Arnold Ehret Italia

Specifico sulla transizione, per chiedere suggerimenti, chiarire punti del libro a riguardo, descrivere sintomi comparsi all'inizio o durante e tutto quanto può essere utile per fare la transizione senza sforzi considerevoli

Moderatore: luciano

#81511
Ciao a tutti, compagni di transizione :D

Vorrei condividere una mia difficoltà.

Le mie trasgressioni con cibi molto mucosi (farinacei/dolci) sono progressivamente diminuite, a favore di trasgressioni con cibi poco mucosi (ma, rispetto al solito, assunti in maggiori quantità e non rispettando le combinazioni alimentari).

In entrambi i casi sono per lo più da sola o con il mio compagno (in trasizione ehretista pure lui).

Provo grande disagio però quando mi concedo (per varie ragioni) una trasgressione molto mucosa (di tutto e di più) in presenza di persone che sono ormai abituate a vedermi mangiare in un certo modo (verdure crude e cotte, con qualche rarissima eccezione di riso o sushi): il disagio nasce dal fatto che penso che questa mia "eccezione alla regola" disorienti comprensibilmente chi mi invita o comunque mi vede mangiare, tenuto conto anche del fatto che tali occasioni sociali non sono molto frequenti e a maggior ragione quelle rare volte potrei in effetti anche fare un eccezione (ma non sempre voglio o ne sento il bisogno).

Insomma: "ma come... oggi mangia 'normale'... perché non può farlo sempre?" oppure "ma come... oggi al ristorante mangia 'normale'.... perché a casa nostra mai?".

Disagio, quindi, all'idea di apparire non coerente, o di dimostrare così che questa mia scelta alimentare non è in fondo una cosa seria e che è tutta solo scena; disagio di non sapere come giustificare la cosa (ma so che non è necessario giustificarsi).

Ci tengo a sottolineare che nessuno mi ha mai fatto un'osservazione esplicita a tale proposito.

Il disagio è mio, so che non dovrei preoccuparmi di quello che uno pensa o non pensa, io so come stanno le cose e questo dovrebbe bastare...

...questa condivisione è il primo passo per lavorarci su.

Vi ringrazio dell'ascolto (o, meglio, lettura :D )!

:D
#81513
Liss ha scritto:Il disagio è mio, so che non dovrei preoccuparmi di quello che uno pensa o non pensa, io so come stanno le cose e questo dovrebbe bastare...

Questo è il punto, non c'è altro da fare. Temere il giudizio degli altri è una cosa che non dipende dalla dieta che uno sta seguendo, ma riguarda tutta la vita di una persona, come veste, come è pettinata, che accostamento di colori, ecc.

Liss ha scritto:Insomma: "ma come... oggi mangia 'normale'... perché non può farlo sempre?" oppure "ma come... oggi al ristorante mangia 'normale'.... perché a casa nostra mai?".

Ci tengo a sottolineare che nessuno mi ha mai fatto un'osservazione esplicita a tale proposito.


Quelli sopra sono pensieri tuoi, come precisi sotto nessuno ti ha fatto un'osservazione.

Quello che potresti fare è lasciar andare quei pensieri, e mangiare come ti pare e piace, e se qualcuno dovesse chiederti a riguardo rispondi gentilmente che oggi ti va di mangiar così. Se vuoi aggiungi anche "visto che siamo in compagnia", ridendo pure.

Ma se hai quei pensieri riguardo altri che potrebbero giudicarti, probabilmente anche tu tendi a giudicare nella tua mente il comportamento altrui.

Smettere di giudicare azioni e comportamenti di altri elimina anche il timore di essere giudicati a nostra volta. :D

Si può iniziare su questo aspetto del giudicare, iniziando a prenderne atto e evitare di giudicare quando ce ne ricordiamo.
#81515
luciano ha scritto: Ma se hai quei pensieri riguardo altri che potrebbero giudicarti, probabilmente anche tu tendi a giudicare nella tua mente il comportamento altrui.

Smettere di giudicare azioni e comportamenti di altri elimina anche il timore di essere giudicati a nostra volta. :D

Si può iniziare su questo aspetto del giudicare, iniziando a prenderne atto e evitare di giudicare quando ce ne ricordiamo.


Esatto, Luciano :D

Diciamo che per prima cosa tendo a giudicare me stessa e ad essere intransigente con me stessa e conseguentemente di certo anche con gli altri...anche se mi risulta decisamente più facile essere comprensiva nei confronti delle debolezze altrui che nei confronti delle mie...

luciano ha scritto: Quello che potresti fare è lasciar andare quei pensieri, e mangiare come ti pare e piace, e se qualcuno dovesse chiederti a riguardo rispondi gentilmente che oggi ti va di mangiar così.


Proverò senz'altro! Grazie!

:D
#81520
virtu ha scritto:Essere troppo rigidi durante la transizione e forzare i tempi può anche essere controproducente.


Sì, infatti, quando ho scoperto Ehret nel 2007 mi ci sono lanciata a capofitto, senza rispettare i tempi dettati dal mio organismo: pessima idea :( .

... ma è così che si cresce... cadendo, rialzandosi e... cambiando :-).

Piano piano (con l'aiuto del Reality Transurfing) sto superando anche quegli aspetti emozionali che ancora mi influenzano e mi limitano...
#81521
Liss ha scritto:
virtu ha scritto:Essere troppo rigidi durante la transizione e forzare i tempi può anche essere controproducente.


Sì, infatti, quando ho scoperto Ehret nel 2007 mi ci sono lanciata a capofitto, senza rispettare i tempi dettati dal mio organismo: pessima idea :( .


eheh... anche io ci sono passato, preso dall'entusiasmo della lettura. Agli inizi nel 2011, dopo solo 7 mesi, avevo limitato i cibi mucosi a solo 30 gr di pasta (prima ne mangiavo 250gr circa :| ), con molta frutta e poca verdura. e mi son ritrovato dopo un pò a rimangiare cibi mucosi in quantità maggiori di quanto ne mangiavo prima di iniziare con la transizione. E' stato un brutto colpo. Sopratutto accettare il fatto che dopo 8-9 mesi di transizione (fatta troppo di fretta, quindi male..), dovevo ripartire da zero. Adesso non ho ritmi prestabiliti, non programmo nulla nella transizione. Nessuna pressione/rigidità. Tempo al tempo. I risultati arriveranno.
#81532
[font=Georgia]Ciao Liss.

Ammettere il problema è il primo passo per risolverlo. Ricordiamoci che non sono colpe ma responsabilità e che tutte le esperienze sono funzionali alla nostra crescita. Verso la consapevolezza del nostro IO.

Liss ha scritto:Diciamo che per prima cosa tendo a giudicare me stessa e ad essere intransigente con me stessa e conseguentemente di certo anche con gli altri...

Prova a passare del giudicare all'osservare, all'inizio inciamperai nell'esprimere giudizi è più forte di noi...
...mano a mano che ti accorgi per tempo che stai giudicando, ti partirà l'osservatore sempre prima, sino a quando ti si innesca in ogni situazione.

L'osservatore è come se ti guardassi dall'esterno, a poca distanza, diciamo un metro alle tue spalle anche in altezza. Come nei sogni quando ti vedi in "azione" (mai capitato?). Si guarda e basta. All'inizio può sembrare un esercizio puerile.

Credimi che col passare del tempo ti aprirà l'orizzonte a "vedere" le situazioni come tali.

Ieri a Natale in una tavolata di parenti tolta la carne che mi genera conati di vomito, c'era un insalata verde e qualche verdura grigliata, tutto il resto muco a volontà!

Contano gli altri 364 giorni dell'anno e conta ciò che noi pensiamo di noi stessi, gli altri lascia che parlino, non ragioniam di lor ma guarda e passa...[/font]
:)
#81536
Markuseye ha scritto:L'osservatore è come se ti guardassi dall'esterno, a poca distanza, diciamo un metro alle tue spalle anche in altezza. Come nei sogni quando ti vedi in "azione" (mai capitato?). Si guarda e basta. All'inizio può sembrare un esercizio puerile.
Non suggerire pratiche proveniente da altri contesti. Non è il forum adatto, mi pare di aver già messo in chiaro questo punto.
#81578
Markuseye ha scritto:Ammettere il problema è il primo passo per risolverlo. Ricordiamoci che non sono colpe ma responsabilità e che tutte le esperienze sono funzionali alla nostra crescita. Verso la consapevolezza del nostro IO..


Markuseye ha scritto:Contano gli altri 364 giorni dell'anno e conta ciò che noi pensiamo di noi stessi, gli altri lascia che parlino, non ragioniam di lor ma guarda e passa...


Grazie Markuseye,

sto proprio cercando di lavorare in questa direzione.

Già il Natale appena trascorso è andato meglio di quello dell'anno passato :D.
#81601
Carissima!! Mi ci rivedo in quasi ogni dettaglio che descrivi!!!!!!!!! Esatte sensazioni e difficoltà spesso (non proprio attuali perchè sono a stecchetto con la dieta per la Candida) :)
Sai, oltre a riflettere sulla propria autocritica, che è la colonna portante di queste problematiche, io ho notato anche una cosa: basta rendersi conto che la maggiorparte dell'altra gente non sta lì a notare tutto quello che notiamo noi!!! :D La maggiorparte delle persone non sa distinguere verdura da legume, per fare un esempio, o peggio ancora carne e prosciutto (c'è chi pensa che non siano la stessa cosa), dunque...RILASSIAMOCI! 8) E poi appunto più diamo noi importanza alle nostre azioni più le facciamo notare agli altri.
Bisogna prepararsi ai pasti con relax e fare quello che ci si sente di fare. Nel caso in cui ci siano delle persone che sappiamo essere attenti osservatori e lo sappiamo per certo che ci "tengono d'occhio", io tendo a buttare una battuta mentre mi servo, del tipo: "Oggi sgarriamo! Speriamo di non stare troppo male!" Se si è sempre sinceri con sè stessi, non è difficile esserlo con gli altri.
Noi di regola non mangiamo determinate cose per delle motivazioni profonde. Se le abbiamo ben salde dentro di noi, non è difficile rispondere in qualsiasi situazione :wink:
#81602
Personalmente anch'io ho difficoltà a gestirmi in situazioni di convivialità soprattutto "forzata" come durante le feste di comandate o pranzi e cene di lavoro, ecc.
In queste situazioni piuttosto che soffrire la mancanza di certi"cibi" a noi non permessi, osservo la mia difficoltà ad essere sobrio col cibo, cosa che non succede quando invece mangio da solo, in tranquillità..
Forse a causa del mio passato da grande mangiatore onnivoro o forse vedere gli altri commensali barcamenarsi tra diverse portate con miscugli imbarazzanti, forse questo mi impedisce di comportarmi come vorrei davvero..evidentemente sono ancora "schiavo" di certe consuetudini normalmente accettate dai più.
E questo il mio proposito per il nuovo anno..cercare di raggiungere una consapevolezza tale per cui il cibo sia solo nutrimento e null'altro.
#81669
Grazie Stellina! :D

stellina3 ha scritto:E poi appunto più diamo noi importanza alle nostre azioni più le facciamo notare agli altri.
Bisogna prepararsi ai pasti con relax e fare quello che ci si sente di fare.

Sì, infatti, arrivare rilassata ad un pasto condiviso mi è ancora difficile, ed è vero, do troppa importanza all'evento (forse anche perché sono occasioni relativamente poco frequenti).

stellina3 ha scritto: "Oggi sgarriamo! Speriamo di non stare troppo male!"

Questa mi piace :D
#81670
Ciao Gen :D

Gen82 ha scritto:Personalmente anch'io ho difficoltà a gestirmi in situazioni di convivialità soprattutto "forzata" come durante le feste di comandate o pranzi e cene di lavoro, ecc. In queste situazioni piuttosto che soffrire la mancanza di certi"cibi" a noi non permessi, osservo la mia difficoltà ad essere sobrio col cibo, cosa che non succede quando invece mangio da solo, in tranquillità.

Da questo punto di vista io ho imparato a osare dire chiaramente quello che mangio e non mangio, per non rendere le cose troppo complicate dico che mi bastano verdure crude e/o cotte (che come contorno ci sono sempre, basta farne un po' di più, ...un po' tanto di più, da quante ne mangio :lol: ).

Gen82 ha scritto: E questo il mio proposito per il nuovo anno..cercare di raggiungere una consapevolezza tale per cui il cibo sia solo nutrimento e null'altro.

Ecco quello che ho notato su di me (purtroppo ancora troppo spesso): se sono riposata sono consapevole, serena, fiduciosa, ma non appena mi ritrovo stanca (da carenza di sonno) ecco che tutto vacilla, la stanchezza si trasforma in ansia, negatività, fame di cibi mucosi (che ancora non sempre riesco a gestire con cibi mucosi poco dannosi, con conseguente aggravamento dell'ansia e della negatività :evil: ).

Il mio proposito? Se sono stanca, e ne ho la possibilità, mi riposo... sembra molto facile, eppure mi riesce molto difficile, in particolare se c'è un momento di vuoto (invece di stendermi e chiudere un po' gli occhi, mangio per tenermi sveglia... che logica, eh? :oops: ).

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