Arnold Ehret Italia

Specifico sulla transizione, per chiedere suggerimenti, chiarire punti del libro a riguardo, descrivere sintomi comparsi all'inizio o durante e tutto quanto può essere utile per fare la transizione senza sforzi considerevoli

Moderatore: luciano

#86043
Ciao a tutti,
sono rientrata ieri da un viaggio allucinante: 2.500 km in macchina in 4 giorni, tra Italia e Francia.
Ho avuto un sacco di tempo per pensare, al cibo, soprattutto, e a come uscire da questo genere di situazioni estenuanti (senza frutta e in pieno esaurimento fisico e mentale) col minor danno possibile.

Un tempo mi sarei semplicemente fermata e avrei acchiappato un panino dal banco, pentendomi poi per il resto del viaggio.

Fortunatamente, qualche settimana prima di questa impresa titanica in auto, sono incappata in un video sul digiuno e sul sovrappeso, grazie al quale ho capito come funziona l'istinto dell'uomo davanti all'abbondanza, e come il senso di colpa dopo l'abbuffo non abbia alcuna ragion d'essere, oltre ad essere dannoso.
Vi linko il video https://www.youtube.com/watch?v=KHJTnkXH2OA che purtroppo è in francese (mi dispiace!).
Il concetto di base è che l'uomo, così come ogni altro animale, non è stato progettato per la restrizione calorica. In natura esistono due condizioni: la fame e la sazietà. Non esistono vie intermedie di nutrimento continuo a piccole dosi. Se prendiamo un animale qualsiasi, lo vediamo mangiare a sazietà nel momento in cui il cibo è disponibile, per poi smettere e dedicarsi ad altro (di solito al riposo, ma perché no, allo svago) per lungo tempo, fino al ritorno della fame acuta e alla nuova disponibilità di cibo. L'uomo ideale, frugivoro, imbattendosi in un frutteto si nutrirebbe fino alla soddisfazione, per poi ripartire nella sua esplorazione del mondo. Allo stesso modo noi, tutti noi, davanti ad un banchetto siamo tentati di partecipare. Ci avete fatto caso? Ad una festa, di fronte ad una tavola imbandita, non solo ci viene fame, ma ci cambia proprio l'umore. Diventiamo "leggeri", meno rigidi, si forma un pensiero che appare, in quel momento, meraviglioso e liberatorio: "e se sgarro, che male fa?".

Ebbene, questa reazione di fronte all'abbondanza, non è una debolezza, un'incapacità, un'inettitudine.
È un istinto, nato con noi e che ci accompagnerà per sempre.
E allora, come comportarsi nei momenti di difficoltà, che si tratti di una festa o di una sosta in Autogrill?

Per prima cosa, non sgranocchiare. In viaggio, non portatevi stuzzichini, snack (anche sani) e cibi che vi facciano compagnia per tutto il tempo. Il mangiare continuo, per noia, mantiene lo stomaco continuamente attivo, non permette l'accumulo degli enzimi digestivi (che vengono smaltiti in continuazione) e, soprattutto, non dà vera soddisfazione (ed è quindi un mangiare inutile). In macchina tenete solo acqua.

Le soste in autogrill: attendere il più possibile, mangiare nell'autogrill e buttare gli avanzi. Fate passare il lasso di tempo più lungo di cui siete capaci tra una sosta e l'altra. Ovviamente più siete stanchi e meno resisterete (le soste saranno più ravvicinate). Ma va bene, alla fine lo scopo è superare il momento nel miglior modo, alleviare la fatica e arrivare a casa sani e salvi. Alla prima tappa abbiamo fatto 1.000 km di fila e io sono riuscita a non mangiare, ma poi, andando avanti, negli ultimi tratti eravamo costretti a fermarci ogni tre ore, e così ogni tre ore ho mangiato.
Qualsiasi cosa scegliate di mangiare, nutritevi in autogrill e poi buttate l'avanzo. Sì, sì, buttare il cibo rimasto. Un avanzo rimane tale anche se ingerito. Con la differenza che invece di essere un "in più" nella spazzatura, è un eccesso nel vostro corpo, che farà fatica a liberarsene. Quindi, quando arriva il momento dello sgarro, non prolungatelo: avete ceduto comprando un pacco di biscotti? Ok, mangiate uno, due, tre, quattro biscotti (non tutto il pacco, vi prego), ma appena soddisfatti, lanciate il resto nel cestino. Come sopra: mai e poi mai portarsi in macchina cibo malsano da sgranocchiare. Fiondatelo con gioia nella spazzatura prima di rimettervi in viaggio. Qualsiasi cosa sia e in qualsiasi quantità.

La scelta del cibo babbano: leggere le etichette per smorzare l'entusiasmo. Paese che vai autogrill che trovi. In Francia ci sono pinete e aree di sosta verdi. Volendo, è possibile sgranchirsi senza entrare nemmeno nell'autogrill, evitando le tentazioni. Ma in Italia, spesso lo spazio esterno è poco, puzzolente di smog e la "passeggiata" in autogrill diventa davvero l'unica interruzione alla monotonia del viaggio. Una volta dentro, il cibo a disposizione sembra tanto, la saliva aumenta e subito il corpo "vuole" partecipare al banchetto. Ebbene, un modo fantastico per svagarsi e ridimensionare la fame è passeggiare allegramente tra gli scaffali leggendo le etichette attentamente. Non solo vi sgranchite le gambe e passate un bel momento di svago, ma vi accorgete subito che l'abbondanza è camuffata. Nella vita normale sto lontana dai supermercati e non mi prendo neanche la briga di studiare le etichette di cibi che so che non mangerò mai più (tipo biscotti al burro e cioccolato). Ma in autogrill, la faccenda si è trasformata in una piccola indagine. La varietà è apparente, tutto è fatto con gli stessi ingredienti sintetici: dal prodotto più industriale al simil prodotto regionale. Leggere le etichette fa passare la voglia di mangiare e mostra il "banchetto" per quello che è: un laboratorio di chimica.

La scelta del cibo: minimizzare il danno. Il giro di ricognizione tra gli scaffali di solito ridimensiona parecchio il ventaglio di scelta. Prima tutto era disponibile, dopo, le cose che, a livello di ingredienti, restano commestibili si contano sulle dita di una mano.
Quello che avrei potuto mangiare in Italia: vaschette di frutta già tagliata (un po' di giorni prima...), banane verdi, prosciutto di parma o san daniele (senza polifosfati: solo carne e sale), succhi o frullati di frutta pastorizzati, insalata al ristorante con qualche mozzarellina.
Quello che avrei potuto mangiare in Francia: banane verdi o mele incellophanate, vaschetta di carote a julienne e limone, omogeneizzati di verdura per bebè.
Cosa ho mangiato in realtà: nel tratto italiano, io e il mio compagno abbiamo optato per il prosciutto crudo san daniele. Ebbene sì. Cibo animale. Ho saltato a piè pari la pseudofrutta acerba, senza sapore e senza gioia. Non c'è niente che mi dia più tristezza del finto cibo sano. Piuttosto di mangiare banane acerbe o frutta depressa, salto il pasto. Il prosciutto, al contrario, pur avendo il maiale come macroingrediente, ha fatto egregiamente il suo dovere. Ha un buon sapore, non ha conservanti (leggete bene, ci può essere di tutto negli affettati, persino il glutine), dà la stessa soddisfazione di un buon panino, ma senza la pesantezza del pane. E sazia. In un momento di debolezza psicologica e fisica, una vaschetta di prosciutto è stato un compromesso ottimo. Unico lato negativo: la sete incredibile per tutto il giorno successivo. Sempre in Italia, ho trovato una sola volta una vaschetta di cocco anche questo imballato qualche giorno addietro, ma la noce di cocco regge mille volte meglio di una povera pesca. Molto soddisfacente. Ovviamente si tratta di due pause differenti: no cocco e prosciutto insieme!
Anche nel tratto francese ho saltato a piè pari la frutta insipida. Sto parlando di ieri: partenza alle 6 e 20 del mattino, prima sosta verso le 8, quarto e ultimo giorno di viaggio. Colazione in autogrill. Dopo il giro di ricognizione una scelta azzardata: muffin al cioccolato e nocciole e caffè. Ebbene sì, dopo tanti bei discorsi, la scelta è ricaduta sul cibo da banco (con qualche conservante in meno...si spera) senza controllare gli ingredienti (che tanto so essere tutti nocivi, dal primo all'ultimo). Ma testa e corpo vanno insieme. Sia io che il mio compagno eravamo prossimi all'esaurimento. Una colazione vecchio stile in quel caso ci ha svegliato e rallegrato parecchio. Sempre in Francia, all'ora di pranzo dello stesso giorno, abbiamo comprato una baguette, una vaschetta di burro e sardine sott'olio. Perché questa scelta? Perché i grassi (in questo caso il burro) limitano il picco glicemico dei carboidrati complessi (il pane). Anche questo pasto è stato una soddisfazione. La mezza baguette rimasta, così come il burro (le sardine no...sono finite) sono volate allegramente nella spazzatura. Questo tipo di cibo, a tre ore dall'arrivo, ci ha dato lo sprint finale.

Una volta a casa è partito il digiuno. Mentre scrivo, sono in digiuno a secco da 22 ore. Perché a secco? Perché non ho molto tempo. Sono in mezzo ad un trasloco e ho bisogno di ripartire con forza molto presto. Un digiuno a secco è più intenso: in un paio di giorni ripulisco le scorie e riprendo la mia amata dieta frugivora.

E questo è tutto. Mi piacerebbe tanto sapere come vi comportate voi in viaggio. Cosa scegliete di mangiare e come.
Per mettere in piedi un vero manuale di sopravvivenza, da mettere in atto in situazioni di stress e mancanza di cibo adeguato.

Grazie per aver letto questo interminabile post,
un abbraccio

Pandora
#86044
Mah! Secondo me un bel frigo da camper(o auto) risolveva tutto...scusa tu parli di resistere.. di sgarri,di debolezze...ma io un pezzo di prosciutto , il burro o le sardine ...nemmeno sotto tortura le mangerei e mi farebbero stare male fisicamente..
Questo è il mio parere poi...vedi tu
#86045
Ciao Faniarte,
certamente, un frigo da camper... Ci sto pensando.

Quando sono partita avevo la borsa frigo piena di frutta, che è stata sbranata dai miei tre bambini. Hanno mangiato tutto loro e io e il mio compagno, come sempre, abbiamo dato loro la precedenza.

Dopo 1.000 km di strada, in una sola notte, abbiamo passato la giornata successiva dormendo. Al momento di ripartire, senza bambini stavolta, avevamo nuova frutta con noi, che però è finita molto presto. In autostrada fruttivendoli non ne ho trovati :)

Sono contenta che tu non sappia cosa vuol dire essere stanchi e avere fame. Deduco che tu avresti resistito 2.500 km senza mangiare, oppure avresti allungato il viaggio, uscendo per paesini alla ricerca di un banchetto di frutta. Dico bene?
Beh, sei il mio mito allora! :)
#86047
Pandora ha scritto:Il concetto di base è che l'uomo, così come ogni altro animale, non è stato progettato per la restrizione calorica. In natura esistono due condizioni: la fame e la sazietà. Non esistono vie intermedie di nutrimento continuo a piccole dosi. Se prendiamo un animale qualsiasi, lo vediamo mangiare a sazietà nel momento in cui il cibo è disponibile, per poi smettere e dedicarsi ad altro (di solito al riposo, ma perché no, allo svago) per lungo tempo, fino al ritorno della fame acuta e alla nuova disponibilità di cibo. L'uomo ideale, frugivoro, imbattendosi in un frutteto si nutrirebbe fino alla soddisfazione, per poi ripartire nella sua esplorazione del mondo. Allo stesso modo noi, tutti noi, davanti ad un banchetto siamo tentati di partecipare.
Personalmente, tutti questi generi di teorie le considero credenze. Da tempo ho imparato a fregarmene e a fare i miei propri postulati. L'essere umano non è solo animale.

Quando faccio lunghi viaggi, d'estate soprattutto, carico casse di frutta, meloni angurie, pesche ecc. prese dai contadini. Dove trovo bio ok, altrimenti da coltivazione integrata. E assaggio prima di comprare, se sa di poco, passo oltre e cerco altri. Fa parte della preparazione del viaggio.

Spesso viaggio con una mia amica, abbiamo la stessa visione riguardo a cosa comprare, e non sgarriamo, negli autogrill siamo "invisibili", entriamo, andiamo direttamente ai servizi e usciamo, tutto in pochi minuti, passando come ombre fra le persone ammassate che sembrano ipnotizzate mentre decidono quale panino prendere fra Ischia, Ulisse, Positano, Ghiotto, Panchito, Apollo, Rustichella, Icaro, Rimini, Camogli, Capri, ecc.. E senti il bambino ormai sotto l'influsso del marketing, che ha già imparato a memoria tutti i nomi, che chiede il suo preferito: "Mamma, a me l'Icaro!"

Quando troviamo aree picnic in autostrada nel verde (ci sono anche in Italia), ci fermiamo a un tavolo e ci mettiamo a mangiare, tiriamo fuori il coltello e ci facciamo tutte le fette che vogliamo. Se non ci sono aree verdi, quando vediamo piccoli paesi nel verde usciamo dall'autostrada e ci fermiamo in un prato o bosco che ci piace. Non è difficile trovare appena fuori posti che ci ispirano. E il tempo che "perdiamo" uscendo dall'autostrada ci ritempra, e arrivare un'ora dopo non pesa. Oltretutto la vibrazione generata dai "babbani" negli autogrill è veramente bassa.

Anche se i cosiddetti scienziati dicono che in natura esistono solo la fame e la sazietà, come esseri spirituali siamo in grado di creare le nostre condizioni, e il corpo ci segue.

Riguardo al prosciutto, il maiale porta in sé anche aspetti del mondo sottile, e di sicuro quello dell'autogrill proviene da allevamenti intensivi, quindi antibiotici e altri farmaci, fonte di ulteriore sofferenza, che entra a far parte del pacchetto incluso nel prosciutto, oltre alla quantità enorme di sale, che per l'appunto genera anche sete.

E viaggiamo leggeri e soddisfatti. :D
#86048
Ciao Luciano,
Grazie per la risposta esaustiva.

A proposito del prosciutto: avevo messo in conto farmaci e antibiotici, ma non avevo pensato agli aspetti sottili.
So perfettamente che in autogrill non esiste niente di neanche lontanamente bio, e la mia esperienza non voleva essere un esempio da seguire, ma, piuttosto un invito a condividere la propria condotta in caso estremo, che è appunto quello in cui mi sono trovata.

Ok portarsi la frutta, che senz'altro elimina il problema a monte, ma in caso di assenza di risorse e molta fame, voi cosa scegliete?

Riformulo la questione: siete in mezzo al nulla, affamati, senza frutta, con solo un autogrill a disposizione. Che mangiate?

Qual è, a vostro avviso, il male minore?
#86050
Non posso fare a meno di riaprire i libri di Ehret.

A proposito del prosciutto:
Sistema di guarigione della dieta senza muco, pag. 15
La mia prima osservazione fu che i vegetariani non erano molto più sani di chi mangiava carne, molti sembravano malaticci e pallidi.


Digiuno Razionale, pag. 13
La massa degli aderenti al vegetarianismo continua a "riempirsi gioiosamente di muco". In contrapposizione a questo si può dire soltanto che i veleni (così chiamati da loro) come la carne, l'alcool, il caffè ed il tabacco sono a lungo termine relativamente inoffensivi, FINCHÉ CONSUMATI CON MODERAZIONE.

Il maiuscolo è nel testo originale.

Sistema di guarigione della dieta senza muco, pag. 98
Un'altra regola molto importante, quando si mangia per guarire, è la semplicità, in altre parole non mischiare troppi generi diversi di alimenti durante un pasto.


A proposito del pane e burro:
Sistema di guarigione della dieta senza muco, pag. 99
I grassi di ogni genere, compreso il burro ordinario, sono innaturali e quindi non dovrebbero essere consumati. Comunque, se desiderassi intensamente i grassi è meglio usare il burro d'arachide o qualche altra crema di noci sul pane.


Tornando al prosciutto, posso dire di farne un consumo moderato (prima volta in due anni...idem per il resto) e di averlo consumato con "semplicità" (completamente da solo). E per gli elementi sottili, non viene fatta menzione. Mi viene la tentazione di catalogarli sotto la categoria "credenze", ma non lo farò.

Personalmente, ho più orrore dei cereali e del loro effetto "lievitante" all'interno del corpo. Oltre alla capacità che hanno di creare dipendenza (prima di cominciare questo viaggio alimentare, sono stati la mia droga).

Per il pane e burro, forse è stato il più azzardato. Probabilmente adesso cercherei un'altra soluzione.

Tra antibiotici, conservanti e pesticidi, non so cosa scegliere.

Sinceramente, quando dico di voler intraprendere un digiuno, mi si dice di andarci piano. E quando racconto una situazione di difficoltà la risposta è frutta, frutta, frutta.
Ok, frutta. Quindi se sei stanco e hai sonno, ma devi guidare, la soluzione è accelerare lo spurgo con frutta bio? Un viaggio estenuante e forzato (mi sembra di aver detto che si tratta di un trasloco) è il momento migliore per accelere la dieta?

Non so, forse non riesco a spiegarmi io.
#86052
Il fatto che i vegetariani cerealicoli stiano peggio dei carnivori, non esclude che i secondi non stiano altrettanto male.
Hai omesso cosa dice in seguito sulla carne,
Arnold Ehret ha scritto:Per evitare mal-comprensioni da parte di astemi e vegetariani, devo dare qui alcune spiegazioni. La carne non è un alimento, ma soltanto uno stimolante che fermenta, si decompone nello stomaco. Il processo di decomposizione, tuttavia, non inizia nello stomaco, ma immediatamente dopo la macellazione. Questo è già stato dimostrato con sperimentazione su persone viventi dal Prof. Dott. S. Graham, e io completo questi dati di fatto dicendo che la carne agisce come uno stimolante proprio per mezzo di questi veleni che derivano dalla decomposizione, ed è per questo che viene erroneamente considerata un alimento rinforzante.

E a lungo termine le loro malattie saranno più gravi, come precisa Ehret nel SDGDSM:
Arnold Ehret ha scritto:Il motivo per cui un carnivoro assiduo può vivere relativamente più a lungo di un vegetariano che "mangia amido" è di facile comprensione dopo aver studiato la Lezione 5. Il primo produce meno ostruzioni solide con più piccoli quantitativi di carne rispetto all'amido del gran mangiatore, ma le malattie di cui sarà affetto in seguito saranno più gravi perché accumula più veleni, pus ed acido urico.


Mi spiace che tu non veda flessibilità. Io questo concetto vegetariani/carnivori l'ho fatto presente più di una volta, sia nel forum che in articoli sul sito. La tua "flessibilità" potrebbe apparire più una forma di lassismo, se intendi perpetuarla in un "manuale di sopravvivenza" e non specifichi che è una tua soluzione in una particolare situazione.

Riguardo a trovarsi in mezzo al nulla, è perché non si ha programmato di farsi la scorta. Non ci sono difficoltà a premunirsi, non siamo in tempo di guerra.

Noto, dal copia e incolla che fai degli estratti da Digiuno Razionale che hai il pdf. Tutti i pdf dei libri di Ehret sono stati prodotti illegalmente in violazione dei miei diritti di autore.
Dovresti procurarti le versioni cartacee, se già non le hai acquistate, per essere in onore con l'utilizzo di questo forum.

Vedi queste note:
Il sistema di guarigione della dieta senza muco

In ogni caso, non ci sono problemi se uno, visto che ha un lungo viaggio da fare e magari già stanco all'idea di mettersi in viaggio, decide di arrangiarsi alla meglio in autostrada e mangiare ogni tipo di schifezze, consapevole che lo sta facendo. L'appunto è sul pretendere (da titolo) di farne un "manuale". :mrgreen:

Pandora ha scritto:Ok, frutta. Quindi se sei stanco e hai sonno, ma devi guidare, la soluzione è accelerare lo spurgo con frutta bio? Un viaggio estenuante e forzato (mi sembra di aver detto che si tratta di un trasloco) è il momento migliore per accelerare la dieta?
Ho viaggiato spesso e in passato pranzavo e cenavo in autogrill. Ricordo la pesantezza al rimettermi in macchina. Cosa che non mi succede ora quando viaggio e mangio frutta o anche salto i pasti, mi sento leggero e sveglio. Lo "spurgo con frutta" non è una cosa così immediata che si fa sentire durante il viaggio, gli effetti manco si notano mentre il corpo digerisce senza difficoltà.
#86057
Buongiorno Luciano,

Noto, dal copia e incolla che fai degli estratti da Digiuno Razionale che hai il pdf. Tutti i pdf dei libri di Ehret sono stati prodotti illegalmente in violazione dei miei diritti di autore.
Dovresti procurarti le versioni cartacee, se già non le hai acquistate, per essere in onore con l'utilizzo di questo forum.


Non ho fatto nessun copia/incolla, ho solo trascritto fedelmente. Ti stai facendo un'opinione di me, che è completamente fuori strada.
Non solo ho Il Sistema e Il Digiuno Razionale, ma ho anche gli altri, che adesso sono già inscatolati e non ho modo di fotografare.

La tua "flessibilità" potrebbe apparire più una forma di lassismo, se intendi perpetuarla in un "manuale di sopravvivenza" e non specifichi che è una tua soluzione in una particolare situazione.


Ecco come ho aperto il primo post:
Ciao a tutti,
sono rientrata ieri da un viaggio allucinante: 2.500 km in macchina in 4 giorni, tra Italia e Francia.
Ho avuto un sacco di tempo per pensare, al cibo, soprattutto, e a come uscire da questo genere di situazioni estenuanti (senza frutta e in pieno esaurimento fisico e mentale) col minor danno possibile.


Senza frutta + esaurimento fisico e mentale + situazione estenuante, mi sembrano specificazioni chiare che si tratti di una situazione del tutto particolare.
Il tenore del post non era: "amici! ho trovato la soluzione definitiva! Tutte le volte che salite in macchina, fermatevi all'autogrill e mangiate prosciutto a volontà, tanto non vi fa niente!!!"

Per quanto riguarda il "manuale", non intendevo metterlo in piedi io, ma dare un punto di partenza, con considerazioni che ho tratto e che possono essere smentite e ribaltate, a patto che si dia un'alternativa. Che non state dando.
La condizione in mezzo all'autostrada, in un bosco, su un grattacielo o in fondo al mare, con un camion di casse di frutta a disposizione, non è una "situazione alimentare eccezionale", bensì la norma per chi vuole seguire un'alimentazione ehretista.

Riguardo a trovarsi in mezzo al nulla, è perché non si ha programmato di farsi la scorta. Non ci sono difficoltà a premunirsi, non siamo in tempo di guerra.


Sì, senz'altro. Su questo non posso che essere d'accordo. Potevo prevedere più frutta, lasciare spazio per quella, in auto, e farla durare. Ok.
Ma, per me, la questione resta interessante. Forse il viaggio in auto fuorvia, perché con un bagagliaio a disposizione, il problema può non sussistere. Ma se fosse stato un viaggio in moto? O in aereo, con scalo di 9 ore? O in treno, con cambi e valigie già pesanti?

Io mi ritrovo in situazioni di ogni tipo, senza zaino di frutta dietro.
Un paio di volte all'anno faccio viaggi di lavoro, prendo un aereo e vengo ospitata dove mi è stato prenotato l'albergo. E mangio dove chi mi ospita ha previsto di mangiare. In questo caso il danno però è minimo. O addirittura zero. Al ristorante posso scegliere, me la cavo con insalate e verdure di contorno (ebbene sì, siore e siori, io non mangio carne!). Ciò non toglie, che possano capitare situazioni diverse, in cui una strategia da adottare può tornare utile. Strategia che non deve per forza essere quella che ho adottato io, in occasione di questo singolo viaggio.

In ogni caso, non ci sono problemi se uno, visto che ha un lungo viaggio da fare e magari già stanco all'idea di mettersi in viaggio, decide di arrangiarsi alla meglio in autostrada e mangiare ogni tipo di schifezze, consapevole che lo sta facendo. L'appunto è sul pretendere (da titolo) di farne un "manuale". :mrgreen:


Sul "manuale" ho già risposto. Per quanto riguarda "il mangiare ogni tipo di schifezze", non è successo nemmeno quello. Ho messo fin dall'inizio in conto una certa dose di veleno. Ma ho fatto del mio meglio per limitarla al minimo. E per minimo intendo proprio minimo. Ho digerito in un attimo (grazie al fatto di aver consumato un solo tipo di alimento in quantità ridicole) e sono rimasta leggera. Il mio atteggiamento non è stato affatto "mi mangio quello che mi pare, tanto ormai sto sgarrando...e via a panini, dolcetti e scemenze varie". Il mio post verteva sull'esatto contrario.
Possiamo dire che di schifezze ne ho mangiate di un solo tipo (e non di ogni) in quantità irrisoria.

Comunque. Ehret non parla di pesticidi, ormoni, antibiotici e conservanti nel cibo. La nostra alimentazione attuale è diversa e libri scritti 100 anni fa, se pur validissimi ancora oggi, lasciano un margine di indagine, a noi. Era in questo gruppo che io volevo capire, confermare o smentire, quale scelta viene tollerata meglio in caso di situazione estrema.

Ovvio che, se l'argomento interessa solo me, non è un problema abbandonare questa conversazione (fino ad ora inutile). Se sono la sola, beh non ha senso che io ne scriva su di un forum.

Buona giornata

Pandora
Allegati
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#86058
..io taglio corto e rispondo solo alla tua domanda su cose mangerei se non avessi nulla e mi trovassi in autogrill: comprerei 10 arance che usano per fare la spremuta e me le mangerei, non saranno bio e sarano le più economiche in commercio ma a mali estremi estremi rimedi.
Volendo ci dovrebbe essere della frutta secca in caso (quella a guscio).
ciao
Ultima modifica di enrico82 il 6 luglio 2016, 12:56, modificato 1 volta in totale.
#86059
Pandora ha scritto:Non ho fatto nessun copia/incolla, ho solo trascritto fedelmente. Ti stai facendo un'opinione di me, che è completamente fuori strada.
Non solo ho Il Sistema e Il Digiuno Razionale, ma ho anche gli altri, che adesso sono già inscatolati e non ho modo di fotografare.
Ammetto di avere reagito con pregiudizio.

Complimenti per il riporto fedele delle citazioni dal libro, pochi hanno tale costanza di scrivere parola per parola, visto il tempo necessario.

Non è che non vengano offerte alternative. Uno può fare quello che vuole, semplicemente sommando il tutto bastava dire che hai fatto un lungo viaggio e che semplicemente hai sgarrato. Non era necessario riportare teorie della fame e della sazietà, senso di colpa ecc. a sostegno di aver mangiato cibi non consigliati dal sistema di Ehret, che appaiono essere come una giustificazione dello "sgarro".

Succede a molti di farsi poi tutta una serie di elucubrazioni mentali o meno e questo sta al singolo individuo.

Il sistema di Ehret offre i fondamenti su cosa avviene nel corpo a seconda dei cibi che uno introduca, che una volta appresi permettono di regolarsi nel caso dei cosiddetti sgarri.

Più volte ho affermato che non ci si dovrebbe attaccare etichette, ehretista, vegano, animalista, ecc. con il presupposto che uno essendo "ehretista" dovrebbe seguire religiosamente un'alimentazione di cibi "consentiti".

Riguardo ai pesticidi ecc. è consigliato di avvalersi di alimenti bio ecc. e visto che Ehret non ne parla, nella mia prefazione suggerisco questo:
"P.s. - Considerando che la frutta e la verdura di cui parla il Prof. Arnold Ehret non sono della stessa qualità di quelle che troviamo oggi nei comuni supermercati, suggeriamo, come il lettore avrà già intuito, di utilizzare il più possibile alimenti di provenienza "biologica", libera perciò di additivi chimici e dannosi.
Per ulteriori informazioni a riguardo si veda in Appendice".

Pandora ha scritto:Per quanto riguarda il "manuale", non intendevo metterlo in piedi io, ma dare un punto di partenza, con considerazioni che ho tratto e che possono essere smentite e ribaltate, a patto che si dia un'alternativa. Che non state dando.
L'alternativa da te proposta è quella di sgarrare. Non puoi aspettarti che venga data come alternativa, in un "manuale".
Il forum è pieno di soluzioni dopo i cosiddetti "sgarri", tipo digiunare e fare dei clisteri, non serve un manuale per quello, viene ovvio pensare di ricorrere a tali rimedi.

Il punto ritorna al titolo: "Viaggi in macchina, Autogrill e cibo: manuale di sopravvivenza". Chiunque leggesse il post si aspetta delle dritte in linea con il sistema e invece trova il resoconto di uno sgarro risolto poi con un digiuno. Tutto qui, non penso che ci sia altro da dire.
#86062
@enrico82 grazie mille! Quella delle arance è una soluzione geniale, a cui non avevo proprio pensato. Mi aveva sfiorato l'idea della spremuta, ma viste le macchine per spremere che hanno e il fatto che tutto il succo passa sopra la buccia, raccogliendo i pesticidi, l'avevo scartata. Quella di farsi vendere le arance intere è un'opzione ottima. Grazie ancora :D

@luciano continuiamo ad essere fuori sincrono. Mangiare qualche fetta di prosciutto non equivale a rimpinzarsi a caso, magari ingurgitando una scatola di biscotti o un panino qualsiasi di quelli da te elencati. Il topic non era come uscire da uno sgarro (ok clistere e digiuno) ma come rendere lo sgarro il meno impattante possibile. Mi sarebbe piaciuto conoscere la tua esperienza in merito, ma evidentemente questo topic non ti interessa affatto, non lo reputi utile, nemmeno lo concepisci. È più importante farmi passare per carnivora e puntarmi il dito perchè non avevo 1000 casse di frutta con me (sì faniarte, dico anche a te). Ormai su questo argomento non riusciamo proprio a parlare costruttivamente. E se il problema era nel titolo, potevi semplicemente cambiarlo.
#86063
Pandora ha scritto:@luciano continuiamo ad essere fuori sincrono. Mangiare qualche fetta di prosciutto non equivale a rimpinzarsi a caso, magari ingurgitando una scatola di biscotti o un panino qualsiasi di quelli da te elencati. Il topic non era come uscire da uno sgarro (ok clistere e digiuno) ma come rendere lo sgarro il meno impattante possibile. Mi sarebbe piaciuto conoscere la tua esperienza in merito, ma evidentemente questo topic non ti interessa affatto, non lo reputi utile, nemmeno lo concepisci. È più importante farmi passare per carnivora e puntarmi il dito perchè non avevo 1000 casse di frutta con me (sì faniarte, dico anche a te). Ormai su questo argomento non riusciamo proprio a parlare costruttivamente. E se il problema era nel titolo, potevi semplicemente cambiarlo.
Non ho mai inteso fatti passare per carnivora. Il tuo atteggiamento mi pare alquanto vittimistico.
Quando ho sgarrato, semplicemente ho digiunato il giorno dopo e mi sono fatto dei clisteri, come decine di altri utenti.

Quando non sono interessato a un post, lo leggo e non aggiungo commenti. In questo ho commentato più di quanto avrei desiderato, ne stai facendo una polemica e fai delle valutazioni tue personali che non corrispondono al mio pensiero (non ti interessa affatto, non lo reputi utile, nemmeno lo concepisci.)

Il titolo l'ho lasciato invariato ritenendo più utile che cambiarlo, rimarcando che il suggerimento non costituisce un manuale, ma una delle tante soluzione adottate dopo uno sgarro.

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