Categorie: Alimentazione

Scuole di Naturopatia – Contraddizioni

Oggi ci sono centinaia di scuole di naturopatia, ognuna che orienta l’addestramento attenendosi ai principi di una o l’altra corrente, l’Igienismo di Shelton per esempio, o altre che hanno avuto origine dalle idee di uno dei tanti naturopati dei primi anni del ‘900. Altre sono nuove e utilizzano apparecchiature moderne, come ossigenatori, ionizzatori, ozonizzatori e vari marchingegni. In pratica ci possono essere molte scuole di naturopatia con poco che le accomuni.

Inserendo in un motore di ricerca: “Scuola di Naturopatia”, se non avessi nulla da fare potresti rimanere occupato per tutta la giornata documentandoti leggendo i risultati.

Cosa significa naturopata? Queste sono due voci dal dizionario Hoepli :
naturopata
[na-tu-rò-pa-ta]
s.m. e f.
MED Medico specialista in medicina naturale.
e
naturopatia
[na-tu-ro-pa-tì-a]
s.f.
MED Medicina naturale, che cioè cura le malattie con rimedi naturali.

Appare chiaro che queste definizioni lasciano ampio spazio a ciò che potrebbe essere definito come “Naturopatia”.

Una Scuola per essere definita di Naturopatia, basta che ottenga le varie autorizzazioni, assuma un medico come amministratore e direttore scientifico, altri come insegnanti, istituisca dei corsi sui “rimedi naturali” e “prevenzione” e potrebbe aprire i battenti il giorno successivo. Può appoggiarsi e poi vantarsi di essere associata a una prestigiosa università. E rilasciare validi diplomi di specializzazione.

Cosa siano poi questi “metodi naturali” e cosa si intenda per “prevenzione” è tutto da vedere. Spesso l’orientamento è quello della medicina ortodossa, la stessa che prescrive farmaci e vaccini.

Leggo in internet, che alcuni rimangono perplessi da quanto viene a loro insegnato in corsi di scuole di naturopatia che frequentano.

Molte cose sono inesatte, spesso frutto di supposizioni e ragionamenti, fatti sì anche da medici specialisti o esperti, ma in settori di cui non sono competenti, per non dire ignoranti.

Alcune scuole sconsigliano il consumo di frutta detta acida perché depaupererebbe il corpo dei minerali. Il ragionamento è che essendo “acida” avrebbe un potere solvente e quindi drenerebbe i minerali del corpo impoverendolo.

Il ragionamento è completamente privo di senso. Gli agrumi contengono anche calcio per esempio, oltre a vitamine del gruppo C (anche se la scienza del mainstream riconosce solo una sola vitamina C) e la loro capacità solvente agisce sui minerali, ma li rende biodisponibili, permettendo al corpo di utilizzarli al meglio, altro che depauperare il corpo!
Il calcio fornito dagli agrumi neutralizza acidi deboli come l’acido citrico in essi contenuti. Si potrebbe dire che contengono tutto quanto che li rende assolutamente compatibili per l’alimentazione umana.

Nel web gira una teoria sugli “effetti dannosi di una dieta fruttariana a base di frutta acida” messa in circolazione da chi basta che legga che l’autore si firma con Dott. o sedicente Dott. per considerarla attendibile, e poi supinamente riciclata su vari siti e blog.

Se un danno c’è, lo subisce chi si beve quelle panzane invece di bersi succhi di arance e pompelmi, e di gustarsi quelli che sono ritenuti i frutti del sole per definizione da millenni.

Ora, è chiaro che se uno si nutrisse solo di agrumi, non approvvigionandosi di altri elementi necessari al corpo che gli agrumi non contengono, risulteranno delle carenze, ma per come viene posta la questione, senza le dovute precisazioni, articoli di quel genere sono indebitamente preoccupanti.

E’ una delle molte inesattezze che ho letto su blog, social network, tesine, ecc., ma perché girano tutte queste astruse falsità fatte passare per teorie scientifiche?

Alcune Scuole di Naturopatia fanno capo a medici che, per quanto in buona fede, sono rimasti effetto di quanto viene insegnato nelle università del mainstream che insegnano a trattare i sintomi con i farmaci, e in queste loro scuole si insegna a trattare i sintomi con le erbe in sostituzione ai prodotti di sintesi, con gli stessi fondamenti della medicina ortodossa, invece che a rimuovere la causa che ha prodotto i sintomi..

Questo articolo amplia il discorso: Medicina convenzionale e alternativa a confronto.

Molti sembrano affetti da una marcata ignoranza dei processi biochimici, a dispetto della loro cultura. Viene da pensare che chi fa quelle affermazioni o elabora quelle teorie abbia l’idea che lo stomaco sia un sacco dove ogni cosa che si ficca dentro mantenga le sue caratteristiche e agisca senza subire alterazioni.

Una sostanza acida non necessariamente acidifica, anzi nel caso della frutta acida è vero il contrario. Il corpo non è un involucro da riempire con cibo, ma un laboratorio biochimico molto sofisticato. La frutta acida reagendo con i minerali induce una reazione alcalina, con il risultato di alcalinizzare o mantenere alcalino il corpo, come deve essere un corpo sano.

I minerali rendono il corpo alcalino, non vengono persi, ma partecipano a un processo biochimico che genera energia o vengono utilizzati per la costruzione del corpo, l’esatto contrario di quanto sostiene la teoria di cui sopra.

L’acido citrico degli agrumi dopo le varie reazioni viene eliminato come acido carbonico dai bronchi, contemporaneamente agendo da “sgrassante” dei bronchi stessi, ed è anche per questo che vengono (venivano?) consigliate spremute quando si ha il raffreddore.

In genere i dietologi e altri medici sconsigliano le cosiddette diete alcalinizzanti, che includono anche la frutta, acida o meno che sia. Le loro affermazioni si fondano su studi fatti per decenni nei quali hanno riscontrato che le analisi delle urine di soggetti di volta in volta sottoposti a tale dieta come esperimento mostravano valori inferiori di pH (maggiore acidità) rispetto a quelli che venivano riscontrati anteriormente con la dieta onnivora e quindi arrivarono erroneamente alla conclusione che la frutta acidifica.

Ciò che in realtà succede è che la frutta scioglie gli acidi, per esempio gli acidi urici, che vengono poi eliminati dal corpo. Le analisi dell’urina rivelano quindi una maggiore acidità, specialmente se si passa da una dieta onnivora a una che esclude alimenti come carne e latticini, e questo anche per periodi abbastanza lunghi, fino a quando tramite l’alimentazione migliorata, esercizio fisico e stili di vita non deleteri si raggiunge uno stato di salute che può essere definito sano nel vero senso della parola.

A quel punto le analisi delle urine potrebbero dare valori riferiti a una condizione alcalina. Dico potrebbero perché tali analisi possono variare a seconda del periodo della giornata che vengono raccolti i campioni e delle condizioni psicofisiche, emozionali e spirituali del momento.

Arnold Ehret lo aveva compreso 100 anni fa, come riporta nel suo bestseller, Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco:

LA DIAGNOSI DELL’URINA

I medici e molti altri considerano questo tipo speciale di diagnosi come il più importante, ma è fondamentalmente mal compreso. Dopo il tratto digestivo, il dotto urinario è l’altro principale tratto di eliminazione. Non appena si diminuisce la quantità di cibo consumata, si digiuna un poco o si inizia a seguire la dieta naturale, compaiono materiali di rifiuto, muco, veleni, acido urico, fosfati, ecc., nell’urina e l’analisi di questa urina è allarmante. Lo stesso succede nella maggioranza dei casi in cui ci si ammala. Tutti si allarmano osservando questi sforzi del corpo che tenta di liberarsi dei materiali di rifiuto – che è in verità il processo di guarigione e pulizia.

E’ possibile fare un esperimento per verificare come un alimento vegetale acido o reso acido ha una reazione alcalina già solo con la saliva.

Una prugna umeboshi (in realtà è un’albicocca, ma in occidente la chiamano erroneamente prugna), quella dei macrobiotici, durante la masticazione ha un sapore molto acido e salato. Una volta ben masticata e inghiottita, in bocca l’ambiente non è per niente acido, ma alcalino, e la sensazione è piacevole, quasi dolce.

La perdita di minerali può avvenire quando la persona ha già di suo problemi di assimilazione delle sostanze nutritive. Per esempio se prendesse il latte nel tentativo di “aumentare” il calcio, in realtà costringerebbe il corpo a ricavare calcio per i suoi processi biochimici dalle ossa, perché il calcio contenuto nel latte non basta nemmeno a neutralizzare l’acidità provocata dal latte stesso.

Per queste ragioni viene consigliata una adeguata transizione per portare il corpo a una condizione in cui sarà in grado di ricavare gli elementi necessari dal solo cibo crudo.

Arnold Ehret è molto preciso riguardo agli alimenti. Non li chiama acidi o alcalini ma li divide letteralmente fra “acid binding” (acido-leganti, che fanno un legame chimico con gli acidi, di fatto neutralizzandoli) e “acid forming” (acido-formanti), basandosi non sulla loro caratteristica acida o basica, ma sulle reazioni da essi prodotte e catalizzate. Ovviamente i primi, (acid binding) legandosi con gli acidi alcalinizzano il corpo, i secondi (acid forming) lo rendono più acido lasciando ulteriori residui acidi. Fra gli alimenti “acido-leganti”, quindi che alcalinizzano, Ehret colloca tutta la frutta, incluso la cosiddetta acida.

A supporto delle sue affermazioni Ehret inserisce nei suoi libri il risultato di ricerche del biochimico svedese Ragnar Berg, esposti in tabelle, solo per confermare scientificamente quanto lui aveva già realizzato empiricamente usando il suo corpo come laboratorio, oltre che per gratificare le menti accademiche, sempre avide di “cose che siano state dimostrate scientificamente”.

Ehret non sottoscrive del tutto le tabelle di Berg, alcuni elementi, per quanto acido-leganti e scioglitori di muco, non li considera adeguati per il suo sistema di guarigione, come ad esempio il caffè e il vino, cosa che molti non hanno ancora compreso, viste le email che ricevo a riguardo ancora oggi.

Diversamente, un’alimentazione a base di proteine animali, di farinacei e zucchero raffinato, non quello naturalmente contenuto nella frutta, induce reazioni acidificanti, pur non essendo alimenti dal sapore acido.
Riguardo ai denti, altro argomento ricorrente, ci vogliono molti anni e decenni di mala alimentazione per creare dei danni, indipendentemente da quanto dentifricio e filo interdentale si possano usare. Il ritrovarsi con denti guasti dopo un paio di anni di dieta fruttariana viene spesso considerato conseguenza di questa dieta sana, dimenticandosi di decenni della precedente alimentazione onnivora.
E gli studi dentistici sono pieni di persone senza distinzione di alimentazione, almeno per ora.

Per fare una corretta valutazione occorrerebbe prendere una persona fruttariana dalla nascita, assicurandosi che la frutta che mangia sia vera frutta, non quella che troviamo ora al supermercato, al mercato rionale dove sui banchi si vede in bella mostra frutta di bellissimo aspetto sovradimensionata, e a volte anche nei mercatini e negozi bio. Non è solo il modo in cui viene coltivata che la rende carente di minerali, ma anche il suolo. Se è impoverito a causa di precedenti coltivazioni intensive, la frutta, anche se coltivata e certificata bio, è ugualmente carente di sostanze nutritive.

Per togliersi i dubbi su un argomento, occorre valutare cosa potrebbe fare senso o meno inserendo tutti gli elementi nell’esatto contesto.

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Articolo soggetto a Copyright

Nota:

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Medicinenon.it e Arnoldehret.it sono due siti di Luciano Gianazza.

Medicinenon.it è da molti anni un punto di riferimento per chi vuole liberarsi della disinformazione e poi acquisire la corretta conoscenza.

ArnoldEhret.it è il sito ufficiale degli insegnamenti di Arnold Ehret, raccolti nei suoi libri, fra i quali Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è un best seller internazionale. Arnold Ehret ha ritrovato il sentiero, di cui si era persa ogni traccia secoli fa, che porta all'alimentazione naturale dell'Uomo e alla salute perfetta in quanto ripristina la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi da tossine e veleni. In questo mondo avvelenato, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco fornisce i fondamenti per un'alimentazione e stile di vita che sono essenziali per la buona riuscita dei vari protocolli di disintossicazione.

Tutti i libri originali di Arnold Ehret sono reperibili sul sito www.arnoldehret.it | Libri

Luciano Gianazza

Dopo aver sperimentato i benefici degli insegnamenti di Ehret, ho deciso tradurre e pubblicare il suo capolavoro "Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco" per renderne possibile la lettura e la pratica al pubblico italiano. Era il dicembre 2005 e due anni dopo, nel 2007, il libro è stato riveduto e corretto e pubblicato nello stato dell'arte dalla Juppiter Consulting Publishing Co®. Nel 2013 è stata pubblicata la seconda edizione ampliata nella collana Ehretismo®. Nel frattempo l'opera di Arnold Ehret è stata completata con la traduzione e la pubblicazione degli altri suoi 5 libri. Molte persone hanno confermato con i risultati ottenuti mettendo in pratica il “Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” la validità degli insegnamenti di Ehret.

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