Alchimilla, Erba stella, Ventaglina-(Alchemilla vulgaris, L.)
Le foglie di quest'erba (parti commestibili), sono di una finezza e bellezza incantevole. Spuntano pieghettate, quindi si aprono proprio come un ventaglio, conservando lieve traccia delle pieghe primitive. Coi bordi ricamati da una dentellatura uniforme e perfetta, sembrano fatte per essere più ammirate che mangiate.
L'Alchemilla si trova nelle distese erbose delle zone montane (dai 600 ai 2.000 m). Per lo più è assai abbondante e occupa intere praterie. Ai tempi andati serviva in modo particolare per l'alimentazione del bestiame da latte. Una manciata di foglie secche di quest'erba, bollita nell'acqua, sostituiva egregiamente, con l'acqua stessa, l'abituale beveraggio, ricavato dalla decozione di semi oleosi che si dava ai bovini. Lo stesso latte delle mucche, che nei pascoli si erano nutrite abbondantemente di Alchemilla, dava doppia produzione di burro. La forza nutritiva di questa erba è da tenere presente nell'alimentazione umana, pur senza pretenderne identici vantaggi.
Il fiore è costituito da un rametto alto un palmo, fitto di piccole infiorescenze verdastre, quasi insignificanti. Anche questo particolare può esserci utile per identificare meglio la pianta.
* Raccogliere le foglie tenere, con l'avvertenza di non danneggiare le sommità destinate a produrre il fiore, benché sia a radice perenne e quindi con l'esistenza abbastanza assicurata.
* Le foglie tenere, sole o miste ad altre verdure, si consumano in insalata. Molto buone anche lessate o nelle minestre.
* L'infuso di foglie seccate (a questo scopo non bisogna raccoglierle troppo tenere), dà una ottima tisana in sostituzione del thè abitualmente usato; unendo qualche foglia di Menta, Edera terrestre o di Nepetella, si ottiene un buon digestivo; se all'Alchemilla uniamo un pizzico di fiori di Primula, otteniamo un calmante che favorisce il sonno.
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