fa risalire le sue origini agli autori tedeschi Huneke e Pischinger, ha trovato nella bonifica dei "focus dentali" uno strumento fondamentale per il ripristino degli automatismi di regolazione biologica.

    Nella logica della medicina allopatica si è persa la speranza riguardo all'eventuale presenza o rilevanza di una forza di guarigione intrinseca dell'organismo. Per questo diventa tutta una questione di trovare un certo farmaco capace di operare una certa manipolazione dei tessuti tale da bloccare la malattia.
    Nella medicina biologica invece si fa il discorso che la regolazione in difficoltà ottiene sollievo quando gli elementi di stress cronico vengono rimossi. In certi ambiti può essere un discorso di igiene alimentare (giusta dieta) o anche di stile di vita, ma noi qui ci occupiamo della bonifica dentale e dei suoi risultati. Quindi vediamo la bonifica di denti morti e osteonecrosi cronica.
    È compito del terapeuta in questo caso individuare in che modo la forza vitale dell'organismo possa essere ripristinata ad un livello base precedente in cui il disturbo non aveva modo di manifestarsi. È nel ripristino delle naturali funzioni cellulari, immunitarie ed endocrine che si trova l'intervento miracoloso, a seguito del quale la malattia scompare e non ha più modo di fare ritorno.

    Dunque come prima cosa il terapeuta deve fare la giusta analisi dei campi di disturbo: denti del giudizio con mancanza di spazio, necrosi ossee, denti inclusi, denti devitalizzati.
    Ogni sistema è diverso, anzi unico, e da risposte diverse. Anche questo suona strano a chi usa solo l'approccio medico allopatico. Se una persona, dopo aver visto un grande artista eseguire un grande pezzo musicale al pianoforte si avvicina, si siede e non riesce a riprodurre ovviamente lo stesso risultato, quanto è credibile se dice che quello strumento è inservibile o completamente inutile? La medicina allopatica la fanno i produttori di farmaci onestamente. Danno un fischietto alla massa di professionisti e gli dicono come e quando fischiare. La bonifica dentale invece è più come un'arte del curare e di mettersi in relazione con la vix medicatrix.
    Si occupa di valutare caso per caso un piano efficace che appunto possa ripristinare gli automatismi di regolazione biologica. Opportunità, necessità e priorità entrano tutte in gioco insieme con la comprensione dei automatismi naturali che si spera siano solo momentaneamente “infortunati”.
    La regolazione in difficoltà necessita della bonifica di uno o più campi di disturbo. È questo il legame “invisibile” che spiega la correlazione tra un dente morto e i disturbi cronici che scompaiono dopo la sua estrazione.

    A pag.31 del libro “Il nemico era nella vostra bocca!”, il signor T., riferisce pochi giorni dopo l’intervento con la lettera seguente: “Dal dicembre 2005 fino al giorno della bonifica dentale avevo forti sfoghi cutanei su entrambi i piedi e grandi accumuli d’acqua connessi a forte prurito, lesioni ai piedi con fuoriuscite d’acqua a forza di grattare; un prurito quasi insopportabile. A causa di queste mie condizioni non ero né psichicamente né fisicamente in grado di lavorare. Non riuscivo assolutamente a concentrarmi.Dopo aver tolto un dente devitalizzato e sostituito delle otturazioni d'oro, nei giorni successivi si è verificato un miglioramento dell’80%

    Dunque abbiamo visto la scoperta di una relazione tra denti e piedi. Che dite? È vera? È vera sempre? Non è vera mai? È vera sempre, ma non si manifesta automaticamente sempre? Tutte queste domande ce le poniamo per sottolineare che ci vuole una persona con poco spirito di attenzione e poca curiosità per andare a ignorarla o definirla poco scientifica. Di fatto però, è stata verificata da vari autori che sapevano cosa cercavano.
    Ovviamente se si vogliono individuare bene gli effetti dei campi di disturbo si devono considerare le cose a 360°. Inoltre non c'è la possibilità di definire effetti univoci, che sono lì a manifestarsi sempre o sempre nello stesso modo. L'interferenza cronica dei campi di disturbo focali dei denti può assumere qualsiasi forma sia dettata dalla suscettibilità del paziente, dalla distribuzione delle interferenze sui meridiani di agopuntura e dalla flessibilità ed efficacia dell'intero complesso del sistema di regolazione.

    Ovviamente senza casi clinici ci sarebbe poco spazio per avanzare nella comprensione. Ormai lo avete capito. Usiamo il libro sopra citato come fonte di casi clinici per accompagnarci nel discorso. A pagina 34, la paziente D.M., 68enne, riferisce: "Tre anni fa, dopo l’estrazione di tutte le radici dei denti afflitti e i campi di disturbo necrotici della bocca, ho registrato i seguenti cambiamenti permanenti: - L'artrosi delle falangi su entrambe le mani e sul polso destro si è fermata e non provo più dolori. - Le aritmie nervose sono diminuite notevolmente. - La mia capacità produttiva in generale è aumentata notevolmente."
    Per la medicina classica è assai incredibile che le procedure di bonifica dei “focus odontoiatrici”, da sole, possano produrre guarigioni in aree così diverse tra di loro: (a.) disturbi reumatici nell’area delle articolazioni, (b.) disturbi del ritmo cardiaco e (c.) il controllo vegetativo, nel senso di una migliorata efficienza generale.
    Ma quando si prende in considerazione la natura del sistema di regolazione, si scoprono inevitabilmente tre fasi coinvolte in queste guarigioni:
    (fase 1.) Il risanamento odontoiatrico rimuove uno stimolo cronico.
    (fase 2.) L’eliminazione dello stimolo cronico ristabilisce una migliore regolazione, cioè vengono influenzati tutti i rami dell'albero. Cioè possono migliorare e normalizzarsi gli schemi più diversi dell'organismo, quelli immunologici (vedi reumatismi), quelli vegetativi (vedi disturbi del ritmo cardiaco) e quelli psico-emotivi (vedi migliorata efficienza generale).
    (fase 3.) All’interno delle cellule gli schemi di regolazione per l’auto-preservazione funzionano meglio.

    C'è la possibilità che un successo di questo tipo rimanga stabile negli anni a seguire e magari addirittura che il disturbo non si ripresenti mai più, testimoniando così tutto quello che abbiamo detto sopra, ovvero che era semplicemente lo stimolo cronico focale che ne rendeva impossibile la guarigione naturale.
    La guarigione della paziente 68enne è avvenuta in modo indiretto, senza medicinali contro i reumatismi o l’aritmia, e nemmeno con gli psicofarmaci che ottundono il sistema vegetativo.
    Il prezzo della guarigione è una corretta analisi e l'attuazione della bonifica. Il prezzo di una cura farmacologica è nella incompletezza della cura e negli effetti collaterali dei farmaci che si consolidano negli anni.
    Osservazioni su riabilitazioni di pazienti con disturbi cronici ottenute grazie al metodo della bonifica dentale sono state offerte nel corso dei secoli da numerosi autori.
    Anche se uno non si fida troppo della forza che guarisce dentro si se e vuole rimanere sul binario terapeutico sul quale è stato incanalato dal medico curante, le osservazioni di guarigioni che stiamo citando dovrebbero funzionare come un monito da tenere bene a mente in tutti i casi di patologie croniche.
    Ad ogni area dei denti corrisponde un meridiano specifico con degli organi specifici. Per esempio i denti incisivi hanno una connessione attraverso il meridiano di agopuntura con i reni e con la vescica. Se un paziente soffre d'inspiegabili malanni ai reni o alla vescica, ci sarebbe da andare a prendere in considerazione innanzitutto i denti devitalizzati nell’area dei denti incisivi, insieme però a tutti gli altri possibili fattori di disturbo cronico.
    C’è la possibilità che una predisposizione fondamentale del flusso d'informazioni sul meridiano reni/vescica venga causata dal campo di disturbo dei denti devitalizzati che appartengono ad esso.

    Rispetto a questa correlazione tra denti incisivi e vesciva, andiamo a vedere l'esempio di relazione molto lineare di cui ha fatto esperienza un altro paziente bavarese citato a pag.37 nel suddetto libro.
    Il dottor G.D., 64enne, doveva alzarsi diverse volte ogni notte per andare in bagno. All'improvviso, dopo l’estrazione di un dente medio incisivo, che era devitalizzato da molti anni, questo fenomeno era ritornato sotto controllo. Non doveva più andare al bagno di notte. Poteva finalmente godersi un sonno indisturbato e continuato.
    Ma poi si verificò la morte di un altro dente incisivo. Il paziente era all'estero e la radice fu devitalizzata. Subito dopo questo intervento il dottor G.D. di nuovo dovette subire la situazione in cui doveva alzarsi di nuovo diverse volte di notte per andare in bagno. La successiva bonifica odontoiatrica, cioè l'estrazione di quel dente, fece subito sparire la debolezza della vescica.


    Un caso clinico un filo ancora più istruttivo è quello della signora F., che anni prima riportò una caviglia fratturata a causa di un incidente d’auto. Questa testimonianza è riportata a pag.39 del libro.
    Da due anni avevo dolori fortissimi alla caviglia destra a causa di incidente d'auto avvenuto nel 1972. Avevo anche due denti devitalizzati e potetti osservare degli strani fenomeni di relazione fra denti e caviglia. Tutte le volte che avevo dolori alla caviglia non avevo più mal di denti e viceversa. Ho fatto presente ciò ai vari medici presso cui fui in cura. Ma vedevo che non solo loro non mi credevano, ma comunque alla fine cercavano di allontanarmi se insistevo sulla rilevanza diagnostica di una cosa così inverosimile.
    Siccome i dolori alla caviglia erano diventati molto intensi, chiesi un controllo all’ospedale di G. e dalle lastre risultò una forte artrosi al piede destro. I medici erano combattuti tra il discorso di portare una struttura di supporto per quel piede e la necessità ormai imminente di produrre mediante chirurgia una ossificazione artificiale tra due ossa. Ma ad alcuni sembrava che questa ossificazione stesse avvenendo già da sè a causa della forte situazione infiammatoria di cui soffriva quella parte e quindi era solo una questione di aspettare senza intervenire.
    Quattro settimane dopo mi presentai alla clinica R., dove mi fu consigliato di effettuare in via urgente la chirurgia che avrebbe artificialmente fuso le ossa che formano la caviglia. Dopo tale intervento il paziente non è più in grado di muovere il piede verso l’alto e verso il basso. C'era lo spettro di dover amputare il piede altrimenti, che non era da escludersi nemmeno in caso di operazione però.
    A quel punto per fortuna entrai in contatto con il dottor L. che mi consigliò di estrarre i denti devitalizzati. Decisi d'intraprendere questo percorso e già il primo intervento di bonifica dentale fu così di beneficio che il mio piede era completamente privo di dolori. Poi abbiamo completato la bonifica e il problema si è risolto del tutto per non ritornare più
    .”

    Perché questo esempio è così istruttivo? Osservando superficialmente la cosa è tutto chiaro: la signora F. ha riportato una caviglia fratturata a causa di un incidente d’auto e ha sempre dolori a questa caviglia. La causa è evidente, cosa c’entrano i denti? Il fattore scatenante è stato evidentemente l’incidente. Però era l’effetto di disturbo cronico dei campi di disturbo dentali che da tanti anni ormai impediva la guarigione dell'infiammazione e del dolore alla caviglia.
    I campi di disturbo dei denti hanno messo all'angolo quei tessuti del piede che necessitavano la massima capacità di regolazione dell'organismo.
    Le risorse che avrebbero reso possibile la guarigione della caviglia erano state sottratte al sistema. Non è affatto infrequente che i campi di disturbo dentali agiscano in questo modo.
    Da una parte il dottore neurofocale ha chiesto alla paziente l'estrazione dei tre denti devitalizzati, che impedivano il verificarsi di una guarigione completa del trauma dell’incidente. Infatti la “caviglia” che non vuole guarire è il livello in corrispondenza del quale diventa evidente la difficoltà prodotta da campi di disturbo irrisolti.
    Dall'altra parte i medici allopatici erano convinti che guarigioni naturali non fossero possibili e che il momento dell'amputazione del piede destro fosse ormai imminente. L'evoluzione clinica ha dato ragione al medico neurofocale.
    Con l’eliminazione del campo di disturbo “denti” l’ordine naturale della guarigione venne improvvisamente ristabilito. L'apparente miracolo consiste semplicemente nella esistenza delle normali capacità dell'organismo di ristabilire la salute di tutti i tessuti.
    I dolori sparirono perché l'organismo, senza campi di disturbo, ebbe finalmente la possibilità di guarire indisturbato la frattura causata dall’incidente.

    Il signor A. B., 36 anni, atleta agonistico e proprietario di un negozio di articoli sportivi così descrive le sue vicende in relazione alla bonifica dentale:
    “... i miei malanni sono completamente spariti dopo l’estrazione del dente devitalizzato. Soffrivo in particolare:
    (1.) di un improvviso intorpidimento ricorrente in entrambe le braccia;
    (2.) di problemi alle ginocchia con mal di schiena costante che non sparivano nonostante le varie terapie intraprese;
    (3.) di problemi gastro-intestinali e una predisposizione generale alle infezioni, che da allora sono migliorati notevolmente.
    Da allora non ho mai più avuto questi sintomi
    ". (pag.51, “Il nemico era nella vostra bocca!”)

    Come può un dentista guarire un ginocchio? Come può l'intervento di bonifica dentale guarire l’intorpidimento in entrambe la braccia? Come può l'intervento di bonifica dentale guarire dolori alla schiena senza speranza, secondo l'opinione di ortopedici e fisioterapeuti? E come possono guarire dopo la bonifica dentale problemi che riguardano questa o quell'altra parte del sistema digestivo?
    Questi successi ovviamente non possono che risultare assai incredibili per chi non comprende le basi olistiche della medicina della regolazione. Evidentemente le semplificazioni che così tanto utili risultano alla farmacologia classica diventano anche per molti un vicolo cieco.
#75633
acerra99 ha scritto:saremo invitati a preparare un sito internet, pensato a supporto di questo Forum. Un sito dove la lettura delle informazioni-base puo' diventare un po' piu' semplice per chi cerca di capire la necessita' di eventuali valutazioni di focus dentali.


Sarebbe una ottima cosa spostare tutte le varie informazioni su denti & c. su un sito consultabile in modo tradizionale.

Se uno cerca di trovare le cose consultando il forum e' molto difficile e scomodo. Anche per chi legge quotidianamente il forum per certi post molto lunghi ci vuole molto tempo e il sistema non consente di mantenere come "non letti" i messaggi: appena accedi al forum considera tutti i messaggi letti, il che non aiuta a ri-trovare un messaggio.

Un sito separato o una sezione apposita in questo sito e' l'ideale. :D
#77894
Paziente intervistato dal Dr. Darmon:
    [font=Georgia]- Volete raccontarci la vostra esperienza su denti e salute?
    Compio 60 anni tra pochi mesi. dobbiamo parlare della bonifica dentale effettuata 4 o 5 anni fa. Soffrivo da una ventina d'anni di dolori ricorrenti alla pianta dei piedi. Era un dolore che era sempre li', gia' quando mi svegliavo la mattina. Avevo l'impressione di camminare su rocce appuntite. I dolori erano sempre li', tutti i giorni senza sosta.
    Ho visto medici di ogni tipo. Mi ricordo di un medico buddhista, con cui scherzavamo che se mai fosse riuscito a liberarmi da quei dolori lo avrebbero accolto nell'altro mondo con il tappeto rosso. Mi ha fatto ridere... Abbiamo provato di tutto, senza successo.

    - E non siete voluto andare da altri medici allopatici?
    No, non ho alcuna fiducia e nessuna speranza che possano fare qualcosa di buono. Provo tutte le strade terapeutiche parallele, ma non certo la medicina ufficiale!

    Ma non ebbi nessun risultato, fino a quando non ho incontrato il Dr. Thomas il vecchio, che lavora a Gras.

    - Ma e' un reumatologo dell'ospedale...

    Si, appunto, reumatologo ufficiale. Ma questo è uno che ci capisce. Fa agopuntura. E lui mi disse, non ci devono essere denti devitalizzati nella bocca, bisogna che li facciamo togliere...

    Avevo un dente devitalizzato. Tutto il resto dei denti per fortuna mia era sano. Uno solo devitalizzato. L'ho fatto togliere... ebben gia' a partire da una settimana dopo niente piu' come dolori, e dire che erano li' costantemente da una quindicina d'anni. Qualche volta puo' capitare qualche piccola avvisaglia se rimango in piedi per 15 ore di seguito, per via del mio lavoro...

    - E questo dente devitalizzato le faceva male?
     -  No, per niente[/font]
    .

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Py0Nzbtr75Q[/youtube]
#80799
Ho trovato la traduzione inglese del libro di Adler. Il Dr. Duque aveva tradotto il libro di Adler nel 1983 in spagnolo. E il Dr. Ed Arana aveva organizzato che la traduzione spagnola fosse tradotta in inglese nel 1984. Premesso che a volte o Duque o il traduttore in inglese hanno preso granchi (ed io ho la versione tedesca! l'unica toccata da Adler)... per il momento però nessun nord americano aveva "conservato" quella traduzione in inglese... saranno stati fluorizzati mica per niente gli statunitensi!?! La vedova del dr. Ed Arana mi ha passato le fotocopie. Egiziano mi ha fatto una traduzione in italiano di alcune parti che ancora non erano state messe online.

    [font=Trebuchet]CAPITOLO 1
    UNA INTRODUZIONE MOLTO NECESSARIA
Attorno agli inizi del ventesimo secolo viveva a Barcellona un dottore di nome Badia il quale diventò famoso per le sue “caratteristiche” diagnosi, spesso insolite e umoristiche. Tutti per esempio conoscevano l'episodio particolarissimo che avvenne quando un giorno fece visita nel suo studio un uomo che soffriva di un problema gastrico molto preoccupante. Suo fratello lo accompagnava. Il paziente raccontò la storia della sua malattia e alla fine il dott.re Badia chiese: “Per favore potrebbe ripetere nuovamente quello che ha detto?”.
L’uomo non era affatto di buon umore, tipicamente delle persone che soffrono di malattie gastriche, ma si decise comunque a raccontare di nuovo da capo la storia. Appena finito, il dottore di nuovo chiese al paziente di ripetere la storia. A questo punto l’uomo perse le staffe e imprecò contro il dottore, “sono venuto qui per essere curato e non per essere burlato da lei!”. Il dott.re Badia replicò dicendo “amico mio, i tuoi problemi termineranno solamente se taglierai i baffi…”.
Con queste parole la visita si concluse. Il paziente lasciò lo studio pronunciando insulti e volgarità, mentre suo fratello, al quale siamo tutti indebitati per questa storia, essendo l’unico testimone di quanto accaduto, lentamente convinse il paziente a tagliarsi i tanto amati baffi aventi uno stile “à la Dalì”, molto popolari a quell’epoca. Abbastanza curiosamente, entro pochi giorni l’uomo era guarito. Si potrebbe pensare che questa guarigione si fosse verificata in virtù di un qualche potere suggestivo o effetto placebo! Ma invece dietro c'era una diagnosi medica scientifica al 100%, contrariamente a quanto potrebbe sembrare. Lo spiegò il dottore Badia più tardi, nuocendo un po' alla sua fama di psichico! Si venne a scoprire che il paziente, mentre parlava, arrivava spesso con la lingua alle labbra, così facendo bagnando i baffi. Il dottore, avendo un occhio clinico ben sviluppato aveva notato che i baffi fossero trattati con colore artificiale. Ovviamente, la saliva avvelenata dalla vernice per i baffi era entrata nel corpo del paziente attraverso la sua lingua e aveva causato la sua severa gastropatia.
Questo piccolo esempio basta a dimostrare, come faranno anche altri migliaia di casi clinici risolti, che possano essere difficili da individuare le cause e l’origine di alcune malattie croniche che non si lasciano risolvere o ridimensionare dalle più intricate diagnosi (spesso anche dettagliate). Per questo motivo la maggior parte dei trattamenti diventano puramente sintomatici e non sono in grado di apportare la necessaria cura.

Noi siamo qui testimoniare che, specialmente per le malattie croniche, le aree della testa e della bocca hanno un potenziale di custodire grossi fattori eziologici dei disturbi “a distanza”.
Per facilitare la comprensione, affiancheremo spesso ai casi clinici le relative radiografie dentali, cosi da permettere al lettore di capire rapidamente e senza troppi studi approfonditi queste incredibili correlazioni.
Negli ultimi anni è stata accumulata una tale ricerca (penso anche ad Huneke) che ha aiutato a fare ulteriore chiarezza, permettendo di oltrepassare opinioni personali e distorsioni “soggettive” d'indagini scientifiche. Ciononostante il medico isolato nella sua posizione di trincea non riesce ancora ad avere le idee chiare su chi abbia ragione.
Estenuato da tutte le diatribe tra fronti opposti, nel frattempo tende a prescrivere terapie che molto spesso causano più problemi che benefici al paziente.

Noi qui siamo riusciti riconoscere ai campi di disturbo e ai focus dentali un ampio spettro di effetti, a volte anche gravi, grazie ad un periodo di osservazione che va all'incirca dal 1940 fino ad oggi, quindi oltre trent’anni di lavoro.
Migliaia di storie cliniche e di situazioni dentali da noi affrontate con l'ausilio della neuralterapia ci hanno permesso di avere le idee molto chiare in merito.
Siamo arrivati alla comprensione di cosa esattamente possa costituire un campo di interferenza e quale potrà essere la risposta se la “causa” è propriamente eliminata.
Si dimostrerà, attraverso l'analisi di circa 150 casi clinici e le relative radiografie dentali (accenneremo solo molto rapidamente agli infruttuosi tentativi terapeutici precedenti presso altri medici), l'analisi qui riportata è quella che passa per i nostri test e i vari dettagli scoperti dai raggi X dentali, scopriremo così, dicevamo, che uno o più campi di interferenza erano le cause o catalizzatori di una malattia, oppure erano la causa del “terreno disturbato” da cui poi la malattia si era insinuata.
Le nostre esperienze ed osservazioni, non solo con pazienti nativi spagnoli, ma anche con altri provenienti da paesi stranieri, ci hanno permesso di diventare molto consapevoli dell’incredibile ignoranza relativa agli effetti a distanza dei campi di interferenza, con speciale riferimento a quelli della regione bucco-dentale.
Sin dall’inizio, il nostro lavoro in Spagna negli anni cinquanta e sessanta è stato molto più semplice di quello che sarebbe potuto essere in altre nazioni che erano più avanzate tecnologicamente. Infatti, avendo avuto a che fare con una popolazione rurale che conserva certi ritmi biologici e abitudini alimentari, lontana da vari tipi di stress “moderni”, abbiamo spesso dovuto avere a che fare solo con il cosiddetto focus dentale “solitario”.
Attraverso molteplici campi di interferenza, specialmente quelli creati artificialmente, spesso diventa alquanto più complicato evidenziare chiaramente e “con precisione” le correlazioni tra la malattia e le sue “singole” cause.

Quando ho iniziato a lavorare come dentista ho avuto la fortuna d'incontrare dottori che, infischiandosene di quali erano gli svilupppi moderni e teorici della medicina scientifica, e senza avere mai studiato loro stessi su testi che descrivevano le “infezioni focali”, si rifiutavano istintivamente di trattare pazienti che avessero dei “denti malati” se prima non fossero stati estratti o le osteiti curettate.
Per esempio ci fu mandato un paziente (J.N.), per il quale già era tutto pronto per la chirurgia dello stomaco, persino la data dell'intervento. Noi come dentisti dovevamo estrarre dei pezzi di radice lasciati nella mandibola. Finanche il chirurgo era disponibile ad aspettare questa bonifica dentale,
cioè concordava con la necessità di far togliere dal dentista quelle radici residue da precedenti estrazioni. Infatti secondo lui, effettuando la chirurgia dello stomaco, il pus originatosi dalla presenza nella mandibola delle radici relitte avrebbe potuto infettare le ferite conseguenti alla sua operazione.
Ma una volta fatta la rimozione delle radici il problema per cui avrebbe dovuto essere fatta la resezione dello stomaco si risolse da solo e in maniera completa nel giro di pochissimi giorni.
Il problema dello stomaco era collegato alla radice infetta che era stata lasciata nell'osso mandibolare!
Questo paziente non ebbe nessuna ricaduta di quel problema allo stomaco in un periodo di osservazione di oltre quindici anni (lo abbiamo rivisto spesso).

Grazie a questa esperienza, iniziò a crescere una consapevolezza mia intorno al fatto che molte malattie potessero essere sconfitte individuando semplici cause. In un arco di tempo molto breve, mi capitò anche di venire a conoscenza di un altro caso clinico molto simile.
N.L. aveva sofferto per 6 mesi di un' afonia (perdita di voce) considerata incurabile, nonostante fosse stato visitato e trattato da numerosi medici. Un medico di qui, che all’epoca consideravo arrogante e miope. Gli disse di venire da me per un controllo dei raggi X dentali.
Ebbene si, trovammo una piccola radice spezzata lasciata nell'osso da una precedente estrazione. Sinceramente, devo confessare, mi rivolsi più o meno in questi termini al collega medico sopracitato: “E ora dovrei credere quindi che questa insignificante radice è la causa del disturbo cronico che non riesci a medicare?”

Ma invece lo era proprio! Anche se non mi era sembrato possibile e ragionevole. Il giorno dopo l'estrazione di quella radice al paziente tornò una voce normale e non ha mai visto quel problema ripresentarsi, nonostante in quell'occasione nessuno per sei mesi aveva potuto liberarlo da una condizione molto grave.
Un antico proverbio dice “l’uomo è l’unico animale che inciampa due volte sulla stessa pietra”. Da quel giorno in poi, ho provato ad essere più cauto con questo genere di osservazioni.

Ci sono stati numerosi casi di successo clinici che ho ottenuto in collaborazione con altri dottori. Un eccellente libro è stato scritto in collaborazione con il Dott.re Blanch. E ci sono state collaborazioni anche con diversi dottori di altre città, come i Dottori Baguna, Bernat, Benito, Batallar, Brunet, Borras, Bataller Jr. e molti altri. Per questa ragione il medico che presenta i casi clinici in questo libro non si riferisce a sè “stesso” (ho deciso…suggerisco…) ma a “noi” (abbiamo scoperto…abbiamo ottenuto…).
È impossibile per me in quest'opera non menzionare l'importante collaborazione che posso vantare con il famoso neurologo Jacinto Reventos dell’ospitale di San Paolo, specificatamente della Clinica Plato. Vorrei esprimere la mia più cara gratitudine e sincero apprezzamento al Dott.re Reventos e agli altri colleghi sopra nominati per la loro cordiale collaborazione.
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[font=Comic Sans MS]Cito una piccola parte anche in inglese:[/font]

Around the beginning of the twentieth century there lived in Barcelona a certain Doctor Badia who became quite well known as a result of his often "rare and comical" diagnoses and therapies. One particular incident was a favorite of those who talked about him. A man suffering from serious gastric problems, accompanied by his brother, visited Doctor Badia. Once the patient had told his story, Doctor Badia asked him, "Please repeat it once more”. Being in a bad mood, which is typical of persons suffering from gastric illnesses, the patient reluctantly told the story all over again; no sooner had he finished when the doctor asked him to repeat it once again. With this the patient lost his temper and shouted at the doctor, "I came here for you to heal me, and not for you to make fun of me!" Doctor Badia replied, "My friend, your troubles will be over if you shave your mustache...”
And thus the visit ended. The patient left the office uttering insults and vulgarities that need not be repeated here. The patient's brother, to whom we are indebted for this story, for he was a personal witness to it all, gradually convinced the patient to get rid of his proud mustache, styled "a la Dali", as was popular at the time. Curiously enough, within several days, the patient was cured.
Of course it might have been the power of suggestion. But no, the diagnosis and medical history, as well as the recommended therapy, were purely scientific. Just "how" and "why", Doctor Badia explained later. it turns out that the patient, while speaking, often wetted his lips with his tongue, which made contact with his mustache in the process. Having an "acute clinical eye", the doctor noticed that the mustache was dyed. Obviously it was the poisonous dye which entered the patient's body through his tongue, that was causing his severe gastropathy.
This example is enough to demonstrate, as thousands of others surely do, how difficult it can often be to locate the cause and origin of a chronic ailment for which the most complicated analyses offer no assistance. It is for this reason that most treatments become merely symptomatic and are unable to bring about a cure.

We are here to witness that it is precisely in the area of the head and mouth that we find the most incredible correlation between an illness (especially chronic illnesses) and its "remote" cause. For a better understanding, we shall present each case with x-rays for illustration, so that the reader may rapidly and without undue study, discern these incredible correlations.
In recent years, research has helped shed some light on these medical problems, thus helping to clear up various personal opinions and "Subjective" scientific research on the matter. But the practicing doctor, forced to fight against ignorance, is confronted daily with the dilemma of "Who is right?".
Distressed, the doctor ends up prescribing therapies that often do more harm than good. Approximately forty years of working with diagnosis and therapy of interference fields and focal points, and thousands of case histories, has enabled us to recognize the wide ranging effects of interference fields, to determine what exactly constitutes an interference field, and to learn what to expect if it is properly eliminated.
Using in this book a series of x-rays, photographs, and corresponding clinical histories (without, in most cases, taking into detailed account previous examinations), we will show the findings, diagnoses, prognoses, and therapies of case studies in which one or more interference fields were either the cause or catalyst of an illness or else the "fertile ground" from which an illness later sprang.
Our experiences and observations, not only with local patients but also with those from other countries, have made us acutely aware of the incredible ignorance concerning interference fields, especially when dealing with the area of the mouth or the head.
From the beginning, our work in Spain was easier than it might have been in other, shall we say, highly technological countries. Due to the way of life and the biological rhythms of the rural population, we were able to observe the so-called "solitary focus". With multiple interference fields, especially those created artificially, it is often difficult to describe clearly and "cleanly" the correlations between an illness and its cause.

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