Arnold Ehret Italia

Qui puoi scrivere le storie di successo solo inerenti alla cura dei denti e della bonifica dentale come viene intesa dagli utenti di questo forum.

Moderatori: luciano, O.P.T

#75954
Salve a tutti,
ho la panoramica della mia compagna, che ha diversi amalgami e denti devitalizzati, nonché i denti del giudizio estratti molti anni fa.
Il sospetto e' che ci potrebbe essere qualche focus che le sta dando problemi (non dico quali per non influenzare eventuali risposte). :D

Leggendo il forum ricordo che qualcuno di voi dei più esperti in problemi dentali si e' spesso offerto di dare una occhiata a panoramiche per un parere: c'è qualcuno di voi in ascolto che ha voglia di darci un'occhiata?
La immagine la trovate QUI
Occhio che e' un po' ingombrante e non la ho ridimensionata.

Grazie! :D
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By ricky66
#75957
i meridiani di tiroide stomaco-pancreas sono pesantemente colpiti dalla diffusa osteite sul 45 e devitale+cavitazione su 34-36
oltre a 4 sedi dei giudizio apparentemente osteonecrotici, che già da soli possono portare qualunque problema di natura metabolica e circolatoria, sopra si vede male, direi evidenti focus sui devitali 25-26 che martellano gli stessi meridiani di prima... . e il sito estrattivo (?) del 15 sembra infetto...
volendo approfondire il discorso, vista la opt con molte potenziali sedi focali, oltre a un test kinesiologico/eav utile fare una 3D
#75958
[font=Arial]aaahh, finalmente arriviamo al punto centrale, grazie a questa domanda di Mauro!!
Proprio ieri stavo traducendo dall'inglese il manuale di neuralterapia di Peter J. Dosch, un'opera imponente, tra le prime tre nel suo genere (forse anche sul gradino più alto del podio), che contrariamente ai libri di Huneke è stata tradotta in inglese.
Quello che ti scrivo qui viene direttamente dalla penna e dal pensiero del Dr. Dosch.

Mauro, se voi volete fare il minimo indispensabile, dovete fare un buon esame della mappa denti organi concentrandovi sui sintomi di cui volete liberarvi (il contrario di come è posta la tua domanda, che recita: "non vi dico il sintomo, indovinatelo voi..., o meglio indovinate il focus dentale più attivo e pesante: cavitazione o denti devitalizzati? o paradontosi? - paradontosi e denti del giudizio che fanno cadere i capelli.....").

Stiamo parlando della seguente differenza. Se scegliete di andare dal dott. Munro Hall, questa è la strada di bonificare a priori tutti i denti devitalizzati e tutte le cavitazioni, valutare con il test di vitalità se ci sono denti morti, indagare le paradontosi, palpare con la pressione del dito tutte le possibili osteiti e anche i denti, capire perché c'è paradontosi in alto a sinistra... e così via.

Dal famoso testo di Peter J. Dosch che ora vado a presentare risulterà che la persona interessata deve raccontare per filo e per segno tutto quello che è successo dal dentista. Questo dev'essere intrecciato con approfondite informazioni delle vicende della salute.
Poi la persona deve dire quale dei due approcci vuole seguire: (1.) se FARE TUTTA LA BONIFICA COMPLETA, a priori, la persona vuole solo sapere che non avrà mai più campi di disturbo in futuro.
E qui ci potrebbero essere due difficoltà o imprevisti: il primo si verifica se un campo di disturbo non guarisce nonostante il miglior sforzo possibile. Cioè nonostante un curettaggio giusto e l'uso di neuralterapia e la giusta alimentazione, la necrosi continua a diventare focale a distanza di anni, facendo ripresentare un certo sintomo (devo ammettere che questa ipotesi è un bel po' improbabile!! Ma la elenchiamo per precisione).
La seconda difficoltà potrebbe essere che uno non riesce a individuare tutti i focus dentali, ma questa anche diventa improbabile, soprattutto se la persona interessata ha fatto un bell'elenco delle varie situazioni che si sono presentate dal dentista, estrazioni fatte male e reazioni evidenti, correlazioni con la salute, etc.

(2.) Fare la BONIFICA del minimo o del minimissimo INDISPENSABILE, quindi un'analisi che parte dal sintomo che si sviluppa solo sul piccolo invisibile sentiero del minimo indispensabile o dello STRETTISSIMO NECESSARIO per liberarsi di qualcosa. Ma questo può avvenire solo appunto se ci sono delle motivazioni e si deve partire da lì.
Questo sentiero invisibile uno lo trova solo addosso al sintomo, che deve essere enunciato bene.

Vediamo dunque la mia traduzione (a te posso mandare l'intero Ebook in inglese, 680 pagine.).[/font] [font=Symbol]Manuale di Neuralterapia secondo Huneke. di Peter J. Dosch[/font].
    Nel 1944 mi fu devitalizzato il canino superiore destro, che però dovette essere estratto varie settimane dopo. Solo che al momento dell'estrazione il seno mascellare si rivelò anch'esso cariato, ed un pezzo venne via con il dente. Una fistola si creò tra la cavità buccale e il seno mascellare, che si chiuse solo molto ma molto lentamente e formò un granuloma. Un anno dopo soffrii di una sinusite acuta e attacchi forti di febbre. La situazione rientrò dopo quaranta irrigazioni e ulteriore chirurgia del seno mascellare. Negli anni seguenti si svilupparono mal di testa del lato destro, accompagnati da nevralgia sopraorbitale, che gradualmente nel tempo si trasformò in gravi attacchi di emicrania.
    A questo punto come prima cosa provammo a fare delle iniezioni di procaina nella vena antecubitale destra e sotto lo scalpo, ma non ottennero sollievo. Invece dopo alcune iniezioni nella zona sensibile del nervo sopraorbitale destro la nevralgia e gli attacchi di emicrania scomparvero. Da segnalare inoltre che molti anni dopo quel problema al dente sull'arcata superiore destra, come un fulmine a ciel sereno, capitò che accusassi all'occhio destro il distaccamento della retina. Gli specialisti dell'ospedale clinica universitaria di Monaco mi salvarono l'occhio in quell'episodio acuto. Ma ovviamente di cause nemmeno a parlarne. Nessuno volle accettare la mia vecchia storia che i cinesi chiamino il canino il dente dell'occhio, e proprio la avevo avuto la devitalizzazione con arsenico, il granuloma e la necrosi. Peccato che non vogliano proprio saperne niente di queste correlazioni!
    La situazione attuale è che il nervo sopraorbitale destro ora annuncia la sua condizione i giorni dopo un consumo eccessivo di alcol, indicando a mio modo di vedere che il fegato sovraccaricato può diventare un anello debole della catena. Con un pò di neuralterapia locale la situazione del nervo senza esitazione ritorna alla normalità. Stesso discorso a seguito di un raffreddore, oppure di un affaticamento fisico eccessivo o di un affaticamento mentale: compaiono lievi sintomi del nervo che possono essere messi a tacere da qualche millilitro di procaina iniettata localmente.
    Questo mi da' la dimostrazione pratica che un punto di iperalgesia come quello a me noto, può essere irritato a distanza o (1.) da un organo in una zona del corpo molto più bassa, com'è appunto il fegato, o (2.) da un raffreddore, oppure infine (3.) dal sistema nervoso centrale quando sotto carico eccessivo, e a me pare che questo punto di iperalgesia diventi il segnale che l'intero sistema di regolazione sia arrivato ai suoi limiti di carico. ”
[font=Arial]Dunque Dosch considerò quel nervo intossicato dalla cavitazione e finì per interessarsi molto al tema delle necrosi ossee. Vediamo:[/font]
    Nel mio caso si potrebbe pensare che l'arsenico usato per la devitalizzazione della polpa dentale del mio dente canino abbia potuto raggiungere l'osso circostante dove ha causato necrosi.
    L'identificazione dell'osteite residua e la sua valutazione radiografica non è sempre facile e richiede un notevole livello d'esperienza. Comunque è stato dimostrato che un terzo delle osteiti residue che furono poi confermate istologicamente non avevano modo di essere identificate dalla radiografia dentale.
    Le variazioni osservabili sulla lastra non erano definite da cambiamenti evidenti e netti della struttura ossea, bensì da cambi sfocati. La mucosa locale potrebbe assumere una discolorazione livida e l'osso potrebbe avere una caratteristica sensibilità sotto pressione.
    Se l'osteite ha finito per riguardare finanche la parte superficiale dell'osso (la corticale), è possibile finanche una facile penetrazione nell'osso molle sottostante della punta di un ago di quelli usati per l'anestesia locale.
    In questi casi non si può esitare troppo a lungo prima di decidere di bonificare l'area chirurgicamente. Nell'intervento il lembo gengivale viene sollevato e il tessuto necrotico molliccio viene curettato via fino al punto in cui incontriamo osso sano.
    Facendo questo intervento molto spesso ci si trova davanti ad un'area affetta che è molto più vasta di quello che uno si poteva immaginare dalla radiografia.
    Hopfer ha riscontrato osteite residua in più di un quarto dei suoi pazienti. Un'ampia percentuale di queste osteiti potettero essere messe in relazioni con disturbi a distanza.

    Il lavoro clinico fatto da Sollmann sullo spazio retromolare ha portato ulteriori evidenze a carico dei cambiamenti sclerotici dell'osso e dei loro effetti a distanza.
    Sempre più spesso viene riconosciuto da vari autori l'importante ruolo delle osteiti post-estrazione come campo d'interferenza. In altri tempi, la capacità di difesa del paziente era ancora sufficientemente integra da consentire normalmente alle gengive di guarire autonomamente dopo un'estrazione dentale. Al giorno d'oggi, l'inquinamento ambientale e la tossiemia interna sembrano aver sostanzialmente ridotto questa capacità di difesa. Questa condizione è peggiorata dall'uso abituale di profilassi antibiotiche. È questo uno dei fattori che contribuiscono alla situazione attuale, con circa la metà dei pazienti che presenta forme di osteite residua, una condizione estremamente difficile da diagnosticare e che può diventare facilmente un nuovo campo d'interferenza.

    Sono queste condizioni d'infiammazione cronica negli ossi della mascella e della mandibola, che possono presentarsi dopo l'estrazione di denti devitalizzati o attorno a residui apicali o a corpi estranei.
[font=Arial]Nello scritto di Peter J. Dosch ovviamente troviamo anche casi clinici eclatanti e di grande significato, vediamo.[/font]
    “Tutti i medici che lavorano o hanno lavorato in centri benessere spa chiedono ai loro pazienti un’attenta valutazione dei denti e dei foci orali prima d’iniziare la cura, perché sanno per esperienza che le cure termali possono essere completamente vanificate dalla presenza anche di un solo focus dentale.
    Il sollievo che la bonifica dei focus dentali fornisce al sistema neurovegetativo è così imponente che spesso da solo può essere sufficiente a produrre una guarigione.
    E se pensate che le certificazioni che uno chiede ai dentisti, a volte in forma scritta, servano a qualcosa in questa ricerca dei focus vi sbagliate di grosso. Quante volte i pazienti avevano riferito l'opinione dei loro dentisti che la bocca fosse sana o perfetta. Nella maggior parte dei casi i dentisti pensavano che una valutazione visiva della bocca fosse sufficiente. Ma nemmeno quando avevano la radiografia dentale completa e scrivevano che non ci fossero assolutamente granulomi dentari, queste loro valutazioni erano nella stragrande maggioranza dei casi assolutamente prive di qualsiasi valore.
    In tal senso alla clinica per malattie circolatorie di Bad Nauheim è stato effettuato un lavoro molto interessante. Sono stati seguiti 3.000 pazienti ai quali era stato raccomandata la bonifica di foci dentali: era stato detto loro che l’assenza di infezioni die denti era la condizione imprescindibile per essere ammessi alle cure e lo stato di salute doveva essere attestato dal dentista. Tutti presentarono questo certificato. Però poi i dottori della clinica trovarono ben 5.508 focus dentali che erano in relazione con i loro disturbi cronici, che il dentista non era stato in grado di segnalare. Ignorare l’effetto focale delle infiammazioni dentali diventa un ostacolo insormontabile in qualsiasi tentativo terapeutico.
    La situazione diventa estremamente chiara quando ci troviamo davanti al dialogo tra il re assiro Asarhaddon e il suo medico Aradna (tavolette che risalgono all'incirca al 680 a.C.). Siamo a Khalakh, la città capitale situata tra Nineveh e Assur. Il re assiro è vittima di gravi sofferenze per poliartrite ed è “consumato da febbri che infiammano le ossa”. Aradna testimonia l'esistenza di una rigorosa scienza dei campi di disturbo. Al suo signore propone questa idea: “Colui che soffre di infiammazioni di mani, piedi o testa, deve il peggioramento del suo stato di salute alle infezioni dentali. Il mio signore deve permettere che gli estraiamo i denti compromessi, perché sono questi che alimentano lo stato infiammatorio nel corpo. Con l'estrazione i dolori spariranno immediatamente e ci sarà la possibilità di riguadagnare buone condizioni di salute generale”. Ecco avete visto cosa sapevano già 2500 anni fa? Non c'è nemmeno bisogno di commentare. Spiegazione perfetta!

    Una volta ebbi in cura un collega dottore che soffriva di angina pectoris. Lo rivoltai da capo a piedi, ma tutti i miei tentativi terapeutici non portarono ad alcun miglioramento. Visto l'insuccesso raccomandai che iniziasse un training autogeno. Sospettai che potesse esserci una causa psicologica. Dopo di me, si rivolse anche a Ferdinand Huneke. Huneke aveva ben presente tutti i tentativi fatti da me con la neuralterapia. Esaminò a fondo i denti e sospettò un dente del giudizio con carenza di spazio. Fulminante fu sia l'intuitiva certezza di Huneke che fosse quella la causa, così come lo fu la guarigione dopo aver bonificato quel dente.
    Nelle mie statistiche questo paziente sarebbe comparso alla voce “insuccesso” della neuralterapia, ma nel libro di Huneke è diventato una cura completa e lo ritroviamo dalla parte dei successi.

    L.W., un 35enne guidatore di camion di Kirchseeon venne da me nel corso del 1973. con un problema che tutti i medici, inclusi gli specialisti di svariate cliniche per malattie croniche degli occhi, avevano diagnosticato come iridociclite bilaterale cronica ricorrente e retinopatia iridociclitica centrale.
    Nessuno dei trattamenti, inclusi cortisone e tonsillectomia, avevano apportato un qualche sollievo degno di nota. Ritiratagli la fregheremo tutti i vostri soldi e incalzato da cecità totale imminente, il paziente aveva iniziato a studiare il Braille e a aveva già presso di sè a casa un cane per ciechi con il quale iniziare a familiarizzare. Il test di resistività cutanea rivelò un campo d'interferenza in corrispondenza del primo molare superiore destro. Ma nemmeno la sua estrazione apportò alcun risultato favorevole. Un'ulteriore indagine rivelò una zona di discolorazione rossa sull'arcata inferiore destra. Si trattava di un dente del giudizio incluso, il 48. Fu necessaria anche la rimozione del dente accanto, il 47. Dopo queste due estrazioni dentali le condizioni del paziente migliorarono in modo incredibile. Due mesi dopo si formò un ascesso sul sito di estrazione 47-48 e fu necessario drenarlo. Ne risultò una grossa quantità di pus. La ferita guarì molto lentamente e richiese da parte nostra tutte le terapie naturali di supporto che potevamo trovare. Il peggioramento dell'area con ascesso era stato accompagnato da una forte infiammazione degli occhi. Ma risolto quello osservammo una guarigione definitiva della patologia. Dopo ripetute e dettagliate visite specialistiche, il camionista poté tornare al proprio lavoro originario di guidatore di autoveicoli. Abbiamo monitorato il paziente per 11 anni ormai e non ci sono state ricadute. Dunque oggi possiamo dare il nome esatto alla sua “malattia”: uveite e irite cronica dovute ad un campo di disturbo creato dal un dente del giudizio.

    Ovviamente nei casi in cui si renda necessaria la bonifica dentale, bisogna ricordarsi che la procedura migliore è l'estrazione seguita dal curettaggio di focus ostetici apicali.

    Una parola andrebbe spesa anche sulle sinusiti, perché il 75% delle sinusiti croniche hanno un'origine odontogena. Sinusiti che poi diventano esse stesse campi di disturbo e sovraccarichi per i tessuti linfatici, che diventano a loro volta capaci di sovraccaricare la funzione delle tonsille, che a loro volta diventano campi di disturbo secondari o terziari loro stessi.

    In caso di dolori alla laringe, i raggi X che evidenziano la presenza di denti del giudizio nell'arcata inferiore possono dare la spiegazione illuminante.

    Fu l'operato dello stomatologo spagnolo Adler che portò la mia attenzione sul contributo decisivo che possono dare come campo di disturbo non solo i denti del giudizio inclusi ma anche denti del giudizio sani senza inclusione. Il fatto è che comparendo sul ramo mandibolare nella parte ascendente, essi spesso esercitano una pressione (e quindi irritazione) sul canale mandibolare.
    Quasi tutti i denti del giudizio, anche quelli che hanno raggiunto un allineamento accettabile presentano tasche marginali profonde a partire dalle quali parte un'irritazione batterica cronica e infiammatoria che raggiunge le tonsille e le ghiandole linfatiche cervicali.
    Perciò questi denti diventano campi d'interferenza così spesso che sarebbe più appropriato come nome quello di “denti della disgrazia”.

    Anche i dolori alle orecchie possono essere causati dai denti. Non solo dai denti del giudizio, ma anche da malattie dei secondi molari superiori o, nell'arcata inferiore, del primo e del secondo molare.


Conclusione: Non è possibile indovinare che piega hanno preso gli sforzi del sistema di regolazione. Certamente in alcuni casi uno può pensare di sapere come agiscono i campi di disturbo (che però per definizione non agiscono sempre nello stesso modo), o almeno uno può pensare di poter intuire quale campo di disturbo possa essere più pesante di altri.
Quindi Mauro ti ringrazio per la domanda. Tu ci poni davanti una panoramica dentale con così tanti focus dentali, attivi o latenti solo il neuralterapeuta col test della procaina apposito lo sa, e ci chiedi di indovinare quale è attivo e quale agisce su un sintomo X, per interesse scientifico dell'esperimento del trovare il focus attivo fondamentale non enunciando il sintomo principale.

Dosch scrive sui possibili campi di disturbo:
    Teeth: For a proper evaluation, a complete set of dental radiographs is indispensable, preferably accompanied by vitality tests. Any devitalized tooth or dental granuloma can be an interference field, even if completely asymptomatic. Any root resections, dental fistulas, gingival pouches, pivot teeth, residual roots, cysts, displaced teeth, teeth that hurt occasionally, gingivitis, stomatitis? Were wisdom teeth surgically removed?

    If the body's reactive condition is unfavorable, and particularly where we are confronted with a “regulatory paralysis, it is always desirable to have the teeth thoroughly treated and any possible dental interference field removed, since we know that testing of the teeth fails in 30– 50% of all cases.

    No neural therapist should ever omit palpating extraction scars, the zone above the dental roots, and the mucosal sulcus for pressure-sensitive areas. All changes found must be injected in a single session. If palpation of the jaw bone produces localized pain and the local lymph glands are palpable, we have to suspect an odontogenic interference field. In addition, the x-ray picture and vitality tests made by a dentist, together with the electric focal test, are the means available to us for finding the correct injection sites. This is also an appropriate place to remind ourselves that interference fields can be due to the use of several types of metal in the mouth (see p. 91). Difficult as it may be to identify any suspect tooth, the test itself is simple enough.


    Summary of Possible Odontogenic Foci and Interference Fields
    • vital teeth with decreased vitality or root absorptions;
    • vital teeth with chronic pulpitis or gangrene of the pulp (protein breakdown products);
    • all devitalized teeth with completely or incompletely filled root-canal, damage due to root-canal filling material;
    • teeth with various forms of parodontopathies, such as gingivitis, periodontal pockets etc.;
    • tilted teeth, impacted teeth (particularly in the area of the wisdom teeth);
    • retained or partially retained teeth in the jawbone (dentitio difficilis); also displaced teeth;
    • teeth with apical or inter-radicular changes, such as osteitis, periapical foci, granuloma etc.;
    • teeth with interdental osteolysis due to insufficiently compacted fillings or crown margins;
    • displaced or fractured teeth;
    • sclerosing or osteolytic residual osteitis;
    • foreign body inclusions, submucously or in the spongy substance of the bone (for example, exstirpation needles, amalgam, cement etc., retrograde amalgam fillings, root remains), and all implants;
    • apicocetomy or relapse after apicocetomy;
    • osteitis around root of deciduous tooth, remains of deciduous tooth, tooth germs;
    • radicular or/and follicular cysts;
    • jaw fractures, bone and soft tissue lesions, fistulas;
    • interference currents due to the use of different metals (amalgam, gold, metal implant material); threshold up to 100 millivolt and 2 nanoampere;
    • odontogenic maxillary sinusitis, chronically inflamed tonsils.

    Let's also talk about the rarefying osteitis that need not necessarily show on radiography but can still be more dangerous to a patient's health than the sealed-off granuloma encapsulated in connective tissue. Unfortunately, teeth with apical granulomas and devitalized teeth do not exhaust this subject. Remote neural disturbances can also be caused by inflammatory changes near the roots of teeth, which barely show on radiographs, by osteomyelitic foci, by displaced teeth, by teeth used as buttresses for bridgework and therefore subjected to excessive stress, and by radicular, paradental, or follicular cysts. In cysts there is a constant decomposition of protein.

    Gingivitis, stomatitis, and parodontoses also interest us in this context. Pathological alveolar and gingival pockets,
    particularly those producing secretion, also deserve attention as sources of chronic irritation, as do any inflammatory conditions around dental crowns or projecting fillings. Even a stomatitis that occurred years ago and left no visible changes can have left behind a latent interference field that may become active at a later date by some second insult (trigger factor) to the system. Residual osteitis deserves special mention (i.e., alveolar osteitis, primary chronic osteomyelitis).
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By acerra99
#75959
Il dente in alto a destra in fondo, cosiddetto 17 (che ha una grossa amalgama), ha una importante infiammazione all'apice che riguarda l'osso. Questa è sintomatica, infatti ha causato un ritiro dell'osso e paradontopatia. Controllate per favore le correlazioni con organi a distanza di questo dente.

Inoltre il dente 26, penultimo in alto a sinistra, è devitalizzato e pesca nel seno mascellare. Quindi statisticamente potrebbe essere un focus attivo e rilevante. Pero' il 27 ha un'amalgama, che va rimossa prima di estrarre il 26.

Tutte le estrazioni dentali fatte in passato non vanno bene, in particolare chissà che bolla di vuoto si troverà sul 35-36, ma questo è banalissimo appurarlo con uno degli ultimi due CAVITAT rimasti in Europa, appunto quello del Dr. Munro Hall.
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By sandrod
#75960
Ciao Mauro,

ma la tua compagna come la pensa su questa cosa dei denti?
Te lo chiedo perchè la mia, che ha una situazione simile (se non peggio, amalgami a parte), al momento non ne vuol sentir parlare ... :(

sandro
#75978
Grazie a tutti per le risposte! :-D
Sembra proprio un bel casino!
Dopo aver visto tutte le estrazioni, gli amalgami e i devitalizzati ero sicuro che ci fosse qualcosa di poco simpatico.

Lorenzo, posta pure materiale di supporto, sperando di poterlo poi raccogliere in un nuovo sito un domani.

Vorrei precisare che non ho chiesto di indovinare i sintomi, l'idea era solo di ottenere un parere su eventuali zone sospette. In un secondo momento (ora) possiamo provare a collegare le due cose.
Per fortuna al momento non ci sono sintomi preoccupanti ma solo fastidiosi, ecco un elenco:

- stanchezza cronica
- scarsa concentrazione
- insonnia
- piccole fitte occasionali in zona ovaie e sotto l'ascella sinistra
- piccole fitte occasionali al petto nella parte sx

Per Sandro: lei ha già fatto qualche lavoro (la panoramica non e' aggiornata) ma limitato a sostituzione di amalgami con composito (una proprio sul 27 indicato da Lorenzo).

Per la cronaca gli amalgami rimosse erano su 14, 16, 27, 34, 36.

Abbiamo mandato la panoramica anche a Capoferri, con cui lei ha parlato al telefono ricevendone una buona impressione, ma a lui non e' sembrato di vedere alcun granuloma o infezioni ossee, cosa che quando ho riguardato io la panoramica in questi giorni mi suonava strana.

Infatti, come indicato da Ricky e Lorenzo, le infezioni ci sono e basta schiacciare i siti infetti con due dita per causare dolore (metodo empirico suggerito da Munro-Hall nel suo sito).

Lei non vorrebbe andare da Munro-Hall per difficoltà con la lingua. Inoltre Munro-Hall ha un approccio "tutto o niente": ti propone un pacchetto di cure secondo lui necessarie "prendere o lasciare". Qui ho idea che ci vorrebbe un mutuo! 8O
Inoltre sarei costretto a portarla li' e riprenderla in macchina ogni volta perche' per arrivare la' non ci sono altri mezzi.

Dobbiamo valutare il da farsi: il problema e' trovare qualcuno che possa fare le bonifiche in modo graduale per dilazionare i costi e vedere via via i risultati.

Ho letto poco fa sul sito di Munro-Hall che secondo lui non tutte le cavitazioni vanno curate ma che bisogna decidere individualmente in base alle dimensioni della cavitazione e ai sintomi accusati, il che e' un pochino rassicurante.

Sembra di capire che per vedere meglio l'entità di ogni infezione lo strumento migliore sarebbe la Cavitat: cerchiamo di informarci. So che Munro-Hall la fa qui vicino per £300 completa. Vedremo.

Grazie ancora per i contributi: se avete ulteriori idee postate pure! :)
#75979
la prima domanda da porsi è se far estrarre solo il 26, oppure far estrarre il 26 insieme al 25.
Siccome è una decisione da non prendere a cuor leggero si potrebbe pensare di fare una Cone Beam. Ronchi ti da' il CD della Cone Beam e anche gli screen shot dei punti critici se glieli chiedi di farteli. Ma a dire il vero molti che sono in contatto con me hanno imparato a smanettare nella propria Cone Beam da soli.

Certo, qualcuno ti potrebbe dire: se togli il 26 devi togliere anche il 25, perche' quest'ultimo impedirebbe la guarigione della focalità del 26.
Il Dr. Carpenter dice che un sito di estrazione affianco ad un dente devitalizzato viene colonizzato dalla popolazione anaerobica che abita nel dente devitalizzato. www.youtube.com/watch?v=CDqZj1npJ1I

Sebbene Capoferri abbia letto e abbia ricevuto da me ogni tipo di materiale, e mi diceva anche che si sarebbe andato ad informare da un noto chirurgo suo ex-compagno di studi, per ora non posso consigliarlo per le cavitazioni.

Potreste far fare anche delle prove di vitalità sui denti senza cure canalari? Non è escluso che qualcuno abbia mollato senza dare nell'occhio. Quando uno fa un'indagine neurofocale bisogna sempre seguire questa procedura.
Naturalmente quando ti troveranno il dente morto ti proporranno all'istante la cura canalare.

Il fatto che ometta di discutere altri possibili focus non significa che li sminuisco o che voglia accorciare la lista. Parliamo di 18-28-38-48- 46 (cavitazioni?) -- il da me sospettato 17 -- i devitalizzati frontali 34 - 42 -45, mai menzionati ne' da me, ne' da Ricky66. I grossi amalgami ancora presenti su 47 e 16. Dicci un po' su quali cavitazioni o denti la pressione delle dita crea dolore? O meglio un disagio che non esiste nelle zone asintomatiche?

Per quanto riguarda i test di vitalità, ce ne sono che si basano su principi diversi.

Mi sto per andare ad informare su una macchinetta laser per verificare la vitalità dentale che usano qui in Germania. Ma tu chiedi al dentista di fare anche due tipi diversi di test su ciascun dente.

I test di vitalità sono legati alla sensibilità del dente e della zona pulpare. Si effettuano tramite:

Test termici: il dentista lo effettua, solitamente, con uno o più di queste sostanze: clouro d'etile, guttaperca riscaldata, il ghiaccio, la neve di biossido di carbonio e il dicloro difluorometano.

Semplicemente uno di noi fai-da-te puo' mettere un pò di brina del freezer dietro e poi davanti ai denti interessati e vedere se sono sensibili (quindi vivi).

Test elettrici: li fa il dentista per valutare la sensibilità tranite una piccola e mirata scossa elettrica..

Danno falsi positivi. Il dente non è compromesso ma questi test segnalano lo stesso insensibilità. Sono poco attendibili, nel senso che in caso di insensibilità, possono esserci delle condizioni come traumi o altro, appena subiti.. Quindi è meglio ripeterli nel tempo in caso d'insensibilità allo stimolo.

Ma in caso di sensibilità il test dovrebbe essere attendibile al 99%

P.S.: il 26 si vede benissimo già dalla panoramica dentale che è infetto. (da mettere im relazione con--> Insonnia ).
>>> - piccole fitte occasionali in zona ovaie e sotto l'ascella sinistra --> 28 e 38?
Le altre domande presentate in questo messaggio rimangono aperte. Purtroppo senza Cavitat la diagnosi neurofocale è un andare a tentativi.
#76007
Grazie ancora Lorenzo,
Abbiamo purtroppo capito che in quei denti ci sono problemi rilevanti e bisogna fare qualcosa.

Ora ho qualche altra domanda se posso:

Mi sembra di capire che la cosa migliore e' fare una Cavitat per prima cosa per saperne di piu' (o la Cone Beam? Non ricordo la differenza tra le due e quale sarebbe consigliabile? Entrambe o basta solo una delle due?).

Il dolore alla pressione lo abbiamo provato sui punti piu' facili da raggiungere in basso a sx e a dx sui 35-36-45-46. Non ci vuole molta pressione per far venire il dolore.

Non ho capito bene cosa ci rivela il test di sensibilita': se un dente risulta vivo al test e' da considerarsi una cosa positiva o negativa?
#76009
il cavitat basta. se no fai la 3d cone beam. l'una o l'altro.
direi che in qualunque circostanza un dente VIVO è sempre da preferire... :lol:
a volte muoiono senza essere mai stati toccati da un dentista, lper cause varie, la più comune è l'adiacenza a cavitazioni o devitali infetti ... e/o blocco del meridiano enegetico corrisondente (es. l'asportazione della cistifellea può far ammalare un canino..) con conseguente perdita di vitalità, oppure traumi al viso... shock emozionali ingestibili...
#76014
Grazie Ricky,
a proposito, so che non sei un dentista ma che ti occupi di terapie diciamo "di supporto", anche se non ricordo di cosa esattamente e dovrei spulciarlo sul forum.

Se ti va potresti mandarmi una email in privato tramite il mio account MSN (usa il pulsante apposito sotto il messaggio)?
Mi servirebbe sapere cosa fai e in quale citta' stai per valutare se puo' essere praticabile farti una visita appunto per eventuali terapie di supporto a quella dentistica.
Grazie. :)
#76041
ricky66 ha scritto:tu stai a milton keynes? ma per carità, restai lì, e vai da munro.... :lol: :wink:


Io ci sono gia' andato, ma la mia compagna e' restia ad avere a che fare con gli inglesi. :wink:
#76060
ricky66 ha scritto:presto detto , io lavoro in provincia di cuneo, sono un dottore chiropratico con indirizzo kinesiologico, bioenergetico e quant'altro serva di volta in volta...


Grazie, tengo a mente anche se purtroppo la zona di Cuneo non e' esattamente ideale...

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