Le richieste di informazioni sulla soia che mi arrivano tramite sito e forum
sono innumerevoli, spesso anche da persone convinte che la soia faccia bene per
una cosa o un'altra, e ci rimangono male quando dico che io non mangio prodotti
a base di soia e non ne consiglio il consumo ad altri.
Purtroppo la disinformazione spinta dall'industria della soia fa molte vittime
perché vengono attribuite alla soia molte buone qualità che in realtà non possiede e
che vengono poi descritte con tale incredibile noncuranza nelle etichette da non
lasciare dubbi.
Le autorità preposte ai controlli dei prodotti alimentari non sono in grado di
valutare veramente se un dato alimento possa essere nocivo a lungo termine,
specialmente se è accompagnato da documentazione di studi che comprovano
determinate qualità benefiche, studi pagati dall'industria che produce tali
alimenti.
Oggi esistono diverse filosofie di vita che includono particolari forme di
alimentazione che hanno introdotto come sostituto per la carne proprio la soia.
Anche le persone che fanno parte di queste correnti possono essere effetto
della disinformazione, e non solo i normali aderenti ma anche gli esperti del
settore. E' importante quindi sapere i rischi che tale scelta comporta.
Esiste uno studio, pubblicato un anno fa, che aggiunge ulteriori dati in merito
alla nocività della soia.
Uno di rimando potrebbe dire che i risultati sui danni della soia provengono da
studi finanziati dalle industrie del latte e della carne e che quindi non sono
affidabili. Ma questo studio tratta di misurazioni di livelli di spermatozoi
in relazione al tipo di alimentazione, quindi non c'è spazio per
interpretazioni, con i numeri non è possibile.
Negli USA, nel campo della salute naturale i nutrizionisti e terapisti ormai
conoscono bene gli aspetti deleteri della soia, infatti la chiamano “killer
bean” il fagiolo assassino.
Gli alimenti a base di soia possono danneggiare la fertilità maschile,
affermano gli scienziati.
Uno studio conferma che c'è un collegamento fra un ingrediente chimico che
imita un ormone sessuale femminile e il diminuito numero di spermatozoi.
Ian Sample, Corrispondente Scientifico, The Guardian, Giovedi 24 Luglio 2008 trad. di Luciano Gianazza
A seguito di uno studio che ha trovato un legame tra una dieta ricca di soia e
il basso numero di spermatozoi, dei medici hanno affermato che il consumo di
alimenti a base di soia possono danneggiare la fertilità nei soggetti di sesso
maschile.
Lo studio ha mostrato che uomini che avevano consumato più di due porzioni di
alimenti a base di di soia alla settimana avevano di media un numero di
spermatozoi di 41m per millilitro di sperma in meno degli uomini che non
avevano mai mangiato prodotti di soia.
Il calo evidente nel numero di spermatozoi è improbabile che possa rendere
sterili gli uomini sani, ma alcuni esperti affermano che potrebbe avere un
impatto significativo su chi ha già un numero di spermatozoi inferiore alla
media. Un numero di spermatozoi tra 80m e 120m per ml è considerato normale,
mentre gli uomini che producono meno di 20 milioni di spermatozoi per ml sono
considerati clinicamente ipofertili.
Lo studio, di Jorge Chavarro della Scuola della Salute Pubblica di Harvard a
Boston, si basa su ricerche precedenti su animali e su tessuti umani, lascia
intendere che alcuni ingredienti della soia possano danneggiare la produzione
di sperma.
La fertilità maschile in occidente è in continua diminuzione da decenni, con
circa il 20% dei giovani europei che hanno un basso numero di spermatozoi,
mentre i livelli di soia sono aumentati costantemente nella dieta occidentale,
sin dal 1940, in quanto fonte di proteine a basso costo. Prodotti a base di
soia si trovano ora nei due terzi dei prodotti alimentari fabbricati compresi
biscotti, dolci, pasta e pane, secondo l'Institute of Food Research di Norwich.
Per lo studio degli effetti della soia sulla fertilità di soggetti umani,
Chavarro e i suoi colleghi del Massachusetts General Hospital hanno reclutato
99 uomini che avevano ricevuto una visita presso la clinica della fertilità tra il
2000 e il 2006. Sono stati invitati a compilare un questionario in cui si
chiedeva loro riguardo alla quantità di 15 differenti prodotti alimentari a
base di soia che avevano mangiato negli ultimi tre mesi. I ricercatori hanno
suddiviso gli uomini in quattro gruppi a seconda dei livelli di sostanze
chimiche chiamate isoflavoni nella loro dieta. Gli isoflavoni sono gli
ingredienti dei prodotti di soia che imitano gli ormoni sessuali femminili, gli
estrogeni. Ogni uomo ha quindi fornito un campione di sperma per il test.
Chavarro ha scoperto che gli uomini che avevano consumato almeno una mezza porzione
di alimenti di soia al giorno avevano il più basso numero di spermatozoi.
"I nostri risultati danno a intendere che maggiore è l'assunzione di alimenti a
base di soia, minore è la concentrazione dello sperma, rispetto agli uomini che
non hanno mai consumato alimenti di soia", afferma Chavarro, il cui studio è
stato pubblicato sulla rivista Human Reproduction.
Richard Sharpe, dell'Unità di Scienze Riproduttive Umane del Medical Research
Council's, ha dichiarato: "Il messaggio conclusivo potrebbe essere che, se hai
già un livello basso di spermatozoi... gli alimenti di soia non sono
probabilmente una buona idea per te, in quanto potrebbero avere un impatto reale
sulla tua fertilità riducendo ulteriormente il numero di spermatozoi".
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