Gazpacho

gazpacho ingredientiIn queste calde giornate estive, un pasto fresco liquido è l’ideale. Una buona dose di vitamine e minerali a basso costo e naturale ce la offre il gazpacho (si pronuncia gazpàcio), una ricetta spagnola, dell’Andalusia, una terra dove la saggezza della Natura non è ancora stata persa del tutto.

L’idea di farmi il gazpacho mi è venuta dopo averne bevuto un po’ confezionato di buona qualità, senza additivi, coloranti e conservanti, anche se sicuramente pastorizzato, riposto nei reparti refrigerati di un supermercato, insieme al latte fresco. Ho pensato che facendolo io con verdure davvero fresche sarebbe stato ancora più buono, ed è davvero così.

La ricetta è semplicissima e puoi fare tutto con il tuo estrattore, di qualunque marca sia. Io ne ho diversi, li ho per fare dei test, e le ricette sono riuscite con tutti. Ho iniziato questa sera alle dieci e si fa davvero tutto in un quarto d’ora, una volta preparate le verdure. Di certo ci ho messo di più a scrivere questo articolo.

Se non hai l’estrattore puoi usare un frullatore, ma fallo in due volte, altrimenti rischi di far girare a vuoto le lame del frullatore e le verdure rimangono pressate nella campana di vetro e devi fermarti, spingerle giù, fermarti di nuovo ecc. diventa uno stress non più un piacere. Le quantità che propongo sono per ricavare circa due litri di gazpacho.

Ingredienti:

  • 2 kg di pomodori maturi
  • 2 peperoni verdi o rossi, o gialli (100 gr. in totale). Nella ricetta originale, solo verdi.
  • 1 o 2 cetrioli (125 gr.)
  • da 1 a 3 spicchi d’aglio – secondo i gusti
  • mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva (50 ml o meno)
  • 2 pizzichi di sale
  • allungare con acqua a piacere
  • E NIENT’ALTRO

gazpacho frullatoPuoi usare anche il minipimer, ma questo aggiunge anche aria a ogni cosa che trita quindi la consistenza sarà più pastosa.

Quando hai frullato tutto passa attraverso un colino girando con un cucchiaio o qualunque cosa che possa andar bene. Dato che i pomodori non vanno pelati, come pure gli spicchi d’aglio, le bucce e i semi non tritati rimarranno nel colino e si avrà un gazpacho anche di bell’aspetto.

Chi avesse il problema del colino di metallo che ossida, (cosa che comunque ritengo irrilevante avendo ormai in casa nostra la nube radioattiva di Fukushima che gira per la cucina) può usare un colino di plastica.

gazpacho passatoChi avesse anche, o solo, il problema del colino di plastica, non esistendo ancora dei colini BPA free, allora è meglio che salti il gradino del filtraggio con i colini, di metallo o di plastica. Potrebbe ancora tentare con un colino di bambù, ma anche lì, il bambù se non ben lavato e asciugato, potrebbero esserci delle muffe…

Chi avesse il problema delle solanacee, non potrà godersi questo gustoso gazpacho. Pomodori e peperoni sono solanacee, e qualcuno ha messo in giro la voce che queste verdure sono tossiche perché appartengono alla famiglia delle solanacee e ritenendole solo per questa ragione tossiche e basandosi solo sul fatto che, per esempio, la belladonna è un allucinogeno della famiglia delle solanacee, ha creato il luogo comune che “tutte le solanacee sono tossiche!”

Salvo poi farsi di bacche di Goji, l’antiossidante ultrapotente, non sapendo che le tanto decantate bacche sono anch’esse delle solanacee!

I macrobiotici dovranno prendere le giuste distanze dal gazpacho, dato che tali verdure, oltre che essere solanacee, sono anche troppo yin e quindi niente gazpacho per i macrobiotici.

Se invece mangi di tutto, e nemmeno sai che i metalli si ossidano e che le plastiche rilasciano microparticelle questa è l’occasione per mangiare qualcosa di sano.

Il gazpacho è buono freddo, quindi una volta fatto va messo in frigo fino a raggiungere la temperatura “fresca da frigo” tanto per intenderci, non chiedermi i gradi, che non lo so quanti dovrebbero essere.

In effetti i succhi vegetali, e il gazpacho è una mistura di succhi, si ossidano rapidamente, quindi un’alternativa sarebbe quella di mettere gli ingredienti in frigo e poi fare il gazpacho con le verdure già fredde e consumarlo subito.

L’ultimo ingrediente, E NIENT’ALTRO, enfatizzato, l’ho “aggiunto” perché esiste la tendenza a fare “più buona” ogni cosa e quindi ci sono così tanti gazpachos con vari arrangiamenti, con il pan grattato, l’aceto di non so quale vino, paprica, cipolla, pane tostato, uova sode, pepe (nero, rosso, verde o rosa secondo l’ardore creativo del cuoco del giorno). Alla fine ogni cosa viene snaturata, e il risultato finale può essere qualsiasi cosa, tranne che il vero gazpacho.

Un po’ come avviene con il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco di Arnold Ehret, che è la traduzione riga per riga dell’originale, ma c’è sempre qualcuno che lo vuole migliorare, con il risultato di farlo diventare qualcos’altro che non funziona, con la speranza, vana, di ottenere maggior credito del grande Arnold Ehret. Il gazpacho lo avrebbe apprezzato.

Quella descritta in questo articolo è la ricetta originale del gazpacho, semplice come la gente dell’Andalusia dei secoli passati. Se proprio vogliamo fare uno strappo alla regola, si può aggiungere il succo di un limone, riduce di molto l’ossidazione.

Per chi fa il gazpacho con l’estrattore, l’olio lo deve aggiungere dopo nel succo e sbattere il tutto con una forchetta o una frusta per amalgamarlo. Mezzo bicchiere per due litri può andar bene, io ne metto di meno. Versarlo nell’estrattore non lo rovina di certo, ma poi ti chiederai chi mai te l’ha fatto fare, cosa che mi sono chiesto io quando poi ho dovuto lavarlo.

gazpacho in ciotolaIl gazpacho lo puoi versare in una ciotola e sorbirlo lentamente con un cucchiaio, sperando che non finisca mai perché è davvero buono, oppure in un bicchiere da una pinta, circa mezzo litro, come faccio io, e succhiarlo a poco a poco con una cannuccia. Di vetro eh, mica di plastica! Ma ho anche letto che il vetro rilascia delle particelle…

Consideralo un pasto unico e completo. Non mangiare altro insieme.

Per goderselo al massimo, è necessario mettere da parte ogni speculazione mentale sui metalli che ossidano, sulle plastiche che rilasciano particelle, sulla tossicità delle solanacee. Ci sono solanacee tossiche, se si mangiano un paio di bacche di belladonna si va fuori di testa e si vedono diavoli e tutto l’inferno di Dante, con qualcuna in più ci si lascia le penne. Ma nessuno mai è andato fuori di cotenna pur mangiando non so quanti pomodori in una sola volta.

Io uso verdure biologiche. Se vuoi usarne non biologiche, pela i cetrioli. Non so cosa ci mettono sopra per conservarli, ma di certo è qualche porcheria chimica, che per quanto approvata dal ministero della sanità, bene non fa.

E non dobbiamo dimenticare che abbiamo Fukushima in casa, ed è assurdo con le radiazioni di una bomba atomica in cucina cercare il pelo nell’uovo delle particelle infinitesimali rilasciate dalla plastica.

Ti rilevo un piccolo segreto. Oggi è possibile ottenere qualsiasi risultato scientifico con delle ricerche pilotate. Esaminando una plastica di un tipo o di un altro, è possibile trovare un elemento o due che la compongono che sono potenzialmente cancerogeni, ma prima di ritrovarsi con un cancro a causa di quel paio di elementi, è molto, davvero molto più facile che uno se lo procuri a causa delle esalazioni di una fabbrica. Guarda caso quella ricerca è pilotata da una multinazionale concorrente che ha già una nuova plastica senza quel paio di elementi sotto accusa e quindi ora la sua plastica avrà un picco elevato nelle vendite e in borsa. Fra qualche anno subirà la stessa sorte riservata al concorrente grazie a una nuova ricerca finanziata da un’altra multinazionale, e così via. Senza dubbio avremo plastiche più pulite, ma lungi dall’essere la causa predominante di malattie degenerative.

Non hai i libri di Ehret? eccoli: opera omnia di Arnold Ehret

linea orizzontale grafica

Medicinenon.it e Arnoldehret.it sono due siti di Luciano Gianazza.

Medicinenon.it è da molti anni un punto di riferimento per chi vuole liberarsi della disinformazione e poi acquisire la corretta conoscenza.

ArnoldEhret.it è il sito ufficiale degli insegnamenti di Arnold Ehret, raccolti nei suoi libri, fra i quali Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è un best seller internazionale. Arnold Ehret ha ritrovato il sentiero, di cui si era persa ogni traccia secoli fa, che porta all'alimentazione naturale dell'Uomo e alla salute perfetta in quanto ripristina la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi da tossine e veleni. In questo mondo avvelenato, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco fornisce i fondamenti per un'alimentazione e stile di vita che sono essenziali per la buona riuscita dei vari protocolli di disintossicazione.

Tutti i libri originali di Arnold Ehret sono reperibili sul sito www.arnoldehret.it | Libri

Luciano Gianazza

Dopo aver sperimentato i benefici degli insegnamenti di Ehret, ho deciso tradurre e pubblicare il suo capolavoro "Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco" per renderne possibile la lettura e la pratica al pubblico italiano. Era il dicembre 2005 e due anni dopo, nel 2007, il libro è stato riveduto e corretto e pubblicato nello stato dell'arte dalla Juppiter Consulting Publishing Co®. Nel 2013 è stata pubblicata la seconda edizione ampliata nella collana Ehretismo®. Nel frattempo l'opera di Arnold Ehret è stata completata con la traduzione e la pubblicazione degli altri suoi 5 libri. Molte persone hanno confermato con i risultati ottenuti mettendo in pratica il “Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” la validità degli insegnamenti di Ehret.