Arnold Ehret Italia

Qui si possono discutere e richiedere riferimenti del libro riguardo alla risoluzione di condizioni non ottimali di salute

Moderatore: luciano

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By luciano
#7726
Quando un bambino mangia una banana, dolce e buona, indipendentemente da immediati leggeri disturbi digestivi o meno, non può immaginare a cosa partecipa quando tiene in mano il dolce frutto e lo gusta soddisfatto.

In effetto ci ho pensato un po’ prima di aprire questo thread, l’argomento lo vedo più adatto per un articolo su medicinenon.it, ma visto che il nostro obiettivo è la perfetta salute, anche una presa di posizione etica influisce sulla salute globale dell’intero individuo, ed è questa che intendo evidenziare riguardo alle banane.

Le banane che arrivano sul mercato europeo provengono prevalentemente dall’area centro americana, dall’Ecuador e dal Brasile.

La Chiquita è prodotta in Costarica nelle piantagioni della Dole, erede della vecchia United Fruits Company, la cui storia è emblematica delle commistioni tra politica e business presenti in America Latina. Intorno a fine ‘800 in Sudamerica si stavano costruendo le prime reti ferroviarie (soprattutto in Argentina, Cile e Messico) con il conseguente arrivo di grandi capitali.

Nei paesi minori invece, dove non c’erano prospettive di sfruttamento economico, i grandi capitali non affluirono.

Nel 1898 in Costarica arrivò un signore di Boston che progettò una ferrovia da Porto Limon a San Josè, la capitale costaricana. La costruzione della via ferrata si rivelò più difficile del previsto, perché a fine ‘800 il Costarica era caratterizzato da ampi spazi ricoperti da zone paludose; gli unici luoghi asciutti, abitati dagli indigeni, erano caratterizzati dalla massiccia presenza del banano, che aveva la funzione di bonificare il terreno. Quando il signore di Boston capì questo, iniziò a piantare banani, diventando in un tempo relativamente breve il dominatore del mercato mondiale delle banane, e dopo poco fondò la United Fruits Company (UFC) che controllava politicamente tutto il centroamerica. La UFC riuscì a controllare I paesi del centroamerica ed a monopolizzare il mercato mondiale sino al 1954, quando fu coinvolta nella guerra civile guatemalteca.

È molto importante sapere che la posizione dominante della UFC non era gradita al governo statunitense che decise di dividerla in tre compagnie: Dole, Chiquita e Del Monte. Attualmente queste tre compagnie utilizzano nelle piantagioni costaricane sostanze chimiche proibite in Europa, ed a questo proposito un dato ci dovrebbe far riflettere: oggi un’alta percentuale di coloro che lavorano nelle piantagioni di banane è colpita da tumori derivanti appunto dall’utilizzo di pesticidi.

Per quanto riguarda il problema della deforestazione, in centroamerica, alcune compagnie europee, hanno abbattuto 1/3 della foresta tropicale; sempre in questo territorio ogni anno vengono disboscati 400.000 ettari di terreno. Ovviamente per attuare queste politiche di intenso sfruttamento è necessario espropriare I terreni dei contadini: in Honduras ed in Paraguay essi sono stati cacciati dalle loro terre per far posto ad una compagnia tedesca ed alla Del Monte; in Brasile capitali europei hanno finanziato il disboscamento di vaste aree amazzoniche.

La Shell e la Dow Chemical hanno sviluppato e prodotto il pesticida DBCP, che è proibito negli U.S.A. e che ha causato la sterilità nei lavoratori delle piantagioni di banane. Sono due delle tre multinazionali coinvolte nella causa intentata da 500 contadini del Costarica resi sterili dai pesticidi. La Shell e la Dow Chemical hanno bloccato il processo nel Texas per 7 anni.

Qui c'è un bel po' di documentazione:
http://www.medicinenon.it/Banane/Interv ... Reyes.html
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By aran
#7727
Grazie Luciano, mi hai fatto pensare a Cent'anni di Solitudine...
In effetti, il monopolio esercitato un po' in tutti i campi dalle grosse multinazionali è pauroso e il loro potere si sta ulteriormente rafforzando con la galoppante globalizzazione. Ciò dovrebbe far riflettere sul fatto che la gestione delle risorse in mano a gente senza scrupoli è un pericolo notevole per il futuro, sia per l'assoluta dipendenza da questo sistema che noi tutti inevitabilmente svilupperemo (o che stiamo già sviluppando) sia per i pericoli per la salute derivati dal cibo trattato chimicamente per ragioni note e meno note. Non parliamo poi delle connivenze politiche e delle protezioni di cui godono le multinazionali! L'esempio dei contadini del Costarica è solo una goccia nel mare, ma se ne potrebbero riportare altri, altrettanto agghiaccianti.
Sono d'accordo, allora, con l'idea di operare delle scelte alimentari che considerino anche la provenienza di ciò che si compra, giusto per dire no a chi ci vorrebbe tutti uguali.
By SofiaLoren
#7731
Sono stata sia in Costa Rica che Panama e Nicaragua.Da allora ho smesso di mangiare banane perchè le ho viste maturare dentro dei sacchi di plastica blù ancora attaccate alla pianta e questa cosa mi ha fatto schifo per non parlare delle donne che ho visto lavorare per metterle in quelle belle scatole di cartone che vediamo nei mercati con scritto "Chiquita"sottopagate costrette a turni massacranti..ma questo è un altro discorso...comunque non le mangerò mai più dopo avere letto questo,addirittura resi sterili dai pesticidi!!!In un insettario in Costa Rica a Monteverde ho visto il ragno delle banane che è un ragno velenosissimo ma sono convinta che questo ragno ormai sarà estinto...
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By Francesco
#7733
semplicemente mangiamo le banane biologiche che sono sane buone e risolviamo il problema. Poi, chi pratica la violenza di qualsiasi natura essa sia se la vedrà con Dio.
Ciao
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By Tyler
#7738
SofiaLoren ha scritto:Sono stata sia in Costa Rica che Panama e Nicaragua.Da allora ho smesso di mangiare banane perchè le ho viste maturare dentro dei sacchi di plastica blù ancora attaccate alla pianta e questa cosa mi ha fatto schifo per non parlare delle donne che ho visto lavorare per metterle in quelle belle scatole di cartone che vediamo nei mercati con scritto "Chiquita"sottopagate costrette a turni massacranti...

Io ho visto la stessa identica cosa in SudAfrica...ed è uno spettacolo davvero molto molto triste, assicuro...
Grazie Luciano per i tuoi preziosi riferimenti. Io vado dicendo queste cose da tempo e cerco sempre di sensibilizzare su tale argomento le persone che conosco sulla base di cio' che avevo letto in diversi libri o che avevo visto con i miei occhi. Ma avere qualche articolo da far leggere direttamente a loro è tutta un altra cosa...GRAZIE!!
un abbraccio...
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By arca
#7745
Le banane non mi hanno mai attirato, per cui non mi è un grosso problema continuare a non usarle, anzi non lo è affatto.

Però ho avuto la conferma del ruolo della Del Monte di cui già sapevo circa altre situazioni e che avevo già bannata dalla mia lista fornitori.

Poiché non sono in accordo con i comportamenti anti-competitivi della Cina e sull'uso di torture e metodi di coercizione, oltre la Del Monte, la Cina stessa (e quindi il 99,99% dei prodotti provenienti dalla Cina) è già da anni nella black list fornitori nella mia famiglia. Non mi interessa che prezzi favorevoli abbiano quei prodotti: semplicemente non li compro; non voglio essere complice di comportamenti contro la vita.
Adesso abbiamo altri nomi -Dole, Chiquita- (di cui già avevo visto qualcosa, ma non tanto) da aggiungere alla mia black list; bene, bene :twisted:
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By luciano
#7746
arca ha scritto:Però ho avuto la conferma del ruolo della Del Monte di cui già sapevo circa altre situazioni e che avevo già bannata dalla mia lista fornitori.


Attento però a non bannare quella sbagliata! :wink:
A parte che a bannarle tutte e due magari non si sbaglia comunque, in ogni caso posto per chiarezza.

Fresh Del Monte Produce
Altra compagnia americana, con base in Florida, e guidata da Mohammad Abu-Ghazaleh originario degli Emirati Arabi Uniti, la Fresh Del Monte (da non confondere con la Del Monte Kenya controllata dalla Cirio di Cragnotti) commercializza frutta fresca ed in special modo banane 61% ed ananas 36% del fatturato. ha 14,600 dipendenti nel mondo. Dal 1995 in avanti ha avuto molte vicissitudini azionarie, divisa in tre settori merceologici: la frutta inscatolata fu venduta ad Investment Funds, l'international fu venduta alla sudafricana Royal Food e il settore frutta fresca fu venduto a Polly Peck.
Da quest'ultima nasce Del Monte Fresh Produce venduta al gruppo messicano Geam di Cabal e successivamente al gruppo IAT della famiglia Abu-Ghazaleh. Questo gruppo possiede anche in Cile, uno dei maggiori esportatori di frutta fresca Utc. Le sue acquisizioni e joint venture sono avvenute in Brasile, Messico, Cile e in Indonesia. Il suo fatturato è cresciuto nel 1999 a 4,200 milioni di dollari
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By arca
#7750
Certo che si, precisazioni corrette e necessarie. :wink:
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By mauropud
#7763
Ragazzi, va bene la storia dell'etica, pero' ad essere coerenti, usando principi etici non dovremmo comprare nessun prodotto che proviene dai grossi produttori/importatori, perche' sappiamo benissimo come sfruttano i lavoratori (senza parlare poi dei pesticidi!). 8O
E questo non vale solo per prodotti che vengono dalla Cina, ma anche quelli che vengono da TUTTI i paesi "occidentali" (e qui mi fermo perche' il discorso sarebbe lungo e OT). :evil:
I prodotti delle multinazionali finiscono un po' in tutti i punti vendita e a volte sapere da dove viene la merce non e' semplice.
In pratica, per motivi etici e/o di salute, l'unica cosa sarebbe avere un bell'orto e coltivare le nostre cose, o avere un bel contadino vicino di casa che coltiva come una volta e ci vende la roba al dettaglio! :D
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By Tyler
#7768
Io per non sbagliare ho bannato qualunque multinazionale alimentare...compro solo dai poveri Cristi locali... :D
Col tempo spero di riuscire (e ci riuscirò) a bannare tutte le multinazionali di qualunque cosa si occupino...sarà impossibile??? :(
baci...
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By Giacomo97x
#18441
Interessante davvero! Io ho un piccolo giardino a casa di mia nonna e sto pensando seriamente di farci un piccolissimo orticello, almeno sarò sicuro di ciò che metterò tra i denti!

E d'ora in poi solo frutta da contadini
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By luciano
#18444
Giacomo97x ha scritto:E d'ora in poi solo frutta da contadini
Tieni presente che la maggior parte dei contadini sono periodicamente visitati dai rappresentanti di multinazionali che producono diserbanti e concimi chimici e spiegano a loro come possono produrre frutta e verdura in maggior quantità e di bell'aspetto, senza mostrare il rovescio della medaglia.

E a molti non gliene frega niente.
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By Giacomo97x
#18464
Quindi che si fa? Si va per la frutta biologica?
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