Arnold Ehret Italia

Specifico sulla transizione, per chiedere suggerimenti, chiarire punti del libro a riguardo, descrivere sintomi comparsi all'inizio o durante e tutto quanto può essere utile per fare la transizione senza sforzi considerevoli

Moderatore: luciano

#77483
...avevo appena "raccontato" a due amiche celiache (e non solo "celiache", ma con altre abbastanza serie patologie) che i farinacei fanno male, tutti, glutine o senza glutine. Ho "insistito" affinché leggessero da questo sito gli articoli, il forum...che male sentirmi rispondere che "loro" devono stare attente a fare le cose "a casaccio". Ho recepito il colpo e pensato "ma può essere che piaccia sentirsi in qualche modo "diversi" perché "malati"? Sono tuttora senza parole per la delusione, amareggiata, voler il bene e non essere compresi sarebbe il minimo, qui vengono
chiuse porte in faccia, senza nemmeno informarsi se chi ti consiglia sta blaterando o meno...
Il ginecologo ha detto a mia madre che il suo utero è grande quanto una pera, ed è normale, anzi, forse è nata così. Lei ci ha creduto. Io? Beh. Voi che dite? Ma non mi sta a sentire, la benedetta dieta mediterranea!
poi leggo il tuo articolo e voilà.....gluten free mi raccomando! (che me l'ero già chiesto, ma perché 'sto gluten free ovunque!?)
Valli
#79020
Gli effetti che hanno su di me i cereali sono legati innanzitutto alla dipendenza, forse più di altri fatico a dire Basta quando inizio e so che devo trattarli a distanza o comunque raramente.
Se i cereali integrali fossero più "nobili", questo effetto non dovrebbe comparire: invece il Click è il medesimo, fatico a smettere di mangiarli, fossero anche crackers banalissimi.
In transizione possono rappresentare un aiuto...nel mio caso spesso mi hanno fatto deviare dal percorso principale più di quanto avrei voluto.
#79680
Penso che la dipendenza dai cereali sia fortemente mentale: abbandonarli significa abbandonare l'idea che siano necessari.
Al lato pratico sono riuscita a toglierli sostituendoli -fisicamente E mentalmente- con altro.
Per esempio il riso nella mia mente è la quinoa, il farro soffiato è la quinoa soffiata, la pizza è la farinata, il pane sono le patate al forno (quando non riesco a prepararle le compro in gastronomia), la focaccia sono le patatine fritte (sgarro occasionale) ecc ecc.
È un lavoro mentale oltre che di adattamento fisiologico del corpo che su di me ha funzionato.
Buon lavoro menti ehretiste! :)
#79701
valina ha scritto:Penso che la dipendenza dai cereali sia fortemente mentale: abbandonarli significa abbandonare l'idea che siano necessari.

Io invece sto arrivando ad una conclusione molto diversa, almeno per me!
Nel mio caso la dipendenza da cereali si sta rivelando fortemente fisiologica mentre la componente mentale sembra incidere molto poco.
Ho passato praticamente tutta la vita con il 'bisogno' di cereali, in modo particolare (e in ordine decrescente) pane, pasta e riso. Il pane soprattutto, in tutte le sue forme (pane, pizza, grissini, crackers, tarallucci etc) è sempre stato per me l'alimento principale, verso il quale ho sempre avuto un'attrazione praticamente irresistibile al punto di mangiarlo anche con la pasta o perfino con le banane: non mi sentivo mai soddisfatto se non c'era del pane ad accompagnare il pasto.
E' stata una vera e propria 'dipendenza' accompagnata da 'voglie' pazzesche di farinacei. Parlo di un periodo lunghissimo, di più di cinquant'anni!
La 'voglia' di farinacei è sempre stata un chiodo fisso nella mia testa e anch'io pensavo che la componente mentale fosse la più importante, includendo in questa anche lo stress che la faceva aumentare in modo esponenziale.
Negli ultimi otto mesi la situazione mi sembra completamente ribaltata ed è, devo dirlo, sorprendente anche per me: niente più 'attacchi' di voglia di pane, letteralmente spariti! 8O

Cosa ho fatto per arrivare qui in così poco tempo, soprattutto confrontandolo con i 58 anni precedenti?

1 - bonifica dentale (questo ormai lo sanno anche i muri della sala server che ospita il forum :) )
E' stata la svolta, l'inizio dell'uscita dal tunnel. Le infezioni collegate a denti devitalizzati e cavitazioni, e gli amalgami che ho avuto in bocca per decenni si sono rivelati i veri nemici di ogni tentativo di far funzionare bene il mio intestino. E di tentativi ne ho fatti veramente tanti alla ricerca di una soluzione. Mi viene quasi da ridere a pensare alla sofferenza dovuta alla privazione da farinacei che tutte le diete che ho provato a fare mi portavano!
Nei giorni successivi all'ultimo intervento di bonifica mi sono reso conto che qualcosa era cambiato nel funzionamento dell'intestino e l'ho scritto in questo post durante la cronaca della bonifica.

2 - pulizia/digiuno
Dopo la bonifica ho iniziato un percorso di pulizia che è culminato con un digiuno (a succhi) lungo un mese. Nello stesso periodo ho fatto per cinque volte la pulizia del fegato secondo il metodo di Hulda Clark (il fegato ringrazia).
Per aiutare la pulizia durante il digiuno ho fatto anche un idrocolon ed al termine del digiuno ho provato il lavabudella:) consigliato da Riccardo.
Ho sempre pensato che il digiuno fosse 'centrale' nel SDGDSM, come spesso affermato da Ehret stesso nei suoi libri e ne ho conferma ogni volta che ne faccio anche uno anche di soli due giorni.

3 - integrazioni/transizione
Sia durante la bonifica, sia durante i primi mesi successivi ho assunto molto magnesio che mi ha sicuramente aiutato a combattere infezioni ed infiammazioni.
Negli ultimi tre mesi ho leggermente modificato la mia dieta di transizione, per capire per bene le reazioni del mio intestino, vista la disbiosi galoppante che lo aveva afflitto nei 55 anni precedenti!
Infatti il mio primo ricordo di problemi intestinale risale a quando avevo 4 anni.
Allora, per verificare alcune teorie ho introdotto un piccola quantità di grassi animali, cercando di utilizzare i meno dannosi: tuorlo d'uovo e burro chiarificato
Questo per compensare anche alcune carenze di vitamine (in particolare D e K2) rilevate da Riccardo con i suoi test kiniesologici.
Oltre a questo ho assunto un pò di olio di fegato di merluzzo (tramite ovuli softgel), ma devo dire non in modo regolare.
So che non sono cibi 'ehretisti' ma occorre anche capire qual'è il punto di partenza!
La disbiosi si alimenta con i cibi sbagliati. I batteri 'cattivi' presenti nella flora intestinale si alimentano con il cibo che riteniamo sbagliato e nel mio caso sono/erano i farinacei, cereali in primo luogo.
Continuando a usare questo cibo non facciamo altro che mantenere ben viva la flora intestinale sbagliata.
Non apportare le sostanze corrette non permette ai batteri 'buoni' di crescere, perchè i vegetali odierni non contengono a sufficenza alcune sostanze fondamentali.
Dopo quasi tre mesi di modifica della mia dieta di transizione, posso dire di aver completamente eliminato pane/pizza/grissini/pasta/riso dalla mia alimentazione senza alcuna 'voglia' residua e la mia salute continua a migliorare.
Perdo lentamente peso senza alcuna fatica e senza fare movimento fisico che ho in programma di riprendere a fare a breve.
Energia, umore, voglia di fare sono veramente al massimo, per non parlare di serenità ed emozioni.
A ben vedere questa è sempre una transizione, utilizzando una integrazione il meno dannosa possibile (tuorlo e non albume, crudo, bio dalle mie amiche galline, burro chiarificato, cioè solo grasso senza lattosio e caseina)
E in piccola quantità: 1 tuorlo al giorno e 20/30 grammi di burro al giorno.
Per il resto frutta e verdura di stagione. Anche qui in modica quantità.
Non mi sento più affamato, non mi viene più in mente di mangiare qualcosa anche sotto stress, è grandioso.

Spero di non fare una cosa sbagliata raccontando questo sul forum, ma confido di arrivare al risultato che tutti qui ci siamo posti: solo frutta e verdura a foglia verde.
Comunque non potevo non condividere questi risultati con voi e ringrazio Valina che senza volere mi ha dato l'occasione per parlarne.

In conclusione e coerentemente con il titolo del topic: ne con glutine ne senza glutine, i cereali vanno eliminati per poter ottenere il risultato di riequilibrare correttamente la flora intestinale.

ps: ho cominciato a scrivere questo post due giorni fa e intanto Valina ha messo la sua foto! Stanno aumentando le facce, trovo che sia molto bello poter associare un viso ai nostri post!
#79714
Si, la componente fisica può esistere eccome.
Anche per me è stato così: un cibo "grilletto"appena entravo in contatto con i farinacei....scattava un Click.
Tanti anni di abbuffate e solo di questo cibo (farinacei e anche un pò zucchero bianco), piiù lo mangiavo e più il corpo aveva bisogno di quella "sostanza".

Oggi non è così nel senso che se vado a mangiare una pizza mi fermo.
L' indomani mattina il mio corpo però tenderebbe a chiedermene ancora, anche appena sveglia, un richiamo forte.
Non mi accade mai, in nessuna altra mattina, sogno al massimo una fetta di anguria.

E allora mi chiedo: quale chimica interviene nel mio corpo a contatto con questo cibo ad attivarne in modo così gigantesco la dipendenza?
Ed ecco perchè nei Centri di recupero per Problemi Alimentari le ricadute sono così frequenti: si vogliono far mangiare questi cibi a forza, perchè bisogna mangiare di tutto
Si vuole trasformare un Alcolista in un Bevitore Sociale.
Forti dubbi possa accadere.

Con questo non voglio dire che ciò accada a tutti, ma sicuramente la dipendenza chimica accade in molti.

Riguardo alla tua esperienza, grazie Sandro per averci condiviso la trasformazione che hai vissuto in questi Mesi e i tuoi nuovi cibi.
Tienici informato. Stimo molto la Tua Forza
#79715
swami863 ha scritto:E allora mi chiedo: quale chimica interviene nel mio corpo a contatto con questo cibo ad attivarne in modo così gigantesco la dipendenza?

si chiama disbiosi intestinale: alterazione degli enzimi e della flora batterica autoctona intestinale.
Il discorso sulla flora batterica intestinale è molto complicato. Semplificando al massimo, ci sono quelli buoni e quelli cattivi. La disbiosi non è nient'altro che l'alterazione di questo equilibrio a favore di quelli cattivi. Se prendono il sopravvento 'chiedono' il loro cibo ideale. La richiesta è un segnale chimico: siamo un insieme di reazioni chimiche e segnali elettrici, in che altro modo i batteri possono trasmetterci la loro richiesta?
Mi rendo conto di aver semplificato tanto, ma la base è questa.
Poi chi è più ferrato di me sulla materia (Lorenzo e Riccardo, ma anche altri utenti del forum ne sanno molto) ci potrà spiegare meglio il funzionamento della flora intestinale.

Nel tuo caso sembra ci sia un equilibrio 'precario' se al mattino, dopo una pizza la sera prima, senti la richiesta. Se la flora intestinale fosse più equilibrata non la sentiresti!

Grazie per gli apprezzamenti, però non è un discorso di forza, non deve esserlo, deve diventare una condizione naturale da ottenere senza sforzi 'mentali' che genererebbero delle sensazioni di 'privazione' (come succede nella maggior parte delle diete).
#79716
Certo Sandro, nel tempo si arriva alla voglia di salute come ad una condizione naturale., ma in sottofondo ad accompagnare il percorso sento anche una Forza, una Perseveranza (dimostrata da molti qui) che è un grande aiuto nel gestire passaggi critici, momenti di stasi o apparente regressione.

Saper gestire le Emozioni, prendere decisioni, saper cambiare (come stai facendo tu) merita un sincero battito di mani :P
#79717
...e concludo pensando che la mia stima per Ehret è davvero enorme: con una semplicità che adoro, non diede magari definizioni, come facciamo ora noi (Chron, Disbiosi ecc....) ma all' Intestino e al suo funzionamento dedicò tutto il suo lavoro.
All' epoca i suoi pazienti non mangiavano pizza e focacce, ma dovevano ssere piuttosto malconci anche loro evidentemente

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