pane

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nevvero
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carissimi
giunto al III mese di transizione "stretta" cioè con qualche noce come unica deviazione dai suggerimenti del Prof.Ehret questa mattina ho avuto un'esperienza che vorrei raccontarvi :
mentre cercavo di farmi il pane con alcuni germogli di kamut miscelandolo alla farina e ad un pizzico di origano (sarebbe stato il II "sgarro" :twisted: )ho infilato le mani nell'impasto e sono rimasto letteralmente sconvolto dalla collosità dell'impasto stesso. Il mio pensiero è subito andato al mio povero intestino e al tempo che ci avrebbe impiegato per espellere quello che mi sembrava COLLA e anche di buona qualità !
Ho buttato via tutto e mi sono buttato su 2 banane con cui ho pranzato di gusto.
Penso che la mia esperienza con farinacei di tutti i tipi si sia conclusa con questa esperienza !
ciao e scusate se vi ho importunato con "le mie visioni"
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tizzy
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Iscritto il: 7 aprile 2007, 6:00
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nevvero ha scritto:carissimi
giunto al III mese di transizione "stretta" cioè con qualche noce come unica deviazione dai suggerimenti del Prof.Ehret questa mattina ho avuto un'esperienza che vorrei raccontarvi :
mentre cercavo di farmi il pane con alcuni germogli di kamut miscelandolo alla farina e ad un pizzico di origano (sarebbe stato il II "sgarro" :twisted: )ho infilato le mani nell'impasto e sono rimasto letteralmente sconvolto dalla collosità dell'impasto stesso. Il mio pensiero è subito andato al mio povero intestino e al tempo che ci avrebbe impiegato per espellere quello che mi sembrava COLLA e anche di buona qualità !
Ho buttato via tutto e mi sono buttato su 2 banane con cui ho pranzato di gusto.
Penso che la mia esperienza con farinacei di tutti i tipi si sia conclusa con questa esperienza !
ciao e scusate se vi ho importunato con "le mie visioni"
Magari potessi sperimentare io questa sensazione :D ! Ho una vera e propria dipendenza nei confronti del pane. Non mangio più quello bianco che per me era una droga :D ma dei grissini di farro che comunque dovrò decidermi ad eliminare. Comunque, complimenti per la visione!
Tiziana
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mokia
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ciao a tutti, :)
anche per me il pane rappresenta l'ostacolo fino ad ora "insormontabile" per raggiungere una vera e propria alimentazione senza muco.
Sto per terminare il mio sesto mese di transizione e negli ultimi tempi il desiderio ed il consumo di pane, pur se di farina integrale biologica e tostato, è aumentato ... :(
so bene, il mio intestino me lo dice chiaramente, quanto male mi faccio mangiandolo ... ma ugualmente non so se potrò mai farne a meno ed ogni tanto questa consapevolezza mi demoralizza un pò ... :?
è vero che non avrei neanche mai pensato di poter fare a meno di tanti altri cibi a cui sto rinunciando ... ma il pane ... come si fa?!!!
meno male che c'è qualcuno di voi che incontra le mie stesse difficoltà ... mi fa sentire meno sola ...
un caro abbraccio a tutti
mokia
"Verrà il giorno in cui l´uccisione di un animale sarà considerata alla stessa stregua dell´uccisione di un uomo"
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mauropud
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mokia ha scritto:ciao a tutti, :)
Sto per terminare il mio sesto mese di transizione e negli ultimi tempi il desiderio ed il consumo di pane, pur se di farina integrale biologica e tostato, è aumentato ... :(
mokia
Non credo ci sia da preoccuparsi: pensa che io sono in transizione da 2 anni e nel primo anno il pane ho continuato a mangiarlo saltuariamente e in moderate quantita'. Pian piano il desiderio di pane e' scemato e ora se va bene ne mangio una fetta al mese. Per certi versi ho sostituito il pane con il pane secco di segale, molto meno mucoso perche' pieno di fibre, ma sempre saltuariamente e con moderazione! :D
Comunque trovare un sostituto meno mucoso aiuta a liberarsene.
Saluti
Mauro
"Ho avuto un´ottima istruzione. Ci sono voluti anni per liberarmene." (anonimo?)
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mokia
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Località: viareggio

mauropud ha scritto: Per certi versi ho sostituito il pane con il pane secco di segale, molto meno mucoso perche' pieno di fibre.
grazie del consiglio mauropud ... :D
per pane secco di segale intendi pane di segale lasciato ad "essicare" oppure pane secco che trovi in commercio già pronto al consumo?
mi auguro di poter ripercorrere il tuo percorso e arrivare presto a non sentire un desiderio così forte nei confronti del pane ...
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cus75
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davideleo ha scritto:Ora forse ho trovato l'arcano: la sua passione - di cui da bambino non riuscivo a capacitarmi - era proprio il pane raffermo.
anche Ehret è d'accordo che il pane raffermo è migliore di quello fresco

pag 103 del SDGDDSM
"il momento migliore per mangiarlo è due o tre giorni dopo la cottura..."

può essere che sia a causa di microrganismi che ricominciano a usarlo come substrato nutritizio dopo la cottura? il libro che dice in proposito?
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cus75
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Località: Lucca

davideleo ha scritto:Purtroppo l'arte del crudo non aggiunge altro. Ma si può considerare raffermo il pane di 3 giorni?
mah, dipende dal pane e anche da dove viene conservato... forse non raffermo, ma nemmeno fresco

comunque ci sono pani che vanno avanti molto a lungo senza che compaiano "muffe" e pani che invece dopo pochi giorni gia hanno delle piccole colonie all'esterno. In genere ho notato che i pani integrali e di farine biologiche sembrano più "appetiti" dai microrganismi
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arca
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La dottoressa Clark afferma che le muffe del pane sono assolutamente tossiche.
E' importante che per rendere il pane raffermo esso sia riposto in un ambiente in qualche modo ventilato e che comunque venga sempre controllato prima di mangiarlo.

Un pericolo che spesso sfugge sono i sacchi di stoffa di conservazione del pane, quelli che si usano a casa; ebbene, in questi sacchi possono rimanere le briciole e possono fare muffe che contaminano il pane nuovo. Si abbia sempre l'accortenza di pulire questi sacchi rovesciandoli completamente per scuoterli e lavarli spesso.
Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso.

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susi
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cus75 ha scritto:
davideleo ha scritto:Ora forse ho trovato l'arcano: la sua passione - di cui da bambino non riuscivo a capacitarmi - era proprio il pane raffermo.
anche Ehret è d'accordo che il pane raffermo è migliore di quello fresco

pag 103 del SDGDDSM
"il momento migliore per mangiarlo è due o tre giorni dopo la cottura..."

può essere che sia a causa di microrganismi che ricominciano a usarlo come substrato nutritizio dopo la cottura? il libro che dice in proposito?


A me hanno detto che la differenza è che nel pane raffermo è terminato sicuramente il processo di lievitazione che continua per molte ore dopo la cottura e, se il pane si mangia fresco, questo processo continua nel nostro intestino. E' appunto questo che non succede più quando il pane è ben raffermo (se poi è tostato è anche meglio,ma credo che questo serva più che altro per togliere acqua).
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mauropud
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mokia ha scritto: per pane secco di segale intendi pane di segale lasciato ad "essicare" oppure pane secco che trovi in commercio già pronto al consumo?
mi auguro di poter ripercorrere il tuo percorso e arrivare presto a non sentire un desiderio così forte nei confronti del pane ...
Purtroppo quello che uso io e' semplicemente di produzione industriale. Qui in UK si chiama Ryvita: in Italia credo che la cosa piu' simile sia il Wasa, ma non sono sicuro.
Non e' esattamente "pane" ma sfoglie secche spesse 3-4 mm: io lo uso il piu' delle volte per spalmarci il guacamole quando non ho il sedano o non ho voglia di lavarlo! :D
L'etichetta dichiara che e' fatto di sola farina di segale, acqua e sale e che il contenuto di fibre e' di circa il 18%, un po' meno peggio del pane in teoria.
Devo dire pero' che se avessi sempre il sedano lavato e pronto da mangiare lascerei volentieri il Ryvita sugli scaffali! :)
Saluti
Mauro
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Io ancora non sto seguendo a pieno la dieta senza muco, il pane me lo faccio io con una macchinetta, tutto biologico.

Quando il pane è cotto, dopo un giorno lo taglio a fette, lo metto dentro un sacchetto di carta, per far passare l'aria e non far entrare le mosche, poi lo espongo al sole, per uno o due giorni; così facendo esso mi dura anche 15 giorni, senza fare muffa.

Saluti

Salvo
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Tyler
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Bellissima la tua esperienza nevvero.
Mi ricorda un po' quello che è successo a me quando ho visto mia suocera che impastava per fare le pizze. Vedevo quella pasta collosa appiccicaticcia e mi si è rivoltato lo stomaco. Da allora ho detto mai più farinacei...
salutozzi...
Nessuno è più schiavo di chi è falsamente convinto di essere libero. E noi siamo tutti schiavi. Schiavi del SIGNORAGGIO.
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